Ultimo posto in classifica per il Pergo, dopo la sconfitta contro la capolista Novara ed il successo della Paganese. La formazione gialloblù termina l'incontro in nove giocatori (infortunio a Pambianchi ed espulsione di Bonfanti nel finale di partita). Emergenza in difesa per domenica prossima.
Novara – Pergocrema 2-0
Reti:.7’ pt Bertani, 48’ st Rigoni.
Novara: Ujkani, Gheller, Tombesi, Lisuzzo, Ludi, Evola (39’ st Gemiti), Porcari, Motta, Bertani (39’ st Rubino), Rigoni, Ventola (18’ st Gonzalez. All. Tesser. A disp.: Fontana, Centurioni, Vicentini, Ledesma.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti (8’ st Florean), Pianu, Bonfanti, Rossi (41’ pt Pambianchi), Federici, Galli (29’ st Gherardi), Cazzola, Ferrari, Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Rossi Chauvenet, Trovò, Romano, Tavares.
Arbitro: Ferraioli di Nocera Inferiore (Argiento di Frattamaggiore, Auriemma di Napoli).
Note: Giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni, temperatura 7°. Spettatori 3.253 di cui 1691 abbonati e 1240 paganti (67 i cannibali presenti nella curva ospiti), per un incasso lordo complessivo di € 25.589. Espulso Bonfanti al 45’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Ghidotti (era in diffida, salterà la prossima partita), Galli, Florean e Gheller. Angoli 11 a 5 per il Novara. Recupero 2’ + 4’.
Novara. – Toccato il fondo. Soltanto della classifica, però. Da domenica prossima, ricomincia il campionato, o, secondo le interpretazioni, riprende il cammino della speranza. Dopo due partite dannate e disperate, contro il Viareggio, tra una settimana, il Pergo dovrà davvero dimostrare che l’ultimo posto occupato da oggi in classifica è ingeneroso e immeritato, sebbene vi arriverà parecchio incerottato.
A Novara, missione impossibile era scritto, e missione impossibile è stata. Nel primo tempo, tuttavia, la gara è sembrata meno proibitiva per il Pergo di quanto ci si dovesse attendere. Nella prima mezz’ora della ripresa, invece, la capolista ha dato sfoggio di una prepotenza sontuosa, confermando di non essere lì, davanti, per caso. Con la sconfitta, la squadra cremasca scivola all’ultimo posto in classifica, e l’auspicio è che sia soltanto un caso.
Nel calcio non c’è mai la controprova, e quindi è difficile argomentare su quanto abbia potuto influire il gol lampo di Bertani sul successivo atteggiamento temperato dei piemontesi. Già dall’inizio, però, il Pergo aveva affrontato il match con aggressività e senza timori reverenziali, senza cioè chiudersi ermeticamente in difesa a protezione di un improbabile pareggio. Ha giocato a viso aperto, quasi con l’impertinenza e la consapevolezza di chi non aveva nulla da perdere.
Questa partita, che ha la sconfitta nella coda, non l’ha dunque avuta nella testa. La testa, alla fine, rimane alta, perchè bisogna riconoscere i meriti degli avversari, che il successo lo hanno ottenuto non per concessione dei gialloblù. Oltre al danno, peraltro, al Pergo si aggiunge la beffa. Al 43’ del secondo tempo Pambianchi esce per problemi muscolari, dopo che erano stati già effettuati tutti e tre i cambi consentiti. Al 45’, per doppia ammonizione, Bonfanti viene espulso. Il Pergo chiude la partita con nove giocatori e prima del fischio finale, Rigoni, con un delizioso pallonetto, ne approfitta ricamando il raddoppio. La beffa è anche nella maledizione che colpisce il reparto centrale della difesa. Rossi ha accusato nuovamente i risentimenti muscolari che lo avevano costretto a disertare le ultime partite, sicché domenica prossima, nel pacchetto arretrato, oltre agli squalificati Ghidotti e Bonfanti, mancheranno probabilmente anche gli infortunati Rossi e Pambianchi, sperando che Zaninelli sia sulla via del recupero. Glissiamo poi sugli altri reparti, i quali recriminano anch’essi assenze più o meno prolungate. Insomma, piove proprio sul bagnato!
Il ritorno di Rastelli al timone del Pergo non coincide quindi con un risultato positivo. Nessuno, in verità, lo esigeva, però tutti lo agognavano, affidandosi alla convinzione che nel calcio tutto è possibile. Non era la sfida ideale per pretendere punti. Però quella traversa di Gherardi, con il portiere ospite rimasto immobile quasi soffiando sulla traiettoria per spingere il pallone più in alto, lascia un piccolo rimpianto. Sarebbe stato uno scippo, ma quando ci si trova con l’acqua alla gola, i mezzi per rifiatare sono marginali rispetto alla sostanza.
Il ritorno di Rastelli non stravolge il modulo tattico di sette giorni prima. Il Pergo si presenta con un 5-3-2 varato in analogia a quello contro il Varese, con la variante di Rossi e Bonfanti al posto dell’infortunato Zaninelli e di Trovò. A centrocampo è assente Brambilla ed il suo posto è rilevato da Uliano.
Nel Novara la tecnica non è guardata con sospetto, ma anche il muscolo è ugualmente innocente. Una simbiosi quasi perfetta di bellezza e potenza. Tuttavia è il Pergo, che non mostra alcuna soggezione, a proporre la prima insidia: al 3’, sul cross di Galli dalla sinistra, Ferrari in scivolata arriva con un attimo di ritardo per il tap-in. E’ invece puntuale, al 7’, Bertani a riprendere la seconda ribattuta di Colombi, dopo una mischia in area e due interventi determinanti, e far bramire così il “Piola”, come un cervo in amore.
La botta è tremenda e più della reazione, ci si aspetta la resa prematura ed incondizionata del Pergo. Il quale, invece, non si affligge e lotta con caparbietà, forse aiutato, o forse no (vallo a capire), da un atteggiamento remissivo degli appagati giocatori di casa. Il Pergo non declina, sia nella fiducia che nel fiato. Replica, ma la difesa piemontese (la migliore del girone: solo 10 reti subite) è attenta e non concede pertugi a Ferrari e Le Noci, che si muovono molto, ma non hanno opportunità per impensierire Ujkani. Il Novara attende, sfumando la reazione ospite e rilanciandosi in contropiede, sfiorando il raddoppio, come al 44’: sul traversone di Bertani dalla fascia sinistra, Rigoni difetta nel controllo della sfera a due passi da Colombi. Tre minuti prima, invece, Rossi aveva dovuto abbandonare il terreno di gioco per il riacutizzarsi dei fastidi muscolari, applaudito anche dalla curva locale.
Non c’è rassegnazione meditando nell’intervallo. Non c’è tuttavia illusione quando nella prima mezz’ora il Novara mostra tutta la sua forza, mettendo alle corde, pur non piegando, un Pergo in affanno ed impedito ad abbandonare l’accampamento difensivo. Al 4’, su corner, Bertani si mangia di testa la doppietta personale (deviazione sopra la traversa); al 13’ Colombi, con una deviazione bassa, nega a Motta il desiderio di raggiungere Le Noci in vetta alla graduatoria dei marcatori; al 16’ Bertani, in rovesciata, si fa applaudire per l’acrobazia, ma non per l’esito. In precedenza (8’) era stato il turno di Ghidotti ad abbandonare la contesa per infortunio, sostituito da Florean.
Il Pergo soffre la spinta offensiva avversaria e soltanto al 22’ riesce ad impegnare Ujkani: ci prova Uliano da una ventina di metri con un siluro ben piazzato, che il portiere locale devia in tuffo. Per qualche minuto è però ancora un soliloquio locale, poi il Pergo raccoglie le ultime energie e mostra qualche artigliata più profonda. Al 36’, dopo un’iniziativa personale, Gherardi indirizza dal limite dell’area un pallone che si stampa sulla traversa, con Ujkani rimasto immobile. Sfortuna! E iellato è anche il finale. Al 43’ Pambianchi è costretto a dare forfeit, lasciando la squadra in dieci; al 45’ Bonfanti commette un incauto fallo nella zona centrale del campo: doppio giallo e spogliatoio anticipato. Al 48’ il sigillo finale lo mette Rigano: intercetta nella propria tre-quarti un passaggio verso Florean, iniziando e concludendo l’azione di rimessa con un raffinato pallonetto dal limite dell’area che scavalca Colombi, per il raddoppio conclusivo.
Adesso, al Pergo, non resta che ricominciare. Di partite “segnate”, il calendario non ne riserva. Almeno sino al derby, il quale, essendo appunto un derby, non ha nulla di predestinato.
mercoledì 3 febbraio 2010
martedì 2 febbraio 2010
Ridere Di Te

Tu sì.....che sei Speciale
ti invidio sempre un po'
sai sempre cosa fare...e...
e che cosa è giusto o no!
Tu sei così sicura
di tutto intorno a te
che sembri quasi un'onda che
che si trascina.....me
lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
mi chiedo solo se
faccio male...a volte
a ridere di te
Le stelle stanno in cielo
e i Sogni....non lo so
So solo che son pochi....
quelli che s'avverano
Io so che sei una donna
Onesta!......non lo so
soprattutto con Se Stessa...
con Se Stessa....forse no
lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
...adesso penso che
chissà quante volte
hai riso tu di me
http://www.youtube.com/watch?v=gGCheT_1Wt0&feature=related
lunedì 1 febbraio 2010
Ultimi colpi del Pergo al calcio mercato
La deficitaria situazione del settore difensivo gialloblù, decimato da infortuni (due in un botto solo ieri a Novara), ha costretto il presidente Bergamelli a ricorrere nuovamente al calcio mercato di riparazione, sebbene nella fattispecie s'imponeva di riparare alla sfortuna.
La società gialloblù si è dunque attivata a Milano, sede dei trasferimenti suplettivi di gennaio, mettendo a segno tre colpi in entrata ed uno in uscita. Tutti ovviamente difensori.
Il primo colpo è quello che riguarda Giuseppe LOLAICO, capitano del Potenza, nato a Tricarico (Matera) il 3 marzo 1982. Ha al suo attivo 73 presenze in Serie C1 e altrettante in Serie C2, con un totale di 5 reti. Cresciuto nel Potenza, dove ha iniziato la carriera in Serie D (stagione 2002/03), dal campionato successivo ha sempre militato in formazioni professionistiche. Il traserimento dal Potenza è avvenuto a titolo definitivo.
Leonardo BLANCHARD, nato a Grosseto il 6 maggio 1988, ha sinora staccato 17 presenze in C1 (tutte nella corrente stagione) e 30 in C2. Cresciuto nelle giovanili del Siena, è poi passato al Poggibonsi, al San Gimignano e, da ultimo, al Pescina, con il quale vinse i playoff nella stagione 2008/09, ottenendo quindi la promozione in Prima Divisione. Al Pergo arriva dopo che è stato perfezionato l'accordo per lo scambio alla pari con Fabrizio DI BELLA, che lascia quindi la squadra gialloblù.
In prestito dalla Pro Patria arriva infine Thomas SOM, camerunense nato il 5 agosto 1988. Per lui sono 7 le presenze accumulate in Prima Divisione, mentre 28 le ha timbrate in Seconda Divisione. Dopo aver giocato nel campionato Primavera con la maglia del Parma, è passato, nella stagione 2008/09, al Carpenedolo e, da quest'anno, alla Pro Patria.
La società gialloblù si è dunque attivata a Milano, sede dei trasferimenti suplettivi di gennaio, mettendo a segno tre colpi in entrata ed uno in uscita. Tutti ovviamente difensori.
Il primo colpo è quello che riguarda Giuseppe LOLAICO, capitano del Potenza, nato a Tricarico (Matera) il 3 marzo 1982. Ha al suo attivo 73 presenze in Serie C1 e altrettante in Serie C2, con un totale di 5 reti. Cresciuto nel Potenza, dove ha iniziato la carriera in Serie D (stagione 2002/03), dal campionato successivo ha sempre militato in formazioni professionistiche. Il traserimento dal Potenza è avvenuto a titolo definitivo.
Leonardo BLANCHARD, nato a Grosseto il 6 maggio 1988, ha sinora staccato 17 presenze in C1 (tutte nella corrente stagione) e 30 in C2. Cresciuto nelle giovanili del Siena, è poi passato al Poggibonsi, al San Gimignano e, da ultimo, al Pescina, con il quale vinse i playoff nella stagione 2008/09, ottenendo quindi la promozione in Prima Divisione. Al Pergo arriva dopo che è stato perfezionato l'accordo per lo scambio alla pari con Fabrizio DI BELLA, che lascia quindi la squadra gialloblù.
In prestito dalla Pro Patria arriva infine Thomas SOM, camerunense nato il 5 agosto 1988. Per lui sono 7 le presenze accumulate in Prima Divisione, mentre 28 le ha timbrate in Seconda Divisione. Dopo aver giocato nel campionato Primavera con la maglia del Parma, è passato, nella stagione 2008/09, al Carpenedolo e, da quest'anno, alla Pro Patria.
Campionato: Novara - Pergocrema 2-0
Ultimo posto in classifica per il Pergo, dopo la sconfitta contro la capolista Novara ed il successo della Paganese. La formazione gialloblù termina l'incontro in nove giocatori (infortunio a Pambianchi ed espulsione di Bonfanti nel finale di partita). Emergenza in difesa per domenica prossima.
Novara – Pergocrema 2-0
Reti:.7’ pt Bertani, 48’ st Rigoni.
Novara: Ujkani, Gheller, Tombesi, Lisuzzo, Ludi, Evola (39’ st Gemiti), Porcari, Motta, Bertani (39’ st Rubino), Rigoni, Ventola (18’ st Gonzalez. All. Tesser. A disp.: Fontana, Centurioni, Vicentini, Ledesma.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti (8’ st Florean), Pianu, Bonfanti, Rossi (41’ pt Pambianchi), Federici, Galli (29’ st Gherardi), Cazzola, Ferrari, Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Rossi Chauvenet, Trovò, Romano, Tavares.
Arbitro: Ferraioli di Nocera Inferiore (Argiento di Frattamaggiore, Auriemma di Napoli).
Note: Giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni, temperatura 7°. Spettatori 3.253 di cui 1691 abbonati e 1240 paganti (67 i cannibali presenti nella curva ospiti), per un incasso lordo complessivo di € 25.589. Espulso Bonfanti al 45’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Ghidotti (era in diffida, salterà la prossima partita), Galli, Florean e Gheller. Angoli 11 a 5 per il Novara. Recupero 2’ + 4’.
Novara. – Toccato il fondo. Soltanto della classifica, però. Da domenica prossima, ricomincia il campionato, o, secondo le interpretazioni, riprende il cammino della speranza. Dopo due partite dannate e disperate, contro il Viareggio, tra una settimana, il Pergo dovrà davvero dimostrare che l’ultimo posto occupato da oggi in classifica è ingeneroso e immeritato, sebbene vi arriverà parecchio incerottato.
A Novara, missione impossibile era scritto, e missione impossibile è stata. Nel primo tempo, tuttavia, la gara è sembrata meno proibitiva per il Pergo di quanto ci si dovesse attendere. Nella prima mezz’ora della ripresa, invece, la capolista ha dato sfoggio di una prepotenza sontuosa, confermando di non essere lì, davanti, per caso. Con la sconfitta, la squadra cremasca scivola all’ultimo posto in classifica, e l’auspicio è che sia soltanto un caso.
Nel calcio non c’è mai la controprova, e quindi è difficile argomentare su quanto abbia potuto influire il gol lampo di Bertani sul successivo atteggiamento temperato dei piemontesi. Già dall’inizio, però, il Pergo aveva affrontato il match con aggressività e senza timori reverenziali, senza cioè chiudersi ermeticamente in difesa a protezione di un improbabile pareggio. Ha giocato a viso aperto, quasi con l’impertinenza e la consapevolezza di chi non aveva nulla da perdere.
Questa partita, che ha la sconfitta nella coda, non l’ha dunque avuta nella testa. La testa, alla fine, rimane alta, perchè bisogna riconoscere i meriti degli avversari, che il successo lo hanno ottenuto non per concessione dei gialloblù. Oltre al danno, peraltro, al Pergo si aggiunge la beffa. Al 43’ del secondo tempo Pambianchi esce per problemi muscolari, dopo che erano stati già effettuati tutti e tre i cambi consentiti. Al 45’, per doppia ammonizione, Bonfanti viene espulso. Il Pergo chiude la partita con nove giocatori e prima del fischio finale, Rigoni, con un delizioso pallonetto, ne approfitta ricamando il raddoppio. La beffa è anche nella maledizione che colpisce il reparto centrale della difesa. Rossi ha accusato nuovamente i risentimenti muscolari che lo avevano costretto a disertare le ultime partite, sicché domenica prossima, nel pacchetto arretrato, oltre agli squalificati Ghidotti e Bonfanti, mancheranno probabilmente anche gli infortunati Rossi e Pambianchi, sperando che Zaninelli sia sulla via del recupero. Glissiamo poi sugli altri reparti, i quali recriminano anch’essi assenze più o meno prolungate. Insomma, piove proprio sul bagnato!
Il ritorno di Rastelli al timone del Pergo non coincide quindi con un risultato positivo. Nessuno, in verità, lo esigeva, però tutti lo agognavano, affidandosi alla convinzione che nel calcio tutto è possibile. Non era la sfida ideale per pretendere punti. Però quella traversa di Gherardi, con il portiere ospite rimasto immobile quasi soffiando sulla traiettoria per spingere il pallone più in alto, lascia un piccolo rimpianto. Sarebbe stato uno scippo, ma quando ci si trova con l’acqua alla gola, i mezzi per rifiatare sono marginali rispetto alla sostanza.
Il ritorno di Rastelli non stravolge il modulo tattico di sette giorni prima. Il Pergo si presenta con un 5-3-2 varato in analogia a quello contro il Varese, con la variante di Rossi e Bonfanti al posto dell’infortunato Zaninelli e di Trovò. A centrocampo è assente Brambilla ed il suo posto è rilevato da Uliano.
Nel Novara la tecnica non è guardata con sospetto, ma anche il muscolo è ugualmente innocente. Una simbiosi quasi perfetta di bellezza e potenza. Tuttavia è il Pergo, che non mostra alcuna soggezione, a proporre la prima insidia: al 3’, sul cross di Galli dalla sinistra, Ferrari in scivolata arriva con un attimo di ritardo per il tap-in. E’ invece puntuale, al 7’, Bertani a riprendere la seconda ribattuta di Colombi, dopo una mischia in area e due interventi determinanti, e far bramire così il “Piola”, come un cervo in amore.
La botta è tremenda e più della reazione, ci si aspetta la resa prematura ed incondizionata del Pergo. Il quale, invece, non si affligge e lotta con caparbietà, forse aiutato, o forse no (vallo a capire), da un atteggiamento remissivo degli appagati giocatori di casa. Il Pergo non declina, sia nella fiducia che nel fiato. Replica, ma la difesa piemontese (la migliore del girone: solo 10 reti subite) è attenta e non concede pertugi a Ferrari e Le Noci, che si muovono molto, ma non hanno opportunità per impensierire Ujkani. Il Novara attende, sfumando la reazione ospite e rilanciandosi in contropiede, sfiorando il raddoppio, come al 44’: sul traversone di Bertani dalla fascia sinistra, Rigoni difetta nel controllo della sfera a due passi da Colombi. Tre minuti prima, invece, Rossi aveva dovuto abbandonare il terreno di gioco per il riacutizzarsi dei fastidi muscolari, applaudito anche dalla curva locale.
Non c’è rassegnazione meditando nell’intervallo. Non c’è tuttavia illusione quando nella prima mezz’ora il Novara mostra tutta la sua forza, mettendo alle corde, pur non piegando, un Pergo in affanno ed impedito ad abbandonare l’accampamento difensivo. Al 4’, su corner, Bertani si mangia di testa la doppietta personale (deviazione sopra la traversa); al 13’ Colombi, con una deviazione bassa, nega a Motta il desiderio di raggiungere Le Noci in vetta alla graduatoria dei marcatori; al 16’ Bertani, in rovesciata, si fa applaudire per l’acrobazia, ma non per l’esito. In precedenza (8’) era stato il turno di Ghidotti ad abbandonare la contesa per infortunio, sostituito da Florean.
Il Pergo soffre la spinta offensiva avversaria e soltanto al 22’ riesce ad impegnare Ujkani: ci prova Uliano da una ventina di metri con un siluro ben piazzato, che il portiere locale devia in tuffo. Per qualche minuto è però ancora un soliloquio locale, poi il Pergo raccoglie le ultime energie e mostra qualche artigliata più profonda. Al 36’, dopo un’iniziativa personale, Gherardi indirizza dal limite dell’area un pallone che si stampa sulla traversa, con Ujkani rimasto immobile. Sfortuna! E iellato è anche il finale. Al 43’ Pambianchi è costretto a dare forfeit, lasciando la squadra in dieci; al 45’ Bonfanti commette un incauto fallo nella zona centrale del campo: doppio giallo e spogliatoio anticipato. Al 48’ il sigillo finale lo mette Rigano: intercetta nella propria tre-quarti un passaggio verso Florean, iniziando e concludendo l’azione di rimessa con un raffinato pallonetto dal limite dell’area che scavalca Colombi, per il raddoppio conclusivo.
Adesso, al Pergo, non resta che ricominciare. Di partite “segnate”, il calendario non ne riserva. Almeno sino al derby, il quale, essendo appunto un derby, non ha nulla di predestinato.
Novara – Pergocrema 2-0
Reti:.7’ pt Bertani, 48’ st Rigoni.
Novara: Ujkani, Gheller, Tombesi, Lisuzzo, Ludi, Evola (39’ st Gemiti), Porcari, Motta, Bertani (39’ st Rubino), Rigoni, Ventola (18’ st Gonzalez. All. Tesser. A disp.: Fontana, Centurioni, Vicentini, Ledesma.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti (8’ st Florean), Pianu, Bonfanti, Rossi (41’ pt Pambianchi), Federici, Galli (29’ st Gherardi), Cazzola, Ferrari, Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Rossi Chauvenet, Trovò, Romano, Tavares.
Arbitro: Ferraioli di Nocera Inferiore (Argiento di Frattamaggiore, Auriemma di Napoli).
Note: Giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni, temperatura 7°. Spettatori 3.253 di cui 1691 abbonati e 1240 paganti (67 i cannibali presenti nella curva ospiti), per un incasso lordo complessivo di € 25.589. Espulso Bonfanti al 45’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Ghidotti (era in diffida, salterà la prossima partita), Galli, Florean e Gheller. Angoli 11 a 5 per il Novara. Recupero 2’ + 4’.
Novara. – Toccato il fondo. Soltanto della classifica, però. Da domenica prossima, ricomincia il campionato, o, secondo le interpretazioni, riprende il cammino della speranza. Dopo due partite dannate e disperate, contro il Viareggio, tra una settimana, il Pergo dovrà davvero dimostrare che l’ultimo posto occupato da oggi in classifica è ingeneroso e immeritato, sebbene vi arriverà parecchio incerottato.
