martedì 30 marzo 2010

LUIGI BERGAMELLI



Sentite condoglianze al presidente Stefano e alla famiglia tutta !



Non piangete la sua assenza, sentitevi vicino e parlategli ancora. Vi amerà dal cielo come vi ha amati sulla terra.

lunedì 22 marzo 2010

CREMONESE MERDAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!


Campionato: Pergocrema - Arezzo 3-4

Il Pergo sfiora l'impresa: in svantaggio dapprima per 2-0 e poi per 3-1, in superiorità numerica raggiunge il pareggio con Gherardi, ma è castigato ad un quarto d'ora dal termine.Di Le Noci (rigore) e Ferrari le altre due reti cremasche.

Pergocrema – Arezzo 3-4
Reti: 13’ pt Chianese, 24’ pt Erpen, 13’ st Le Noci (rigore), 20’ st Fofana, 22’ st Ferrari, 28’ st Gherardi, 30’ st Figliomeni.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Federici, Cazzola (31’ st Galli), Pianu, Ghidotti, Romano (1’ st Florean), Uliano, Ferrari, Le Noci, Tavares (18’ st Gherardi). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Trovò, Som, Bonfanti.
Arezzo: Mazzoni, Laverone, Sereni, Miglietta, Terra, Cannarsa, Erpen, Togni, Chianese (31’ st Rizza), Croce (18’ st Figliomeni), Maniero (1’ st Fofana). All. Galderisi. A disp.: Giusti, Ferreira, Essabr.
Arbitro: Carbone di Napoli (Deriù di Trento, Posado di Bari).
Note: Pomeriggio nuvoloso, temperatura 12°, terreno non in perfette condizioni. Spettatori: 1149 di cui 399 paganti e 750 abbonati, per un incasso lordo di € 6.611. Espulso, per doppia ammonizione, Laverone al 13’ st. Ammoniti: Cazzola, Miglietta, Croce. Angoli 3 a 3. Recupero: 2’ + 5’.

CREMA. – Per punizione, Carbone! Con quella odierna, l’arbitro di Napoli cala il tris a favore dell’Arezzo: terza partita diretta, e terzo successo granata. E’, ovviamente, una semplice annotazione statistica, e non un indizio, anche perché, a memoria, quest'anno non ricordiamo d'esserci appellati ad ingiustizie arbitrali per argomentare le sconfitte gialloblù. Gli indizi, piuttosto, arrivano dal campo: al 6’, sul risultato di parità, sorvola incredibilmente su una spinta in area ai danni di Ferrari, lanciato verso la porta toscana. Al 30’ della ripresa, inverte clamorosamente una punizione che doveva essere a favore dei gialloblù, dalla quale scaturisce la definitiva rete del successo ospite.
“A pensar male si fa peccato, ma molte volte ci si azzecca”, ammoniva il buon Andreotti. Vien da pensare male, in questi giorni, come se il Pergo avesse qualcosa da espiare. Venerdì, ad esempio, la Corte di Giustizia Federale ha respinto il ricorso per la sanzione di 10.000 euro comminata per cori ingiuriosi verso le istituzioni, mentre il medesimo organo giudicante, a gennaio, aveva parzialmente accolto quello della Cremonese, dimezzandone la multa, per una situazione analoga. Aggiungiamoci pure che i contenuti del ricorso erano pressoché simili, e allora non si capisce (secondo peccato), perché siano stati applicati due pesi e due misure.
Il terzo peccato, però, lo commette il Pergo nella sfida odierna. Ed è un peccato di gola, di ingordigia. Dopo aver compiuto il miracolo ed aver risollevato con orgoglio, caparbietà e gioco, una partita che sembrava avviata ad una cruda disfatta, facendosi lusingare dalla superiorità numerica ha ammiccato al successo ed è stato castigato, sebbene più per le stravaganti interpretazioni del direttore di gara, che per dabbenaggine propria. L’atteggiamento spavaldo assunto dalla squadra cremasca era tuttavia giustificato soprattutto dall’entusiasmo che soffiava alle spalle dopo la prodezza di Gherardi e perdere così, non per la superiorità degli avversari (comunque bravi a monetizzare le situazioni favorevoli prodotte), bensì per l’inadeguatezza dell’arbitro, fa letteralmente girare gli attributi. Anziché per la sconfitta, c’è quindi più indignazione per la sensazione di dover lottare contro i mulini a vento, che alimentano i cattivi pensieri.
Il Pergo di oggi non è dispiaciuto dalla cintola in su. Qualche appunto si può forse muovere al reparto difensivo, censurabile in almeno un paio di reti ospiti. Il pomeriggio, peraltro, è iniziato sotto pessimi auspici, con Zaninelli che ha provato sino a mezz’ora prima della gara, per poi dare forfait. Fuori lui e squalificato Blanchard, Rastelli non ha potuto proporre l’identico schema di Benevento, affiancando Ghidotti al rientrante Pianu e inserendo Romano a centrocampo.
Il Pergo inizia con un convincente piglio offensivo, mentre l’Arezzo, sornione, controlla, esercita un pressing opprimente e si affida alle azioni di rimessa. Al 7’, su lungo lancio in profondità, Ferrari si presenta in area, leggermente decentrato sulla destra, subendo una plateale spinta alle spalle da Cannarsa sotto gli occhi di Paolino Deriù, primo assistente. Il rigore, visto peraltro da una posizione ideale, risulta cristallino, ma Carbone fa ampi cenni di proseguire. Breve sondaggio tra i giocatori in tribuna che siedono accanto (Brambilla, Pambianchi, Guerci, Rossi) ed il giudizio è unanime: pollice verso nei confronti del direttore di gara. Che fischia poco e lascia giocare, anche quando i falli, dall’una e dall’altra parte, sono evidenti. Il Pergo recrimina e l’Arezzo passa in vantaggio: cross in area dalla sinistra di Croce, con deviazione di testa decisiva di Chianese, vice-bomber del girone.
C’è un po’ di sgomento, ma non rassegnazione, perché l’incipit gialloblù è stato persuasivo. Il Pergo reagisce, ma nei primi minuti successivi allo svantaggio, agita più fantasmi che azioni di rilievo. E allora ne approfittano gli aretini, che riscuotono il secondo buono. E’ ancora Croce, sempre dalla sinistra, a catapultare in area il secondo traversone di giornata, deviato dalla difesa cremasca e raccolto da Erpen, il quale addomestica la sfera e la scaraventa sul primo palo, dove Rossi Chauvenet non può arrivare.
Il Voltini è sotto choc e la squadra mostra volontà ed alcuni errori di impostazione a centrocampo. Al 30’ Cazzola prova la prima conclusione verso la porta di Mazzoni, dalla media distanza: fuori! C’è però sempre allarme dalle parti di Rossi Chauvenet, come al 33’, quando Miglietta, dopo uno scambio con Chianese, dal limite dell’area manca di poco l’obiettivo. L’ultimo sussulto del primo tempo porta ancora la firma ospite: Togni, su punizione da trenta metri, impegna Rossi Chauvenet, che neutralizza in due tempi.
Il Pergo del primo tempo, incassato il raddoppio, ha in effetti smarrito l’iniziale brillantezza e dallo spogliatoio ci si attende una scossa. Che arriva con la prima scelta tecnica: dentro Florean al posto di Romano. Al 4’ Le Noci impegna severamente Mazzoni, che respinge l’insidioso calcio di punizione in due tempi. All’8’ Uliano con un lungo diagonale a cambiare fronte d’attacco, invita Le Noci alla conclusione, che termina altissima. Al 12’ il bomber cremasco recupera un pallone vacante sulla linea di fondo campo, mettendolo poi a centro area per Florean, affossato in placcaggio rugbystico da Laverone. Calcio di rigore e secondo cartellino giallo per il difensore aretino. Dal dischetto Le Noci manda Mazzoni da una parte e pallone dall’altra, dimezzando lo svantaggio.
Adesso il Pergo ci crede e spinge con intensità. Al 16’ cross di Cazzola dalla fascia destra e colpo di testa di Florean indirizzato sotto la traversa. In plastico volo, il portiere ospite smanaccia in corner. Un’altra occasione per pareggiare giunge un minuto più tardi: tiro cross di Le Noci bloccato al limite dell’area piccola da Ferrari, che si gira lestamente e calcia in porta tra le braccia di Mazzoni. Mentre il Pergo nutre le speranze dei propri tifosi, l’Arezzo li annichilisce al 20’: punizione dalla trequarti, scambio volante al limite dell’area tra Miglietta e Fofana, e tiro di quest’ultimo che sorprende Rossi Chauvenet, il quale intercetta, ma non respinge a sufficienza. Neppure il tempo di piangersi addosso ed il Pergo ritorna ad un passo dall’impresa. Azione insistita sulla sinistra di Florean (22’), con perfetto assist per Ferrari, che di testa, a due passi dalla linea di porta aretina, rimette sul tram dei desideri la formazione gialloblù.
Il desiderio si esaudisce al 28’: cross di Federici, Mazzoni esce dai pali a vuoto e, dalla parte opposta Gherardi controlla, si accentra e calcia di precisione nella porta sguarnita. Il miracolo sembra compiuto e a questo punto, il Pergo, sbava dallo struggimento di cogliere l’impresa. Il pensiero, tuttavia, si frantuma al 30’. Carboni, tra lo stupore generale e gli strali della tribuna, assegna all’Arezzo un calcio di punizione per un fallo, invece, decisamente subito da Cazzola. Dal calcio piazzato, Figliomeni sale più in alto di tutti e devia nell’angolo alto alla destra di Rossi Chauvenet. E’ il secondo gol subito dal Pergo durante la fase di superiorità numerica!
La squadra, comunque, non si rassegna e raccoglie le ultime forze per rimediare all’ingiustizia, concedendo inevitabilmente il fianco ai contropiedi avversari. Al 32’ Erpen, da buona posizione, grazia la difesa cremasca, mentre sul fronte opposto, al 39’, è Ferrari ad imitarlo indirizzando sopra la traversa l’ennesimo ottimo traversone di Florean. L’ultima occasione cade al 45’: punizione velenosa di Le Noci, con Mazzoni che vola, deviando la sfera sul palo. Se oltre ai cattivi pensieri ci si mette anche la sfiga, quantomeno per oggi bisogna soltanto rassegnarsi. Dopootutto, "come può uno uno scoglio / arginare il mare? ..."

Campionato: Benevento - Pergocrema 0-1

Il Pergocrema espugna il "Santa Colomba" di Benevento e compie un bel salto in avanti in proiezione  salvezza. Di Ghidotti, nel primo tempo, il gol della vittoria.