A Novara, missione impossibile era scritto, e missione impossibile è stata. Nel primo tempo, tuttavia, la gara è sembrata meno proibitiva per il Pergo di quanto ci si dovesse attendere. Nella prima mezz’ora della ripresa, invece, la capolista ha dato sfoggio di una prepotenza sontuosa, confermando di non essere lì, davanti, per caso. Con la sconfitta, la squadra cremasca scivola all’ultimo posto in classifica, e l’auspicio è che sia soltanto un caso.
Nel calcio non c’è mai la controprova, e quindi è difficile argomentare su quanto abbia potuto influire il gol lampo di Bertani sul successivo atteggiamento temperato dei piemontesi. Già dall’inizio, però, il Pergo aveva affrontato il match con aggressività e senza timori reverenziali, senza cioè chiudersi ermeticamente in difesa a protezione di un improbabile pareggio. Ha giocato a viso aperto, quasi con l’impertinenza e la consapevolezza di chi non aveva nulla da perdere.
Questa partita, che ha la sconfitta nella coda, non l’ha dunque avuta nella testa. La testa, alla fine, rimane alta, perchè bisogna riconoscere i meriti degli avversari, che il successo lo hanno ottenuto non per concessione dei gialloblù. Oltre al danno, peraltro, al Pergo si aggiunge la beffa. Al 43’ del secondo tempo Pambianchi esce per problemi muscolari, dopo che erano stati già effettuati tutti e tre i cambi consentiti. Al 45’, per doppia ammonizione, Bonfanti viene espulso. Il Pergo chiude la partita con nove giocatori e prima del fischio finale, Rigoni, con un delizioso pallonetto, ne approfitta ricamando il raddoppio. La beffa è anche nella maledizione che colpisce il reparto centrale della difesa. Rossi ha accusato nuovamente i risentimenti muscolari che lo avevano costretto a disertare le ultime partite, sicché domenica prossima, nel pacchetto arretrato, oltre agli squalificati Ghidotti e Bonfanti, mancheranno probabilmente anche gli infortunati Rossi e Pambianchi, sperando che Zaninelli sia sulla via del recupero. Glissiamo poi sugli altri reparti, i quali recriminano anch’essi assenze più o meno prolungate. Insomma, piove proprio sul bagnato!
Il ritorno di Rastelli al timone del Pergo non coincide quindi con un risultato positivo. Nessuno, in verità, lo esigeva, però tutti lo agognavano, affidandosi alla convinzione che nel calcio tutto è possibile. Non era la sfida ideale per pretendere punti. Però quella traversa di Gherardi, con il portiere ospite rimasto immobile quasi soffiando sulla traiettoria per spingere il pallone più in alto, lascia un piccolo rimpianto. Sarebbe stato uno scippo, ma quando ci si trova con l’acqua alla gola, i mezzi per rifiatare sono marginali rispetto alla sostanza.
Il ritorno di Rastelli non stravolge il modulo tattico di sette giorni prima. Il Pergo si presenta con un 5-3-2 varato in analogia a quello contro il Varese, con la variante di Rossi e Bonfanti al posto dell’infortunato Zaninelli e di Trovò. A centrocampo è assente Brambilla ed il suo posto è rilevato da Uliano.
Nel Novara la tecnica non è guardata con sospetto, ma anche il muscolo è ugualmente innocente. Una simbiosi quasi perfetta di bellezza e potenza. Tuttavia è il Pergo, che non mostra alcuna soggezione, a proporre la prima insidia: al 3’, sul cross di Galli dalla sinistra, Ferrari in scivolata arriva con un attimo di ritardo per il tap-in. E’ invece puntuale, al 7’, Bertani a riprendere la seconda ribattuta di Colombi, dopo una mischia in area e due interventi determinanti, e far bramire così il “Piola”, come un cervo in amore.
La botta è tremenda e più della reazione, ci si aspetta la resa prematura ed incondizionata del Pergo. Il quale, invece, non si affligge e lotta con caparbietà, forse aiutato, o forse no (vallo a capire), da un atteggiamento remissivo degli appagati giocatori di casa. Il Pergo non declina, sia nella fiducia che nel fiato. Replica, ma la difesa piemontese (la migliore del girone: solo 10 reti subite) è attenta e non concede pertugi a Ferrari e Le Noci, che si muovono molto, ma non hanno opportunità per impensierire Ujkani. Il Novara attende, sfumando la reazione ospite e rilanciandosi in contropiede, sfiorando il raddoppio, come al 44’: sul traversone di Bertani dalla fascia sinistra, Rigoni difetta nel controllo della sfera a due passi da Colombi. Tre minuti prima, invece, Rossi aveva dovuto abbandonare il terreno di gioco per il riacutizzarsi dei fastidi muscolari, applaudito anche dalla curva locale.
Non c’è rassegnazione meditando nell’intervallo. Non c’è tuttavia illusione quando nella prima mezz’ora il Novara mostra tutta la sua forza, mettendo alle corde, pur non piegando, un Pergo in affanno ed impedito ad abbandonare l’accampamento difensivo. Al 4’, su corner, Bertani si mangia di testa la doppietta personale (deviazione sopra la traversa); al 13’ Colombi, con una deviazione bassa, nega a Motta il desiderio di raggiungere Le Noci in vetta alla graduatoria dei marcatori; al 16’ Bertani, in rovesciata, si fa applaudire per l’acrobazia, ma non per l’esito. In precedenza (8’) era stato il turno di Ghidotti ad abbandonare la contesa per infortunio, sostituito da Florean.
Il Pergo soffre la spinta offensiva avversaria e soltanto al 22’ riesce ad impegnare Ujkani: ci prova Uliano da una ventina di metri con un siluro ben piazzato, che il portiere locale devia in tuffo. Per qualche minuto è però ancora un soliloquio locale, poi il Pergo raccoglie le ultime energie e mostra qualche artigliata più profonda. Al 36’, dopo un’iniziativa personale, Gherardi indirizza dal limite dell’area un pallone che si stampa sulla traversa, con Ujkani rimasto immobile. Sfortuna! E iellato è anche il finale. Al 43’ Pambianchi è costretto a dare forfeit, lasciando la squadra in dieci; al 45’ Bonfanti commette un incauto fallo nella zona centrale del campo: doppio giallo e spogliatoio anticipato. Al 48’ il sigillo finale lo mette Rigano: intercetta nella propria tre-quarti un passaggio verso Florean, iniziando e concludendo l’azione di rimessa con un raffinato pallonetto dal limite dell’area che scavalca Colombi, per il raddoppio conclusivo.
Adesso, al Pergo, non resta che ricominciare. Di partite “segnate”, il calendario non ne riserva. Almeno sino al derby, il quale, essendo appunto un derby, non ha nulla di predestinato.
venerdì 29 gennaio 2010
Gianluca Grignani - Sei sempre stata mia

Io son sempre stato tuo
che anche quando non c'eri
ti avevo nei pensieri
Tu sei sempre stata mia
che quando ti ho incontrata
ho subito capito che
Noi immensamente noi
condividiamo tutto sai
anche questa nostra gioia strana
che stranamente noi
ci fa stare insieme
come quando il giorno ci allonta
ma ti sento vicina
dalla notte prima
Io io che da lei scappavo
perchè mi puoi tradire
non mi puoi ingannare mai
Tu quel giorno mi hai incontrato
per mano mi hai portato
fino a scrivermi dentro che
Noi immensamente noi
condividiano tutto ormai
come questa nostra gioia strana
che stranamente a noi
ci fa stare bene
come quando il giorno ci allonta
ma ti sento vicina
dalla notte prima
Noi solamente noi
ci comprendiamo bene ormai
e sentiamo un'esigenza sana
che due come noi
non si lasceranno mai
anche quando un sogno ci allontana
ma ti sento vicina
come mai prima
Io son sempre stato tuo
tu sei sempra stata mia
che amarsi no non è mai una sfida
ma è come cercare in noi una guida
Noi immensamente noi
condividiano tutto ormai
come questa nostra storia strana
che ingenuamente a noi
ci fa stare insieme
O noi solamente no
non ci lasceremo mai
come quando un sogno ci allontana
e torniamo vicino di nuovo al mattino
io son sempre stato tuo
tu sei sempre stata mia
mercoledì 27 gennaio 2010
Lucio Anneo Seneca
Una donna o ama o odia; non ha una via di mezzo.
Il pianto della donna è menzogna.
Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime,
le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze.
Una donna che pensa sola, pensa cose cattive.
Il pianto della donna è menzogna.
Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime,
le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze.
Una donna che pensa sola, pensa cose cattive.
Livorno torna Serse Cosmi
Pochi ci avrebbero scommesso, ma Spinelli e Cosmi, dopo un colloquio avvenuto a Genova, si sono chiariti e il tecnico umbro ha ritirato le dimissioni che a sorpresa aveva presentato al termine della gara contro il Napoli. Cosmi, dunque, torna al lavoro per preparare la difficilissima sfida contro il Milan. Spinelli ha parlato di "Incontro chiarificatore molto proficuo. Tutto era nato da quei due giorni e mezzo di riposo dati alla squadra dopo lo 0-3 di Cagliari. Non contestavo il lavoro svolto, la professionalità di Cosmi o i risultati; il matrimonio continua". La riappacificazione tra Spinelli e Cosmi è arrivata a furor di popolo visto che la piazza, oltre ai più stretti collaboratori del patron amaranto, avevano fatto pressione affinché la situazione venisse sbrogliata in maniera positiva.
Campionato: Varese - Pergocrema 2-1
Il Pergo si ripete. Come contro l'Alessandria, anche a Varese va in vantaggio, subisce il pareggio e, al 90', rimedia la sconfitta per un altro ingenuo calcio di rigore
Varese – Pergocrema 2-1
Reti:.45’ pt Ferrari, 27’ st Dos Santos, 45’ st Buzzegoli (rigore)
Varese: Moreau, Pisano, Armenise, Gentili, Buzzegoli, Camisa, Tripoli, Dos Santos, Eliakwu (10 st Momentè), Aloe (14’ st Corti), Del Sante (36’ st Carrozza). All. Sannino. A disp.: Grandclement, Grillo, Gambadori, Osuji.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Pianu, Zaninelli (9’ st Di Bella), Trovò (46’ st Tavares), Federici, Cazzola, Brambilla, Galli (37’ st Uliano), Ferrari, Le Noci.. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Romano, Gherardi, Florean.
Arbitro: Mariani di Aprilia (Botosso di Biella e Mosca di Chivasso).
Note: Giornata freddissima (-2°), terreno ghiacciato. Spettatori 1300 circa di cui 423 paganti e 879 abbonati, per un incasso lordo complessivo di € 7.399. Espulso Sannino al 21’ st per proteste. Ammoniti: Gentili, Momentè, Colombi e Ghidotti. Angoli 4 a 1 per il Varese. Recupero 1’ + 5’.
Varese. – San ... Nino fa il miracolo. Lui esce, e la sua squadra vince. Il Varese c’è davvero e il Pergo c’è ancora, ma non nella misura necessaria. La sensazione che lasciano è però molto diversa. Il Varese trasmette la percezione di una squadra che scoppia di salute, e quindi di efficienza, più che di bellezza. Sua la prima palla gol, sua la voglia di prendere la partita per le corna. Così è andata, seppure al fotofinish. Undici partite vinte consecutivamente in casa: sarà anche fortuna, però quando le cose vanno così bene, non è un caso.
Il Pergo lascia invece l’impressione che sia in crescita, ma anche che sia poco abile nell’amministrarsi. Ha ottenuto il vantaggio allo scadere del primo tempo, ha sfiorato in contropiede per due volte il raddoppio, prima di subire l’aggancio ed il sorpasso avversario. Il Varese non ha mai messo in seria difficoltà la difesa gialloblù, e neppure costretto Colombi ad interventi straordinari. Però l’intensità della sua manovra offensiva e il suo impeto facevano preludere ad un finale diverso rispetto a quello che cominciavamo ad assaporare. Ci sta, la vittoria del Varese ci sta. Come ci sarebbe stata anche quella del Pergo in una sfida contraddistinta, soprattutto nella ripresa, da aggressività agonistica da una parte, difesa ad oltranza dall’altra, intervallata da alcune insidiose azioni di rimessa mal finalizzate.
Il Pergo era annunciato quasi in ginocchio. Così dichiarava la classifica che ne ha condizionato le ultime prestazioni. Non ha avuto tuttavia il fiato corto e quando Ferrari, al suo debutto in gialloblù, ha piazzato la rete del vantaggio, sembrava spirare un vento forte a gonfiare le vele della rinascita. Per la successiva mezz’ora della ripresa questa sensazione è rimasta immutata, sebbene aumentasse la pressione avversaria e aumentassero anche gli spioventi nella zona di Colombi. Fuochi di paglia, che procuravano pathos, ma non dolori. Cosa è mancato, quindi, per ottenere un risultato positivo? Qualcuno, adesso, sussurra: chi è mancato, piuttosto?
Rispetto alle indiscrezioni della vigilia, che favorivano uno schieramento con il consueto modulo, Bonazzi opta invece per un 5-3-2 che garantisce maggiore copertura difensiva, con il neo acquisto Pianu al centro insieme a Zaninelli e Trovò. A centrocampo, assente Guerci per infortunio, il tecnico si affida a Cazzola, Brambilla e Galli, mentre in avanti Tavares rimane in panchina, con Le Noci e Ferrari a formare il terminale offensivo della manovra.
Il campo si presenta in condizioni critiche: la temperatura rigida rende il terreno di gioco quasi impraticabile, mettendo a repentaglio l’incolumità dei giocatori. A fine gara, il questore di Varese esprimerà vigorosamente il suo dissenso per la disputa della partita che ha costretto i protagonisti ad un supplementare esercizio di equilibrismo. L’inizio gara è invece favorevole al Varese, che mette subito in chiaro le bellicose intenzioni. Al 1’ reclama un calcio di rigore: sul cross di Tripoli dalla fascia destra, Trovò respinge di testa, per poi cadere davanti alla porta. Sulla successiva conclusione di Aloe in mischia, è lo stesso difensore a ribattere da terra, con i biancorossi a protestare vanamente per una presunta deviazione con il braccio.
Anche il Pergo manifesta subito la propria dichiarazione d’intenti: difendersi e ripartire. Così Galli ci prova al 17’ a mettere in azione Le Noci, la cui conclusione è deviata in corner. Il Varese spinge, ma per il momento fa soltanto solletico. Cerca ancora di graffiare il Pergo al 29’: contropiede di Ferrari, fermato da Gentili, ultimo baluardo del fortino abbandonato, che blocca il pallone con le mani. Ammonizione, ma pericolo scampato. Un minuto dopo, è il turno di Brambilla a provare la conclusione dalla distanza, favorito dall’assist di Cazzola e dal velo di Galli: fuori misura.
Al 45’ arriva, nemmeno troppo a sorpresa, il vantaggio gialloblù, realizzato da Ferrari su invito di Le Noci. Il primo più scafato, più essenziale; il secondo più gironzolone e generoso. Ad avviare l’azione da manuale del contropiede è Cazzola, che lancia in profondità, sulla destra, il bomber cremasco. Le Noci raggiunge la zona di fondo campo e mette al centro un traversone perfetto per il tap-in del neo acquisto, che da due metri non ha difficoltà a raggelare la tifoseria locale.
Il Varese rientra dall’intervallo con una marcia in più, il Pergo con il freno a mano alzato. Nel Varese non c’è Ebagua. La sua assenza si vede, ma non si sentirà. A complicare la situazione gialloblù, si aggiunge invece il forfeit di Zaninelli, che lascia il campo per un risentimento muscolare. All’11’, sul corner di Buzzegoli con pallone piazzato all’altezza del primo palo, Dos Santos devia di testa, sfiorando montante e pareggio. Al 15’ lancio in profondità per Tripoli, anticipato dall’uscita bassa di Colombi. Il Varese si affida ai calci d’angolo per mettere in difficoltà la retroguardia ospite, come al 25’, quando una vigorosa spinta su Colombi uscito in presa alta non viene rilevata dal direttore di gara e la conclusione di Del Sante, in mischia e a porta sguarnita, è respinta dalla difesa del Pergo. E’ comunque il preludio al pareggio varesino, che giunge al 27’. Corti serve Dos Santos appostato centralmente davanti all'area, il quale con un potente destro da oltre venti metri azzecca l’angolino basso alla destra di Colombi, e fa esplodere l’Ossola. Adesso è il Varese a credere nella vittoria e accentua la spinta offensiva, mentre il Pergo si distende con due rapidi contropiedi che avrebbero meritato maggiore fortuna: al 32’ partono Le Noci, Ferrari e Galli, che hanno davanti un solo difensore. L’ultimo passaggio sulla sinistra per Galli è purtroppo impreciso. Un minuto dopo è Le Noci ad uccellare il diretto avversario e a proiettarsi da solo verso l’area di rigore locale, però è costretto a decentrarsi dal recupero dei difensori avversari, e l’azione sfuma.
Il finale è firmato comunque dal Varese. Al 42’ Armenise ci prova con un velenoso sinistro dal limite dell’area: Colombi d’istinto devia in calcio d’angolo con i piedi. Al 45’, come sette giorni fa, Di Bella commette un gesto incauto, atterrando Carrozza inseritosi in area, ma con le spalle rivolte alla porta. Azione apparerntemente innocua, che risulta fatale. Rigore ineccepibile, che l’esperto Buzzegoli trasforma per l’apoteosi varesina. E’ andata male, e poteva finire peggio, se Momentè, al 50’, non mandasse alle stelle da due passi il traversone di Tripoli.
E’ andata male, però poteva anche finire meglio. Alla vigilia era una partita segnata. Tutti avremmo sperato nel miracolo, ma nessuno avrebbe osato pretenderlo. Per un’ora il miracolo si stava materializzando, poi, come contro l’Alessandria, tutto è svanito nel quarto d’ora finale. Quando le cose vanno così male, probabilmente non è sempre solo sfortuna.
Varese – Pergocrema 2-1
Reti:.45’ pt Ferrari, 27’ st Dos Santos, 45’ st Buzzegoli (rigore)
Varese: Moreau, Pisano, Armenise, Gentili, Buzzegoli, Camisa, Tripoli, Dos Santos, Eliakwu (10 st Momentè), Aloe (14’ st Corti), Del Sante (36’ st Carrozza). All. Sannino. A disp.: Grandclement, Grillo, Gambadori, Osuji.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Pianu, Zaninelli (9’ st Di Bella), Trovò (46’ st Tavares), Federici, Cazzola, Brambilla, Galli (37’ st Uliano), Ferrari, Le Noci.. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Romano, Gherardi, Florean.
Arbitro: Mariani di Aprilia (Botosso di Biella e Mosca di Chivasso).
Note: Giornata freddissima (-2°), terreno ghiacciato. Spettatori 1300 circa di cui 423 paganti e 879 abbonati, per un incasso lordo complessivo di € 7.399. Espulso Sannino al 21’ st per proteste. Ammoniti: Gentili, Momentè, Colombi e Ghidotti. Angoli 4 a 1 per il Varese. Recupero 1’ + 5’.
Varese. – San ... Nino fa il miracolo. Lui esce, e la sua squadra vince. Il Varese c’è davvero e il Pergo c’è ancora, ma non nella misura necessaria. La sensazione che lasciano è però molto diversa. Il Varese trasmette la percezione di una squadra che scoppia di salute, e quindi di efficienza, più che di bellezza. Sua la prima palla gol, sua la voglia di prendere la partita per le corna. Così è andata, seppure al fotofinish. Undici partite vinte consecutivamente in casa: sarà anche fortuna, però quando le cose vanno così bene, non è un caso.
Il Pergo lascia invece l’impressione che sia in crescita, ma anche che sia poco abile nell’amministrarsi. Ha ottenuto il vantaggio allo scadere del primo tempo, ha sfiorato in contropiede per due volte il raddoppio, prima di subire l’aggancio ed il sorpasso avversario. Il Varese non ha mai messo in seria difficoltà la difesa gialloblù, e neppure costretto Colombi ad interventi straordinari. Però l’intensità della sua manovra offensiva e il suo impeto facevano preludere ad un finale diverso rispetto a quello che cominciavamo ad assaporare. Ci sta, la vittoria del Varese ci sta. Come ci sarebbe stata anche quella del Pergo in una sfida contraddistinta, soprattutto nella ripresa, da aggressività agonistica da una parte, difesa ad oltranza dall’altra, intervallata da alcune insidiose azioni di rimessa mal finalizzate.
Il Pergo era annunciato quasi in ginocchio. Così dichiarava la classifica che ne ha condizionato le ultime prestazioni. Non ha avuto tuttavia il fiato corto e quando Ferrari, al suo debutto in gialloblù, ha piazzato la rete del vantaggio, sembrava spirare un vento forte a gonfiare le vele della rinascita. Per la successiva mezz’ora della ripresa questa sensazione è rimasta immutata, sebbene aumentasse la pressione avversaria e aumentassero anche gli spioventi nella zona di Colombi. Fuochi di paglia, che procuravano pathos, ma non dolori. Cosa è mancato, quindi, per ottenere un risultato positivo? Qualcuno, adesso, sussurra: chi è mancato, piuttosto?
Rispetto alle indiscrezioni della vigilia, che favorivano uno schieramento con il consueto modulo, Bonazzi opta invece per un 5-3-2 che garantisce maggiore copertura difensiva, con il neo acquisto Pianu al centro insieme a Zaninelli e Trovò. A centrocampo, assente Guerci per infortunio, il tecnico si affida a Cazzola, Brambilla e Galli, mentre in avanti Tavares rimane in panchina, con Le Noci e Ferrari a formare il terminale offensivo della manovra.
Il campo si presenta in condizioni critiche: la temperatura rigida rende il terreno di gioco quasi impraticabile, mettendo a repentaglio l’incolumità dei giocatori. A fine gara, il questore di Varese esprimerà vigorosamente il suo dissenso per la disputa della partita che ha costretto i protagonisti ad un supplementare esercizio di equilibrismo. L’inizio gara è invece favorevole al Varese, che mette subito in chiaro le bellicose intenzioni. Al 1’ reclama un calcio di rigore: sul cross di Tripoli dalla fascia destra, Trovò respinge di testa, per poi cadere davanti alla porta. Sulla successiva conclusione di Aloe in mischia, è lo stesso difensore a ribattere da terra, con i biancorossi a protestare vanamente per una presunta deviazione con il braccio.
Anche il Pergo manifesta subito la propria dichiarazione d’intenti: difendersi e ripartire. Così Galli ci prova al 17’ a mettere in azione Le Noci, la cui conclusione è deviata in corner. Il Varese spinge, ma per il momento fa soltanto solletico. Cerca ancora di graffiare il Pergo al 29’: contropiede di Ferrari, fermato da Gentili, ultimo baluardo del fortino abbandonato, che blocca il pallone con le mani. Ammonizione, ma pericolo scampato. Un minuto dopo, è il turno di Brambilla a provare la conclusione dalla distanza, favorito dall’assist di Cazzola e dal velo di Galli: fuori misura.
Al 45’ arriva, nemmeno troppo a sorpresa, il vantaggio gialloblù, realizzato da Ferrari su invito di Le Noci. Il primo più scafato, più essenziale; il secondo più gironzolone e generoso. Ad avviare l’azione da manuale del contropiede è Cazzola, che lancia in profondità, sulla destra, il bomber cremasco. Le Noci raggiunge la zona di fondo campo e mette al centro un traversone perfetto per il tap-in del neo acquisto, che da due metri non ha difficoltà a raggelare la tifoseria locale.
Il Varese rientra dall’intervallo con una marcia in più, il Pergo con il freno a mano alzato. Nel Varese non c’è Ebagua. La sua assenza si vede, ma non si sentirà. A complicare la situazione gialloblù, si aggiunge invece il forfeit di Zaninelli, che lascia il campo per un risentimento muscolare. All’11’, sul corner di Buzzegoli con pallone piazzato all’altezza del primo palo, Dos Santos devia di testa, sfiorando montante e pareggio. Al 15’ lancio in profondità per Tripoli, anticipato dall’uscita bassa di Colombi. Il Varese si affida ai calci d’angolo per mettere in difficoltà la retroguardia ospite, come al 25’, quando una vigorosa spinta su Colombi uscito in presa alta non viene rilevata dal direttore di gara e la conclusione di Del Sante, in mischia e a porta sguarnita, è respinta dalla difesa del Pergo. E’ comunque il preludio al pareggio varesino, che giunge al 27’. Corti serve Dos Santos appostato centralmente davanti all'area, il quale con un potente destro da oltre venti metri azzecca l’angolino basso alla destra di Colombi, e fa esplodere l’Ossola. Adesso è il Varese a credere nella vittoria e accentua la spinta offensiva, mentre il Pergo si distende con due rapidi contropiedi che avrebbero meritato maggiore fortuna: al 32’ partono Le Noci, Ferrari e Galli, che hanno davanti un solo difensore. L’ultimo passaggio sulla sinistra per Galli è purtroppo impreciso. Un minuto dopo è Le Noci ad uccellare il diretto avversario e a proiettarsi da solo verso l’area di rigore locale, però è costretto a decentrarsi dal recupero dei difensori avversari, e l’azione sfuma.
Il finale è firmato comunque dal Varese. Al 42’ Armenise ci prova con un velenoso sinistro dal limite dell’area: Colombi d’istinto devia in calcio d’angolo con i piedi. Al 45’, come sette giorni fa, Di Bella commette un gesto incauto, atterrando Carrozza inseritosi in area, ma con le spalle rivolte alla porta. Azione apparerntemente innocua, che risulta fatale. Rigore ineccepibile, che l’esperto Buzzegoli trasforma per l’apoteosi varesina. E’ andata male, e poteva finire peggio, se Momentè, al 50’, non mandasse alle stelle da due passi il traversone di Tripoli.
E’ andata male, però poteva anche finire meglio. Alla vigilia era una partita segnata. Tutti avremmo sperato nel miracolo, ma nessuno avrebbe osato pretenderlo. Per un’ora il miracolo si stava materializzando, poi, come contro l’Alessandria, tutto è svanito nel quarto d’ora finale. Quando le cose vanno così male, probabilmente non è sempre solo sfortuna.
Campionato: Pergocrema - Alessandria 1-2
Ancora una sconfitta per il Pergo. Succede tutto nella ripresa: in vantaggio con Le Noci, è raggiunto e superato nei minuti di recupero dall'Alessandria, che beneficia di un calcio di rigore ingenuamente provocato da Di Bella.
Pergocrema - Alessandria 1-2
Reti: 19' st Le Noci, 31' st Cammaroto, 51' st rig. Artico.
Pergocrema: Colombi; Ghidotti, Di Bella, Zaninelli, Federici; Guerci (14’ st Gherardi), Cazzola, Galli; Le Noci, Tavares, Uliano (38’ st Florean). - All. Bonazzi e Scanziani. A disp: Brivio, Bonfanti, Bonometti, Tobanelli, Anastasi.
Alessandria: Servili; Ciancio, Briano (25’ st Damonte), Signorini (13’ st Cammaroto), Ghosheh; Mateos, Sottil, Buglio, Volpara (20’ st Rosso); Rodriguez, Artico. All. Buglio: A disp.: Cicutti, Motta, Pucino, Schettino.
Arbitro: Massimiliano De Benedictis di Bari. (Tronci di Firenze, Stefanelli di Empoli).
Note: pomeriggio nuvoloso, temperatura di 3°, terreno in imperfette condizioni. Spettatori 1068 per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 4.970. Ammoniti Ghidotti, Zaninelli, Cazzola, Galli, le Noci, Artico, Volpara. Angoli 4 a 4. Recupero: 1’ + 7’.
CREMA. – Dalle stelle alle stalle. Dall’eminenza all’oscurità nel volgere di soli pochi minuti. C’è un grigio uniforme, nel cielo e in campo, transitando per i sentimenti avvilenti che suscita il finale di partita: angoscia, incredulità, impotenza. Adesso, mentre i piemontesi esultano, tira il vento delle critiche, della sfiducia e del disamore. Mettiamo ordine in un crogiuolo di calcio neppure troppo bruttino, con qualche piccola fiammata, in un’altalena di forti emozioni finali che ha seguito il mutare degli ultimi minuti di gioco. Dalla speranza al tormento, passando per il gol del solito Le Noci, sino allo svogliato fallo da rigore provocato da Di Bella. Il pareggio, di questi tempi, avrebbe avuto l’effetto di un tiepido brodino, ma non avrebbe fatto schifo. Però, per come si erano messe le cose e per come è arrivata la sconfitta, c’è davvero poca voglia di commentare. E c’è poco da dire anche sul mancato saluto finale alla curva da parte dei giocatori, giustificato senz’altro dal momento topico di arrabbiatura collettiva, ma forse anche per questo ancor più dovuto, giacché delusi lo si era un po’ tutti.
L’amarezza non arriva, questa volta, dal profondo dell’animo, bensì dal solo risultato. Perché a livello di squadra, non è mancato l’impegno e la prestazione non è da disprezzare. La squadra ha corso molto, ha fatto pressing, ma alla fine versa ancora la gabella all’ingenuità e ad errori individuali nelle circostanze determinanti: il pareggio (dal solito corner) e appunto nell’azione del calcio di rigore.
Nel giorno del suo compleanno, probabilmente il presidente si attendeva ben altro risultato per stappare lo spumante. E chissà se lo avrà ugualmente stappato nello spogliatoio, quantomeno per affogare nel seme di bacco la delusione, dopo l’illusione del temporaneo vantaggio. Se è di buona marca, nel bene o nel male c’è sempre un motivo per approfittarne...
La morbida formazione avversaria non si è dannata più di tanto. Un primo tempo trascorso in sala d’attesa, a guardare un avversario un po’ stordito dallo stress e dai soliti spettri che sempre aleggiano minacciosi quando le cose vanno male e si trasformano in peggio. Il peggio, per il Pergo, è arrivato al 50’, con quel fatale calcio di rigore che ha fatto crollare gli attributi come un castello di croccantino.
Il trittico si conclude quindi senza riserva di fieno, in attesa delle due sfide teoricamente impossibili di Varese e di Novara. Le tre partite disputate in otto giorni hanno permesso di raccogliere come bottino un solo punto: una media, più del freddo odierno, che francamente fa intirizzire.
Per almeno un’ora le due squadre hanno giocato per complicare la vita all’avversaria, facendo capire agli astanti che il pareggio sarebbe giusto. Poi, quando Beppe Le Noci ha rimpinguato il suo score, sentendosi forse come il figlio normale quando ammazzano il vitello grasso perché arriva quell’altro, un raggio di speranza si è aperto all’orizzonte, prima di scemare nel tragico epilogo. Se i drammi non fossero quelli veri, come il terremoto ad Haiti, adesso si dovrebbe definire drammatica la situazione gialloblù. La moderazione è consigliata e bisogna perciò usare aggettivi più coerenti ad una partita di calcio, che dispensa gioie e dolori e, in questa stagione in riva al Serio, concede soltanto frustrazioni.
Dopo il pareggio di mercoledì, maturato al termine di una prestazione accettabile che infondeva fiducia, il Pergo ha fatto un passo indietro. Però, ribadiamo, solo nel risultato, e non nella condotta di gara, discreta nella ripresa dopo un primo tempo così così, per merito soprattutto dell’Alessandria, che si è dimostrata squadra solida e matura, capace di far smarrire il filo del gioco al Pergocrema.
Con Bonazzi in tribuna per squalifica, con Brambilla a letto per l’influenza, il Pergo si presenta con Galli come unica variante rispetto al turno infrasettimanale. La Curva Sud si rinfocola di sostenitori per nulla condizionati dalla posizione di classifica. Il loro supporto si avverte, ma la squadra nella prima frazione di gioco non decolla. Come il gioco, che trova asilo politico a centrocampo. Al 33’ è l’Alessandria a mordere: una corta respinta della difesa gialloblù è raccolta al limite dell’area da Buglio, il cui diagonale costringe Colombi alla deviazione in angolo. La replica del Pergo è affidata al 44’ ai soliti piedini vellutati del bomber, che su punizione da circa venticinque metri, fa soltanto “bau” a Servili, che para in due tempi. Con i difensori ispirati più degli attaccanti, c’è poco spazio per le emozioni, rinviate alla ripresa.
Al 1’ splendido lancio di Guerci dalla destra a beneficio di Uliano, che addomestica la sfera al limite dell’area, vi entra e calcia a lato il diagonale. Risponde l’Alessandria al 4’ con Artico: conclusione in area a pelo d’erba che termina di poco sul fondo. Dieci minuti più tardi i cremaschi perdono Guerci, uno dei giocatori più positivi, che deve ammainare la bandiera per un presunto stiramento; al suo posto entra Gherardi. Al 19’ il “Voltini” esplode: Cazzola scippa un pallone a centrocampo, verticalizzando la manovra per Le Noci, il quale entra in area e, pur decentrato, batte Servili in uscita. Sembra svanire un incubo, ed invece è solo l’inizio dell’ennesimo pomeriggio maledetto.
Sopraffatto dall’ansia e dalla paura, il Pergo cede alla confusione e al 28’ trilla il primo campanello d’allarme dalle parti di Colombi: traversone di Ciancio dall’out destro a centro area, con Rosso che controlla bene, ma calcia male. Ci pensa allora Cammaroto (31’) a spiegare al compagno come si fanno i gol: corner di Rodriguez, difesa cremasca immobile, e colpo di testa indisturbato, con contorsione, sul primo palo appunto di Cammaroto, che firma il pareggio. Bisognerà ora spulciare le statistiche, per capire quanti reti da palle inattive il Pergo ha subito.
Il finale è pirotecnico. Al 42’ il Pergo ha l’occasione buona per tornare in vantaggio: sorpresa dalla velocità di esecuzione di un calcio di punizione, la difesa ospite è impreparata all’iniziativa in area di Florean, che appoggia verso Tavares, il quale a due metri dalla porta si fa ipnotizzare da Servili. Più che attribuire colpe all’attaccante portoghese, bisogna però rendere merito alla prodezza del portiere piemontese. Come dobbiamo riconoscere il merito a Zaninelli, che al 48’ evita il vantaggio ospite con un sontuoso salvataggio sulla linea di porta, dopo la conclusione di Artico. Poco gagliardo, invece, è l’intervento di Di Bella su Rodriguez al 51’: il cubano supera in velocità il centrale gialloblù, che lo spinge e provoca platealmente (ed inutilmente) il calcio di rigore, che Artico trasforma di giustezza. Scende il tramonto, sul Voltini. Cala il silenzio e la malinconia.
Pergocrema - Alessandria 1-2
Reti: 19' st Le Noci, 31' st Cammaroto, 51' st rig. Artico.
Pergocrema: Colombi; Ghidotti, Di Bella, Zaninelli, Federici; Guerci (14’ st Gherardi), Cazzola, Galli; Le Noci, Tavares, Uliano (38’ st Florean). - All. Bonazzi e Scanziani. A disp: Brivio, Bonfanti, Bonometti, Tobanelli, Anastasi.
Alessandria: Servili; Ciancio, Briano (25’ st Damonte), Signorini (13’ st Cammaroto), Ghosheh; Mateos, Sottil, Buglio, Volpara (20’ st Rosso); Rodriguez, Artico. All. Buglio: A disp.: Cicutti, Motta, Pucino, Schettino.
Arbitro: Massimiliano De Benedictis di Bari. (Tronci di Firenze, Stefanelli di Empoli).
Note: pomeriggio nuvoloso, temperatura di 3°, terreno in imperfette condizioni. Spettatori 1068 per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 4.970. Ammoniti Ghidotti, Zaninelli, Cazzola, Galli, le Noci, Artico, Volpara. Angoli 4 a 4. Recupero: 1’ + 7’.
CREMA. – Dalle stelle alle stalle. Dall’eminenza all’oscurità nel volgere di soli pochi minuti. C’è un grigio uniforme, nel cielo e in campo, transitando per i sentimenti avvilenti che suscita il finale di partita: angoscia, incredulità, impotenza. Adesso, mentre i piemontesi esultano, tira il vento delle critiche, della sfiducia e del disamore. Mettiamo ordine in un crogiuolo di calcio neppure troppo bruttino, con qualche piccola fiammata, in un’altalena di forti emozioni finali che ha seguito il mutare degli ultimi minuti di gioco. Dalla speranza al tormento, passando per il gol del solito Le Noci, sino allo svogliato fallo da rigore provocato da Di Bella. Il pareggio, di questi tempi, avrebbe avuto l’effetto di un tiepido brodino, ma non avrebbe fatto schifo. Però, per come si erano messe le cose e per come è arrivata la sconfitta, c’è davvero poca voglia di commentare. E c’è poco da dire anche sul mancato saluto finale alla curva da parte dei giocatori, giustificato senz’altro dal momento topico di arrabbiatura collettiva, ma forse anche per questo ancor più dovuto, giacché delusi lo si era un po’ tutti.
L’amarezza non arriva, questa volta, dal profondo dell’animo, bensì dal solo risultato. Perché a livello di squadra, non è mancato l’impegno e la prestazione non è da disprezzare. La squadra ha corso molto, ha fatto pressing, ma alla fine versa ancora la gabella all’ingenuità e ad errori individuali nelle circostanze determinanti: il pareggio (dal solito corner) e appunto nell’azione del calcio di rigore.
Nel giorno del suo compleanno, probabilmente il presidente si attendeva ben altro risultato per stappare lo spumante. E chissà se lo avrà ugualmente stappato nello spogliatoio, quantomeno per affogare nel seme di bacco la delusione, dopo l’illusione del temporaneo vantaggio. Se è di buona marca, nel bene o nel male c’è sempre un motivo per approfittarne...
La morbida formazione avversaria non si è dannata più di tanto. Un primo tempo trascorso in sala d’attesa, a guardare un avversario un po’ stordito dallo stress e dai soliti spettri che sempre aleggiano minacciosi quando le cose vanno male e si trasformano in peggio. Il peggio, per il Pergo, è arrivato al 50’, con quel fatale calcio di rigore che ha fatto crollare gli attributi come un castello di croccantino.
Il trittico si conclude quindi senza riserva di fieno, in attesa delle due sfide teoricamente impossibili di Varese e di Novara. Le tre partite disputate in otto giorni hanno permesso di raccogliere come bottino un solo punto: una media, più del freddo odierno, che francamente fa intirizzire.
Per almeno un’ora le due squadre hanno giocato per complicare la vita all’avversaria, facendo capire agli astanti che il pareggio sarebbe giusto. Poi, quando Beppe Le Noci ha rimpinguato il suo score, sentendosi forse come il figlio normale quando ammazzano il vitello grasso perché arriva quell’altro, un raggio di speranza si è aperto all’orizzonte, prima di scemare nel tragico epilogo. Se i drammi non fossero quelli veri, come il terremoto ad Haiti, adesso si dovrebbe definire drammatica la situazione gialloblù. La moderazione è consigliata e bisogna perciò usare aggettivi più coerenti ad una partita di calcio, che dispensa gioie e dolori e, in questa stagione in riva al Serio, concede soltanto frustrazioni.
Dopo il pareggio di mercoledì, maturato al termine di una prestazione accettabile che infondeva fiducia, il Pergo ha fatto un passo indietro. Però, ribadiamo, solo nel risultato, e non nella condotta di gara, discreta nella ripresa dopo un primo tempo così così, per merito soprattutto dell’Alessandria, che si è dimostrata squadra solida e matura, capace di far smarrire il filo del gioco al Pergocrema.
Con Bonazzi in tribuna per squalifica, con Brambilla a letto per l’influenza, il Pergo si presenta con Galli come unica variante rispetto al turno infrasettimanale. La Curva Sud si rinfocola di sostenitori per nulla condizionati dalla posizione di classifica. Il loro supporto si avverte, ma la squadra nella prima frazione di gioco non decolla. Come il gioco, che trova asilo politico a centrocampo. Al 33’ è l’Alessandria a mordere: una corta respinta della difesa gialloblù è raccolta al limite dell’area da Buglio, il cui diagonale costringe Colombi alla deviazione in angolo. La replica del Pergo è affidata al 44’ ai soliti piedini vellutati del bomber, che su punizione da circa venticinque metri, fa soltanto “bau” a Servili, che para in due tempi. Con i difensori ispirati più degli attaccanti, c’è poco spazio per le emozioni, rinviate alla ripresa.
Al 1’ splendido lancio di Guerci dalla destra a beneficio di Uliano, che addomestica la sfera al limite dell’area, vi entra e calcia a lato il diagonale. Risponde l’Alessandria al 4’ con Artico: conclusione in area a pelo d’erba che termina di poco sul fondo. Dieci minuti più tardi i cremaschi perdono Guerci, uno dei giocatori più positivi, che deve ammainare la bandiera per un presunto stiramento; al suo posto entra Gherardi. Al 19’ il “Voltini” esplode: Cazzola scippa un pallone a centrocampo, verticalizzando la manovra per Le Noci, il quale entra in area e, pur decentrato, batte Servili in uscita. Sembra svanire un incubo, ed invece è solo l’inizio dell’ennesimo pomeriggio maledetto.
Sopraffatto dall’ansia e dalla paura, il Pergo cede alla confusione e al 28’ trilla il primo campanello d’allarme dalle parti di Colombi: traversone di Ciancio dall’out destro a centro area, con Rosso che controlla bene, ma calcia male. Ci pensa allora Cammaroto (31’) a spiegare al compagno come si fanno i gol: corner di Rodriguez, difesa cremasca immobile, e colpo di testa indisturbato, con contorsione, sul primo palo appunto di Cammaroto, che firma il pareggio. Bisognerà ora spulciare le statistiche, per capire quanti reti da palle inattive il Pergo ha subito.
Il finale è pirotecnico. Al 42’ il Pergo ha l’occasione buona per tornare in vantaggio: sorpresa dalla velocità di esecuzione di un calcio di punizione, la difesa ospite è impreparata all’iniziativa in area di Florean, che appoggia verso Tavares, il quale a due metri dalla porta si fa ipnotizzare da Servili. Più che attribuire colpe all’attaccante portoghese, bisogna però rendere merito alla prodezza del portiere piemontese. Come dobbiamo riconoscere il merito a Zaninelli, che al 48’ evita il vantaggio ospite con un sontuoso salvataggio sulla linea di porta, dopo la conclusione di Artico. Poco gagliardo, invece, è l’intervento di Di Bella su Rodriguez al 51’: il cubano supera in velocità il centrale gialloblù, che lo spinge e provoca platealmente (ed inutilmente) il calcio di rigore, che Artico trasforma di giustezza. Scende il tramonto, sul Voltini. Cala il silenzio e la malinconia.
Campionato: Pergocrema - Pro Patria 1-1
Un Pergo part-time ottiene nel finale il pareggio contro la Pro Patria. Impalpabile il primo tempo, buona prova nella ripresa, nel corso della quale ha colpito una traversa e si è visto annullare due reti.
Pergocrema – Pro Patria 1-1
Reti: 31' st Melara, 42' st Le Noci.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Zaninelli, Di Bella, Federici, Guerci (18' st Gherardi), Cazzola, Brambilla, (37' st Florean), Uliano (1' st Galli), Le Noci, Tavares. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Tobanelli, Anastasi.
Pro Patria: Caglioni, Aquilanti, Rinaldi, Chiecchi, Barbagli, Baù (27' st Melara), Cristiano, Bruccini, Pacilli, (22' st Urbano), Serafini, Ripa (34' st Sarno). All. Cosco. A disp. Giambruno, Masiero, Marci, Polverini.
Arbitro: Irrati di Pistoia
Note: giornata piovosa, terreno allentato. Spettatori 1000 circa, di cui 207 paganti e 750 abbonati, per un incasso di euro 4808 (1429+quota abbonati di 2835). Espulso al 46’ st Bonazzi per proteste. Ammoniti: Guerci, Federici, Cristiano, Barbagli, Serafini, Baù. Angoli 2 a 1 per il Pergocrema. Recupero 1' + 4'.
CREMA. – E’ un pari che va di traverso. Anzi, di traversa. Vedere il Pergo, è una fitta al cuore. Ogni volta l’occasione è buona per uscire dal tunnel, e ogni volta sembra sempre l’inizio del tunnel. C’è l’immensa voglia, alla vigilia, di dare una scossa al torpore; c’è poi la paura che prevale il giorno della partita. Il primo tempo, lievissimo di pathos, è tutto qui, nel desiderio di non prenderle. Più che contro la Pro Patria, il Pergo dei primi 45’ gioca contro una maledizione, quella di esorcizzare innanzitutto le ombre di sé stesso. E’ scritta nelle ultime partite, questa paura, e la rileggeremo anche oggi. Si coglie questa sensazione guardando gli occhi, scrutando gli sguardi intimoriti di giocatori ormai increduli e quasi depressi. Eppure possiedono le qualità per superare il periodo agonizzante, quelle capacità che nella ripresa hanno espresso compiutamente mettendo alle corde, ma purtroppo non superandola, la Pro Patria. Non crediamo di andare controcorrente affermando che ai punti il Pergo avrebbe vinto. Di punti, purtroppo, ne rimane però uno solo per alimentare una classifica asfittica.
La formazione ospite, nel secondo tempo, ha sofferto l’incedere offensivo dei gialloblù; il popolo cannibale, invece, ha sofferto per le briciole rimaste alla fine, rimuginando su un pensiero banale: se la squadra avesse disputato anche la prima frazione di gioco con la stessa verve agonistica, qualcosa non sarebbe cambiato? Il Pergo, purtroppo, ha fatto bene quello che doveva fare soltanto a mezzo servizio, cioè nella ripresa, mentre in precedenza era rimasto in surplace ad attendere gli avversari. I quali non sembravano predisposti a stillare sudore, bensì, classifica permettendo, hanno manifestato di non disprezzare il pareggio.