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Benevento - Pergocrema 0-1
Rete: 21' pt Ghidotti
Benevento: Corradino, Pedrelli, Palermo, Ferraro, De Liguori, Cattaneo, D'Anna (4' st Ciarcià), Cejas (15' st Vacca), Evacuo, Clemente, La Camera (15' st Castaldo). All. Camplone. A disp.: Baican, Ignoffo, Poli, Germinali.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico (8' st Romano), Federici, Cazzola, Zaninelli, Blanchard, Ghidotti, Uliano, Ferrari, Gherardi (21' st Le Noci), Tavares (43' st Trovò). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Som, Bonometti, Vezzoli.
Arbitro: Donati di Ravenna.
Note: Pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni. Spettatori 4.500 circa. Sancito il gemellaggio tra le due curve, con 30 cannibali presenti. Ammoniti: Blanchard, Ghidotti, Cazzola. Angoli 9 a 5 per il Benevento. Recupero: 2' + 4'

BENEVENTO. Ha piovuto ieri sera a Benevento, mentre oggi sventolano nubi minacciose. Il temporale, sul Santa Colomba, quando arriva è metaforico e si chiama Daniele Ghidotti da Martinengo. Un tipo timido e riservato, ma quando si esprime, come al 21’, gonfia di fiducia i sogni gialloblù. E’ un lampo di gioia per i trenta cannibali presenti quaggiù e alla fine gli occhi luccicano di commozione, di orgoglio, di desiderio. Troppa grazia, e il Benevento sta a guardare.
Doveva essere una trasferta proibitiva per la squadra e di tensione per i suoi sostenitori, attesi da un controllo agli ingressi triplicato per la disposizione promulgata dalla capitale. Sarebbe a dire: mentre a Roma si discute, Benevento viene espugnata. Ma sì, c’è un po’ di ilarità, vedendo le due tifoserie scambiarsi gadget e abbracci a dispetto delle indicazioni sul rischio della gara. Eppure si sapeva che tra le due curve era stato sancito il gemellaggio e non c’era motivo di agitare allarmi. Eppoi, non ci sono stati, domenica scorsa, atti di violenze materiali tali da indurre a triplicare risorse umane e sforzi economici per zittire i cori, giacché agli accessi si può prevenire l’introduzione di oggetti e di striscioni, ma non si può “sfiatare” il tifoso. Si deve, ugualmente, meditare sull’opportunità di perpetuare dissensi che producono effetti soltanto sulle casse della società.
A Benevento invece, lievemente virata di gialloblù, arde di felicità il popolo cannibale per una vittoria forse insperata, ma che rilancia, con il terzo risultato utile consecutivo, le aspettative di riscossa cremasche. La squadra è piaciuta, sia sul piano fisico sia sotto l’aspetto della tenuta mentale, ribadendo la regolarità di rendimento, nonché una raggiunta e non effimera maturità. Il Pergo è andato in vantaggio sin troppo presto, con il sospetto che non potesse poi reggere la reazione avversaria. Che è giunta puntuale e si è tradotta al termine del primo tempo con un doppio palo, ma che è pure evaporata nella ripresa grazie all’avveduta condotta di gara del Pergo, che ha saputo imbrigliare la manovra dei locali, annebbiandone idee e geometrie. Così l’albero gialloblù prosegue a dare frutti e la classifica, seppure sempre immalinconita, ha subito la necessaria scossa elettrica con questa seconda vittoria esterna della stagione.
La gente ha bisogno di innamorarsi ed oggi il feeling è stato dunque perfetto perché la lunga ed estenuante trasferta in pullman è stata ripagata con un reciproco atto di fiducia. Peggio per gli assenti, e ne facciamo ammenda.
Ci sono due novità in campo rispetto alla gara di una settimana fa. La notizia principale è quella di bomber Le Noci che smaltisce le tossine partendo dalla panchina. Poi, al posto dello squalificato Galli è il turno di un altro giovane, Gherardi, ad essere proposto dal primo minuto.
E’ il Benevento, che ancora ha sullo stomaco la sconfitta interna contro la Cremonese di sette giorni fa, a salire in cabina di regia e a gestire il match, mentre il Pergo si affida alle ripartenze, come al 14’, quando Gherardi non coglie l’attimo per la conclusione a rete. Brivido al 19’ in terra cremasca: su corner, Evacuo di testa devia difettando di precisione. Sul pallone prolungato arriva D’Anna, che però impegna severamente soltanto i raccattapalle.
Passano due minuti, e arriva l’infatuazione: cross di Tavares e Ghidotti, graziato da un malinteso tra un difensore ed il portiere Corradino, verga la rete del vantaggio, che diventerà pesante al termine della partita. E, appunto, al termine del match, a risultato consolidato, ci si rende conto dell’importanza di questo gol. Adesso è una rete che vende sorrisi, è il gol più bello di tutti perchè era dalla prima giornata di campionato che il Pergo non otteneva i tre punti in trasferta; è un gol, citando una canzone scritta per gli Stadio dal poeta Roversi che “si stacca piano dal cuore, e come un sasso nel cielo è già una stella cometa”.
Intanto, ritorniamo coi piedi per terra e rituffiamoci nel Santa Colomba per annotare la reazione campana. Al 31’ è La Camera a farsi maledire dai propri sostenitori sprecando l’occasione della vita: ormai solo davanti a Rossi Chauvenet, si fa recuperare da uno strepitoso Zaninelli, che gli sradica il pallone dai piedi.
La frenesia di recuperare lo svantaggio tra i giocatori del Benevento è palpabile ed il Pergo, operaio nel sacrificio e sagace nella disposizione tattica, mantiene la calma ed approfitta, al 35’, del disorientamento difensivo avversario con un’azione di rimessa. Tavares, tuttavia, non coordina a dovere il suggerimento per Gherardi e l’opportunità svanisce. Al 45’ fremito in area gialloblù. La punizione di La Camera è una sassata che si infrange sull’incrocio dei pali. Il pallone ritorna in campo ed è raccolto di testa da Evacuo, che colpisce la traversa. Doppia sculettata, ma siamo tuttavia sempre a credito con la fortuna.
La traversa ancora tremolante, fa vacillare le certezze cremasche nei commenti durante l’intervallo. Nella ripresa ci sarà da soffrire. Almeno così si pensa e quando, già al 2’, Clemente costringe Rossi Chauvenet alla deviazione in corner, i timori sembrano fondati. Invece, con il trascorrere dei minuti, si affievolisce vistosamente la spinta offensiva del Benevento, mentre cresce il piglio autoritario del Pergo, che controlla la manovra avversaria senza affanno. Rastelli, all’8’, è costretto a togliere Lolaico (infortunio), sicché l’eroe di giornata, Ghidotti, è chiamato a difendere nel suo ruolo più naturale la rete del vantaggio, con Romano che si piazza a centrocampo. Poi, al 21’, al posto di un esausto ed ottimo Gherardi, entra il principe del gol, Beppe Le Noci, e la sola sua presenza è sufficiente a mettere maggiore apprensione alla difesa del Benevento, suggerendole di limitare le libere uscite oltre la propria metà campo. Al 90’, comunque, i locali sprecano l’ultima munizione per ottenere il pareggio: è il turno di Evacuo a mettersi le mani tra i capelli, mentre volano in cielo le braccia dei giocatori e dei trenta cannibali calati quaggiù dopo i quattro minuti di recupero trascorsi con pathos e senza cattive sorprese. Come il viaggio di rientro, anche il cammino che può condurre il Pergo fuori dalla paludosa zona dei playout è ancora lungo. Dopo la gara di oggi, c’è un motivo in più per continuare a crederci. E, soprattutto, ci sono tre punti in più per alimentare queste speranze.

mercoledì 10 marzo 2010

I cori "stonati" costano altri 10.000 euro

Dopo i 5.000 euro comminati la scorsa settimana per lo striscione offensivo, arriva un altro salasso per le casse gialloblù. Il giudice sportivo di LegaPro ha infatti inflitto un'altra sanzione ai danni del Pergocrema, raddoppiando l'"obolo" della settimana precedente: 10.000 euro (equivalente a quasi due incassi), "perchè propri sostenitori prima dell'inizio della gara intonavano cori offensivi verso il Presidente della Lega, le istituzioni civili e le forze dell'ordine (recidiva, ammenda con diffida art. 18 comma c) CGS)."

Previste, invece, dopo le ammonizioni di domenica, le squalifiche (1 turno) comminate ai diffidati Bonfanti e Galli.

martedì 9 marzo 2010

Campionato: Pergocrema - Perugia 1-1


Pergocrema - Perugia 1-1


Reti: 15' st Le Noci, 36' st Stamilla


Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Federici, Cazzola, Zaninelli, Blanchard, Galli (14' st Som), Uliano, Ferrari, Le Noci (20' st Bonfanti), Tavares (15' st Ghidotti). All. Rastelli. A disp.: Lucini, Trovò, Romano, Gherardi.


Perugia: Benassi, Tacccci (32' st Martini), Raimondi, Cazzola, Urbano, Bonomi, Perulli (17' st Stamilla), Della Rocca, Docente, Bondi, Paponi (22' st Del Core). All. Buzzi. A disp.: De Marco, Pagani, Forò, Lacrimini.


Arbitro: Liotta di Lucca (Alassio di Imperia, Viello di Padova).


Note:Pomeriggio con temperatura al di sotto della media stagionale. Terreno in discrete condizioni. Spettatori 1202 (di cui 750 abbonati) per un incasso lordo totale di € 7.417. Ammoniti: Lolaico, Galli, Bonfanti (Pergo), Cazzola, Urbano, Bonomi (Perugia). Recupero: 1' + 4'..


domenica 28 febbraio 2010

Campionato: Pergocrema - Como 1-0

Secondo successo consecutivo al Voltini per il Pergo, che supera il Como con un rigore trasformato nella ripresa da Le Noci. Buona prestazione e vittoria meritata.

Pergocrema . Como 1-0

Rete: 12’ st Le Noci (rigore)

Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Blanchart, Zaninelli, Federici, Cazzola (33’ st Galli), Romano (1’ st Ghidotti), Uliano, Le Noci, Tavares (21’ st Florean), Ferrari. All. Rastelli. A disp.: Lucini, Trovò, Ghidotti, Som, Galli, Gherardi, Florean.
Como: Zappino, Maggioni, Ardito (8’ st Piraccini), Goretti, Franco, Filippini, Gonnella, Riva, Salvi, Cozzolino (23’ st Agodirin), Fragiello (26’ st Prandelli). All. Oscar Brevi. A disp.: Malatesta, Rudi, Bruno, Piraccini, Agodirin, Prandelli, Zerzouri.

Arbitro: Sguizzato di Verona (Fortarezza di Foggia, Gualtieri di Asti).

Note: Giornata uggiosa e fredda, terreno in brutte condizioni. Spettatori 1476 (di cui 750 abbonati), per un incasso totale di € 9.705,61. Ammoniti: Tavares, Blanchard, Riva, Goretti e Filippini. Angoli 6 a 6. Recupero: 1’ + 5’.