Due gol annullati per fuorigioco (persiste un forte dubbio sul primo di Tavares, corretta la segnalazione di irregolarità su quello di Le Noci), qualche occasione qua e là, prima di subire il vantaggio ospite. Questa volta, quantomeno, i cremaschi non si sono avviliti. Ritrovando l’orgoglio, hanno infatti reagito con rabbia, ottenendo il pareggio ma sorseggiando comunque un brodino.
E’ stata quindi una gara dai due volti. Nel primo tempo, gestito dai bustocchi, non è successo praticamente nulla, sicché è stata offerta al pubblico pagante e scontento, una prestazione rabbrividente. Demerito, nella fattispecie, dei locali più che degli ospiti. Fortunatamente il canovaccio non è stato replicato nella ripresa, con la formazione cremasca più motivata e apprezzata.
Pioviggina sul Voltini, e sino a pochi minuti dalla fine, erano soprattutto lacrime amare. Il manto erboso è allentato e non consiglia raffinatezze balistiche. Il Pergo si presenta con la novità del modulo 4-1-3-2, ma i critici sosterranno poi che le cose migliori si sono viste ritornando al 4-3-3. Procediamo con ordine. Florean è appunto sacrificato all’altare modulare: fuori lui, dentro Brambilla. Poi, per il resto, tutto è come a Foligno. Meno la condotta di gara gialloblù. In Umbria, per circa un’ora, il Pergo aveva sbattuto le ali; oggi, per tutto il primo tempo è come una chioccia accovacciata sulle proprie paure. E non osa. Osa invece la Pro Patria al 29’: Pacilli pesca in area Ripa, fermato da un provvidenziale recupero di Ghidotti. L’unica annotazione sul fronte opposto è fornita da uno scambio tra Le Noci e Guerci, con conclusione di quest’ultimo dal limite dell’area abbondantemente sopra la traversa. Tutto qui, prima della bibita calda dell’intervallo.
Nella ripresa la sinfonia è più coinvolgente. Non è un inno alla gioia, ma neppure note dimesse. Il ritmo si alza e sembra il tripudio all’11’, quando Tavares, sul cross di Brambilla dalla fascia destra, sbuca davanti alla porta ospite ed uccella Caglioni con un colpo, di testa, che aveva confessato non essere la dote principale del suo repertorio. Il portoghese dalla gioia si spoglia la maglia, ma l’arbitro annulla su segnalazione dell’assistente per offside. Rivista in televisione, rimangono molte perplessità sulla correttezza dell’indicazione del guardalinee.
Potrebbe ripetersi, Tavares, al 21’: sempre dal corridoio destro, ottimo cross di Cazzola a centro area, e questa volta l’attaccante di casa, in scivolata ed in posizione regolare, arriva con leggero ritardo. La palla giunge sui piedi di Le Noci, che da posizione decentrata la indirizza sul fondo. Due minuti dopo tremano nuovamente i bustocchi, mentre smoccolano i cremaschi. La lancetta del cronometro segna il 23' quando Galli ruba palla a Cristiano e lancia in profondità Gherardi, il quale si accentra e dal limite dell'area, con un siluro imprendibile per Caglioni, colpisce in pieno la traversa
La Pro Patria è assediata, ma non si scompone. Al 29’ è Di Bella a raccogliere in area uno spiovente su punizione, ma la sua girata termina di poco a lato. La Pro Patria non si spezza, ed a sorpresa passa in vantaggio nell’unica azione offensiva della ripresa. L’iniziativa è promossa da Urbano, che evita dapprima Ghidotti e poi Zaninelli, quindi perfeziona l’assist a pelo d’erba per Melara, che si libera di Federici e ammutolisce il Voltini.
Gli spettri del recente passato aleggiano ora minacciosi. C’è poco tempo per recuperare e, soprattutto, ci sarà la forza per reagire? Nell’attesa di sciogliere il dubbio, i bustocchi provano a mettere ko le residue energie cremasche con Serafini, che al 39’ lancia in contropiede Urbano: il diagonale dell’argentino non è fortunatamente dei migliori. Al 42’ il Pergo ottiene il meritato pareggio: Tavares approfitta di un errato disimpegno di Rinaldi, gli scippa il pallone ed entra in area, per poi servire l’assist a Le Noci, appostato in perfetta solitudine davanti alla porta ospite. Si sospira, e ci sarebbe anche l’occasione per esaltarsi. Al 45’ bomber Le Noci, pochi passi dentro l’area, calcia a rete sul primo palo, costringendo Caglioni alla deviazione. Sulla respinta ci prova Galli, ma è ancora Caglioni a neutralizzare, senza trattenere la sfera, che giunge sui piedi di Le Noci: la rete si gonfia, come il cuore del popolo cremasco. Poi la doccia fredda: gol annullato per fuorigioco. Si alzano le proteste del pubblico e anche quelle di Bonazzi, che viene allontanato dal campo. Dal giubilo alla delusione è un attimo, mentre beffarda e fatale sventola la bandierina a segnalare la posizione irregolare dell’attaccante gialloblù.
Pergocrema – Pro Patria 1-1
Reti: 31' st Melara, 42' st Le Noci.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Zaninelli, Di Bella, Federici, Guerci (18' st Gherardi), Cazzola, Brambilla, (37' st Florean), Uliano (1' st Galli), Le Noci, Tavares. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Tobanelli, Anastasi.
Pro Patria: Caglioni, Aquilanti, Rinaldi, Chiecchi, Barbagli, Baù (27' st Melara), Cristiano, Bruccini, Pacilli, (22' st Urbano), Serafini, Ripa (34' st Sarno). All. Cosco. A disp. Giambruno, Masiero, Marci, Polverini.
Arbitro: Irrati di Pistoia
Note: giornata piovosa, terreno allentato. Spettatori 1000 circa, di cui 207 paganti e 750 abbonati, per un incasso di euro 4808 (1429+quota abbonati di 2835). Espulso al 46’ st Bonazzi per proteste. Ammoniti: Guerci, Federici, Cristiano, Barbagli, Serafini, Baù. Angoli 2 a 1 per il Pergocrema. Recupero 1' + 4'.
CREMA. – E’ un pari che va di traverso. Anzi, di traversa. Vedere il Pergo, è una fitta al cuore. Ogni volta l’occasione è buona per uscire dal tunnel, e ogni volta sembra sempre l’inizio del tunnel. C’è l’immensa voglia, alla vigilia, di dare una scossa al torpore; c’è poi la paura che prevale il giorno della partita. Il primo tempo, lievissimo di pathos, è tutto qui, nel desiderio di non prenderle. Più che contro la Pro Patria, il Pergo dei primi 45’ gioca contro una maledizione, quella di esorcizzare innanzitutto le ombre di sé stesso. E’ scritta nelle ultime partite, questa paura, e la rileggeremo anche oggi. Si coglie questa sensazione guardando gli occhi, scrutando gli sguardi intimoriti di giocatori ormai increduli e quasi depressi. Eppure possiedono le qualità per superare il periodo agonizzante, quelle capacità che nella ripresa hanno espresso compiutamente mettendo alle corde, ma purtroppo non superandola, la Pro Patria. Non crediamo di andare controcorrente affermando che ai punti il Pergo avrebbe vinto. Di punti, purtroppo, ne rimane però uno solo per alimentare una classifica asfittica.
La formazione ospite, nel secondo tempo, ha sofferto l’incedere offensivo dei gialloblù; il popolo cannibale, invece, ha sofferto per le briciole rimaste alla fine, rimuginando su un pensiero banale: se la squadra avesse disputato anche la prima frazione di gioco con la stessa verve agonistica, qualcosa non sarebbe cambiato? Il Pergo, purtroppo, ha fatto bene quello che doveva fare soltanto a mezzo servizio, cioè nella ripresa, mentre in precedenza era rimasto in surplace ad attendere gli avversari. I quali non sembravano predisposti a stillare sudore, bensì, classifica permettendo, hanno manifestato di non disprezzare il pareggio.
Due gol annullati per fuorigioco (persiste un forte dubbio sul primo di Tavares, corretta la segnalazione di irregolarità su quello di Le Noci), qualche occasione qua e là, prima di subire il vantaggio ospite. Questa volta, quantomeno, i cremaschi non si sono avviliti. Ritrovando l’orgoglio, hanno infatti reagito con rabbia, ottenendo il pareggio ma sorseggiando comunque un brodino.
E’ stata quindi una gara dai due volti. Nel primo tempo, gestito dai bustocchi, non è successo praticamente nulla, sicché è stata offerta al pubblico pagante e scontento, una prestazione rabbrividente. Demerito, nella fattispecie, dei locali più che degli ospiti. Fortunatamente il canovaccio non è stato replicato nella ripresa, con la formazione cremasca più motivata e apprezzata.
Pioviggina sul Voltini, e sino a pochi minuti dalla fine, erano soprattutto lacrime amare. Il manto erboso è allentato e non consiglia raffinatezze balistiche. Il Pergo si presenta con la novità del modulo 4-1-3-2, ma i critici sosterranno poi che le cose migliori si sono viste ritornando al 4-3-3. Procediamo con ordine. Florean è appunto sacrificato all’altare modulare: fuori lui, dentro Brambilla. Poi, per il resto, tutto è come a Foligno. Meno la condotta di gara gialloblù. In Umbria, per circa un’ora, il Pergo aveva sbattuto le ali; oggi, per tutto il primo tempo è come una chioccia accovacciata sulle proprie paure. E non osa. Osa invece la Pro Patria al 29’: Pacilli pesca in area Ripa, fermato da un provvidenziale recupero di Ghidotti. L’unica annotazione sul fronte opposto è fornita da uno scambio tra Le Noci e Guerci, con conclusione di quest’ultimo dal limite dell’area abbondantemente sopra la traversa. Tutto qui, prima della bibita calda dell’intervallo.
Nella ripresa la sinfonia è più coinvolgente. Non è un inno alla gioia, ma neppure note dimesse. Il ritmo si alza e sembra il tripudio all’11’, quando Tavares, sul cross di Brambilla dalla fascia destra, sbuca davanti alla porta ospite ed uccella Caglioni con un colpo, di testa, che aveva confessato non essere la dote principale del suo repertorio. Il portoghese dalla gioia si spoglia la maglia, ma l’arbitro annulla su segnalazione dell’assistente per offside. Rivista in televisione, rimangono molte perplessità sulla correttezza dell’indicazione del guardalinee.
Potrebbe ripetersi, Tavares, al 21’: sempre dal corridoio destro, ottimo cross di Cazzola a centro area, e questa volta l’attaccante di casa, in scivolata ed in posizione regolare, arriva con leggero ritardo. La palla giunge sui piedi di Le Noci, che da posizione decentrata la indirizza sul fondo. Due minuti dopo tremano nuovamente i bustocchi, mentre smoccolano i cremaschi. La lancetta del cronometro segna il 23' quando Galli ruba palla a Cristiano e lancia in profondità Gherardi, il quale si accentra e dal limite dell'area, con un siluro imprendibile per Caglioni, colpisce in pieno la traversa
La Pro Patria è assediata, ma non si scompone. Al 29’ è Di Bella a raccogliere in area uno spiovente su punizione, ma la sua girata termina di poco a lato. La Pro Patria non si spezza, ed a sorpresa passa in vantaggio nell’unica azione offensiva della ripresa. L’iniziativa è promossa da Urbano, che evita dapprima Ghidotti e poi Zaninelli, quindi perfeziona l’assist a pelo d’erba per Melara, che si libera di Federici e ammutolisce il Voltini.
Gli spettri del recente passato aleggiano ora minacciosi. C’è poco tempo per recuperare e, soprattutto, ci sarà la forza per reagire? Nell’attesa di sciogliere il dubbio, i bustocchi provano a mettere ko le residue energie cremasche con Serafini, che al 39’ lancia in contropiede Urbano: il diagonale dell’argentino non è fortunatamente dei migliori. Al 42’ il Pergo ottiene il meritato pareggio: Tavares approfitta di un errato disimpegno di Rinaldi, gli scippa il pallone ed entra in area, per poi servire l’assist a Le Noci, appostato in perfetta solitudine davanti alla porta ospite. Si sospira, e ci sarebbe anche l’occasione per esaltarsi. Al 45’ bomber Le Noci, pochi passi dentro l’area, calcia a rete sul primo palo, costringendo Caglioni alla deviazione. Sulla respinta ci prova Galli, ma è ancora Caglioni a neutralizzare, senza trattenere la sfera, che giunge sui piedi di Le Noci: la rete si gonfia, come il cuore del popolo cremasco. Poi la doccia fredda: gol annullato per fuorigioco. Si alzano le proteste del pubblico e anche quelle di Bonazzi, che viene allontanato dal campo. Dal giubilo alla delusione è un attimo, mentre beffarda e fatale sventola la bandierina a segnalare la posizione irregolare dell’attaccante gialloblù.
Campionato: Foligno - Pergocrema 2-0
Per circa un'ora il Pergocrema offre una buona prestazione contro i falchetti umbri, sfiorando in tre occasioni il vantaggio. Il gol di Virdis spegne ogni illusione. Mercoledì al Voltini si recupera contro la Pro Patria.
Foligno – Pergocrema 2-0
Reti: 22’ st Virdis, 40’ st Turchi.
Foligno: Tomassini, Gregori, Rossi, Borgese, Pencelli, Guastalvini, Calderini (17’ st Turchi), Castellazzi, Virdis (39’ st Giacomelli), Cavagna (33’ st Furiani), Sciaudone. All. Fusi. A disp.: Rossini, Lispi, Nori, Fedeli.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici (34’ st Brambilla), Cazzola, Zaninelli, Di Bella, Florean (17’ st Gherardi), Guerci (30’ st Galli), Tavares, Le Noci, Uliano. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Trovò, Anastasi.
Arbitro: Albertini di Ascoli Piceno (Fortarezza di Foggia e Soragnese di Foggia).
Note: : cielo coperto, terreno in buone condizioni. Spettatori 1250 circa, di cui 526 paganti e 691 abbonati, per un incasso di euro 8548 (5352+3196). Ammoniti Sciaudone e Pencelli. Angoli 7 a 4 per il Pergo. Recuperi 1', 4'
FOLIGNO. – Doveva essere una favola, è invece sempre più un incubo. E’ il campionato del Pergo, tutto da soffrire. A Sorrento aveva dato un colpetto alla classifica, oggi ha ricevuto l’ennesimo colpo che stordisce. Dicono che il male sia là, davanti, perché nessuno la butta dentro. A Foligno ha esordito Tavares. Un gran bravo ragazzo, arrivato in riva al Serio soltanto mercoledì. Troppi pochi giorni a disposizione per assimilare schemi e poter mostrare di che pasta sia fatto. La società confida sulle sue qualità demiurgiche per curare l’olfatto del gol che, bomber Le Noci a parte, rimane il male principale da sanare. L’antidoto (Tavares, appunto) è appena stato somministrato e attendiamo con immutata fiducia gli effetti.
Qualcosa, rispetto al recente passato, si è mosso, seppure non la classifica. Ad esempio, c’è stata partita e non c’è stata, nel senso che il Pergo per almeno un’ora l’ha interpretata non come passero timoroso di volare, bensì come un falco famelico contro i falchetti folignati. Quando c’era da difendersi si è difeso; appena capito che poteva attaccare, ha attaccato, mettendo il naso fuori dalla propria metà campo, con la sensazione della libera uscita. Tuttavia non è riuscito a stendere l’avversario, sfiorando il gol con Zaninelli, Guerci e Tavares.
A quel punto, quasi fosse avvilito, non ha più insistito, camminando sull’orlo del buio insidioso, restando al di qua del sogno. E adesso, che si fa? Si continua a sognare, perché quantomeno a Foligno, rispetto alle ultime quattro-cinque prestazioni, il Pergo ha fornito vitali segnali di aver cambiato rotta, tant’è che in alcune circostanze della partita si è ritornati ad imprecare contro la iattura. Un alibi al quale, anche solo un mese fa, sarebbe stato imbarazzante ricorrere. Qualcosa, insomma, si è mosso, rispetto all’inerzia e all’apatia avvertita prima della sosta invernale. Forse la coscienza, l’attaccamento ai colori, o forse semplicemente quel maggiore impegno invocato dai cannibali, presenti anche oggi in terra umbra per sostenere la squadra che, ad eccezione del risultato, li ha comunque ripagati con una prestazione dignitosa.
Paradossalmente, però, il Pergo odierno con una mano incoraggia la speranza, con l’altra abbatte le illusioni. E’ stato come una luce nel buio, quasi non conoscesse i suoi limiti. Ha svolazzato con impeto per un’ora, prima di bruciarsi le ali. E cade giù, a terra, ma deve assolutamente rialzarsi, non strisciare, perché le potenzialità ci sono tutte e qualcosa dovrà pur cambiare.
Svolazza qualche nuvola su Foligno quando le due squadre entrano in campo. Dopo giorni di pioggia insistente, Giove Pluvio si concede una pausa. Bonazzi e Scanziani, come da programma, propongono sin dall’inizio il neo acquisto Tavares al centro dell’attacco, con Florean e Le Noci a sostegno lungo le fasce. A centrocampo Guerci e Uliano spalleggiano Cazzola, mentre al centro della difesa, al fianco di Zaninelli rientra Di Bella.
Il primo acuto è dei padroni di casa: al 5’ Virdis insidia Colombi, che ci mette una pezza, e poco dopo sono ancora i falchetti a creare qualche difficoltà nell’area cremasca: sul cross di Borgese è provvidenziale l’intervento di Federici, che sbroglia la situazione spedendo il pallone in corner.
Il primo tempo è tuttavia del Pergo, che ... perviene e firma la presenza. Prima ci prova con uno scambio tra Le Noci e Tavares (8’), che non trova però la quadratura del cerchio, mentre al 10’, su cross di Le Noci, Zaninelli è puntuale a raccogliere, in piena area di rigore, l’invito del compagno ed a costringere Tomassini ad una prodezza. La respinta è raccolta da Guerci, ben posizionato in area: a posteriori, il prode trigolese, rimugina per il gol fallito.
Il match prosegue un po’ a singhiozzo, vivacizzato da improvvise ripartenze che procurano potenziali situazioni favorevoli da una parte e dall’altra. Non è una didattica esposizione tattica, però la gara è piacevole, con il Pergo propositivo e spigliato nella manovra. Al 30’ Le Noci prova a rimpinguare il suo bottino personale, ma il tiro volante dal limite dell’area termina debole tra le braccia di Tomassini. Qualche minuto più tardi (38’) Di Bella abbandona le retrovie per approfittare dell’ennesimo corner a favore dei gialloblù: anticipato di un soffio dalla difesa locale al momento della deviazione di testa. Al 43’ Le Noci è invece fermato da una dubbia segnalazione di offside, mentre stava approfittando di un errato disimpegno dei folignati verso Tomassini. Altra occasione da gol per i cremaschi allo scadere del primo tempo: cross dalla destra di Ghidotti, con Florean che esplode al volo una conclusione destinata in porta, ma sulla quale si sacrifica Pencelli, deviando il siluro sopra la traversa.
E’ un Pergo rassicurante quello del primo tempo; lo è altrettanto quello che si propone all’inizio di ripresa. Al 3’ Guerci sguscia in progressione lungo il corridoio sinistro e mette a centro area un raffinato assist per Tavares, che giunge in ritardo all’appuntamento con il tap-in. Peccato! Imprecano però a ragione anche gli umbri al 5’, quando Guastalvino, al limite dell’area piccola ed in posizione centrale, sbaglia le coordinate ed il suo tiro al volo impegna soltanto i raccattapalle.
Si fa perdonare, Guastalvino, al 9’, intervenendo in extremis su Tavares lanciato a rete: pallone in calcio d’angolo, non sfruttato con perizia dal Pergo.
Per un’ora la formazione gialloblù è piaciuta. Ha giocato bene, ha tenuto il campo con fierezza. Poi la spinta offensiva si è affievolita. Adesso è il Foligno a difendersi, attaccando, e al 22’ raccoglie i frutti beneficiando di un fallo ai danni di Guerci (“netto”, sostiene il giocatore), non rilevato dal direttore di gara. Dal corner per i padroni di casa, tuttavia, in area di rigore qualche mancanza di reattività da parte dei gialloblù si avverte, e Virdis ringrazia. Improvvisamente cala la notte sul “Blasone”, perché il Pergo registra il colpo e affiora l’ennesimo sconforto. La reazione è timida, impalpabile. Al 35’, su cross di Gherardi, Le Noci prova la deviazione di testa da una distanza che non provoca brividi a Tomassini. Al 40’ Turchi, con un pallonetto, supera Colombi e spegne le residue chances. Un Pergo apparso rigenerato ammaina nuovamente la bandiera. Decisivi saranno dunque i due turni casalinghi, mercoledì contro la Pro Patria e domenica prossima contro l’Alessandria, per riaccendere la fiammella del desiderio. Dobbiamo avere fiducia, dobbiamo rimanere vicini alla squadra.
Foligno – Pergocrema 2-0
Reti: 22’ st Virdis, 40’ st Turchi.
Foligno: Tomassini, Gregori, Rossi, Borgese, Pencelli, Guastalvini, Calderini (17’ st Turchi), Castellazzi, Virdis (39’ st Giacomelli), Cavagna (33’ st Furiani), Sciaudone. All. Fusi. A disp.: Rossini, Lispi, Nori, Fedeli.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici (34’ st Brambilla), Cazzola, Zaninelli, Di Bella, Florean (17’ st Gherardi), Guerci (30’ st Galli), Tavares, Le Noci, Uliano. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Trovò, Anastasi.
Arbitro: Albertini di Ascoli Piceno (Fortarezza di Foggia e Soragnese di Foggia).
Note: : cielo coperto, terreno in buone condizioni. Spettatori 1250 circa, di cui 526 paganti e 691 abbonati, per un incasso di euro 8548 (5352+3196). Ammoniti Sciaudone e Pencelli. Angoli 7 a 4 per il Pergo. Recuperi 1', 4'
FOLIGNO. – Doveva essere una favola, è invece sempre più un incubo. E’ il campionato del Pergo, tutto da soffrire. A Sorrento aveva dato un colpetto alla classifica, oggi ha ricevuto l’ennesimo colpo che stordisce. Dicono che il male sia là, davanti, perché nessuno la butta dentro. A Foligno ha esordito Tavares. Un gran bravo ragazzo, arrivato in riva al Serio soltanto mercoledì. Troppi pochi giorni a disposizione per assimilare schemi e poter mostrare di che pasta sia fatto. La società confida sulle sue qualità demiurgiche per curare l’olfatto del gol che, bomber Le Noci a parte, rimane il male principale da sanare. L’antidoto (Tavares, appunto) è appena stato somministrato e attendiamo con immutata fiducia gli effetti.