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Le Noci e Ferrari al termine della partita
CREMA. – Unanimità alla fine: gran bel Pergo. Almeno al Voltini, ultimamente ritorna ad essere una favola, forse da vivere, più che da raccontare. La fiamma gialoblù, anche oggi, si chiama Curva Sud, che canta la sua professione di fede e di amore. A farla ardere è il solito Pergo, bello ma resistibile, che vince soffrendo nonostante abbia dominato per tre quarti del match. A regalarle il sorriso è ancora lui, bomber Le Noci, che trasforma nella ripresa il rigore concesso per il fallo ai danni di Ferrari.
Ci sono partite in cui non succede niente, partite che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero giocate. A pensarci bene, in questa stagione, di partite così non ce ne sono state molte, però ne sono passate parecchie lasciando soprattutto tanta amarezza. Di fronte alla prestazione odierna (ma non solo), capita allora di chiedersi come sia possibile illanguidire laggiù, in fondo alla classifica. O patire, come oggi, sino all’ultimo minuto dopo aver creato tante occasioni da rete. E’ il ritornello della stagione, cui è difficile rassegnarsi con la necessaria serenità d’animo e a cui è improbabile fornire una spiegazione razionale. Semplice questione aritmetica, dirà qualcuno: più gol subiti che realizzati. A volte, però, è anche questione di fondoschiena. E’ una questione, insomma, di punti di vista, sebbene oggi, ci sono soltanto certezze, anziché sensazioni.
Infatti, contro il Como il risultato non dice tutto. Di gol, il Pergo, poteva farne tre o quattro. Nel gioco del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, possiamo dire che è mezzo pieno, e senza eccedere in ottimismo. E così lo dobbiamo vedere anche in proiezione futura. La formazione cremasca ha seminato nel primo tempo, senza comunque imprimere un ritmo elevato alla gara. Nella ripresa ha invece pigiato sull’acceleratore sin dai primi minuti, passando alla cassa al 12’ con il calcio di rigore che peraltro non si presta ad alcuna recriminazione. Inattaccabile la decisione arbitrale, ineccepibile l’esecuzione del principe del gol. Tutto vero, e tutto bello.
Passato in vantaggio, il Pergo ha mostrato qualche timore di troppo, consentendo alla formazione ospite di accentuare la pressione e di rendersi insidiosa sempre comunque in situazioni di palle inattive. La sofferenza finale rende ancor più appassionante e meritato il successo in quello che era stato indicato come uno spareggio playout. Il percorso che attende la squadra di Rastelli è tuttavia sempre in salita, però dinnanzi a queste dimostrazioni di impegno, di volontà, di gioco, di spirito di gruppo, si impone la fiducia.
Non trasmette invece fiducia il cielo sopra il Voltini: grigio!, e neppure le condizioni del manto erboso, alquanto allentato. Rastelli recupera in difesa Zaninelli, con Pianu, infortunato, che assiste dalla tribuna, insieme agli altri degenti, tra cui: Rossi, Marconi, Guerci. Esordio per Romano, mentre in attacco viene schierato Tavares. Il Como è seguito da un buon numero di sostenitori (circa trecento), alcuni dei quali a fine gara attenderanno l’uscita della squadra per farla partecipe del proprio malessere dopo l’ennesima sconfitta.
I due tecnici si affidano ai moduli collaudati: 4-3-3 per il Pergo, 4-4-2 sul versante comasco. Dopo una prima fase di studio, è la squadra di casa a dirigere l’orchestra. Al 17’ la prima favorevole occasione arriva sui piedi del sempre temibile bomber: cross dall’out destro di Lolaico prolungato di testa da Ferrari. All’altezza del secondo palo è ben appostato Le Noci, la cui conclusione termina però sopra la traversa. Passa un solo minuto ed è Tavares a sfiorare il suo primo gol in maglia gialloblù. Lanciato in profondità da Le Noci, evita l’uscita di Zappino, ma è costretto a decentrarsi, concludendo comunque in porta: sulla linea sbroglia la matassa Gonnella con un salvataggio in extremis.
E’ un Pergo volitivo, che lavora ai fianchi l’avversario. Il quale, ogni tanto, fa capolino dalle parti di Rossi Chauvenet, come al 22’. Punizione dalla metà campo deviata di testa da Fragiello con destinazione incrocio dei pali. Il portiere gialloblù è però ben piazzato. Altro brivido, di tutt’altro spessore, nell’area opposta al 25’: corner di Romano, Zappino in uscita scivola e perde il pallone; nella mischia è Zaninelli il più lesto ad impossessarsi della sfera, ma la sua botta a colpo sicuro è respinta con il corpo da Fragiello. Si continua, con il soliloquio dei locali sia nel possesso di palla, che nelle occasioni da gol. Al 35’ è il turno di Ferrari, che intercetta una corta respinta di testa di Maggioni (su cross di Tavares) e prova ad aprire la breccia con un tiro dal limite dell’area, con Gonnella che si immola e devia in corner. Il primo tempo si conclude con un altro acuto che fa sobbalzare il Voltini: punizione di Le Noci dalla trequarti campo (44’), Ferrari anticipa di testa Goretti, ma il pallone, deviato da una manciata di metri dalla porta, si spegne sul fondo di pochissimo.
Il primo tempo finisce senza reti, però è lecito sperare. Il Pergo è lucido, ed è molto motivato. Lo dovrebbe essere anche il Como, ma la sfida, sinora, non esiste. Sembra una fotografia virata seppia, una prestazione attorcigliata da cui invece il Pergo si defila con nobile distacco. E la ripresa premia quasi subito il maggior piglio autoritario mostrato dai gialloblù. Al 12’ Ferrari evita in dribbling Goretti, che lo atterra. Calcio di rigore cristallino che Le Noci trasforma con un tiro angolato a mezza altezza. Il Voltini bramisce di gioia e la squadra rincuorata dall’entusiasmo cerca di mettere al sicuro il successo. Al 19’ Ferrari, che in effetti è in grado di fare la differenza (e la fa), invita il bomber alla conclusione dal limite dell’area, che termina però innocua tra le braccia di Zappino.
Il Como reagisce, ma la sua replica è sostanzialmente assegnata a qualche punizione dalla lunga distanza, o a qualche situazione in mischia da calcio d’angolo, procurando qualche apprensione, ma non potenziali occasioni da rete. Preoccupa invece Zappino, al 27’, il tentativo di eurogol di Le Noci. L’attaccante gialloblù vede il portiere lariano fuori dai pali e dalla linea di metà campo coordina la lunga gittata, che costringe Zappino ad un colpo di reni in recupero per deviare oltre la traversa la deliziosa palombella. Al 28’ il Como sciupa il pareggio con Agodirin, che sul secondo palo raccoglie il corner di Filippini e ad un metro dalla porta bisticcia con il pallone. Sarebbe stata davvero un’atroce beffa. Scampato il pericolo, nel finale il Pergo si distende in contropiede e al 43’ Le Noci sfiora il raddoppio: solo davanti a Zappino lo supera con un diagonale vellutato, ma sulla linea di porta è il turno di Goretti ad evitare la doppietta.
Applausi per il Pergo, che fradicio di sudore e inzuppato dalla pioggia, a fine partita va sotto la Sud per un bagno di affetto. Oggi, finalmente, missione meritatamente compiuta. Domenica ci sarà ancora una gara interna, contro il Perugia. La classifica è sempre drammatica, ma giocando così, il bicchiere potrebbe restare mezzo pieno.

venerdì 26 febbraio 2010

METTI IN CIRCOLO IL TUO AMORE

Hai cercato di capire e non hai capito ancora se di capire di finisce mai.
Hai provato a far capire con tutta la tua voce anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce o ci si diventa tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca ti fa fuori dentro forse parte proprio da chi sei.
Metti in circolo il tuo amore come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore come quando ammetti "non lo so" come quando dici "peché no?"
Quante vite non capisci e quindi non sopporti perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci e di correnti forti perché 'sto mare sia come vuoi te.
Metti in circolo il tuo amore come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore come quando dici si vedrà come fai con una novità
E ti sei opposto all'onda ed è li che hai capito che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa per cui non hai l'invito per cui gli inviti adesso falli tu.
Metti in circolo il tuo amore come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore come quando ammetti "non lo so" come quando dici peché no.

ALLENAMENTO ODIERNO

OGGI 26/02/2010 L'ALLENAMENTO DEL PERGO SI SVOLGERA' A ROMANENGO CON INIZIO ALLE ORE 15.00

lunedì 22 febbraio 2010

Campionato: Figline - Pergocrema 1-0

Il Pergo sconfitto a Figline nonostante una buona prestazione, mantiene il penultimo posto grazie al pareggio del Varese a Pagani. Fondamentali per morale e classifica le prossime due partite casalinghe.

Figline - Pergocrema 1-0

Reti: 21' pt Guerri.

Figline: Pardini, Mugnaini, D'Elia, Ghinassi, Consumi, Bettini, Guerri, Campolattano (44' t Redomi), Fioretti (32' st D'Antoni), Fanucchi, Frediani (44' st Pasquini). All. Torricelli. A disp.: Novembre, Duravia, Cosentini, Spuntarelli.

Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Pianu (27' Som), Cazzola, Blanchart, Federici, Gherardi (st Tavares), Uliano, Ferrari, Le Noci, Galli (st Florean). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Zaninelli, Romano, Ghidotti.

Arbitro: Affinito di Fratta Maggiore.

Note: Espulso al 58', dalla panchina, Colombi per proteste. Ammonititi: Mugnaini, D'Elia, Campolattano, Redomi, Federici e Uliano.

Figline. -

Partiamo dall’aggettivo per definire la decisione che ha limitato la presenza dei tifosi per Figline – Pergocrema: insensata. Grottesca, dannosa, incomprensibile, sono epiteti già impiegati. Per la quarta trasferta della stagione, i cannibali cremaschi non hanno potuto seguire la squadra. Dopo Busto Arsizio, Viareggio e Varese, questa volta è toccato per Figline Valdarno. Formalmente non ci sono stati veti, ma soltanto l’obbligo di accedere allo stadio esibendo la “Tessera del tifoso”. Ma perchè?
Infatti, il 20 novembre 2009 il ministro dell'Interno Roberto Maroni accolse la richiesta delle società di serie A e B di rinviare alla prossima stagione l'entrata in vigore della “Tessera del tifoso”, condividendo l'idea di istituire un tavolo di lavoro per perfezionare l'iniziativa. Se l’entrata in vigore della tessera è stata rinviata all’inizio della stagione 2010/11, perché allora a Figline è tuttora in vigore? Forse le squadre di LegaPro, che per il volume di ultras che movimentano avrebbero meno necessità di schedature (l’ultima del Pergo al “Voltini”: 6 tifosi viareggini presenti nella Nord, quali problemi di ordine pubblico possono aver procurato?), sono rimaste le neglette società rispetto a quelle di Serie A e B? E’ il solito casino all’italiana, cioè il trionfo dell’illogica, o dei due pesi e delle due misure. Della confusione, insomma!.
“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”, aveva tuonato il presidente del Palermo Zamparini, una delle pochisisme voci fuori dal coro. Che aggiunse: “Penso che le altre nazioni europee non abbiano violenza negli stadi, si possono raggiungere risultati senza tessere e senza tornelli. La tessera va fatta in un’ottica di fidelizzazione: va fatta per offrire vantaggi, ma non per penalizzare chi non la fa”.
Giannu Mura (un suo articolo su Repubblica sarebbe da brandire come manifesto anti-tessera), ironizzando sul calo degli incidenti negli stadi attribuiti dal Viminale alla "card", sostenne, sulle trasferte, che “Vietandole del tutto, le cifre calerebbero ancora, ma questo paradosso evoca Tacito ("l'hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace")”.
Provoca sarcasmo anche una frase pronunciata dal ministro Maroni (nel corso di una tavola rotonda organizzata dalla redazione romana della Gazzetta dello Sport): “Il progetto della Tessera del tifoso si basa sull’adesione volontaria delle società, non è obbligatorio, però chi non lo attua riceverà delle sanzioni per le segnalazioni che saranno fatte dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive”. Se si incorre in sanzioni, dove sta la facoltà? Eppoi, ovvio che non è un obbligo per le società, bensì lo è per il tifoso se vuole seguire in trasferta (ma a Figline pure in casa) la propria squadra del cuore. Citando Flaiano: “la situazione è grave, ma non seria.”