Qualcosa, rispetto al recente passato, si è mosso, seppure non la classifica. Ad esempio, c’è stata partita e non c’è stata, nel senso che il Pergo per almeno un’ora l’ha interpretata non come passero timoroso di volare, bensì come un falco famelico contro i falchetti folignati. Quando c’era da difendersi si è difeso; appena capito che poteva attaccare, ha attaccato, mettendo il naso fuori dalla propria metà campo, con la sensazione della libera uscita. Tuttavia non è riuscito a stendere l’avversario, sfiorando il gol con Zaninelli, Guerci e Tavares.
A quel punto, quasi fosse avvilito, non ha più insistito, camminando sull’orlo del buio insidioso, restando al di qua del sogno. E adesso, che si fa? Si continua a sognare, perché quantomeno a Foligno, rispetto alle ultime quattro-cinque prestazioni, il Pergo ha fornito vitali segnali di aver cambiato rotta, tant’è che in alcune circostanze della partita si è ritornati ad imprecare contro la iattura. Un alibi al quale, anche solo un mese fa, sarebbe stato imbarazzante ricorrere. Qualcosa, insomma, si è mosso, rispetto all’inerzia e all’apatia avvertita prima della sosta invernale. Forse la coscienza, l’attaccamento ai colori, o forse semplicemente quel maggiore impegno invocato dai cannibali, presenti anche oggi in terra umbra per sostenere la squadra che, ad eccezione del risultato, li ha comunque ripagati con una prestazione dignitosa.
Paradossalmente, però, il Pergo odierno con una mano incoraggia la speranza, con l’altra abbatte le illusioni. E’ stato come una luce nel buio, quasi non conoscesse i suoi limiti. Ha svolazzato con impeto per un’ora, prima di bruciarsi le ali. E cade giù, a terra, ma deve assolutamente rialzarsi, non strisciare, perché le potenzialità ci sono tutte e qualcosa dovrà pur cambiare.
Svolazza qualche nuvola su Foligno quando le due squadre entrano in campo. Dopo giorni di pioggia insistente, Giove Pluvio si concede una pausa. Bonazzi e Scanziani, come da programma, propongono sin dall’inizio il neo acquisto Tavares al centro dell’attacco, con Florean e Le Noci a sostegno lungo le fasce. A centrocampo Guerci e Uliano spalleggiano Cazzola, mentre al centro della difesa, al fianco di Zaninelli rientra Di Bella.
Il primo acuto è dei padroni di casa: al 5’ Virdis insidia Colombi, che ci mette una pezza, e poco dopo sono ancora i falchetti a creare qualche difficoltà nell’area cremasca: sul cross di Borgese è provvidenziale l’intervento di Federici, che sbroglia la situazione spedendo il pallone in corner.
Il primo tempo è tuttavia del Pergo, che ... perviene e firma la presenza. Prima ci prova con uno scambio tra Le Noci e Tavares (8’), che non trova però la quadratura del cerchio, mentre al 10’, su cross di Le Noci, Zaninelli è puntuale a raccogliere, in piena area di rigore, l’invito del compagno ed a costringere Tomassini ad una prodezza. La respinta è raccolta da Guerci, ben posizionato in area: a posteriori, il prode trigolese, rimugina per il gol fallito.
Il match prosegue un po’ a singhiozzo, vivacizzato da improvvise ripartenze che procurano potenziali situazioni favorevoli da una parte e dall’altra. Non è una didattica esposizione tattica, però la gara è piacevole, con il Pergo propositivo e spigliato nella manovra. Al 30’ Le Noci prova a rimpinguare il suo bottino personale, ma il tiro volante dal limite dell’area termina debole tra le braccia di Tomassini. Qualche minuto più tardi (38’) Di Bella abbandona le retrovie per approfittare dell’ennesimo corner a favore dei gialloblù: anticipato di un soffio dalla difesa locale al momento della deviazione di testa. Al 43’ Le Noci è invece fermato da una dubbia segnalazione di offside, mentre stava approfittando di un errato disimpegno dei folignati verso Tomassini. Altra occasione da gol per i cremaschi allo scadere del primo tempo: cross dalla destra di Ghidotti, con Florean che esplode al volo una conclusione destinata in porta, ma sulla quale si sacrifica Pencelli, deviando il siluro sopra la traversa.
E’ un Pergo rassicurante quello del primo tempo; lo è altrettanto quello che si propone all’inizio di ripresa. Al 3’ Guerci sguscia in progressione lungo il corridoio sinistro e mette a centro area un raffinato assist per Tavares, che giunge in ritardo all’appuntamento con il tap-in. Peccato! Imprecano però a ragione anche gli umbri al 5’, quando Guastalvino, al limite dell’area piccola ed in posizione centrale, sbaglia le coordinate ed il suo tiro al volo impegna soltanto i raccattapalle.
Si fa perdonare, Guastalvino, al 9’, intervenendo in extremis su Tavares lanciato a rete: pallone in calcio d’angolo, non sfruttato con perizia dal Pergo.
Per un’ora la formazione gialloblù è piaciuta. Ha giocato bene, ha tenuto il campo con fierezza. Poi la spinta offensiva si è affievolita. Adesso è il Foligno a difendersi, attaccando, e al 22’ raccoglie i frutti beneficiando di un fallo ai danni di Guerci (“netto”, sostiene il giocatore), non rilevato dal direttore di gara. Dal corner per i padroni di casa, tuttavia, in area di rigore qualche mancanza di reattività da parte dei gialloblù si avverte, e Virdis ringrazia. Improvvisamente cala la notte sul “Blasone”, perché il Pergo registra il colpo e affiora l’ennesimo sconforto. La reazione è timida, impalpabile. Al 35’, su cross di Gherardi, Le Noci prova la deviazione di testa da una distanza che non provoca brividi a Tomassini. Al 40’ Turchi, con un pallonetto, supera Colombi e spegne le residue chances. Un Pergo apparso rigenerato ammaina nuovamente la bandiera. Decisivi saranno dunque i due turni casalinghi, mercoledì contro la Pro Patria e domenica prossima contro l’Alessandria, per riaccendere la fiammella del desiderio. Dobbiamo avere fiducia, dobbiamo rimanere vicini alla squadra.
domenica 17 gennaio 2010
sabato 16 gennaio 2010
Morti in carcere, la marcia dei genitori
LIVORNO
Morti in carcere, la marcia dei genitori
"Verità sui nostri figli uccisi dallo Stato"
Un migliaio di persone hanno manifestato a Livorno per chiedere verità e giustizia per "i troppi giovani uccisi per mano dello Stato". C'erano i genitori di ragazzi deceduti in carcere, ma anche di giovani morti fuori dalle celle, in circostanze da chiarire, la cui tragica fine viene a vario titolo imputata da parte dei familiari a carico di uomini dello Stato. A promuoverla Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi, morto alle Sughere nel 2003
Un migliaio di persone hanno manifestato a Livorno per chiedere verità e giustizia per "i troppi giovani uccisi per mano dello Stato" siano essi - hanno spiegato i promotori - morti in carcere, strutture psichiatriche o in scontri con le forze dell'ordine.
La manifestazione, la prima in Italia di questo genere, organizzata da Maria Ciuffi madre di Marcello Lonzi, il detenuto livornese morto in cella alle Sughere nel 2003, si è svolta senza disordini e il corteo ha percorso le principali vie del centro guardato a vista da un imponente servizio di sicurezza predisposto dalla questura livornese. Presenti i genitori delle cosiddette "vittime dello Stato", persone decedute in carcere, ma anche ragazzi morti fuori dalle celle, in circostanze da chiarire, la cui tragica fine viene a vario titolo imputata da parte dei familiari a carico di uomini in divisa.
Hanno aderito anche i familiari di Stefano Cucchi, il giovane romano morto per un presunto pestaggio subito dalle forze dell'ordine. Presente anche Heidi Giuliani, madre di Carlo il giovane morto nel 2001 durante gli scontri di piazza per il G8 di Genova, mentre Rita Cucchi - la madre di Stefano - che non è potuta essere personalmente presente, ha inviato una lettera letta dagli organizzatori prima dell'inizio del corteo: "Dobbiamo continuare a lottare - si legge nel suo messaggio - per ridare dignità alla morte dei nostri figli e per continuare a chiedere verità e giustizia a quelle istituzioni nelle quali abbiamo ancora fiducia non solo come madri, ma come cittadine italiane".
La manifestazione è stata esplicitamente voluta dai promotori senza insegne e bandiere di partito, senza alcuna tensione e solo con qualche slogan contro la polizia e alcune scritte contro le forze dell'ordine vergate sui muri con bombolette spray che sono state già cancellate. Alcuni negozi del centro hanno tenuto abbassate le saracinesche per timore di incidenti.
http://isole.ecn.org/ponte/documenti/omicidi_distato.php
Campionato: Pergocrema - Pro Patria 1-1
Un Pergo part-time ottiene nel finale il pareggio contro la Pro Patria. Impalpabile il primo tempo, buona prova nella ripresa, nel corso della quale ha colpito una traversa e si è visto annullare due reti.
Pergocrema – Pro Patria 1-1
Reti: 31' st Melara, 42' st Le Noci.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Zaninelli, Di Bella, Federici, Guerci (18' st Gherardi), Cazzola, Brambilla, (37' st Florean), Uliano (1' st Galli), Le Noci, Tavares. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Tobanelli, Anastasi.
Pro Patria: Caglioni, Aquilanti, Rinaldi, Chiecchi, Barbagli, Baù (27' st Melara), Cristiano, Bruccini, Pacilli, (22' st Urbano), Serafini, Ripa (34' st Sarno). All. Cosco. A disp. Giambruno, Masiero, Marci, Polverini.
Arbitro: Irrati di Pistoia
Note: giornata piovosa, terreno allentato. Spettatori 1000 circa, di cui 207 paganti e 750 abbonati, per un incasso di euro 4808 (1429+quota abbonati di 2835). Espulso al 46’ st Bonazzi per proteste. Ammoniti: Guerci, Federici, Cristiano, Barbagli, Serafini, Baù. Angoli 2 a 1 per il Pergocrema. Recupero 1' + 4'.
CREMA. – E’ un pari che va di traverso. Anzi, di traversa. Vedere il Pergo, è una fitta al cuore. Ogni volta l’occasione è buona per uscire dal tunnel, e ogni volta sembra sempre l’inizio del tunnel. C’è l’immensa voglia, alla vigilia, di dare una scossa al torpore; c’è poi la paura che prevale il giorno della partita. Il primo tempo, lievissimo di pathos, è tutto qui, nel desiderio di non prenderle. Più che contro la Pro Patria, il Pergo dei primi 45’ gioca contro una maledizione, quella di esorcizzare innanzitutto le ombre di sé stesso. E’ scritta nelle ultime partite, questa paura, e la rileggeremo anche oggi. Si coglie questa sensazione guardando gli occhi, scrutando gli sguardi intimoriti di giocatori ormai increduli e quasi depressi. Eppure possiedono le qualità per superare il periodo agonizzante, quelle capacità che nella ripresa hanno espresso compiutamente mettendo alle corde, ma purtroppo non superandola, la Pro Patria. Non crediamo di andare controcorrente affermando che ai punti il Pergo avrebbe vinto. Di punti, purtroppo, ne rimane però uno solo per alimentare una classifica asfittica.
La formazione ospite, nel secondo tempo, ha sofferto l’incedere offensivo dei gialloblù; il popolo cannibale, invece, ha sofferto per le briciole rimaste alla fine, rimuginando su un pensiero banale: se la squadra avesse disputato anche la prima frazione di gioco con la stessa verve agonistica, qualcosa non sarebbe cambiato? Il Pergo, purtroppo, ha fatto bene quello che doveva fare soltanto a mezzo servizio, cioè nella ripresa, mentre in precedenza era rimasto in surplace ad attendere gli avversari. I quali non sembravano predisposti a stillare sudore, bensì, classifica permettendo, hanno manifestato di non disprezzare il pareggio.
Due gol annullati per fuorigioco (persiste un forte dubbio sul primo di Tavares, corretta la segnalazione di irregolarità su quello di Le Noci), qualche occasione qua e là, prima di subire il vantaggio ospite. Questa volta, quantomeno, i cremaschi non si sono avviliti. Ritrovando l’orgoglio, hanno infatti reagito con rabbia, ottenendo il pareggio ma sorseggiando comunque un brodino.
E’ stata quindi una gara dai due volti. Nel primo tempo, gestito dai bustocchi, non è successo praticamente nulla, sicché è stata offerta al pubblico pagante e scontento, una prestazione rabbrividente. Demerito, nella fattispecie, dei locali più che degli ospiti. Fortunatamente il canovaccio non è stato replicato nella ripresa, con la formazione cremasca più motivata e apprezzata.
Pioviggina sul Voltini, e sino a pochi minuti dalla fine, erano soprattutto lacrime amare. Il manto erboso è allentato e non consiglia raffinatezze balistiche. Il Pergo si presenta con la novità del modulo 4-1-3-2, ma i critici sosterranno poi che le cose migliori si sono viste ritornando al 4-3-3. Procediamo con ordine. Florean è appunto sacrificato all’altare modulare: fuori lui, dentro Brambilla. Poi, per il resto, tutto è come a Foligno. Meno la condotta di gara gialloblù. In Umbria, per circa un’ora, il Pergo aveva sbattuto le ali; oggi, per tutto il primo tempo è come una chioccia accovacciata sulle proprie paure. E non osa. Osa invece la Pro Patria al 29’: Pacilli pesca in area Ripa, fermato da un provvidenziale recupero di Ghidotti. L’unica annotazione sul fronte opposto è fornita da uno scambio tra Le Noci e Guerci, con conclusione di quest’ultimo dal limite dell’area abbondantemente sopra la traversa. Tutto qui, prima della bibita calda dell’intervallo.
Nella ripresa la sinfonia è più coinvolgente. Non è un inno alla gioia, ma neppure note dimesse. Il ritmo si alza e sembra il tripudio all’11’, quando Tavares, sul cross di Brambilla dalla fascia destra, sbuca davanti alla porta ospite ed uccella Caglioni con un colpo, di testa, che aveva confessato non essere la dote principale del suo repertorio. Il portoghese dalla gioia si spoglia la maglia, ma l’arbitro annulla su segnalazione dell’assistente per offside. Rivista in televisione, rimangono molte perplessità sulla correttezza dell’indicazione del guardalinee.
Potrebbe ripetersi, Tavares, al 21’: sempre dal corridoio destro, ottimo cross di Cazzola a centro area, e questa volta l’attaccante di casa, in scivolata ed in posizione regolare, arriva con leggero ritardo. La palla giunge sui piedi di Le Noci, che da posizione decentrata la indirizza sul fondo. Due minuti dopo tremano nuovamente i bustocchi, mentre smoccolano i cremaschi. La lancetta del cronometro segna il 23' quando Galli ruba palla a Cristiano e lancia in profondità Gherardi, il quale si accentra e dal limite dell'area, con un siluro imprendibile per Caglioni, colpisce in pieno la traversa
La Pro Patria è assediata, ma non si scompone. Al 29’ è Di Bella a raccogliere in area uno spiovente su punizione, ma la sua girata termina di poco a lato. La Pro Patria non si spezza, ed a sorpresa passa in vantaggio nell’unica azione offensiva della ripresa. L’iniziativa è promossa da Urbano, che evita dapprima Ghidotti e poi Zaninelli, quindi perfeziona l’assist a pelo d’erba per Melara, che si libera di Federici e ammutolisce il Voltini.
Gli spettri del recente passato aleggiano ora minacciosi. C’è poco tempo per recuperare e, soprattutto, ci sarà la forza per reagire? Nell’attesa di sciogliere il dubbio, i bustocchi provano a mettere ko le residue energie cremasche con Serafini, che al 39’ lancia in contropiede Urbano: il diagonale dell’argentino non è fortunatamente dei migliori. Al 42’ il Pergo ottiene il meritato pareggio: Tavares approfitta di un errato disimpegno di Rinaldi, gli scippa il pallone ed entra in area, per poi servire l’assist a Le Noci, appostato in perfetta solitudine davanti alla porta ospite. Si sospira, e ci sarebbe anche l’occasione per esaltarsi. Al 45’ bomber Le Noci, pochi passi dentro l’area, calcia a rete sul primo palo, costringendo Caglioni alla deviazione. Sulla respinta ci prova Galli, ma è ancora Caglioni a neutralizzare, senza trattenere la sfera, che giunge sui piedi di Le Noci: la rete si gonfia, come il cuore del popolo cremasco. Poi la doccia fredda: gol annullato per fuorigioco. Si alzano le proteste del pubblico e anche quelle di Bonazzi, che viene allontanato dal campo. Dal giubilo alla delusione è un attimo, mentre beffarda e fatale sventola la bandierina a segnalare la posizione irregolare dell’attaccante gialloblù.
Pergocrema – Pro Patria 1-1
Reti: 31' st Melara, 42' st Le Noci.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Zaninelli, Di Bella, Federici, Guerci (18' st Gherardi), Cazzola, Brambilla, (37' st Florean), Uliano (1' st Galli), Le Noci, Tavares. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Tobanelli, Anastasi.
Pro Patria: Caglioni, Aquilanti, Rinaldi, Chiecchi, Barbagli, Baù (27' st Melara), Cristiano, Bruccini, Pacilli, (22' st Urbano), Serafini, Ripa (34' st Sarno). All. Cosco. A disp. Giambruno, Masiero, Marci, Polverini.
Arbitro: Irrati di Pistoia
Note: giornata piovosa, terreno allentato. Spettatori 1000 circa, di cui 207 paganti e 750 abbonati, per un incasso di euro 4808 (1429+quota abbonati di 2835). Espulso al 46’ st Bonazzi per proteste. Ammoniti: Guerci, Federici, Cristiano, Barbagli, Serafini, Baù. Angoli 2 a 1 per il Pergocrema. Recupero 1' + 4'.
CREMA. – E’ un pari che va di traverso. Anzi, di traversa. Vedere il Pergo, è una fitta al cuore. Ogni volta l’occasione è buona per uscire dal tunnel, e ogni volta sembra sempre l’inizio del tunnel. C’è l’immensa voglia, alla vigilia, di dare una scossa al torpore; c’è poi la paura che prevale il giorno della partita. Il primo tempo, lievissimo di pathos, è tutto qui, nel desiderio di non prenderle. Più che contro la Pro Patria, il Pergo dei primi 45’ gioca contro una maledizione, quella di esorcizzare innanzitutto le ombre di sé stesso. E’ scritta nelle ultime partite, questa paura, e la rileggeremo anche oggi. Si coglie questa sensazione guardando gli occhi, scrutando gli sguardi intimoriti di giocatori ormai increduli e quasi depressi. Eppure possiedono le qualità per superare il periodo agonizzante, quelle capacità che nella ripresa hanno espresso compiutamente mettendo alle corde, ma purtroppo non superandola, la Pro Patria. Non crediamo di andare controcorrente affermando che ai punti il Pergo avrebbe vinto. Di punti, purtroppo, ne rimane però uno solo per alimentare una classifica asfittica.
La formazione ospite, nel secondo tempo, ha sofferto l’incedere offensivo dei gialloblù; il popolo cannibale, invece, ha sofferto per le briciole rimaste alla fine, rimuginando su un pensiero banale: se la squadra avesse disputato anche la prima frazione di gioco con la stessa verve agonistica, qualcosa non sarebbe cambiato? Il Pergo, purtroppo, ha fatto bene quello che doveva fare soltanto a mezzo servizio, cioè nella ripresa, mentre in precedenza era rimasto in surplace ad attendere gli avversari. I quali non sembravano predisposti a stillare sudore, bensì, classifica permettendo, hanno manifestato di non disprezzare il pareggio.
Due gol annullati per fuorigioco (persiste un forte dubbio sul primo di Tavares, corretta la segnalazione di irregolarità su quello di Le Noci), qualche occasione qua e là, prima di subire il vantaggio ospite. Questa volta, quantomeno, i cremaschi non si sono avviliti. Ritrovando l’orgoglio, hanno infatti reagito con rabbia, ottenendo il pareggio ma sorseggiando comunque un brodino.
E’ stata quindi una gara dai due volti. Nel primo tempo, gestito dai bustocchi, non è successo praticamente nulla, sicché è stata offerta al pubblico pagante e scontento, una prestazione rabbrividente. Demerito, nella fattispecie, dei locali più che degli ospiti. Fortunatamente il canovaccio non è stato replicato nella ripresa, con la formazione cremasca più motivata e apprezzata.
Pioviggina sul Voltini, e sino a pochi minuti dalla fine, erano soprattutto lacrime amare. Il manto erboso è allentato e non consiglia raffinatezze balistiche. Il Pergo si presenta con la novità del modulo 4-1-3-2, ma i critici sosterranno poi che le cose migliori si sono viste ritornando al 4-3-3. Procediamo con ordine. Florean è appunto sacrificato all’altare modulare: fuori lui, dentro Brambilla. Poi, per il resto, tutto è come a Foligno. Meno la condotta di gara gialloblù. In Umbria, per circa un’ora, il Pergo aveva sbattuto le ali; oggi, per tutto il primo tempo è come una chioccia accovacciata sulle proprie paure. E non osa. Osa invece la Pro Patria al 29’: Pacilli pesca in area Ripa, fermato da un provvidenziale recupero di Ghidotti. L’unica annotazione sul fronte opposto è fornita da uno scambio tra Le Noci e Guerci, con conclusione di quest’ultimo dal limite dell’area abbondantemente sopra la traversa. Tutto qui, prima della bibita calda dell’intervallo.
Nella ripresa la sinfonia è più coinvolgente. Non è un inno alla gioia, ma neppure note dimesse. Il ritmo si alza e sembra il tripudio all’11’, quando Tavares, sul cross di Brambilla dalla fascia destra, sbuca davanti alla porta ospite ed uccella Caglioni con un colpo, di testa, che aveva confessato non essere la dote principale del suo repertorio. Il portoghese dalla gioia si spoglia la maglia, ma l’arbitro annulla su segnalazione dell’assistente per offside. Rivista in televisione, rimangono molte perplessità sulla correttezza dell’indicazione del guardalinee.
Potrebbe ripetersi, Tavares, al 21’: sempre dal corridoio destro, ottimo cross di Cazzola a centro area, e questa volta l’attaccante di casa, in scivolata ed in posizione regolare, arriva con leggero ritardo. La palla giunge sui piedi di Le Noci, che da posizione decentrata la indirizza sul fondo. Due minuti dopo tremano nuovamente i bustocchi, mentre smoccolano i cremaschi. La lancetta del cronometro segna il 23' quando Galli ruba palla a Cristiano e lancia in profondità Gherardi, il quale si accentra e dal limite dell'area, con un siluro imprendibile per Caglioni, colpisce in pieno la traversa
La Pro Patria è assediata, ma non si scompone. Al 29’ è Di Bella a raccogliere in area uno spiovente su punizione, ma la sua girata termina di poco a lato. La Pro Patria non si spezza, ed a sorpresa passa in vantaggio nell’unica azione offensiva della ripresa. L’iniziativa è promossa da Urbano, che evita dapprima Ghidotti e poi Zaninelli, quindi perfeziona l’assist a pelo d’erba per Melara, che si libera di Federici e ammutolisce il Voltini.