Non siamo contrari per principio alla tessera poiché sarebbe anche corretto che una “proprietà” (se gli stadi fossero delle società) adotti una fidelizzazione coi propri supporter e cerchi di invogliare il proprio cliente con un rapporto di natura premiale. Siamo però contrari alla tessera "Ministeriale", che impone il nullaosta della questura come fosse un porto d’armi per accedere non ad una proprietà privata, bensì ad un luogo pubblico. Allora rendiamola obbligatoria anche per discoteche, o altri impianti sportivi o esercizi pubblici, dove ogni tanto qualche scazzottatura ci scappa. In questo caso, però, non è assicurata la diretta Tv ed i relativi diritti.

Anche per solidarietà con i cannibali cremaschi, oggi non siamo andati a Figline. Pur non avendo aderito alla tessera del tifoso, avremmo potuto accedere allo stadio beneficiando del pacchetto di accrediti che le società si scambiano reciprocamente. Quantità che è sempre superiore al numero degli effettivi dirigenti presenti, per cui ne trae vantaggio pure un buon numero di persone non ufficialmente “tesserate”. Il paradosso è proprio qui: se volessimo accedere a titolo personale, acquistando il biglietto, non potremmo perché privi della tessera; se ci facessimo accreditare, avremmo invece accesso pure all’eventuale sala vip. Eppure siamo sempre la stessa persona (almeno crediamo), con qualche crisi d’identità in più.
Perciò, anche per solidarietà con i cannibali cremaschi, ci asteniamo dal consueto commento sulla partita odierna, proponendo in alternativa il decalogo “promulgato” dalla LegaPro sull’iniziativa della Tessera del tifoso. Dopo la sconfitta, riprendiamoci un po' di buonumore.

Con la Tessera del tifoso la Società sportiva:

1. Permette al tifoso di beneficiare del Libero accesso, previo acquisto di regolare titolo, a tutti gli impianti sportivi a livello nazionale anche in presenza di limitazioni o restrizioni da parte dell’Osservatorio o delle Questure di riferimento;
2. Diffonde una maggiore consapevolezza di una sana cultura sportiva tra i supporter della stessa squadra e soprattutto con i tifosi delle altre società di Lega;
3. Appaga il bisogno di appartenenza del tifoso, attraverso un maggiore spirito di appartenenza al Club e in particolar modo alla community dei possessori della tessera;
4. Aumenta gli spazi su cui dare maggiore visibilità della sua Naming (insieme a quella della Lega e dei Partner del progetto) attraverso l’unicità della Tessera di Lega Pro; la realizzazione di una tessera unica per tutte le società, ma con la personalizzazione in termografia del nome della squadra;
5. Instaura un rapporto privilegiato con il tifoso: il sottoscrittore avrà come unico referente un membro della società sportiva, che provvederà a seguire tutta la pratica, dalla consegna dei moduli di adesione fino alla consegna materiale della Tessera del Tifoso presso la sede, oltre che alla comunicazione dei benefici e/o delle opportunità derivanti della stessa;
6. Garantisce la massima sicurezza sul trattamento dei dati sensibili del sottoscrittore; i dati verranno gestiti dalla società sportiva(che provvederà anche a fornire i vari codici di sicurezza, usernames, passwords ecc); perchè una Società deve promuovere la Tessera del tifoso
7. è uno strumento tecnologicamente avanzato, completo e flessibile; la tessera contiene 3 tecnologie diverse fra cui un chip, un codice a barre e un sistema Rfid, al fine di poter essere sempre al passo con i tempi;
8. Concede la possibilità al tifoso di usufruire di una tessera con un sistema di pagamento comodo e sicuro e senza vincoli di conto corrente bancario dedicato; la tessera è anche una carta di pagamento ricaricabile che può essere usata in tutto il mondo sul circuito Visa,
ha un proprio IBAN e non necessita dell’accensione di un conto corrente bancario dedicato;
9. Offre maggiori servizi e benefit al tifoso, concessi a livello locale dalla singola società, a livello nazionale da tutte le altre società di Lega Pro e anche a livello centrale, ovvero godendo dei vantaggi e delle convenzioni favorevoli stipulate direttamente fra la Lega e i propri partner commerciali.
10. Stimola l’aumento di appeal della società favorendo l’ingresso di nuovi partner commerciali. La tessera è una carta di servizi e potrà essere utilizzata dagli uffici marketing delle società sportive come una importante Leva di Marketing con la possibilità di sviluppare
programmi ad hoc di fidelity e di loyalty, oltre che per promuovere il merchandising ed avviare azioni di direct marketing con i possessori della tessera o di co-marketing con altri partner commerciali;
11. Genera valore per sé stessa e per i propri supporter e aumenta le sue risorse finanziarie; con la sottoscrizione e le ricariche la Lega percepirà dei compensi che poi verranno ridistribuiti alle società in base al numero delle tessere emesse da ciascuna e in base al numero delle transazioni effettuate dai singoli possessori.

Il tifoso sarà stimolato a sottoscrivere la tessera per:

1. Avere la garanzia di poter seguire sempre la propria squadra del cuore anche in trasferta e anche in presenza di limitazioni o restrizioni da parte dell’Osservatorio o delle Questure di riferimento per le partite considerate rischiose;
2. Acquisire una maggiore consapevolezza di una sana cultura sportiva, nel rispetto del tifoso avversario;
3. Godere del privilegio di far parte di un Club esclusivo, appagando in tal modo il bisogno di appartenenza;
4. Essere possessore di una tessera UNICA con il nome della squadra del cuore e con il logo della Lega Pro che può essere utilizzata su tutto il territorio nazionale senza vincoli geografici;
5. Rafforzare il suo rapporto con la società, attraverso lo scambio di informazioni, idee e condivisione di progetti utili per la community;
6. Contribuire ad una gestione più efficiente della propria squadra facendo privilegiare maggiormente azioni che coinvolgano il tifoso a prescindere dal singolo evento sportivo; giochi, cene sociali, eventi extra sportivi;
7. Essere considerato ed avere opportunità per: premio fedeltà, miglior supporter, visibilità e intervista sulle rivista periodiche da recapitare a tutti i tifosi;
8. Ottenere una carta di pagamento ricaricabile Visa con un proprio IBAN senza essere vincolati ad un conto corrente bancario; consente di ricevere bonifici, accrediti di stipendio e trasferire in real time denaro da una carta all’altra (card to card);
9. Operare in modo sicuro e veloce ottenendo sempre maggiori servizi e benefici concreti; premi, merchandising, biglietti, convenzioni e scontistica di vario genere;
10. Sostituire il denaro contante: la tessera rappresenta un borsellino elettronico che consente di fare operazioni di varia natura, acquisti online, prelevare contanti, trasferire denaro, ricaricare il telefonino ecc.

sabato 20 febbraio 2010

BERETTI

LECCO PERGOCREMA 1 - 2

RETI

Marcarini
Bertoli

venerdì 19 febbraio 2010

30 E LODE


OGGI SONO 50 - AUGURI CAPITANO







SABATO 20 FEBBRAIO ORE 21.30
FESTA DI COMPLEANNO

DRUME


SDRAIATO SU UNA NUVOLA "GRIGNANI"

E tu vuoi soffiarmi via
Per legarmi a terra ma, la mia testa vola via
Lei di peso non ne ha
E come un aquilone, vuole spazi e libertà
Sdraiato su una nuvola, perché, da qui il mondo scivola
E poi va tutto bene sai
Se noi due stiamo insieme dai
Io non avrò paura mai e tu, non avrai confini con me, perché
Siamo anime leggere io e te!

Perché come un'emozione, cerca sogni e non ragione
Io ti voglio sì lo ammetto, tu per me,
sei un istinto maledetto
puoi portare i dubbi qui
tu e i tuoi giorni io ti aspetto!
Sdraiato su una nuvola, perché, da qui il mondo scivola

E poi va tutto bene sai
Se noi due stiamo insieme dai
Io non avrò paura mai e tu, non avrai confini con me, perché
Siamo anime leggere io e te!

E non puoi buttarmi giù, ma tu, qui il vento soffia di più e più su
No non puoi buttarmi giù, non tu, finché non ho trovato
Quel che stavocercando quassù

Perché va tutto bene sai
Se noi due stiamo insieme dai
Io non avrò paura mai , non avrai confini con me, perché
Va tutto bene sai,
Noi due stiamo insieme dai
Sdraiato su una nuvola
Sdraiato su una nuvola

martedì 16 febbraio 2010

STEFANO BERGAMELLI



--------------- GRAZIE
---------------



BERGAMELLI SMENTISCE

In riferimento alle notizie pubblicate sui quotidiani di Piacenza e riprese dai notiziari
radiotelevisivi locali, nonché nelle edizioni di oggi da altri organi di stampa, il presidente del Pergocrema Stefano Bergamelli smentisce perentoriamente il proprio interessamento per il Piacenza Calcio, stigmatizzando nel contempo il contenuto, il luogo ed i tempi della notizia, inappropriata rispetto alla realtà e nociva rispetto alla delicata situazione di classifica del Pergocrema, che impone soprattutto di trasmettere serenità all’ambiente, anziché precarietà sull’improbabile futuro prospettato.

"Si rammenta, peraltro, che già in passato al presidente Bergamelli venne attribuito un suo presunto ingresso nell’assetto societario di altre squadre di Serie B o di Prima Divisione, senza che le informazioni divulgate venissero poi confermate dai fatti, ribadendo quindi il ripetitivo quanto sterile esercizio di risiko che si ripropone nel mezzo di ogni stagione sportiva, ma che si traduce, nella pratica, in semplici bufale giornalistiche.
Il presidente Bergamelli rinnova, invece, il suo impegno mirato esclusivamente al raggiungimento della salvezza del Pergocrema, per il cui obiettivo la società ha impiegato risorse ed energie non marginali nel corso della recente sessione suppletiva della campagna trasferimenti", si legge nella nota diramata dal club lombardo.

EL PRESIDENTE "MCR"



Non si fanno conti in tasca (money)

a El Presidente
E' una storia già sentita (mentira)
e poi non è importante
Le lobby e gli interessi (offshore)
sono l' invenzione
Di quei giornalisti(audience)
e dell' opposizione
Non dovete usare leggi(impeachment) contro El Presidente
Le minacce di un complotto (golpe)
vanno prese seriamente
Il suo volto per la strada è sicurezza e garanzia
Di chi con i suoi uomini cammina sulla via
Del Miracolo Economico che trasmetterà
Il segno di El Presidente sulla società

El Presidente,lo sai, vede,provvede, non sbaglia mai!
El Presidente, lo sai, con la sua squadra risolve i guai! (2 volte)

Non potete dare colpe (alah) sempre
a El Presidente
Per ogni problema (trust) lui è qui presente
Il nostro Presidente (caid) è uno che lavora
Con la Democrazia,(freedom)il pubblico lo adora!
Le promesse che ci ha fatto rappresentano la sfida
Di un Paese che in passato ha conosciuto la deriva
Date solo un po' di tempo per il risultato
Chi lo ha sostenuto verrà ricompensato

El Presidente,lo sai, vede,provvede,non sbaglia mai!
El Presidente,lo sai,con la sua squadra risolve i guai! (2 volte)

Ogni guerra è santa (war) per il suo Ideale (right war)
Ogni causa è giusta per il suo giornale
Per la tua casa nuova c'è la sua immobiliare
la sua finanziaria per le rate da pagare
I cinema proiettano ogni film di El Presidente
Nel centro commerciale trovi il saldo conveniente
Sul campo la sua squadra di frequente è la vincente
Nei sondaggi la fiducia è consistente

El Presidente OPERAIO
El Presidente NOTAIO
El Presidente INSEGNANTE
El Presidente CANTANTE
E' ALLENATORE
El presidente
E' GIOCATORE
AMBASCIATORE
El presidente
IMPERATORE
El Presidente PETROLIERE
El Presidente CONSIGLIERE
El Presidente SOLDATO FILOAMERICANO
El Presidente PACIFISTA

EL PRESIDENTE KOMUNISTA !!!

lunedì 15 febbraio 2010

PRESIDENTE



SCIUR BERGAMELLI, SMENTISCA PLEASE






giovedì 11 febbraio 2010

FiNo AlL'uLtImO bAnDiTo




Clava nella mano

Ercole Labrone
Mille galeotti,una civiltà
schiene piegate facce sotto al sole
i nostri padri banditi e marinai

balordi arrivano dal mar
la nostra legge,i vostri guai
rifiuti della società
difendono questa città

esce dal goldoni,la nostra avanguardia
la classe operaia li accompagnerà
giù nelle strade le rivolverate
lo stato fascista non ci piegherà

chiameteci nostalgici,chiamateci fanatici
non c'è tempo per piangere
è l'ora di combattere...
ancor...ancor...avanti ancor!
AVANTI BAL!
UN PASSO INDIETRO NO!

rosso e amaranto di nuovo sotto tiro,
tra cori e grida si sveglia la città,
BALDI E FIERI VENITE O'COMPAGNI!
questa divisa giammai si piegherà!

chiameteci nostalgici,chiamateci fanatici
non c'è tempo per piangere
è l'ora di combattere...
ancor...ancor...avanti ancor!
AVANTI BAL!
UN PASSO INDIETRO NO!

Fino all'ultimo...fino all'ultimo LIVORNO...ancor avanti ancor!
Fino all'ultimo...fino all'ultimo BANDITO...ancor avanti ancor!
Fino all'ultimo...fino all'ultimo BANDITO...ancor avanti ancor!


http://www.youtube.com/watch?v=2xpimg-rh9c



mercoledì 10 febbraio 2010

La mia curva

lunedì 8 febbraio 2010

Campionato: Pergocrema - Viareggio 2-0

Il Pergo ritorna al successo superando al "Voltini" il Viareggio per 2-0. Le reti, di Pianu e Le Noci, sono state messe a segno nei minuti finali di gara. Ottima prestazione di tutta la squadra, che per 22' ha giocato in superiorità numerica.


Pergocrema - Viareggio 2-0
Reti:.40’ st Pianu, 48’ st Le Noci.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Blanchard, Cazzola (30’ st Guerci), Pianu, Federici (30’ st Gherardi), Galli (29’ st Gherardi), Uliano, Ferrari, Le Noci, Tavares (14’ st Florean. All. Rastelli. A disp.: Colombi, Trovò, Som, Romano.
Viareggio: Ravaglia, Carnesalini, Briotti, Reccolani (41’ st Caturano), Fiale, Benassi, Pizza, Mandorlini, Marolda, Guadalupi (28’ st Fommei), Eusepi (24’ st Panaariello). All. Rossi. A disp.: Babbini, alivena, Cristiani, Costantino.
Arbitro: Ceccarelli di Terni (Antico di Palermo e Palermo di Novara).
Note: Pomeriggio uggioso, con foschia che si è intensificata nel finale di gara. Terreno allentato. Spettatori 1043, di cui 293 paganti e 750 abbonati, per un incasso complessivo di € 5.685. Espulso al 23’ st Benassi per fallo da ultimo uomo su Ferrari. Ammoniti: Ravaglia, Briotti, Reccolani, Benassi. Angoli 3 a 3. Recupero: 2’ + 4’.

CREMA. – Il cielo nel Voltini. Suona forte l’incitamento della Sud, a cui Rastelli, a fine gara, dedica la vittoria. Per dirla alla Gino Paoli, quel coro indomito “è un’armonica, e sembra un organo che vibra” di desiderio per tutti noi, sofferenti dinnanzi ad un Pergo che domina e non segna, “su nell’immensità del cielo”. E mentre cala la nebbia sul Voltini, con illimitata grandezza sale alto in mezzo all’area William Pianu, colpendo di precisione pallone e cuore dei cannibali. E’ il gol che sblocca la mente e che apre poi voragini nella difesa ospite, favorendo il raddoppio di bomber Le Noci, graziato da una sfarfallata clamorosa di Ravaglia nei minuti di recupero.
Quella di Pianu è soprattutto la rete che rinfocola la fiducia. Il Pergo doveva assolutamente vincere e ci ha provato con vigoria atletica e con spunti tecnici apprezzabili. Soprattutto nel primo tempo ha snocciolato almeno tre buone occasioni da rete, finalizzate male. Nella ripresa, invece, ha mantenuto il possesso di palla, favorito da una condotta remissiva da parte dei versiliani, costretti peraltro per mezz’ora a proseguire la partita in inferiorità numerica per l’espulsione sancita a Benassi da un titubante Ceccarelli, reo di aver falciato Ferrari che s’involava in solitudine nei pressi di Ravaglia.
Paradossalmente l’uomo in più non ha favorito la manovra gialloblù, giacché il Viareggio ha ulteriormente fortificato il reparto difensivo con l’ingresso dell’ex Panariello, bloccando ogni varco di accesso alla propria area. Rastelli, allora, ha calato due nuove carte: Guerci e Gherardi al posto rispettivamente di Cazzola e Federici, potenziando il centrocampo e, nel contempo, affidandosi all’estro e alla vivacità del biondo toscano, dal cui piede, su calcio d’angolo, è giunto il perfetto invito per lo stacco aereo di Pianu. Mosse, dunque, azzeccate e ripagate.
Un’altra nota positiva, nella prestazione odierna, è la considerazione che la difesa, dopo cinque giornate, non ha subito gol. E’ vero: il Viareggio, pur dignitoso tecnicamente e tatticamente, ha fatto davvero poco per mettere in apprensione Pianu e compagni. Però nei pochi momenti di libera uscita dalle parti di Rossi Chauvenet, non c’è stata ciccia per Marolda ed Eusepi.
Il Pergo si è ritrovato, come squadra, quando ormai viaggiava sull’orlo del precipizio. Forse non è cambiato molto a livello di classifica (però non siamo più ultimi...); sicuramente con questo successo è mutato parecchio a livello psicologico. E’ stato, insomma, un Pergo che è piaciuto: per il temperamento, per l’intensità, per il gioco espresso, per l’idea, che ritorna, di poter essere una squadra in grado di lasciarsi alle spalle le avversità. E per i gol, che tornano a ricamare una prestazione che fa spellare le mani per gli applausi. Alla fine, quindi, tutti sotto la Sud, vibranti di gioia ad assaporare questo successo e, chissà, fiduciosi delle proprie potenzialità, a rivedere un po’ di azzurro sopra la cappa di nebbia.
Rivede invece la formazione iniziale Rastelli, rispetto alle anticipazioni dei quotidiani cremaschi. Sono molte le novità, dettate dagli infortuni e dalle squalifiche che hanno decimato il reparto difensivo, ma anche dagli acquisti di fine campagna trasferimenti. Esordio, dunque, per Rossi Chauvenet tra i pali , per Lolaico e Blanchard (il primo a destra, l’altro centrale a fianco di Pianu), e fiducia (ricambiata) a Tavares in attacco, per un modulo 4-3-3 che rappresenta un po’ il credo del tecnico toscano.
La partita rispecchia quella dell’andata, con il Pergo a tambureggiare in attacco e con il Viareggio a mantenersi guardingo e coperto in difesa. Al 2’ prima occasione per i cremaschi: fallo commesso su Cazzola pochi metri prima dell’area di rigore: calcia Le Noci e Ravaglia para senza troppe difficoltà la conclusione debole e centrale. Replica immediatamente il Viareggio, con un affondo di Marolda, contrastato al momento della conclusione in area da Pianu. Calcio d’angolo.
E’ comunque la formazione di casa a tenere il pallino del gioco e la manovra inizia a prendere consistenza. Al 7’ splendido suggerimento di Ferrari in profondità per Cazzola, che sbuca sulla fascia destra, ma è anticipato per un soffio dall’uscita tempestiva di Ravaglia. Ancora Cazzola due minuti dopo ha sul piede il pallone del vantaggio, su un altrettanto lucente assist di Le Noci: questa volta il centrocampista gialloblù, ormai davanti al portiere avversario, è ostacolato da Briotti al momento della conclusione.
Il gioco del Pergo alimenta le speranze del popolo gialloblù, che non demorde nell’incitamento. Al 20’ scambio in area tra Ferrari e Le Noci: il bomber si defila leggermente e, dalla linea di fondo campo effettua un cross ravvicinato intercettato da Ravaglia. Passa un minuto ed il Voltini applaude il numero da giocoliere di Tavares. Il portoghese ha cominciato a muoversi come un bambino nel giardino di casa che, quando trova il suo giocattolo preferito (il pallone), lo tratta come sa fare, con padronanza tecnica, destreggiandosi al limite dell’area in mezzo a tre difensori, per poi appoggiarlo in profondità sulla sinistra per l‘accorrente Galli, anticipato da Carnesalini un attimo prima del presunto siluro.
Non c’è un attimo di tregua. Il Pergo insiste e al 28’, su cross dalla sinistra di Federici, la difesa ospite respinge corto, sui piedi di Le Noci, che dal limite dell’area controlla di destro e calcia di sinistro: alto di poco. Al 38’ terza situazione propizia per il Pergo: punizione dal vertice dell’area destra di Le Noci. A centro area, liberissimo, Blanchard colpisce di testa, schiacciando però il pallone. Peccato.
C’è molto rammarico nell’intervallo. Un Pergo a tratti pure sfavillante, difetta in fase di finalizzazione della manovra. C’è tuttavia anche molta aspettativa per la ripresa. Durante la quale la formazione gialloblù recita lo stesso canovaccio, sebbene procuri meno seccature alla difesa avversaria. Anzi, con il trascorrere dei minuti, matura la sensazione che di questa partita, nella sostanza rimarranno soltanto le briciole. Il popolo cannibale invece ci crede, e lo urla con un trasporto passionale che deflagra al 40’, quando, sotto i propri occhi, Gherardi, dalla bandierina del calcio d’angolo, calibra un traversone per la testa di Pianu. Il quale, in mischia, sale oltre la cortina di nebbia, per poi deviare di giustezza e annichilire Ravaglia. Ma si, adesso è davvero fatta, anche se le ombre dei giocatori che si intravedono appena in campo negli ultimi sgoccioli di partita evocano fantasmi da esorcizzare. A farlo ci pensa Le Noci al 48’. Anzi, ad essere onesti, ci pensa Ravaglia, che inciampa su se stesso al momento della presa di un pallone innocuo, aprendo una prateria al 14° centro stagionale di Beppe-gol e liberando la strada alla speranza di un Pergo rasserenato e ritrovato.

domenica 7 febbraio 2010

PERGOCREMA 2 VIAREGGIO 0



PIANU E LE NOCI

FINALMENTE SI VINCE !!!!!!!!

giovedì 4 febbraio 2010

LA REGINA

Io ti ho nominato regina.
Ve n'è di più alte di te, di più alte.
Ve nè di più pure di te, di più pure.
Ve nè di più belle di te, di più belle.