Gli spettri del recente passato aleggiano ora minacciosi. C’è poco tempo per recuperare e, soprattutto, ci sarà la forza per reagire? Nell’attesa di sciogliere il dubbio, i bustocchi provano a mettere ko le residue energie cremasche con Serafini, che al 39’ lancia in contropiede Urbano: il diagonale dell’argentino non è fortunatamente dei migliori. Al 42’ il Pergo ottiene il meritato pareggio: Tavares approfitta di un errato disimpegno di Rinaldi, gli scippa il pallone ed entra in area, per poi servire l’assist a Le Noci, appostato in perfetta solitudine davanti alla porta ospite. Si sospira, e ci sarebbe anche l’occasione per esaltarsi. Al 45’ bomber Le Noci, pochi passi dentro l’area, calcia a rete sul primo palo, costringendo Caglioni alla deviazione. Sulla respinta ci prova Galli, ma è ancora Caglioni a neutralizzare, senza trattenere la sfera, che giunge sui piedi di Le Noci: la rete si gonfia, come il cuore del popolo cremasco. Poi la doccia fredda: gol annullato per fuorigioco. Si alzano le proteste del pubblico e anche quelle di Bonazzi, che viene allontanato dal campo. Dal giubilo alla delusione è un attimo, mentre beffarda e fatale sventola la bandierina a segnalare la posizione irregolare dell’attaccante gialloblù.
Campionato: Foligno - Pergocrema 2-0
Per circa un'ora il Pergocrema offre una buona prestazione contro i falchetti umbri, sfiorando in tre occasioni il vantaggio. Il gol di Virdis spegne ogni illusione. Mercoledì al Voltini si recupera contro la Pro Patria.
Foligno – Pergocrema 2-0
Reti: 22’ st Virdis, 40’ st Turchi.
Foligno: Tomassini, Gregori, Rossi, Borgese, Pencelli, Guastalvini, Calderini (17’ st Turchi), Castellazzi, Virdis (39’ st Giacomelli), Cavagna (33’ st Furiani), Sciaudone. All. Fusi. A disp.: Rossini, Lispi, Nori, Fedeli.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici (34’ st Brambilla), Cazzola, Zaninelli, Di Bella, Florean (17’ st Gherardi), Guerci (30’ st Galli), Tavares, Le Noci, Uliano. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Trovò, Anastasi.
Arbitro: Albertini di Ascoli Piceno (Fortarezza di Foggia e Soragnese di Foggia).
Note: : cielo coperto, terreno in buone condizioni. Spettatori 1250 circa, di cui 526 paganti e 691 abbonati, per un incasso di euro 8548 (5352+3196). Ammoniti Sciaudone e Pencelli. Angoli 7 a 4 per il Pergo. Recuperi 1', 4'
FOLIGNO. – Doveva essere una favola, è invece sempre più un incubo. E’ il campionato del Pergo, tutto da soffrire. A Sorrento aveva dato un colpetto alla classifica, oggi ha ricevuto l’ennesimo colpo che stordisce. Dicono che il male sia là, davanti, perché nessuno la butta dentro. A Foligno ha esordito Tavares. Un gran bravo ragazzo, arrivato in riva al Serio soltanto mercoledì. Troppi pochi giorni a disposizione per assimilare schemi e poter mostrare di che pasta sia fatto. La società confida sulle sue qualità demiurgiche per curare l’olfatto del gol che, bomber Le Noci a parte, rimane il male principale da sanare. L’antidoto (Tavares, appunto) è appena stato somministrato e attendiamo con immutata fiducia gli effetti.
Qualcosa, rispetto al recente passato, si è mosso, seppure non la classifica. Ad esempio, c’è stata partita e non c’è stata, nel senso che il Pergo per almeno un’ora l’ha interpretata non come passero timoroso di volare, bensì come un falco famelico contro i falchetti folignati. Quando c’era da difendersi si è difeso; appena capito che poteva attaccare, ha attaccato, mettendo il naso fuori dalla propria metà campo, con la sensazione della libera uscita. Tuttavia non è riuscito a stendere l’avversario, sfiorando il gol con Zaninelli, Guerci e Tavares.
A quel punto, quasi fosse avvilito, non ha più insistito, camminando sull’orlo del buio insidioso, restando al di qua del sogno. E adesso, che si fa? Si continua a sognare, perché quantomeno a Foligno, rispetto alle ultime quattro-cinque prestazioni, il Pergo ha fornito vitali segnali di aver cambiato rotta, tant’è che in alcune circostanze della partita si è ritornati ad imprecare contro la iattura. Un alibi al quale, anche solo un mese fa, sarebbe stato imbarazzante ricorrere. Qualcosa, insomma, si è mosso, rispetto all’inerzia e all’apatia avvertita prima della sosta invernale. Forse la coscienza, l’attaccamento ai colori, o forse semplicemente quel maggiore impegno invocato dai cannibali, presenti anche oggi in terra umbra per sostenere la squadra che, ad eccezione del risultato, li ha comunque ripagati con una prestazione dignitosa.
Paradossalmente, però, il Pergo odierno con una mano incoraggia la speranza, con l’altra abbatte le illusioni. E’ stato come una luce nel buio, quasi non conoscesse i suoi limiti. Ha svolazzato con impeto per un’ora, prima di bruciarsi le ali. E cade giù, a terra, ma deve assolutamente rialzarsi, non strisciare, perché le potenzialità ci sono tutte e qualcosa dovrà pur cambiare.
Svolazza qualche nuvola su Foligno quando le due squadre entrano in campo. Dopo giorni di pioggia insistente, Giove Pluvio si concede una pausa. Bonazzi e Scanziani, come da programma, propongono sin dall’inizio il neo acquisto Tavares al centro dell’attacco, con Florean e Le Noci a sostegno lungo le fasce. A centrocampo Guerci e Uliano spalleggiano Cazzola, mentre al centro della difesa, al fianco di Zaninelli rientra Di Bella.
Il primo acuto è dei padroni di casa: al 5’ Virdis insidia Colombi, che ci mette una pezza, e poco dopo sono ancora i falchetti a creare qualche difficoltà nell’area cremasca: sul cross di Borgese è provvidenziale l’intervento di Federici, che sbroglia la situazione spedendo il pallone in corner.
Il primo tempo è tuttavia del Pergo, che ... perviene e firma la presenza. Prima ci prova con uno scambio tra Le Noci e Tavares (8’), che non trova però la quadratura del cerchio, mentre al 10’, su cross di Le Noci, Zaninelli è puntuale a raccogliere, in piena area di rigore, l’invito del compagno ed a costringere Tomassini ad una prodezza. La respinta è raccolta da Guerci, ben posizionato in area: a posteriori, il prode trigolese, rimugina per il gol fallito.
Il match prosegue un po’ a singhiozzo, vivacizzato da improvvise ripartenze che procurano potenziali situazioni favorevoli da una parte e dall’altra. Non è una didattica esposizione tattica, però la gara è piacevole, con il Pergo propositivo e spigliato nella manovra. Al 30’ Le Noci prova a rimpinguare il suo bottino personale, ma il tiro volante dal limite dell’area termina debole tra le braccia di Tomassini. Qualche minuto più tardi (38’) Di Bella abbandona le retrovie per approfittare dell’ennesimo corner a favore dei gialloblù: anticipato di un soffio dalla difesa locale al momento della deviazione di testa. Al 43’ Le Noci è invece fermato da una dubbia segnalazione di offside, mentre stava approfittando di un errato disimpegno dei folignati verso Tomassini. Altra occasione da gol per i cremaschi allo scadere del primo tempo: cross dalla destra di Ghidotti, con Florean che esplode al volo una conclusione destinata in porta, ma sulla quale si sacrifica Pencelli, deviando il siluro sopra la traversa.
E’ un Pergo rassicurante quello del primo tempo; lo è altrettanto quello che si propone all’inizio di ripresa. Al 3’ Guerci sguscia in progressione lungo il corridoio sinistro e mette a centro area un raffinato assist per Tavares, che giunge in ritardo all’appuntamento con il tap-in. Peccato! Imprecano però a ragione anche gli umbri al 5’, quando Guastalvino, al limite dell’area piccola ed in posizione centrale, sbaglia le coordinate ed il suo tiro al volo impegna soltanto i raccattapalle.
Si fa perdonare, Guastalvino, al 9’, intervenendo in extremis su Tavares lanciato a rete: pallone in calcio d’angolo, non sfruttato con perizia dal Pergo.
Per un’ora la formazione gialloblù è piaciuta. Ha giocato bene, ha tenuto il campo con fierezza. Poi la spinta offensiva si è affievolita. Adesso è il Foligno a difendersi, attaccando, e al 22’ raccoglie i frutti beneficiando di un fallo ai danni di Guerci (“netto”, sostiene il giocatore), non rilevato dal direttore di gara. Dal corner per i padroni di casa, tuttavia, in area di rigore qualche mancanza di reattività da parte dei gialloblù si avverte, e Virdis ringrazia. Improvvisamente cala la notte sul “Blasone”, perché il Pergo registra il colpo e affiora l’ennesimo sconforto. La reazione è timida, impalpabile. Al 35’, su cross di Gherardi, Le Noci prova la deviazione di testa da una distanza che non provoca brividi a Tomassini. Al 40’ Turchi, con un pallonetto, supera Colombi e spegne le residue chances. Un Pergo apparso rigenerato ammaina nuovamente la bandiera. Decisivi saranno dunque i due turni casalinghi, mercoledì contro la Pro Patria e domenica prossima contro l’Alessandria, per riaccendere la fiammella del desiderio. Dobbiamo avere fiducia, dobbiamo rimanere vicini alla squadra.
Foligno – Pergocrema 2-0
Reti: 22’ st Virdis, 40’ st Turchi.
Foligno: Tomassini, Gregori, Rossi, Borgese, Pencelli, Guastalvini, Calderini (17’ st Turchi), Castellazzi, Virdis (39’ st Giacomelli), Cavagna (33’ st Furiani), Sciaudone. All. Fusi. A disp.: Rossini, Lispi, Nori, Fedeli.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici (34’ st Brambilla), Cazzola, Zaninelli, Di Bella, Florean (17’ st Gherardi), Guerci (30’ st Galli), Tavares, Le Noci, Uliano. All. Bonazzi e Scanziani. A disp.: Brivio, Bonfanti, Trovò, Anastasi.
Arbitro: Albertini di Ascoli Piceno (Fortarezza di Foggia e Soragnese di Foggia).
Note: : cielo coperto, terreno in buone condizioni. Spettatori 1250 circa, di cui 526 paganti e 691 abbonati, per un incasso di euro 8548 (5352+3196). Ammoniti Sciaudone e Pencelli. Angoli 7 a 4 per il Pergo. Recuperi 1', 4'
FOLIGNO. – Doveva essere una favola, è invece sempre più un incubo. E’ il campionato del Pergo, tutto da soffrire. A Sorrento aveva dato un colpetto alla classifica, oggi ha ricevuto l’ennesimo colpo che stordisce. Dicono che il male sia là, davanti, perché nessuno la butta dentro. A Foligno ha esordito Tavares. Un gran bravo ragazzo, arrivato in riva al Serio soltanto mercoledì. Troppi pochi giorni a disposizione per assimilare schemi e poter mostrare di che pasta sia fatto. La società confida sulle sue qualità demiurgiche per curare l’olfatto del gol che, bomber Le Noci a parte, rimane il male principale da sanare. L’antidoto (Tavares, appunto) è appena stato somministrato e attendiamo con immutata fiducia gli effetti.
Qualcosa, rispetto al recente passato, si è mosso, seppure non la classifica. Ad esempio, c’è stata partita e non c’è stata, nel senso che il Pergo per almeno un’ora l’ha interpretata non come passero timoroso di volare, bensì come un falco famelico contro i falchetti folignati. Quando c’era da difendersi si è difeso; appena capito che poteva attaccare, ha attaccato, mettendo il naso fuori dalla propria metà campo, con la sensazione della libera uscita. Tuttavia non è riuscito a stendere l’avversario, sfiorando il gol con Zaninelli, Guerci e Tavares.
A quel punto, quasi fosse avvilito, non ha più insistito, camminando sull’orlo del buio insidioso, restando al di qua del sogno. E adesso, che si fa? Si continua a sognare, perché quantomeno a Foligno, rispetto alle ultime quattro-cinque prestazioni, il Pergo ha fornito vitali segnali di aver cambiato rotta, tant’è che in alcune circostanze della partita si è ritornati ad imprecare contro la iattura. Un alibi al quale, anche solo un mese fa, sarebbe stato imbarazzante ricorrere. Qualcosa, insomma, si è mosso, rispetto all’inerzia e all’apatia avvertita prima della sosta invernale. Forse la coscienza, l’attaccamento ai colori, o forse semplicemente quel maggiore impegno invocato dai cannibali, presenti anche oggi in terra umbra per sostenere la squadra che, ad eccezione del risultato, li ha comunque ripagati con una prestazione dignitosa.
Paradossalmente, però, il Pergo odierno con una mano incoraggia la speranza, con l’altra abbatte le illusioni. E’ stato come una luce nel buio, quasi non conoscesse i suoi limiti. Ha svolazzato con impeto per un’ora, prima di bruciarsi le ali. E cade giù, a terra, ma deve assolutamente rialzarsi, non strisciare, perché le potenzialità ci sono tutte e qualcosa dovrà pur cambiare.
Svolazza qualche nuvola su Foligno quando le due squadre entrano in campo. Dopo giorni di pioggia insistente, Giove Pluvio si concede una pausa. Bonazzi e Scanziani, come da programma, propongono sin dall’inizio il neo acquisto Tavares al centro dell’attacco, con Florean e Le Noci a sostegno lungo le fasce. A centrocampo Guerci e Uliano spalleggiano Cazzola, mentre al centro della difesa, al fianco di Zaninelli rientra Di Bella.
Il primo acuto è dei padroni di casa: al 5’ Virdis insidia Colombi, che ci mette una pezza, e poco dopo sono ancora i falchetti a creare qualche difficoltà nell’area cremasca: sul cross di Borgese è provvidenziale l’intervento di Federici, che sbroglia la situazione spedendo il pallone in corner.
Il primo tempo è tuttavia del Pergo, che ... perviene e firma la presenza. Prima ci prova con uno scambio tra Le Noci e Tavares (8’), che non trova però la quadratura del cerchio, mentre al 10’, su cross di Le Noci, Zaninelli è puntuale a raccogliere, in piena area di rigore, l’invito del compagno ed a costringere Tomassini ad una prodezza. La respinta è raccolta da Guerci, ben posizionato in area: a posteriori, il prode trigolese, rimugina per il gol fallito.
Il match prosegue un po’ a singhiozzo, vivacizzato da improvvise ripartenze che procurano potenziali situazioni favorevoli da una parte e dall’altra. Non è una didattica esposizione tattica, però la gara è piacevole, con il Pergo propositivo e spigliato nella manovra. Al 30’ Le Noci prova a rimpinguare il suo bottino personale, ma il tiro volante dal limite dell’area termina debole tra le braccia di Tomassini. Qualche minuto più tardi (38’) Di Bella abbandona le retrovie per approfittare dell’ennesimo corner a favore dei gialloblù: anticipato di un soffio dalla difesa locale al momento della deviazione di testa. Al 43’ Le Noci è invece fermato da una dubbia segnalazione di offside, mentre stava approfittando di un errato disimpegno dei folignati verso Tomassini. Altra occasione da gol per i cremaschi allo scadere del primo tempo: cross dalla destra di Ghidotti, con Florean che esplode al volo una conclusione destinata in porta, ma sulla quale si sacrifica Pencelli, deviando il siluro sopra la traversa.
E’ un Pergo rassicurante quello del primo tempo; lo è altrettanto quello che si propone all’inizio di ripresa. Al 3’ Guerci sguscia in progressione lungo il corridoio sinistro e mette a centro area un raffinato assist per Tavares, che giunge in ritardo all’appuntamento con il tap-in. Peccato! Imprecano però a ragione anche gli umbri al 5’, quando Guastalvino, al limite dell’area piccola ed in posizione centrale, sbaglia le coordinate ed il suo tiro al volo impegna soltanto i raccattapalle.
Si fa perdonare, Guastalvino, al 9’, intervenendo in extremis su Tavares lanciato a rete: pallone in calcio d’angolo, non sfruttato con perizia dal Pergo.
Per un’ora la formazione gialloblù è piaciuta. Ha giocato bene, ha tenuto il campo con fierezza. Poi la spinta offensiva si è affievolita. Adesso è il Foligno a difendersi, attaccando, e al 22’ raccoglie i frutti beneficiando di un fallo ai danni di Guerci (“netto”, sostiene il giocatore), non rilevato dal direttore di gara. Dal corner per i padroni di casa, tuttavia, in area di rigore qualche mancanza di reattività da parte dei gialloblù si avverte, e Virdis ringrazia. Improvvisamente cala la notte sul “Blasone”, perché il Pergo registra il colpo e affiora l’ennesimo sconforto. La reazione è timida, impalpabile. Al 35’, su cross di Gherardi, Le Noci prova la deviazione di testa da una distanza che non provoca brividi a Tomassini. Al 40’ Turchi, con un pallonetto, supera Colombi e spegne le residue chances. Un Pergo apparso rigenerato ammaina nuovamente la bandiera. Decisivi saranno dunque i due turni casalinghi, mercoledì contro la Pro Patria e domenica prossima contro l’Alessandria, per riaccendere la fiammella del desiderio. Dobbiamo avere fiducia, dobbiamo rimanere vicini alla squadra.
lunedì 14 dicembre 2009
Campionato: Sorrento - Pergocrema 0-0
Sull'insidioso terreno sintetico di Sorrento, il Pergo ottiene un pareggio che muove la classifica. Partita molto tattica, la formazione cremasca schierata con cinque giocatori under 21.
Sorrento: Marconato, Feussi, Angeli, Niang, Lo Monaco, Fernandez (44’ st De Giosa), Vanin, Greco, Myrtaj (33’ pt Nicodemo), Paulinho, Arcidiacono (25' st Esposito). All. Novelli. A disp.: Criscuolo, Di Nunzio, Gambuzza, Saraniti.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici, Cazzola, Bonfanti, Trovò, Galli, Guerci, Degano (17’ st Florean), Le Noci, Uliano. All. Bonazzi – Scanziani. A disp.: Manzoni, Tobanelli, Brambilla, Vezzoli, Crocetti, Anastasi.
Arbitro: Aureliano di Bologna (Maruccia di Avezzano, Dioletta di Teramo)
Note: Pomeriggio umido, terreno in erba artificiale. Spettatori 645, di cui 308 abbonati (presenti 20 cannibali arrivati a Sorrento con un pulmino), per un incasso di euro 4.493.. Espulso al 31’ pt Niang per fallo su Cazzola). Ammoniti: Fernandez, Ghidotti, Bonfanti, Trovò. Angoli 12 a 6 per il Sorrento. Recupero: 1’ + 3’.
SORRENTO. – La musica del cuore. Il golfo di “Surriento” ispira compositori, ma la giornata grigia non suscita speciali emozioni in un Pergo che arresta lievemente l’emorragia, muovendo la classifica. Quando le nubi sopra lo stadio si spostano spinte dal vento, all’orizzonte affiora anche l’arcobaleno. Sono i colori dell’iride, i colori della pace e a fine gara, quando i giocatori, dopo essersi abbracciati in mezzo al campo come fossero usciti da un incubo, si incamminano sotto la curva presidiata dai venti cannibali giunti sin qui, viaggiando di notte e rientrando di notte, il reciproco applauso forse è qualcosa di più di una semplice tregua. Anche questa, vista da fuori, è musica dell’anima, è una passione indomita che scandisce i tempi delle tribolazioni, delle ansie, della speranza. E’ un gesto di rispetto e implicitamente pure una richiesta di sostegno. Avanti così!
Un pareggio, in casa di una formazione che sprizza salute, sarebbe stato sottoscritto senza la minima esitazione alla vigilia del match. E Bonazzi e Scanziani, probabilmente, avevano impostato la gara su tale risultato. Durante l’incontro, invece, quando la formazione campana è rimasta in inferiorità numerica (31’ pt), ci si attendeva forse maggiore spregiudicatezza offensiva, che la squadra cremasca non ha mostrato di avere. Il Pergo ha proseguito rimanendo coperto, sfruttando soltanto qualche rimessa in contropiede, sfiorando però il colpaccio nei minuti finali con Florean.
La città di Sorrento era anticamente identificata come un luogo di presenza delle sirene, da cui deriverebbe anche il toponimo (da “Sirenide”). Le leggende narrano dei naviganti che ammaliati dalle creature metà donna e metà pesce, naufragavano contro le scogliere. A Sorrento il Pergo non voleva nuovamente arenarsi e non si è fatto incantare dalla superiorità numerica, accontentandosi di un punto, anziché rischiare di trovarsi nuovamente a mani vuote.
E’ dunque finita come si sperava: non con una sconfitta. Puntare al pareggio aveva i suoi buoni motivi, anche perché sui centrali della difesa gialloblù ci sono buoni motivi per imprecare. Non sulla prestazione di Trovò e di Bonfanti (quest’ultimo, peraltro, indicato dagli scriba tra i migliori in campo). Piuttosto ci riferiamo alla iattura che si è scatenata su questo nevralgico ruolo limitandone le scelte tecniche: Brighenti, Pambianchi, Rossi, Zaninelli e Di Bella affollano infatti l’infermeria.
Non è invece affollato lo stadio “Italia” all’ingresso in campo delle due squadre. Però ha smesso di piovere. Il terreno in erba sintetico rappresenta un’incognita per il Pergo, mentre è un’arma in più a favore dei locali, ormai adattatisi alla superficie innaturale. Come pure, il Sorrento, è abituato alle ridotte dimensioni del campo, che procurano qualche incertezza ai cremaschi nel prendere le misure dei passaggi lunghi. Di fronte a questi inconvenienti, si può dire che il Pergo ha fatto la sua onesta partita; di fronte all’uomo in meno degli avversari, forse era lecito osare maggiormente. Però va bene così perché, di questi tempi, è difficile chiedergli più di quanto ha dato.
Tra infortuni e scelte tecniche, la formazione iniziale mostra diverse novità rispetto alla domenica precedente. Presenta soprattutto una formazione con cinque "baby": Colombi (classe 1991), Trovò (1990), Guerci e Uliano (1989), Galli (1988), tre dei quali hanno pure ottenuto la "nomination" per il nostro settimanale sondaggio. Confortante. Un po’ in affanno, ma complessivamente decoroso in difesa, il Pergo ha retto altrettanto dignitosamente il confronto a centrocampo, mentre il reparto offensivo ha solleticato nel primo tempo e punto di più nella ripresa.