Ma tu sei la regina.

Quando vai per le strade
nessuno ti riconosce.
Nessuno vede la tua corona di cristallo, nessuno guarda
il tappeto d' oro rosso
che calpesti dove passi,
il tappeto che non esiste.

E quando t' affacci
tutti i fiumi risuonano
nel mio corpo, scuotono
il cielo le campane,
e un inno empie il mondo.

Tu sola ed io,
tu sola ed io, amor mio,
lo udiamo.

P. Neruda

mercoledì 3 febbraio 2010

Campionato: Novara - Pergocrema 2-0

Ultimo posto in classifica per il Pergo, dopo la sconfitta contro la capolista Novara ed il successo della Paganese. La formazione gialloblù termina l'incontro in nove giocatori (infortunio a Pambianchi ed espulsione di Bonfanti nel finale di partita). Emergenza in difesa per domenica prossima.


Novara – Pergocrema 2-0
Reti:.7’ pt Bertani, 48’ st Rigoni.
Novara: Ujkani, Gheller, Tombesi, Lisuzzo, Ludi, Evola (39’ st Gemiti), Porcari, Motta, Bertani (39’ st Rubino), Rigoni, Ventola (18’ st Gonzalez. All. Tesser. A disp.: Fontana, Centurioni, Vicentini, Ledesma.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti (8’ st Florean), Pianu, Bonfanti, Rossi (41’ pt Pambianchi), Federici, Galli (29’ st Gherardi), Cazzola, Ferrari, Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Rossi Chauvenet, Trovò, Romano, Tavares.
Arbitro: Ferraioli di Nocera Inferiore (Argiento di Frattamaggiore, Auriemma di Napoli).
Note: Giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni, temperatura 7°. Spettatori 3.253 di cui 1691 abbonati e 1240 paganti (67 i cannibali presenti nella curva ospiti), per un incasso lordo complessivo di € 25.589. Espulso Bonfanti al 45’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Ghidotti (era in diffida, salterà la prossima partita), Galli, Florean e Gheller. Angoli 11 a 5 per il Novara. Recupero 2’ + 4’.

Novara. – Toccato il fondo. Soltanto della classifica, però. Da domenica prossima, ricomincia il campionato, o, secondo le interpretazioni, riprende il cammino della speranza. Dopo due partite dannate e disperate, contro il Viareggio, tra una settimana, il Pergo dovrà davvero dimostrare che l’ultimo posto occupato da oggi in classifica è ingeneroso e immeritato, sebbene vi arriverà parecchio incerottato.
A Novara, missione impossibile era scritto, e missione impossibile è stata. Nel primo tempo, tuttavia, la gara è sembrata meno proibitiva per il Pergo di quanto ci si dovesse attendere. Nella prima mezz’ora della ripresa, invece, la capolista ha dato sfoggio di una prepotenza sontuosa, confermando di non essere lì, davanti, per caso. Con la sconfitta, la squadra cremasca scivola all’ultimo posto in classifica, e l’auspicio è che sia soltanto un caso.
Nel calcio non c’è mai la controprova, e quindi è difficile argomentare su quanto abbia potuto influire il gol lampo di Bertani sul successivo atteggiamento temperato dei piemontesi. Già dall’inizio, però, il Pergo aveva affrontato il match con aggressività e senza timori reverenziali, senza cioè chiudersi ermeticamente in difesa a protezione di un improbabile pareggio. Ha giocato a viso aperto, quasi con l’impertinenza e la consapevolezza di chi non aveva nulla da perdere.
Questa partita, che ha la sconfitta nella coda, non l’ha dunque avuta nella testa. La testa, alla fine, rimane alta, perchè bisogna riconoscere i meriti degli avversari, che il successo lo hanno ottenuto non per concessione dei gialloblù. Oltre al danno, peraltro, al Pergo si aggiunge la beffa. Al 43’ del secondo tempo Pambianchi esce per problemi muscolari, dopo che erano stati già effettuati tutti e tre i cambi consentiti. Al 45’, per doppia ammonizione, Bonfanti viene espulso. Il Pergo chiude la partita con nove giocatori e prima del fischio finale, Rigoni, con un delizioso pallonetto, ne approfitta ricamando il raddoppio. La beffa è anche nella maledizione che colpisce il reparto centrale della difesa. Rossi ha accusato nuovamente i risentimenti muscolari che lo avevano costretto a disertare le ultime partite, sicché domenica prossima, nel pacchetto arretrato, oltre agli squalificati Ghidotti e Bonfanti, mancheranno probabilmente anche gli infortunati Rossi e Pambianchi, sperando che Zaninelli sia sulla via del recupero. Glissiamo poi sugli altri reparti, i quali recriminano anch’essi assenze più o meno prolungate. Insomma, piove proprio sul bagnato!
Il ritorno di Rastelli al timone del Pergo non coincide quindi con un risultato positivo. Nessuno, in verità, lo esigeva, però tutti lo agognavano, affidandosi alla convinzione che nel calcio tutto è possibile. Non era la sfida ideale per pretendere punti. Però quella traversa di Gherardi, con il portiere ospite rimasto immobile quasi soffiando sulla traiettoria per spingere il pallone più in alto, lascia un piccolo rimpianto. Sarebbe stato uno scippo, ma quando ci si trova con l’acqua alla gola, i mezzi per rifiatare sono marginali rispetto alla sostanza.
Il ritorno di Rastelli non stravolge il modulo tattico di sette giorni prima. Il Pergo si presenta con un 5-3-2 varato in analogia a quello contro il Varese, con la variante di Rossi e Bonfanti al posto dell’infortunato Zaninelli e di Trovò. A centrocampo è assente Brambilla ed il suo posto è rilevato da Uliano.
Nel Novara la tecnica non è guardata con sospetto, ma anche il muscolo è ugualmente innocente. Una simbiosi quasi perfetta di bellezza e potenza. Tuttavia è il Pergo, che non mostra alcuna soggezione, a proporre la prima insidia: al 3’, sul cross di Galli dalla sinistra, Ferrari in scivolata arriva con un attimo di ritardo per il tap-in. E’ invece puntuale, al 7’, Bertani a riprendere la seconda ribattuta di Colombi, dopo una mischia in area e due interventi determinanti, e far bramire così il “Piola”, come un cervo in amore.
La botta è tremenda e più della reazione, ci si aspetta la resa prematura ed incondizionata del Pergo. Il quale, invece, non si affligge e lotta con caparbietà, forse aiutato, o forse no (vallo a capire), da un atteggiamento remissivo degli appagati giocatori di casa. Il Pergo non declina, sia nella fiducia che nel fiato. Replica, ma la difesa piemontese (la migliore del girone: solo 10 reti subite) è attenta e non concede pertugi a Ferrari e Le Noci, che si muovono molto, ma non hanno opportunità per impensierire Ujkani. Il Novara attende, sfumando la reazione ospite e rilanciandosi in contropiede, sfiorando il raddoppio, come al 44’: sul traversone di Bertani dalla fascia sinistra, Rigoni difetta nel controllo della sfera a due passi da Colombi. Tre minuti prima, invece, Rossi aveva dovuto abbandonare il terreno di gioco per il riacutizzarsi dei fastidi muscolari, applaudito anche dalla curva locale.
Non c’è rassegnazione meditando nell’intervallo. Non c’è tuttavia illusione quando nella prima mezz’ora il Novara mostra tutta la sua forza, mettendo alle corde, pur non piegando, un Pergo in affanno ed impedito ad abbandonare l’accampamento difensivo. Al 4’, su corner, Bertani si mangia di testa la doppietta personale (deviazione sopra la traversa); al 13’ Colombi, con una deviazione bassa, nega a Motta il desiderio di raggiungere Le Noci in vetta alla graduatoria dei marcatori; al 16’ Bertani, in rovesciata, si fa applaudire per l’acrobazia, ma non per l’esito. In precedenza (8’) era stato il turno di Ghidotti ad abbandonare la contesa per infortunio, sostituito da Florean.
Il Pergo soffre la spinta offensiva avversaria e soltanto al 22’ riesce ad impegnare Ujkani: ci prova Uliano da una ventina di metri con un siluro ben piazzato, che il portiere locale devia in tuffo. Per qualche minuto è però ancora un soliloquio locale, poi il Pergo raccoglie le ultime energie e mostra qualche artigliata più profonda. Al 36’, dopo un’iniziativa personale, Gherardi indirizza dal limite dell’area un pallone che si stampa sulla traversa, con Ujkani rimasto immobile. Sfortuna! E iellato è anche il finale. Al 43’ Pambianchi è costretto a dare forfeit, lasciando la squadra in dieci; al 45’ Bonfanti commette un incauto fallo nella zona centrale del campo: doppio giallo e spogliatoio anticipato. Al 48’ il sigillo finale lo mette Rigano: intercetta nella propria tre-quarti un passaggio verso Florean, iniziando e concludendo l’azione di rimessa con un raffinato pallonetto dal limite dell’area che scavalca Colombi, per il raddoppio conclusivo.
Adesso, al Pergo, non resta che ricominciare. Di partite “segnate”, il calendario non ne riserva. Almeno sino al derby, il quale, essendo appunto un derby, non ha nulla di predestinato.

martedì 2 febbraio 2010

Ridere Di Te





Tu sì.....che sei Speciale
ti invidio sempre un po'
sai sempre cosa fare...e...
e che cosa è giusto o no!
Tu sei così sicura
di tutto intorno a te
che sembri quasi un'onda che
che si trascina.....me
lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
mi chiedo solo se
faccio male...a volte
a ridere di te

Le stelle stanno in cielo
e i Sogni....non lo so
So solo che son pochi....
quelli che s'avverano
Io so che sei una donna
Onesta!......non lo so
soprattutto con Se Stessa...
con Se Stessa....forse no

lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
...adesso penso che
chissà quante volte
hai riso tu di me

http://www.youtube.com/watch?v=gGCheT_1Wt0&feature=related

lunedì 1 febbraio 2010

Ultimi colpi del Pergo al calcio mercato

La deficitaria situazione del settore difensivo gialloblù, decimato da infortuni (due in un botto solo ieri a Novara), ha costretto il presidente Bergamelli a ricorrere nuovamente al calcio mercato di riparazione, sebbene nella fattispecie s'imponeva di riparare alla sfortuna.

La società gialloblù si è dunque attivata a Milano, sede dei trasferimenti suplettivi di gennaio, mettendo a segno tre colpi in entrata ed uno in uscita. Tutti ovviamente difensori.

Il primo colpo è quello che riguarda Giuseppe LOLAICO, capitano del Potenza, nato a Tricarico (Matera) il 3 marzo 1982. Ha al suo attivo 73 presenze in Serie C1 e altrettante in Serie C2, con un totale di 5 reti. Cresciuto nel Potenza, dove ha iniziato la carriera in Serie D (stagione 2002/03), dal campionato successivo ha sempre militato in formazioni professionistiche. Il traserimento dal Potenza è avvenuto a titolo definitivo.


Leonardo BLANCHARD, nato a Grosseto il 6 maggio 1988, ha sinora staccato 17 presenze in C1 (tutte nella corrente stagione) e 30 in C2. Cresciuto nelle giovanili del Siena, è poi passato al Poggibonsi, al San Gimignano e, da ultimo, al Pescina, con il quale vinse i playoff nella stagione 2008/09, ottenendo quindi la promozione in Prima Divisione. Al Pergo arriva dopo che è stato perfezionato l'accordo per lo scambio alla pari con Fabrizio DI BELLA, che lascia quindi la squadra gialloblù.


In prestito dalla Pro Patria arriva infine Thomas SOM, camerunense nato il 5 agosto 1988. Per lui sono 7 le presenze accumulate in Prima Divisione, mentre 28 le ha timbrate in Seconda Divisione. Dopo aver giocato nel campionato Primavera con la maglia del Parma, è passato, nella stagione 2008/09, al Carpenedolo e, da quest'anno, alla Pro Patria.

Campionato: Novara - Pergocrema 2-0

Ultimo posto in classifica per il Pergo, dopo la sconfitta contro la capolista Novara ed il successo della Paganese. La formazione gialloblù termina l'incontro in nove giocatori (infortunio a Pambianchi ed espulsione di Bonfanti nel finale di partita). Emergenza in difesa per domenica prossima.


Novara – Pergocrema 2-0

Reti:.7’ pt Bertani, 48’ st Rigoni.

Novara: Ujkani, Gheller, Tombesi, Lisuzzo, Ludi, Evola (39’ st Gemiti), Porcari, Motta, Bertani (39’ st Rubino), Rigoni, Ventola (18’ st Gonzalez. All. Tesser. A disp.: Fontana, Centurioni, Vicentini, Ledesma.

Pergocrema: Colombi, Ghidotti (8’ st Florean), Pianu, Bonfanti, Rossi (41’ pt Pambianchi), Federici, Galli (29’ st Gherardi), Cazzola, Ferrari, Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Rossi Chauvenet, Trovò, Romano, Tavares.

Arbitro: Ferraioli di Nocera Inferiore (Argiento di Frattamaggiore, Auriemma di Napoli).

Note: Giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni, temperatura 7°. Spettatori 3.253 di cui 1691 abbonati e 1240 paganti (67 i cannibali presenti nella curva ospiti), per un incasso lordo complessivo di € 25.589. Espulso Bonfanti al 45’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Ghidotti (era in diffida, salterà la prossima partita), Galli, Florean e Gheller. Angoli 11 a 5 per il Novara. Recupero 2’ + 4’.

Novara. – Toccato il fondo. Soltanto della classifica, però. Da domenica prossima, ricomincia il campionato, o, secondo le interpretazioni, riprende il cammino della speranza. Dopo due partite dannate e disperate, contro il Viareggio, tra una settimana, il Pergo dovrà davvero dimostrare che l’ultimo posto occupato da oggi in classifica è ingeneroso e immeritato, sebbene vi arriverà parecchio incerottato.
A Novara, missione impossibile era scritto, e missione impossibile è stata. Nel primo tempo, tuttavia, la gara è sembrata meno proibitiva per il Pergo di quanto ci si dovesse attendere. Nella prima mezz’ora della ripresa, invece, la capolista ha dato sfoggio di una prepotenza sontuosa, confermando di non essere lì, davanti, per caso. Con la sconfitta, la squadra cremasca scivola all’ultimo posto in classifica, e l’auspicio è che sia soltanto un caso.
Nel calcio non c’è mai la controprova, e quindi è difficile argomentare su quanto abbia potuto influire il gol lampo di Bertani sul successivo atteggiamento temperato dei piemontesi. Già dall’inizio, però, il Pergo aveva affrontato il match con aggressività e senza timori reverenziali, senza cioè chiudersi ermeticamente in difesa a protezione di un improbabile pareggio. Ha giocato a viso aperto, quasi con l’impertinenza e la consapevolezza di chi non aveva nulla da perdere.
Questa partita, che ha la sconfitta nella coda, non l’ha dunque avuta nella testa. La testa, alla fine, rimane alta, perchè bisogna riconoscere i meriti degli avversari, che il successo lo hanno ottenuto non per concessione dei gialloblù. Oltre al danno, peraltro, al Pergo si aggiunge la beffa. Al 43’ del secondo tempo Pambianchi esce per problemi muscolari, dopo che erano stati già effettuati tutti e tre i cambi consentiti. Al 45’, per doppia ammonizione, Bonfanti viene espulso. Il Pergo chiude la partita con nove giocatori e prima del fischio finale, Rigoni, con un delizioso pallonetto, ne approfitta ricamando il raddoppio. La beffa è anche nella maledizione che colpisce il reparto centrale della difesa. Rossi ha accusato nuovamente i risentimenti muscolari che lo avevano costretto a disertare le ultime partite, sicché domenica prossima, nel pacchetto arretrato, oltre agli squalificati Ghidotti e Bonfanti, mancheranno probabilmente anche gli infortunati Rossi e Pambianchi, sperando che Zaninelli sia sulla via del recupero. Glissiamo poi sugli altri reparti, i quali recriminano anch’essi assenze più o meno prolungate. Insomma, piove proprio sul bagnato!
Il ritorno di Rastelli al timone del Pergo non coincide quindi con un risultato positivo. Nessuno, in verità, lo esigeva, però tutti lo agognavano, affidandosi alla convinzione che nel calcio tutto è possibile. Non era la sfida ideale per pretendere punti. Però quella traversa di Gherardi, con il portiere ospite rimasto immobile quasi soffiando sulla traiettoria per spingere il pallone più in alto, lascia un piccolo rimpianto. Sarebbe stato uno scippo, ma quando ci si trova con l’acqua alla gola, i mezzi per rifiatare sono marginali rispetto alla sostanza.
Il ritorno di Rastelli non stravolge il modulo tattico di sette giorni prima. Il Pergo si presenta con un 5-3-2 varato in analogia a quello contro il Varese, con la variante di Rossi e Bonfanti al posto dell’infortunato Zaninelli e di Trovò. A centrocampo è assente Brambilla ed il suo posto è rilevato da Uliano.
Nel Novara la tecnica non è guardata con sospetto, ma anche il muscolo è ugualmente innocente. Una simbiosi quasi perfetta di bellezza e potenza. Tuttavia è il Pergo, che non mostra alcuna soggezione, a proporre la prima insidia: al 3’, sul cross di Galli dalla sinistra, Ferrari in scivolata arriva con un attimo di ritardo per il tap-in. E’ invece puntuale, al 7’, Bertani a riprendere la seconda ribattuta di Colombi, dopo una mischia in area e due interventi determinanti, e far bramire così il “Piola”, come un cervo in amore.
La botta è tremenda e più della reazione, ci si aspetta la resa prematura ed incondizionata del Pergo. Il quale, invece, non si affligge e lotta con caparbietà, forse aiutato, o forse no (vallo a capire), da un atteggiamento remissivo degli appagati giocatori di casa. Il Pergo non declina, sia nella fiducia che nel fiato. Replica, ma la difesa piemontese (la migliore del girone: solo 10 reti subite) è attenta e non concede pertugi a Ferrari e Le Noci, che si muovono molto, ma non hanno opportunità per impensierire Ujkani. Il Novara attende, sfumando la reazione ospite e rilanciandosi in contropiede, sfiorando il raddoppio, come al 44’: sul traversone di Bertani dalla fascia sinistra, Rigoni difetta nel controllo della sfera a due passi da Colombi. Tre minuti prima, invece, Rossi aveva dovuto abbandonare il terreno di gioco per il riacutizzarsi dei fastidi muscolari, applaudito anche dalla curva locale.
Non c’è rassegnazione meditando nell’intervallo. Non c’è tuttavia illusione quando nella prima mezz’ora il Novara mostra tutta la sua forza, mettendo alle corde, pur non piegando, un Pergo in affanno ed impedito ad abbandonare l’accampamento difensivo. Al 4’, su corner, Bertani si mangia di testa la doppietta personale (deviazione sopra la traversa); al 13’ Colombi, con una deviazione bassa, nega a Motta il desiderio di raggiungere Le Noci in vetta alla graduatoria dei marcatori; al 16’ Bertani, in rovesciata, si fa applaudire per l’acrobazia, ma non per l’esito. In precedenza (8’) era stato il turno di Ghidotti ad abbandonare la contesa per infortunio, sostituito da Florean.
Il Pergo soffre la spinta offensiva avversaria e soltanto al 22’ riesce ad impegnare Ujkani: ci prova Uliano da una ventina di metri con un siluro ben piazzato, che il portiere locale devia in tuffo. Per qualche minuto è però ancora un soliloquio locale, poi il Pergo raccoglie le ultime energie e mostra qualche artigliata più profonda. Al 36’, dopo un’iniziativa personale, Gherardi indirizza dal limite dell’area un pallone che si stampa sulla traversa, con Ujkani rimasto immobile. Sfortuna! E iellato è anche il finale. Al 43’ Pambianchi è costretto a dare forfeit, lasciando la squadra in dieci; al 45’ Bonfanti commette un incauto fallo nella zona centrale del campo: doppio giallo e spogliatoio anticipato. Al 48’ il sigillo finale lo mette Rigano: intercetta nella propria tre-quarti un passaggio verso Florean, iniziando e concludendo l’azione di rimessa con un raffinato pallonetto dal limite dell’area che scavalca Colombi, per il raddoppio conclusivo.
Adesso, al Pergo, non resta che ricominciare. Di partite “segnate”, il calendario non ne riserva. Almeno sino al derby, il quale, essendo appunto un derby, non ha nulla di predestinato.

venerdì 29 gennaio 2010

Gianluca Grignani - Sei sempre stata mia





Io son sempre stato tuo

che anche quando non c'eri
ti avevo nei pensieri

Tu sei sempre stata mia
che quando ti ho incontrata
ho subito capito che

Noi immensamente noi
condividiamo tutto sai
anche questa nostra gioia strana
che stranamente noi
ci fa stare insieme
come quando il giorno ci allonta
ma ti sento vicina
dalla notte prima

Io io che da lei scappavo
perchè mi puoi tradire
non mi puoi ingannare mai

Tu quel giorno mi hai incontrato
per mano mi hai portato
fino a scrivermi dentro che

Noi immensamente noi
condividiano tutto ormai
come questa nostra gioia strana
che stranamente a noi
ci fa stare bene
come quando il giorno ci allonta
ma ti sento vicina
dalla notte prima

Noi solamente noi
ci comprendiamo bene ormai
e sentiamo un'esigenza sana
che due come noi
non si lasceranno mai
anche quando un sogno ci allontana
ma ti sento vicina
come mai prima

Io son sempre stato tuo
tu sei sempra stata mia
che amarsi no non è mai una sfida
ma è come cercare in noi una guida

Noi immensamente noi
condividiano tutto ormai
come questa nostra storia strana
che ingenuamente a noi
ci fa stare insieme

O noi solamente no
non ci lasceremo mai
come quando un sogno ci allontana
e torniamo vicino di nuovo al mattino
io son sempre stato tuo
tu sei sempre stata mia

SONDAGGIO : CHI E' LA TALPA ?