Per oltre un quarto d’ora succede poco o nulla. Le due squadre si controllano a distanza, mentre il terreno di gioco mostra tutte le sue insidie quando il pallone schizza sulla superficie sintetica. Il controllo è difficoltoso ed i pericoli arrivano principalmente da palle inattive. Come al 18’: calcio di punizione dal limite, battuto da Myrtaj da posizione centrale, che la barriera devia in corner. Dalla battuta, Niang incorna verso Colombi, che addomestica sicuro la sfera.
Direttamente da un calcio d’angolo (22’) registriamo la seconda insidia in area cremasca: Angeli carica di effetto il cross, con pallone che si stampa sul primo palo, prima che la difesa ospite possa allontanare la minaccia. Il Pergo manifesta parecchia fatica ad impostare la manovra: il campo ridotto, più che l’aggressività degli avversari, ne condiziona l’azione. Al 31’ il Sorrento rimane in dieci uomini per l’espulsione di Niang, sancita forse con troppa severità dal direttore di gara a seguito di un intervento falloso su Cazzola. Non è tuttavia impossibile, per i padroni di casa, ricoprire i già contenuti spazi con l’handicap numerico. Ed infatti, pur illudendoci, non si avvertirà nel prosieguo della partita una sostanziale differenza. Soprattutto non si avverte, nel Pergo, un diverso approccio. Però al 38’ i gialloblù si avvicinano al vantaggio con Uliano, il quale, lanciato da Cazzola, evita l’intervento di Marconato con un pallonetto che si spegne comunque sul fondo. Altra opportunità un minuto dopo, per il piedino vellutato di Le Noci: corner di Galli, la difesa campana respinge corto e dal limite dell’area il bomber gialloblù indirizza tra le braccia di Marconato una conclusione centrale.
L’inizio di ripresa è favorevole al Sorrento, che al 3’, con Fernandez, impegna Colombi dopo gli sviluppi di un corner. Replica il Pergo, e lo fa con Le Noci: conclusione da fuori area sulla quale Marconato si distende deviando sul fondo. Non c’è, da parte del Pergo, la marcia in più. Però l’incedere offensivo, nel secondo tempo, è più costante. Al 19’ su corner di Le Noci, Cazzola anticipa sul primo palo la difesa avversaria, ma il suo colpo di testa termina alto sopra la traversa.
Da una parte o dall’altra, sono comunque sempre su calci da fermo che arrivano le principali preoccupazioni, a conferma delle “trappole” insite nel fondo sintetico inumidito dalla pioggia caduta sino a pochi minuti prima della partita. Al 21’, ovviamente su calcio di punizione, Paulinho dal limite dell’area prova a sorprendere Colombi, con la complicità di una deviazione della barriera. Al 25’ è invece sontuoso Colombi nel respingere la ravvicinata deviazione di testa in mischia di Fernandez, su angolo di Greco, salvando il risultato. Cresce, quindi, il portierino gialloblù.
L’ultima opportunità della partita è firmata dal Pergo. Guerci (42’) intercetta un disimpegno dei locali sulla trequarti e serve Florean, che fa esplodere tutta la sua rabbia con un sinistro dal limite, ma Marconato emula il collega cremasco deviando in corner la sfera calibrata nell’angolino basso.
Finisce dunque in parità e soprattutto finisce con i giocatori che sembrano essersi liberati da un peso che li opprimeva. La gioia mostrata è paragonabile ad una vittoria perché il Pergo aveva più voglia di punti che di svolazzi. Ha mosso una classifica che, ironia, forse è pure peggiorata. Però ha rimosso un blocco psicologico e speriamo che da qui, “dove il mare luccica e tira forte il vento”, il ritornello della canzone che Lucio Dalla dedicò a Caruso rappresenti l’inno che trasmette reciproca fiducia tra la squadra ed i cannibali. Oggi un piccolo passo è stato fatto anche in questo senso.
Sorrento: Marconato, Feussi, Angeli, Niang, Lo Monaco, Fernandez (44’ st De Giosa), Vanin, Greco, Myrtaj (33’ pt Nicodemo), Paulinho, Arcidiacono (25' st Esposito). All. Novelli. A disp.: Criscuolo, Di Nunzio, Gambuzza, Saraniti.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici, Cazzola, Bonfanti, Trovò, Galli, Guerci, Degano (17’ st Florean), Le Noci, Uliano. All. Bonazzi – Scanziani. A disp.: Manzoni, Tobanelli, Brambilla, Vezzoli, Crocetti, Anastasi.
Arbitro: Aureliano di Bologna (Maruccia di Avezzano, Dioletta di Teramo)
Note: Pomeriggio umido, terreno in erba artificiale. Spettatori 645, di cui 308 abbonati (presenti 20 cannibali arrivati a Sorrento con un pulmino), per un incasso di euro 4.493.. Espulso al 31’ pt Niang per fallo su Cazzola). Ammoniti: Fernandez, Ghidotti, Bonfanti, Trovò. Angoli 12 a 6 per il Sorrento. Recupero: 1’ + 3’.
SORRENTO. – La musica del cuore. Il golfo di “Surriento” ispira compositori, ma la giornata grigia non suscita speciali emozioni in un Pergo che arresta lievemente l’emorragia, muovendo la classifica. Quando le nubi sopra lo stadio si spostano spinte dal vento, all’orizzonte affiora anche l’arcobaleno. Sono i colori dell’iride, i colori della pace e a fine gara, quando i giocatori, dopo essersi abbracciati in mezzo al campo come fossero usciti da un incubo, si incamminano sotto la curva presidiata dai venti cannibali giunti sin qui, viaggiando di notte e rientrando di notte, il reciproco applauso forse è qualcosa di più di una semplice tregua. Anche questa, vista da fuori, è musica dell’anima, è una passione indomita che scandisce i tempi delle tribolazioni, delle ansie, della speranza. E’ un gesto di rispetto e implicitamente pure una richiesta di sostegno. Avanti così!
Un pareggio, in casa di una formazione che sprizza salute, sarebbe stato sottoscritto senza la minima esitazione alla vigilia del match. E Bonazzi e Scanziani, probabilmente, avevano impostato la gara su tale risultato. Durante l’incontro, invece, quando la formazione campana è rimasta in inferiorità numerica (31’ pt), ci si attendeva forse maggiore spregiudicatezza offensiva, che la squadra cremasca non ha mostrato di avere. Il Pergo ha proseguito rimanendo coperto, sfruttando soltanto qualche rimessa in contropiede, sfiorando però il colpaccio nei minuti finali con Florean.
La città di Sorrento era anticamente identificata come un luogo di presenza delle sirene, da cui deriverebbe anche il toponimo (da “Sirenide”). Le leggende narrano dei naviganti che ammaliati dalle creature metà donna e metà pesce, naufragavano contro le scogliere. A Sorrento il Pergo non voleva nuovamente arenarsi e non si è fatto incantare dalla superiorità numerica, accontentandosi di un punto, anziché rischiare di trovarsi nuovamente a mani vuote.
E’ dunque finita come si sperava: non con una sconfitta. Puntare al pareggio aveva i suoi buoni motivi, anche perché sui centrali della difesa gialloblù ci sono buoni motivi per imprecare. Non sulla prestazione di Trovò e di Bonfanti (quest’ultimo, peraltro, indicato dagli scriba tra i migliori in campo). Piuttosto ci riferiamo alla iattura che si è scatenata su questo nevralgico ruolo limitandone le scelte tecniche: Brighenti, Pambianchi, Rossi, Zaninelli e Di Bella affollano infatti l’infermeria.
Non è invece affollato lo stadio “Italia” all’ingresso in campo delle due squadre. Però ha smesso di piovere. Il terreno in erba sintetico rappresenta un’incognita per il Pergo, mentre è un’arma in più a favore dei locali, ormai adattatisi alla superficie innaturale. Come pure, il Sorrento, è abituato alle ridotte dimensioni del campo, che procurano qualche incertezza ai cremaschi nel prendere le misure dei passaggi lunghi. Di fronte a questi inconvenienti, si può dire che il Pergo ha fatto la sua onesta partita; di fronte all’uomo in meno degli avversari, forse era lecito osare maggiormente. Però va bene così perché, di questi tempi, è difficile chiedergli più di quanto ha dato.
Tra infortuni e scelte tecniche, la formazione iniziale mostra diverse novità rispetto alla domenica precedente. Presenta soprattutto una formazione con cinque "baby": Colombi (classe 1991), Trovò (1990), Guerci e Uliano (1989), Galli (1988), tre dei quali hanno pure ottenuto la "nomination" per il nostro settimanale sondaggio. Confortante. Un po’ in affanno, ma complessivamente decoroso in difesa, il Pergo ha retto altrettanto dignitosamente il confronto a centrocampo, mentre il reparto offensivo ha solleticato nel primo tempo e punto di più nella ripresa.
Per oltre un quarto d’ora succede poco o nulla. Le due squadre si controllano a distanza, mentre il terreno di gioco mostra tutte le sue insidie quando il pallone schizza sulla superficie sintetica. Il controllo è difficoltoso ed i pericoli arrivano principalmente da palle inattive. Come al 18’: calcio di punizione dal limite, battuto da Myrtaj da posizione centrale, che la barriera devia in corner. Dalla battuta, Niang incorna verso Colombi, che addomestica sicuro la sfera.
Direttamente da un calcio d’angolo (22’) registriamo la seconda insidia in area cremasca: Angeli carica di effetto il cross, con pallone che si stampa sul primo palo, prima che la difesa ospite possa allontanare la minaccia. Il Pergo manifesta parecchia fatica ad impostare la manovra: il campo ridotto, più che l’aggressività degli avversari, ne condiziona l’azione. Al 31’ il Sorrento rimane in dieci uomini per l’espulsione di Niang, sancita forse con troppa severità dal direttore di gara a seguito di un intervento falloso su Cazzola. Non è tuttavia impossibile, per i padroni di casa, ricoprire i già contenuti spazi con l’handicap numerico. Ed infatti, pur illudendoci, non si avvertirà nel prosieguo della partita una sostanziale differenza. Soprattutto non si avverte, nel Pergo, un diverso approccio. Però al 38’ i gialloblù si avvicinano al vantaggio con Uliano, il quale, lanciato da Cazzola, evita l’intervento di Marconato con un pallonetto che si spegne comunque sul fondo. Altra opportunità un minuto dopo, per il piedino vellutato di Le Noci: corner di Galli, la difesa campana respinge corto e dal limite dell’area il bomber gialloblù indirizza tra le braccia di Marconato una conclusione centrale.
L’inizio di ripresa è favorevole al Sorrento, che al 3’, con Fernandez, impegna Colombi dopo gli sviluppi di un corner. Replica il Pergo, e lo fa con Le Noci: conclusione da fuori area sulla quale Marconato si distende deviando sul fondo. Non c’è, da parte del Pergo, la marcia in più. Però l’incedere offensivo, nel secondo tempo, è più costante. Al 19’ su corner di Le Noci, Cazzola anticipa sul primo palo la difesa avversaria, ma il suo colpo di testa termina alto sopra la traversa.
Da una parte o dall’altra, sono comunque sempre su calci da fermo che arrivano le principali preoccupazioni, a conferma delle “trappole” insite nel fondo sintetico inumidito dalla pioggia caduta sino a pochi minuti prima della partita. Al 21’, ovviamente su calcio di punizione, Paulinho dal limite dell’area prova a sorprendere Colombi, con la complicità di una deviazione della barriera. Al 25’ è invece sontuoso Colombi nel respingere la ravvicinata deviazione di testa in mischia di Fernandez, su angolo di Greco, salvando il risultato. Cresce, quindi, il portierino gialloblù.
L’ultima opportunità della partita è firmata dal Pergo. Guerci (42’) intercetta un disimpegno dei locali sulla trequarti e serve Florean, che fa esplodere tutta la sua rabbia con un sinistro dal limite, ma Marconato emula il collega cremasco deviando in corner la sfera calibrata nell’angolino basso.
Finisce dunque in parità e soprattutto finisce con i giocatori che sembrano essersi liberati da un peso che li opprimeva. La gioia mostrata è paragonabile ad una vittoria perché il Pergo aveva più voglia di punti che di svolazzi. Ha mosso una classifica che, ironia, forse è pure peggiorata. Però ha rimosso un blocco psicologico e speriamo che da qui, “dove il mare luccica e tira forte il vento”, il ritornello della canzone che Lucio Dalla dedicò a Caruso rappresenti l’inno che trasmette reciproca fiducia tra la squadra ed i cannibali. Oggi un piccolo passo è stato fatto anche in questo senso.
Pergocrema - Lumezzane 1-2
Il Pergo perde anche contro il Lumezzane, subendo al 44' della ripresa il gol di Romeo. Nel primo tempo a Pintori aveva replicato Le Noci, entrambi su rigore. Al termine della partita un gruppo di "cannibali" raggiunge l'ingresso degli spogliatoi per poter parlare con la squadra.
CREMA. – Hic sunt leones? Nessun ruggito, nessun alibi. Solo qualche artigliata, qua e là, nel corso del primo tempo. Poi, nella ripresa, se c’è stato, è stato un ruggito del coniglio. Il crepuscolo non ispira tenerezza e alla fine esplode la rabbia che i cannibali covavano in corpo da alcune settimane, e rimane molta amarezza. Non per la contestazione, che aleggiava nell’aria dopo la prestazione di Pagani (“Fino a quando, o Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ammoniva Cicerone), da parte di chi avverte uno scarso impegno (ancor più degli scarni risultati), e lo traduce in un atto di infedeltà ai colori sociali. Di fronte all’evidenza non ci sono argomentazioni da brandire, ma soltanto tristezza per il clima ormai ostile che pone in contrapposizione la piazza alla squadra, mentre in un momento così delicato, per risalire dalle asperità c’è bisogno di sostegno, di dialogo e di confronto, non di scontro frontale, che non giova alla comune causa. D’accordo, la biblica pazienza di Giobbe può essere colma ed è pure comprensibile (anzi, sostenibile), lo stato di malessere della curva, ma il “muro-contro-muro” sarebbe senz’altro deleterio. Per fortuna non è stato uno scontro, quello avvenuto al termine della partita, tra una cinquantina di ultrà che sono riusciti ad infiltrarsi sino all’ingresso degli spogliatoi (complimenti per il blitz, ma nessuno poteva prevenirlo?) e la squadra afflitta e demoralizzata. E’ stato un chiarimento schietto, ma con toni tutto sommato civili e chissà che possa servire a remare tutti quanti lungo la stessa corrente, nell’interesse dei colori gialloblù.
“Grato m’è il sonno e più l’esser di sasso”. Vorremmo, però non riusciamo a restare insensibili alla posizione di classifica sempre più inquietante, o alla protesta della Sud sempre più irritata. Adesso cala il silenzio dopo l’ennesima sconfitta stagionale che vorremmo non dover commentare.
Spesso, durante l’incontro, è stata evocata la presenza in campo di undici leoni, ma nella ripresa, quando il Lumezzane ha cominciato a giocare com’era nelle sue potenzialità, è stato il Pergocrema ad essere come il profeta Daniele nella fossa dei leoni ospiti, con la differenza che nessun miracoloso intervento divino lo ha potuto salvare dalla capitolazione finale. In verità, qualche miracoloso intervento lo aveva prodotto Colombi, ma alla fine è servito soltanto a limitare i danni.
Invece nel primo tempo la squadra gialloblù, sospinta forse dalla nobiltà dell’essere, quantomeno non aveva sfigurato, a parte le occasioni da gol sciupate sotto la porta avversaria che hanno procurato un po’ di rossore e di imbarazzo. Rimane ora da capire quanto l’inerzia mostrata nella prima parte della gara dal Lumezzane, possa aver illuso il Pergocrema, rispetto ad una ripresa in cui i bresciani hanno invece imperato ed i cremaschi traccheggiato. Questione di lana caprina, direbbe qualcuno, considerato l’esito conclusivo del match.
Il Pergo presenta dal primo minuto il neo acquisto Zaninelli, che prende il posto di Di Bella. Rientra anche Bonfanti, con Ghidotti che rileva sulla fascia destra Guerci, relegato in panchina. In avanti la coppia Bonazzi-Scanziani preferisce Crocetti a Degano, con Florean e Le Noci disposti lungo i corridoi laterali. Stacca la presenza anche Cazzola, al rientro dopo le due giornate di squalifica e a farne le spese, nella circostanza, è Galli.
Di Cazzola, al 10’, è il primo affondo della partita: intercetta nella trequarti un disimpegno della difesa avversaria e conclude dal vertice destro dell’area di rigore. Il pallone ribattuto giunge sui piedi di Florean, che crossa a centro area dove Crocetti interviene di testa, angolando troppo la deviazione. Si ripete ancora Cazzola al 16’: analoga posizione e diagonale che sorvola di poco la traversa.
Il ritmo non è elevato, il Lume si chiude nella propria metà campo e attende l’offensiva avversaria. Ogni tanto, comunque, varca la linea centrale, tenendo in allarme Colombi. Come al 20’: Marconi prova a sorprendere il portiere gialloblù dalla distanza, Colombi devia in corner. La replica del Pergo è affidata alla potenza esplosiva di Florean (23’), che impegna Gazzoli con un diagonale dalla destra, mentre al 27’ la punizione di Le Noci, battuta da discreta posizione, risulta innocua per il portiere ospite. Virtualmente è ben più insidiosa l’azione di rimessa al 28’, in superiorità numerica, con l’ultimo passaggio di Florean verso Le Noci intercettato dalla difesa bresciana.
Al di là dell’indolente atteggiamento del Lumezzane, è comunque un Pergo volitivo quello che si presenta spesso insidioso dalle parti di Gazzoli. Al 31’ bella combinazione sulla sinistra tra Le Noci e Federici, con traversone di quest’ultimo per Crocetti, il quale da ottima posizione si sperimenta in una conclusione acrobatica, spettacolare ma improduttiva. Si insiste al 34’: Uliano serve in profondità Le Noci, che da posizione ravvicinata si vede ribattere il tiro dai piedi di Gazzoli. La migliore occasione da gol del Pergo giunge al 37’: cross dalla sinistra di Le Noci al centro dell’area per Crocetti, che prova la deviazione volante. Omissis.
Il pericolo scampato scuote il Lumezzane, che cambia registro e inizia a proporsi dalle parti di Colombi con maggiore continuità. Al 39’ è Pintori, con un tiro cross dalla sinistra, a procurare un po’ di apprensione (pallone che sfuma sul secondo palo), mentre al 40’ la formazione bresciana passa in vantaggio. Colombi respinge coi pugni una punizione e la sfera rimbalza sul braccio di Ghidotti (peraltro tutto solo, quindi l’involontarietà e la mancanza di danno procurato potevano far propendere ad una decisione meno severa). Calcio di rigore che Pintori trasforma di potenza e di precisione. La depressione è comprensibile: dopo aver dominato per tutto il primo tempo, è invece il Lumezzane, al secondo affondo, a raccogliere i frutti. La reazione fortunatamente è immediata e clonando la situazione nell’area opposta, al 45’ è il Pergo a beneficiare del penalty, con bomber Le Noci che spegne l’undicesima candelina stagionale.
Nella ripresa il Lumezzane mostra il rovescio della medaglia. E’ la squadra bresciana ad imporre i ritmi della gara, a gestire il pallone e procurarsi un’infinità di occasioni da rete. Il Pergo, pur in un pomeriggio grigio di fine autunno, sembra un pezzo di ghiaccio che si scioglie sotto la canicola d’agosto. Purtroppo è una squadra spenta, poco reattiva, poco lucida nella costruzione di un gioco che smarrisce progressivamente con il trascorrere dei minuti e difronte al piglio autoritario degli ospiti. Al 19’ Galabinov, entrato da una manciata di secondi, svetta in area e costringe Colombi a deviare il pallone in calcio d’angolo. Dal corner è lo stesso Galabinov a sorprendere la difesa cremasca e di testa indirizza la sfera sul palo alla sinistra del portiere locale. Chissà, forse la dea bendata comincia ad intenerirsi. E’ una sensazione che prende corpo anche al 25’, quando Ghidotti scivola sulla trequarti favorendo l’iniziativa in contropiede di Bradaschia. Colombi è provvidenziale uscendo dall’area e ribattendo con il petto il tentativo di conclusione dell’attaccante ospite.
Adesso il Pergo è un po’ come l’araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia, nessun lo sa. Per fortuna che c’è Colombi, al 35’, a respingere un diagonale sbucato dalla destra; riprende il pallone Bradaschia in mezzo all’area e la sua botta è respinta con il corpo da Zaninelli. Per fortuna che c’è Colombi anche al 43’, costretto ad una triplice prodezza consecutiva su altrettante conclusioni ravvicinate degli attaccanti ospiti. L’ultima deviazione procura un corner a favore del Lumezzane e sul tapin di Romeo, appostato sul secondo palo, scende la notte e cadono le palle.
CREMA. – Hic sunt leones? Nessun ruggito, nessun alibi. Solo qualche artigliata, qua e là, nel corso del primo tempo. Poi, nella ripresa, se c’è stato, è stato un ruggito del coniglio. Il crepuscolo non ispira tenerezza e alla fine esplode la rabbia che i cannibali covavano in corpo da alcune settimane, e rimane molta amarezza. Non per la contestazione, che aleggiava nell’aria dopo la prestazione di Pagani (“Fino a quando, o Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ammoniva Cicerone), da parte di chi avverte uno scarso impegno (ancor più degli scarni risultati), e lo traduce in un atto di infedeltà ai colori sociali. Di fronte all’evidenza non ci sono argomentazioni da brandire, ma soltanto tristezza per il clima ormai ostile che pone in contrapposizione la piazza alla squadra, mentre in un momento così delicato, per risalire dalle asperità c’è bisogno di sostegno, di dialogo e di confronto, non di scontro frontale, che non giova alla comune causa. D’accordo, la biblica pazienza di Giobbe può essere colma ed è pure comprensibile (anzi, sostenibile), lo stato di malessere della curva, ma il “muro-contro-muro” sarebbe senz’altro deleterio. Per fortuna non è stato uno scontro, quello avvenuto al termine della partita, tra una cinquantina di ultrà che sono riusciti ad infiltrarsi sino all’ingresso degli spogliatoi (complimenti per il blitz, ma nessuno poteva prevenirlo?) e la squadra afflitta e demoralizzata. E’ stato un chiarimento schietto, ma con toni tutto sommato civili e chissà che possa servire a remare tutti quanti lungo la stessa corrente, nell’interesse dei colori gialloblù.
“Grato m’è il sonno e più l’esser di sasso”. Vorremmo, però non riusciamo a restare insensibili alla posizione di classifica sempre più inquietante, o alla protesta della Sud sempre più irritata. Adesso cala il silenzio dopo l’ennesima sconfitta stagionale che vorremmo non dover commentare.
Spesso, durante l’incontro, è stata evocata la presenza in campo di undici leoni, ma nella ripresa, quando il Lumezzane ha cominciato a giocare com’era nelle sue potenzialità, è stato il Pergocrema ad essere come il profeta Daniele nella fossa dei leoni ospiti, con la differenza che nessun miracoloso intervento divino lo ha potuto salvare dalla capitolazione finale. In verità, qualche miracoloso intervento lo aveva prodotto Colombi, ma alla fine è servito soltanto a limitare i danni.