IN VANTAGGIO "A SORPRESA" IL BLOG PIU SEGUITO

http://www.distintipergo.blogspot.com/



mercoledì 27 gennaio 2010

Lucio Anneo Seneca

Una donna o ama o odia; non ha una via di mezzo.
Il pianto della donna è menzogna.
Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime,
le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze.
Una donna che pensa sola, pensa cose cattive.

Livorno torna Serse Cosmi


Pochi ci avrebbero scommesso, ma Spinelli e Cosmi, dopo un colloquio avvenuto a Genova, si sono chiariti e il tecnico umbro ha ritirato le dimissioni che a sorpresa aveva presentato al termine della gara contro il Napoli. Cosmi, dunque, torna al lavoro per preparare la difficilissima sfida contro il Milan. Spinelli ha parlato di "Incontro chiarificatore molto proficuo. Tutto era nato da quei due giorni e mezzo di riposo dati alla squadra dopo lo 0-3 di Cagliari. Non contestavo il lavoro svolto, la professionalità di Cosmi o i risultati; il matrimonio continua". La riappacificazione tra Spinelli e Cosmi è arrivata a furor di popolo visto che la piazza, oltre ai più stretti collaboratori del patron amaranto, avevano fatto pressione affinché la situazione venisse sbrogliata in maniera positiva.

Campionato: Varese - Pergocrema 2-1

Il Pergo si ripete. Come contro l'Alessandria, anche a Varese va in vantaggio, subisce il pareggio e, al 90', rimedia la sconfitta per un altro ingenuo calcio di rigore

Varese – Pergocrema 2-1
Reti:.45’ pt Ferrari, 27’ st Dos Santos, 45’ st Buzzegoli (rigore)
Varese: Moreau, Pisano, Armenise, Gentili, Buzzegoli, Camisa, Tripoli, Dos Santos, Eliakwu (10 st Momentè), Aloe (14’ st Corti), Del Sante (36’ st Carrozza). All. Sannino. A disp.: Grandclement, Grillo, Gambadori, Osuji.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Pianu, Zaninelli (9’ st Di Bella), Trovò (46’ st Tavares), Federici, Cazzola, Brambilla, Galli (37’ st Uliano), Ferrari, Le Noci.. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Romano, Gherardi, Florean.
Arbitro: Mariani di Aprilia (Botosso di Biella e Mosca di Chivasso).
Note: Giornata freddissima (-2°), terreno ghiacciato. Spettatori 1300 circa di cui 423 paganti e 879 abbonati, per un incasso lordo complessivo di € 7.399. Espulso Sannino al 21’ st per proteste. Ammoniti: Gentili, Momentè, Colombi e Ghidotti. Angoli 4 a 1 per il Varese. Recupero 1’ + 5’.

Varese. – San ... Nino fa il miracolo. Lui esce, e la sua squadra vince. Il Varese c’è davvero e il Pergo c’è ancora, ma non nella misura necessaria. La sensazione che lasciano è però molto diversa. Il Varese trasmette la percezione di una squadra che scoppia di salute, e quindi di efficienza, più che di bellezza. Sua la prima palla gol, sua la voglia di prendere la partita per le corna. Così è andata, seppure al fotofinish. Undici partite vinte consecutivamente in casa: sarà anche fortuna, però quando le cose vanno così bene, non è un caso.
Il Pergo lascia invece l’impressione che sia in crescita, ma anche che sia poco abile nell’amministrarsi. Ha ottenuto il vantaggio allo scadere del primo tempo, ha sfiorato in contropiede per due volte il raddoppio, prima di subire l’aggancio ed il sorpasso avversario. Il Varese non ha mai messo in seria difficoltà la difesa gialloblù, e neppure costretto Colombi ad interventi straordinari. Però l’intensità della sua manovra offensiva e il suo impeto facevano preludere ad un finale diverso rispetto a quello che cominciavamo ad assaporare. Ci sta, la vittoria del Varese ci sta. Come ci sarebbe stata anche quella del Pergo in una sfida contraddistinta, soprattutto nella ripresa, da aggressività agonistica da una parte, difesa ad oltranza dall’altra, intervallata da alcune insidiose azioni di rimessa mal finalizzate.
Il Pergo era annunciato quasi in ginocchio. Così dichiarava la classifica che ne ha condizionato le ultime prestazioni. Non ha avuto tuttavia il fiato corto e quando Ferrari, al suo debutto in gialloblù, ha piazzato la rete del vantaggio, sembrava spirare un vento forte a gonfiare le vele della rinascita. Per la successiva mezz’ora della ripresa questa sensazione è rimasta immutata, sebbene aumentasse la pressione avversaria e aumentassero anche gli spioventi nella zona di Colombi. Fuochi di paglia, che procuravano pathos, ma non dolori. Cosa è mancato, quindi, per ottenere un risultato positivo? Qualcuno, adesso, sussurra: chi è mancato, piuttosto?

Rispetto alle indiscrezioni della vigilia, che favorivano uno schieramento con il consueto modulo, Bonazzi opta invece per un 5-3-2 che garantisce maggiore copertura difensiva, con il neo acquisto Pianu al centro insieme a Zaninelli e Trovò. A centrocampo, assente Guerci per infortunio, il tecnico si affida a Cazzola, Brambilla e Galli, mentre in avanti Tavares rimane in panchina, con Le Noci e Ferrari a formare il terminale offensivo della manovra.
Il campo si presenta in condizioni critiche: la temperatura rigida rende il terreno di gioco quasi impraticabile, mettendo a repentaglio l’incolumità dei giocatori. A fine gara, il questore di Varese esprimerà vigorosamente il suo dissenso per la disputa della partita che ha costretto i protagonisti ad un supplementare esercizio di equilibrismo. L’inizio gara è invece favorevole al Varese, che mette subito in chiaro le bellicose intenzioni. Al 1’ reclama un calcio di rigore: sul cross di Tripoli dalla fascia destra, Trovò respinge di testa, per poi cadere davanti alla porta. Sulla successiva conclusione di Aloe in mischia, è lo stesso difensore a ribattere da terra, con i biancorossi a protestare vanamente per una presunta deviazione con il braccio.
Anche il Pergo manifesta subito la propria dichiarazione d’intenti: difendersi e ripartire. Così Galli ci prova al 17’ a mettere in azione Le Noci, la cui conclusione è deviata in corner. Il Varese spinge, ma per il momento fa soltanto solletico. Cerca ancora di graffiare il Pergo al 29’: contropiede di Ferrari, fermato da Gentili, ultimo baluardo del fortino abbandonato, che blocca il pallone con le mani. Ammonizione, ma pericolo scampato. Un minuto dopo, è il turno di Brambilla a provare la conclusione dalla distanza, favorito dall’assist di Cazzola e dal velo di Galli: fuori misura.
Al 45’ arriva, nemmeno troppo a sorpresa, il vantaggio gialloblù, realizzato da Ferrari su invito di Le Noci. Il primo più scafato, più essenziale; il secondo più gironzolone e generoso. Ad avviare l’azione da manuale del contropiede è Cazzola, che lancia in profondità, sulla destra, il bomber cremasco. Le Noci raggiunge la zona di fondo campo e mette al centro un traversone perfetto per il tap-in del neo acquisto, che da due metri non ha difficoltà a raggelare la tifoseria locale.
Il Varese rientra dall’intervallo con una marcia in più, il Pergo con il freno a mano alzato. Nel Varese non c’è Ebagua. La sua assenza si vede, ma non si sentirà. A complicare la situazione gialloblù, si aggiunge invece il forfeit di Zaninelli, che lascia il campo per un risentimento muscolare. All’11’, sul corner di Buzzegoli con pallone piazzato all’altezza del primo palo, Dos Santos devia di testa, sfiorando montante e pareggio. Al 15’ lancio in profondità per Tripoli, anticipato dall’uscita bassa di Colombi. Il Varese si affida ai calci d’angolo per mettere in difficoltà la retroguardia ospite, come al 25’, quando una vigorosa spinta su Colombi uscito in presa alta non viene rilevata dal direttore di gara e la conclusione di Del Sante, in mischia e a porta sguarnita, è respinta dalla difesa del Pergo. E’ comunque il preludio al pareggio varesino, che giunge al 27’. Corti serve Dos Santos appostato centralmente davanti all'area, il quale con un potente destro da oltre venti metri azzecca l’angolino basso alla destra di Colombi, e fa esplodere l’Ossola. Adesso è il Varese a credere nella vittoria e accentua la spinta offensiva, mentre il Pergo si distende con due rapidi contropiedi che avrebbero meritato maggiore fortuna: al 32’ partono Le Noci, Ferrari e Galli, che hanno davanti un solo difensore. L’ultimo passaggio sulla sinistra per Galli è purtroppo impreciso. Un minuto dopo è Le Noci ad uccellare il diretto avversario e a proiettarsi da solo verso l’area di rigore locale, però è costretto a decentrarsi dal recupero dei difensori avversari, e l’azione sfuma.
Il finale è firmato comunque dal Varese. Al 42’ Armenise ci prova con un velenoso sinistro dal limite dell’area: Colombi d’istinto devia in calcio d’angolo con i piedi. Al 45’, come sette giorni fa, Di Bella commette un gesto incauto, atterrando Carrozza inseritosi in area, ma con le spalle rivolte alla porta. Azione apparerntemente innocua, che risulta fatale. Rigore ineccepibile, che l’esperto Buzzegoli trasforma per l’apoteosi varesina. E’ andata male, e poteva finire peggio, se Momentè, al 50’, non mandasse alle stelle da due passi il traversone di Tripoli.
E’ andata male, però poteva anche finire meglio. Alla vigilia era una partita segnata. Tutti avremmo sperato nel miracolo, ma nessuno avrebbe osato pretenderlo. Per un’ora il miracolo si stava materializzando, poi, come contro l’Alessandria, tutto è svanito nel quarto d’ora finale. Quando le cose vanno così male, probabilmente non è sempre solo sfortuna.