Invece nel primo tempo la squadra gialloblù, sospinta forse dalla nobiltà dell’essere, quantomeno non aveva sfigurato, a parte le occasioni da gol sciupate sotto la porta avversaria che hanno procurato un po’ di rossore e di imbarazzo. Rimane ora da capire quanto l’inerzia mostrata nella prima parte della gara dal Lumezzane, possa aver illuso il Pergocrema, rispetto ad una ripresa in cui i bresciani hanno invece imperato ed i cremaschi traccheggiato. Questione di lana caprina, direbbe qualcuno, considerato l’esito conclusivo del match.
Il Pergo presenta dal primo minuto il neo acquisto Zaninelli, che prende il posto di Di Bella. Rientra anche Bonfanti, con Ghidotti che rileva sulla fascia destra Guerci, relegato in panchina. In avanti la coppia Bonazzi-Scanziani preferisce Crocetti a Degano, con Florean e Le Noci disposti lungo i corridoi laterali. Stacca la presenza anche Cazzola, al rientro dopo le due giornate di squalifica e a farne le spese, nella circostanza, è Galli.
Di Cazzola, al 10’, è il primo affondo della partita: intercetta nella trequarti un disimpegno della difesa avversaria e conclude dal vertice destro dell’area di rigore. Il pallone ribattuto giunge sui piedi di Florean, che crossa a centro area dove Crocetti interviene di testa, angolando troppo la deviazione. Si ripete ancora Cazzola al 16’: analoga posizione e diagonale che sorvola di poco la traversa.
Il ritmo non è elevato, il Lume si chiude nella propria metà campo e attende l’offensiva avversaria. Ogni tanto, comunque, varca la linea centrale, tenendo in allarme Colombi. Come al 20’: Marconi prova a sorprendere il portiere gialloblù dalla distanza, Colombi devia in corner. La replica del Pergo è affidata alla potenza esplosiva di Florean (23’), che impegna Gazzoli con un diagonale dalla destra, mentre al 27’ la punizione di Le Noci, battuta da discreta posizione, risulta innocua per il portiere ospite. Virtualmente è ben più insidiosa l’azione di rimessa al 28’, in superiorità numerica, con l’ultimo passaggio di Florean verso Le Noci intercettato dalla difesa bresciana.
Al di là dell’indolente atteggiamento del Lumezzane, è comunque un Pergo volitivo quello che si presenta spesso insidioso dalle parti di Gazzoli. Al 31’ bella combinazione sulla sinistra tra Le Noci e Federici, con traversone di quest’ultimo per Crocetti, il quale da ottima posizione si sperimenta in una conclusione acrobatica, spettacolare ma improduttiva. Si insiste al 34’: Uliano serve in profondità Le Noci, che da posizione ravvicinata si vede ribattere il tiro dai piedi di Gazzoli. La migliore occasione da gol del Pergo giunge al 37’: cross dalla sinistra di Le Noci al centro dell’area per Crocetti, che prova la deviazione volante. Omissis.
Il pericolo scampato scuote il Lumezzane, che cambia registro e inizia a proporsi dalle parti di Colombi con maggiore continuità. Al 39’ è Pintori, con un tiro cross dalla sinistra, a procurare un po’ di apprensione (pallone che sfuma sul secondo palo), mentre al 40’ la formazione bresciana passa in vantaggio. Colombi respinge coi pugni una punizione e la sfera rimbalza sul braccio di Ghidotti (peraltro tutto solo, quindi l’involontarietà e la mancanza di danno procurato potevano far propendere ad una decisione meno severa). Calcio di rigore che Pintori trasforma di potenza e di precisione. La depressione è comprensibile: dopo aver dominato per tutto il primo tempo, è invece il Lumezzane, al secondo affondo, a raccogliere i frutti. La reazione fortunatamente è immediata e clonando la situazione nell’area opposta, al 45’ è il Pergo a beneficiare del penalty, con bomber Le Noci che spegne l’undicesima candelina stagionale.
Nella ripresa il Lumezzane mostra il rovescio della medaglia. E’ la squadra bresciana ad imporre i ritmi della gara, a gestire il pallone e procurarsi un’infinità di occasioni da rete. Il Pergo, pur in un pomeriggio grigio di fine autunno, sembra un pezzo di ghiaccio che si scioglie sotto la canicola d’agosto. Purtroppo è una squadra spenta, poco reattiva, poco lucida nella costruzione di un gioco che smarrisce progressivamente con il trascorrere dei minuti e difronte al piglio autoritario degli ospiti. Al 19’ Galabinov, entrato da una manciata di secondi, svetta in area e costringe Colombi a deviare il pallone in calcio d’angolo. Dal corner è lo stesso Galabinov a sorprendere la difesa cremasca e di testa indirizza la sfera sul palo alla sinistra del portiere locale. Chissà, forse la dea bendata comincia ad intenerirsi. E’ una sensazione che prende corpo anche al 25’, quando Ghidotti scivola sulla trequarti favorendo l’iniziativa in contropiede di Bradaschia. Colombi è provvidenziale uscendo dall’area e ribattendo con il petto il tentativo di conclusione dell’attaccante ospite.
Adesso il Pergo è un po’ come l’araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia, nessun lo sa. Per fortuna che c’è Colombi, al 35’, a respingere un diagonale sbucato dalla destra; riprende il pallone Bradaschia in mezzo all’area e la sua botta è respinta con il corpo da Zaninelli. Per fortuna che c’è Colombi anche al 43’, costretto ad una triplice prodezza consecutiva su altrettante conclusioni ravvicinate degli attaccanti ospiti. L’ultima deviazione procura un corner a favore del Lumezzane e sul tapin di Romeo, appostato sul secondo palo, scende la notte e cadono le palle.
martedì 1 dicembre 2009
Campionato: Paganese - Pergocrema 3-0
Pessima prestazione del Pergocrema a Pagani, che esce umiliato dal confronto con il fanalino di coda. Tutte nella ripresa le reti del successo campano.
Paganese – Pergocrema 3-0
Reti: 10’ st Maisto, 12’ st Lasasgna, 30’ st Ibekwe.
Paganese: Melillo, Grimaldi, Gambi, Maisto, Panini, Castaldo, Izzo, Memushaj, Lasagna (24’ st Tortori), Ibekwe (34’ st Zarineh), Sciannamè (30’ st Cucciniello). All. Palumbo. A disp.: Saraò, Tagliamonte, Tufano, Marzocchi.
Pergocrema: Colombi, Guerci, Federici, Brambilla, Ghidotti, Di Bella, Florean (15’ st Gherardi), Galli, Tarallo (41’ st Bonometti), Degano, Uliano (28’ st Anastasi). All. Bonazzi. A disp.: Manzoni, Trovò, Tobanelli, Crocetti.
Arbitro: Zanichelli di Genova (Belcastro di Taurianova e Fascetti di Reggio Calabria)
Note: pomeriggio nuvoloso con brevi squarci di sole, temperatura accettabile, terreno in discrete condizioni. Spettatori 1000 circa. Ammoniti Maisto, Castaldi e Galli. Angoli 8 a 1 per la Paganese Recupero: 1’ + 4’.
PAGANI. – Cristo si è fermato a Eboli. Cinquanta chilometri più in là, zone aride e depresse. Lo sosteneva Carlo Levi narrando il suo esilio in terra lucana. Eboli era il capolinea della civiltà, dove finivano la loro corsa strade e treni. Poi la desolazione.
Oggi, invece, Cristo si è fermato a Crema, abbandonando al suo destino un Pergo imbarazzante. Pagani, cinquanta chilometri più in qua, è il capolinea della formazione gialloblù, che ha raschiato il fondo senza trovare mordente, idee, sé stessa. Troppo brutta, questa squadra, per essere vera; però è pesante anche la sconfitta, e il risultato è purtroppo tremendamente reale.
Una buona occasione, nel calcio come nella vita, si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e non sempre è facile. La buona occasione al Pergocrema poteva capitare oggi, e non sarebbe stato un azzardo pronosticarla. Dopo il successo di domenica scorsa al Voltini, il match contro il fanalino di coda giungeva propizio per sbattere le ali e salire di un altro gradino in classifica. Invece il Pergo non ha saputo riconoscere la buona occasione e, angosciati e storditi, ci ritroviamo ora a fare i conti con una sgradevole ignavia che non lascia intravedere nulla di buono neppure per il futuro. Di fronte ad una prestazione così impalpabile e insipida, non ci sono attenuanti, mentre c’è un pensiero per quei tredici “pazzi” cannibali che in poco più di un giorno consumeranno venti ore di viaggio a bordo di un pulmino per essere stati testimoni di questa maledetta trasferta nel profondo sud. Partiti con il cuore colmo di illusoria fiducia, rientreranno con l’animo indignato di chi si è sentito tradito. Quantomeno le nostre scuse, sebbene non potranno mitigare la rabbia, non sono di prammatica, ma sincere.
Il Pergo non è mai stato in partita e già nel primo tempo la Paganese ha fatto barcollare la difesa avversaria. La differenza l’ha fatta la fame, che si traduce nella filosofia di gioco aggressiva ed aspra implicita nel Dna della formazione campana, rispetto agli arzigogolati ricami dei cremaschi. Eppure, anche il Pergo, classifica alla mano, avrebbe dovuto essere ispirato dallo stesso forte desiderio, affrontando l’incontro con un piglio agonistico assai più determinato di quanto ha mostrato di saper o di voler fare, per saziare quel bisogno di punti che non può ignorare.
Qualche nuvola si addensa nel cielo sopra Pagani, ma la temperatura è comunque accettabile (15°) quando le due squadre fanno il loro ingresso in campo. Lo stadio “Marcello Torre” è dedicato all’ex presidente della Paganese. Eletto sindaco della cittadina nel 1980, l’11 dicembre dello stesso anno venne assassinato per essersi opposto alle infiltrazioni camorristiche nelle procedure di assegnazione dei primi appalti di ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia. Come mandante dell’omicidio fu condannato all’ergastolo il boss Raffaele Cutolo.
Mister Bonazzi deve rinunciare a Beppe Le Noci e alla fine l’assenza del bomber si avvertirà: la difesa più vulnerabile del girone, infatti, esce imbattuta. Anche questo è un ulteriore allusivo segnale delle difficoltà offensive dei gialloblù. Al suo posto viene schierato Tarallo. Per il resto, è confermata la formazione vincente impiegata contro il Monza.
I primi minuti sono ingannevoli. Infatti, già al 2’ il Pergo si presenta in area di rigore avversaria: Galli calibra l’assist per Uliano, il quale calcia prontamente a rete, ma in modo debole facilitando l’intervento di Melillo. Poi cominciano a calare le tenebre sul gioco cremasco. La Paganese sta carburando e ancora non scopre la velocità e la proverbiale forza fisica che ci si attendeva sin dalle prime battute, favorendo al momento la gestione della gara da parte del Pergo, che tuttavia non produce manovre briose e insidie particolari.
In attesa che esploda la formazione di casa, quasi con diffidenza i gialloblù rimettono il naso dalle parti di Melillo: Florean, al 19’, vince un contrasto sulla fascia destra e catapulta in area un traversone sul quale né Tarallo, né Degano arrivano con puntualità all’impatto con la sfera. L’azione prosegue e ci prova Uliano, con un tiro dalla distanza, a sorprendere il portiere locale: la destinazione del pallone è da dimenticare.
La Paganese intanto accumula calci d’angolo. Al 27’ è già a quota sette: qualcosa vorrà pur dire sulla pressione che monta dalle parti dei padroni di casa. I quali, al 32’, recriminano per un presunto fallo in area che avrebbe commesso Di Bella ai danni di Izzo. Al 35' le proteste si spostano sul versante opposto: Tarallo controlla il pallone in area e sul contrasto di Castaldo cade a terra, invocando l’indulgenza dell’arbitro, che fa proseguire.
Si prosegue stancamente, sino al 45’. Punizione battuta da Guerci sulla destra, all’indirizzo di Brambilla, il quale crossa dalla trequarti servendo, al limite dell'area piccola, Florean: incornata indisturbata, ma imprecisa e la ghiotta occasione svanisce nel nulla.
Dal nulla arriva, in sala stampa, una hostess con vassoi colmi di pasticcini: è il miglior affondo del primo tempo al “Marcello Torre”. E giù, come satrapi, a mettere qualcosa tra i denti e riempirsi lo stomaco di crema chantilly. Qualcosa, almeno, ci portiamo a casa.
Tra i denti, nella ripresa, perverranno invece tre montanti da parte della Paganese che faranno smarrire il sorriso all’entourage gialloblù. Già l’inizio mostra un Pergo barcollante. Al 2’ Di Bella serve involontariamente Ibekwe, il quale, ingrato, ciabatta malamente la conclusione vanificando il regalo. Un minuto dopo è Lasagna a mangiarsi un’altra occasione, e la sirena dell’allarme in casa cremasca fischia per la seconda volta.
A forza di provare da una parte, e a forza di restare svogliati dall’altra, fatalmente arriva il vantaggio della Paganese. Su punizione al 10’ di Sciannamè, battuta all’altezza della linea di fondo campo, Maisto giganteggia in area e di testa mette la sfera dove Colombi non può arrivare. Neppure il tempo di prendere coscienza della scomoda situazione, e i locali raddoppiano. Al 12’ Maisto intercetta un pallone a centrocampo e fa proseguire sulla fascia destra Izzo, il cui traversone in area è raccolto da Lasagna, che apparecchia la tavola in mezzo ad una difesa in contumacia, e si serve il “secondo”.
Il Pergo esce di scena. In campo c’è soltanto la Paganese, che famelica insiste costringendo la difesa gialloblù agli straordinari, nonostante la partita sia ormai bollata. E con il trascorrere dei minuti, il Pergo capitola per la terza volta, rendendo ancor più avvilente la trasferta ai confini dell'immaginario. E’ Ibekwe a chiudere la vertenza al 31’, dopo aver superato dapprima Di Bella in velocità e poi Colombi in uscita.
Finisce con una sconfitta umiliante, nella prestazione ancor prima che nel risultato. La Paganese ha messo sul piatto della bilancia cuore e grinta, impartendo al Pergo una crudele lezione di umiltà. Si rientra quindi nel tunnel e per uscirne bisognerà far tesoro di questo insegnamento di semplicità, modestia e attaccamento quasi morboso alla maglia che si indossa. Altrimenti saranno ancora dolori.
Paganese – Pergocrema 3-0
Reti: 10’ st Maisto, 12’ st Lasasgna, 30’ st Ibekwe.
Paganese: Melillo, Grimaldi, Gambi, Maisto, Panini, Castaldo, Izzo, Memushaj, Lasagna (24’ st Tortori), Ibekwe (34’ st Zarineh), Sciannamè (30’ st Cucciniello). All. Palumbo. A disp.: Saraò, Tagliamonte, Tufano, Marzocchi.
Pergocrema: Colombi, Guerci, Federici, Brambilla, Ghidotti, Di Bella, Florean (15’ st Gherardi), Galli, Tarallo (41’ st Bonometti), Degano, Uliano (28’ st Anastasi). All. Bonazzi. A disp.: Manzoni, Trovò, Tobanelli, Crocetti.
Arbitro: Zanichelli di Genova (Belcastro di Taurianova e Fascetti di Reggio Calabria)
Note: pomeriggio nuvoloso con brevi squarci di sole, temperatura accettabile, terreno in discrete condizioni. Spettatori 1000 circa. Ammoniti Maisto, Castaldi e Galli. Angoli 8 a 1 per la Paganese Recupero: 1’ + 4’.
PAGANI. – Cristo si è fermato a Eboli. Cinquanta chilometri più in là, zone aride e depresse. Lo sosteneva Carlo Levi narrando il suo esilio in terra lucana. Eboli era il capolinea della civiltà, dove finivano la loro corsa strade e treni. Poi la desolazione.
Oggi, invece, Cristo si è fermato a Crema, abbandonando al suo destino un Pergo imbarazzante. Pagani, cinquanta chilometri più in qua, è il capolinea della formazione gialloblù, che ha raschiato il fondo senza trovare mordente, idee, sé stessa. Troppo brutta, questa squadra, per essere vera; però è pesante anche la sconfitta, e il risultato è purtroppo tremendamente reale.
Una buona occasione, nel calcio come nella vita, si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e non sempre è facile. La buona occasione al Pergocrema poteva capitare oggi, e non sarebbe stato un azzardo pronosticarla. Dopo il successo di domenica scorsa al Voltini, il match contro il fanalino di coda giungeva propizio per sbattere le ali e salire di un altro gradino in classifica. Invece il Pergo non ha saputo riconoscere la buona occasione e, angosciati e storditi, ci ritroviamo ora a fare i conti con una sgradevole ignavia che non lascia intravedere nulla di buono neppure per il futuro. Di fronte ad una prestazione così impalpabile e insipida, non ci sono attenuanti, mentre c’è un pensiero per quei tredici “pazzi” cannibali che in poco più di un giorno consumeranno venti ore di viaggio a bordo di un pulmino per essere stati testimoni di questa maledetta trasferta nel profondo sud. Partiti con il cuore colmo di illusoria fiducia, rientreranno con l’animo indignato di chi si è sentito tradito. Quantomeno le nostre scuse, sebbene non potranno mitigare la rabbia, non sono di prammatica, ma sincere.
Il Pergo non è mai stato in partita e già nel primo tempo la Paganese ha fatto barcollare la difesa avversaria. La differenza l’ha fatta la fame, che si traduce nella filosofia di gioco aggressiva ed aspra implicita nel Dna della formazione campana, rispetto agli arzigogolati ricami dei cremaschi. Eppure, anche il Pergo, classifica alla mano, avrebbe dovuto essere ispirato dallo stesso forte desiderio, affrontando l’incontro con un piglio agonistico assai più determinato di quanto ha mostrato di saper o di voler fare, per saziare quel bisogno di punti che non può ignorare.
Qualche nuvola si addensa nel cielo sopra Pagani, ma la temperatura è comunque accettabile (15°) quando le due squadre fanno il loro ingresso in campo. Lo stadio “Marcello Torre” è dedicato all’ex presidente della Paganese. Eletto sindaco della cittadina nel 1980, l’11 dicembre dello stesso anno venne assassinato per essersi opposto alle infiltrazioni camorristiche nelle procedure di assegnazione dei primi appalti di ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia. Come mandante dell’omicidio fu condannato all’ergastolo il boss Raffaele Cutolo.
Mister Bonazzi deve rinunciare a Beppe Le Noci e alla fine l’assenza del bomber si avvertirà: la difesa più vulnerabile del girone, infatti, esce imbattuta. Anche questo è un ulteriore allusivo segnale delle difficoltà offensive dei gialloblù. Al suo posto viene schierato Tarallo. Per il resto, è confermata la formazione vincente impiegata contro il Monza.
I primi minuti sono ingannevoli. Infatti, già al 2’ il Pergo si presenta in area di rigore avversaria: Galli calibra l’assist per Uliano, il quale calcia prontamente a rete, ma in modo debole facilitando l’intervento di Melillo. Poi cominciano a calare le tenebre sul gioco cremasco. La Paganese sta carburando e ancora non scopre la velocità e la proverbiale forza fisica che ci si attendeva sin dalle prime battute, favorendo al momento la gestione della gara da parte del Pergo, che tuttavia non produce manovre briose e insidie particolari.
In attesa che esploda la formazione di casa, quasi con diffidenza i gialloblù rimettono il naso dalle parti di Melillo: Florean, al 19’, vince un contrasto sulla fascia destra e catapulta in area un traversone sul quale né Tarallo, né Degano arrivano con puntualità all’impatto con la sfera. L’azione prosegue e ci prova Uliano, con un tiro dalla distanza, a sorprendere il portiere locale: la destinazione del pallone è da dimenticare.
La Paganese intanto accumula calci d’angolo. Al 27’ è già a quota sette: qualcosa vorrà pur dire sulla pressione che monta dalle parti dei padroni di casa. I quali, al 32’, recriminano per un presunto fallo in area che avrebbe commesso Di Bella ai danni di Izzo. Al 35' le proteste si spostano sul versante opposto: Tarallo controlla il pallone in area e sul contrasto di Castaldo cade a terra, invocando l’indulgenza dell’arbitro, che fa proseguire.
Si prosegue stancamente, sino al 45’. Punizione battuta da Guerci sulla destra, all’indirizzo di Brambilla, il quale crossa dalla trequarti servendo, al limite dell'area piccola, Florean: incornata indisturbata, ma imprecisa e la ghiotta occasione svanisce nel nulla.
Dal nulla arriva, in sala stampa, una hostess con vassoi colmi di pasticcini: è il miglior affondo del primo tempo al “Marcello Torre”. E giù, come satrapi, a mettere qualcosa tra i denti e riempirsi lo stomaco di crema chantilly. Qualcosa, almeno, ci portiamo a casa.
Tra i denti, nella ripresa, perverranno invece tre montanti da parte della Paganese che faranno smarrire il sorriso all’entourage gialloblù. Già l’inizio mostra un Pergo barcollante. Al 2’ Di Bella serve involontariamente Ibekwe, il quale, ingrato, ciabatta malamente la conclusione vanificando il regalo. Un minuto dopo è Lasagna a mangiarsi un’altra occasione, e la sirena dell’allarme in casa cremasca fischia per la seconda volta.
A forza di provare da una parte, e a forza di restare svogliati dall’altra, fatalmente arriva il vantaggio della Paganese. Su punizione al 10’ di Sciannamè, battuta all’altezza della linea di fondo campo, Maisto giganteggia in area e di testa mette la sfera dove Colombi non può arrivare. Neppure il tempo di prendere coscienza della scomoda situazione, e i locali raddoppiano. Al 12’ Maisto intercetta un pallone a centrocampo e fa proseguire sulla fascia destra Izzo, il cui traversone in area è raccolto da Lasagna, che apparecchia la tavola in mezzo ad una difesa in contumacia, e si serve il “secondo”.
Il Pergo esce di scena. In campo c’è soltanto la Paganese, che famelica insiste costringendo la difesa gialloblù agli straordinari, nonostante la partita sia ormai bollata. E con il trascorrere dei minuti, il Pergo capitola per la terza volta, rendendo ancor più avvilente la trasferta ai confini dell'immaginario. E’ Ibekwe a chiudere la vertenza al 31’, dopo aver superato dapprima Di Bella in velocità e poi Colombi in uscita.
Finisce con una sconfitta umiliante, nella prestazione ancor prima che nel risultato. La Paganese ha messo sul piatto della bilancia cuore e grinta, impartendo al Pergo una crudele lezione di umiltà. Si rientra quindi nel tunnel e per uscirne bisognerà far tesoro di questo insegnamento di semplicità, modestia e attaccamento quasi morboso alla maglia che si indossa. Altrimenti saranno ancora dolori.
A PAGANI VIVE QUEL PORCO LURIDO DEL DOTT, ING. LUIGI FORINO
MALEDETTO LADRO
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