sabato 17 luglio 2010

domenica 13 giugno 2010

martedì 11 maggio 2010

CLASSIFICA FINALE

Campionato: Pergocrema - Sorrento 1-1

La vittoria del Foligno a Perugia spegne ogni illusione del Pergo, che pareggia al Voltini contro il Sorrento. Nei playout affronterà la Pro Patria. Il Lecco retrocesso.

Pergocrema – Sorrento 1-1
Reti: 44’ pt Tavares, 37’ st Balzano.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico (40’ st Brambilla), Zaninelli, Blanchard, Federici, Ghidotti, Galli, Uliano, Le Noci(10’ st Ferrari), Tavares (29’ st Florean), Gherardi. All. Rastelli. A disp.: Colombi, Rossi, Pianu, Romano.
Sorrento: Criscuolo, Masiero, Lo Monaco, Degiosa, Silvestri (13’ st Gallo), Esposito (35’ st Balzano), Nicodemo, Greco, Arcidiacono, Myrtaj, Carlini (22’ st Silvestri). All. Simonelli. A disp.: Delfino, Angeli, Fialdini, Raggio Garibaldi.
Arbitro: Perisan di Pordenone (Peraro di Este e Schembri di Mestre).
Note: Pomeriggio nuvoloso con pioggia caduta durante tutto l’incontro, terreno scivoloso. Spettatori 1250 circa di cui 490 paganti e 750 abbonati, per un incasso di euro 4.315 (1.164+quota abbonati 3.151). Ammonito Gallo (Sorrento). Angoli 2 a 1 per il Pergocrema. Recupero: 2’ + 0’.

CREMA. – Tutto è compiuto. Nessuna sorpresa, nessun miracolo. Di temerari, oggi, soltanto i cannibali della Sud, che forse per preservare magliette e camicie hanno assistito all’intero incontro a torso nudo sotto una pioggia battente. Anche questa è un’ulteriore dimostrazione di fede, che sembra consolidarsi nel momento del bisogno.
Petto in fuori nella Sud, petto in dentro negli spogliatoi a fine gara quando arrivano i risultati dagli altri campi. La delusione pesa e le sentenze inappellabili che chiudono la regular season sono un fardello sulle spalle che ingobbisce e mortifica. Tutto è compiuto, ma non tutto è perduto: il campionato del Pergo, purtroppo, non finisce qui. Avrà infatti quella coda aborrita, ma che aleggiava minacciosa dopo la sconfitta di Lumezzane: i playout. Ed ecco allora scorrere nella mente crudeli sequenze di rimpianti affastellate nel corso di una stagione ingrata. Sino all’intervallo i risultati facevano sognare, poi nella ripresa i gol del Como hanno affondato le esili aspettative e la concentrazione in campo si è rilassata, consentendo il pareggio del Sorrento, in risposta al gol realizzato nel finale di primo tempo da Tavares.
Svanisce dunque il miraggio e prende corpo lo spettro playout, che il Pergo disputerà contro la Pro Patria. In trasferta il primo match, al Voltini la gara di ritorno. Sarà un terno al lotto, saranno altri centottanta minuti di trepidazione che compendieranno una stagione iniziata bene (proprio a Busto Arsizio), ma proseguita sempre in salita, caratterizzata da tanta passione ed anche tanta sofferenza.
La gara odierna è stata condizionata dalle notizie che giungevano dagli altri campi, con sentimenti che mutavano con il trascorrere dei minuti. Dapprima fiducia, poi illusione, infine rammarico, con l’unica novità della sconfitta interna del Viareggio, che vede svanire la salvezza diretta a beneficio del Foligno, vincitore del derby umbro.
Nel primo tempo, con la necessità di vincere per conservare le poche chances concesse dalla classifica, il Pergo ha mostrato quel carattere mancato nelle ultime tre gare. Ha concesso poco ad avversari peraltro già appagati, sebbene non accondiscendenti alla causa gialloblù, sbagliando pure qualche gol sotto misura. Nella ripresa, invece, ha cercato di gestire il minimo vantaggio, ma con la testa rivolta a Como, a Perugia e a Viareggio e con i segnali di fumo più neri che grigi che si alzavano soprattutto dal “Renato Curi”, si è un po’ distratto, facendosi uccellare dagli ospiti, i quali hanno ottenuto nel finale di partita il meritato premio (pareggio) quantomeno per la lunga trasferta sostenuta.
Ora c’è il tempo per rifiatare e per riprendere quella tonicità fisica smarrita nelle ultime gare e intravista oggi contro il Sorrento. Principalmente, deve tornare la fiducia nei propri mezzi, sicuramente superiori rispetto alla posizione finale di classifica. In due partite, contro la Pro Patria, il Pergo sarà nuovamente artefice del proprio destino. Incrociamo le dita, e proseguiamo.
Il Pergo si presenta in campo con alcune novità rispetto a Lumezzane. La prima è dettata da motivi disciplinari: squalificato Cazzola, il suo posto è rilevato a centrocampo da Galli. In attacco Tavares è schierato al posto di Ferrari, mentre Federici riprende la sua postazione di esterno sinistro. Molte assenze nel “settore” ospiti, ma la salvezza già raggiunta non procura sconforti per stilare la formazione titolare. Deserta anche la Curva Nord, e siamo solidali con i tifosi campani: a che pro affrontare il viaggio nel profondo Nord?
Sono poche le note di cronaca e prevalentemente si concentrano nel primo tempo. Il Pergo vorrebbe archiviare subito la pratica di competenza e al 6’ Gherardi ci prova con un tiro dal limite dell’area, dopo aver eluso il controllo di Arcidiacono: pallone sul fondo. Al 18’ un lancio in profondità di Le Noci libera in area Tavares, che non addomestica alla perfezione il pallone, favorendo l’uscita di Criscuolo.
Il primo tam-tam non è comunque promettente. Al 13’ Sciadone porta in vantaggio il Foligno, opposto nel derby al Perugia. Il Pergo insiste. Al 24’ la punizione di Le Noci è respinta dalla difesa sui piedi di Uliano, che da una trentina di metri calibra il siluro che sfiora l’incrocio dei pali. Il Sorrento non resta passivo e qualche sortita dalle parti di Rossi Chauvenet se la concede. Come al 29’, quando si procura una punizione indiretta in area calciata da Myrtaj, di pochissimo sopra la traversa. Al 41’ Tavares, il più attivo nel reparto offensivo cremasco, in precario equilibrio dal limite dell’area cerca di sorprendere Criscuolo, indirizzando però il pallone oltre la traversa. L’attaccante portoghese si coordinata invece perfettamente al 44’: sponda di testa di Le Noci e girata perfetta di Tavares che, dall’altezza dell’area piccola, non concede alternative a Criscuolo.
Il vantaggio ottenuto, con i risultati che si consultano nell’intervallo masturbando freneticamente il telecomando del televisore in sala Vip, aprono una breccia nei sogni gialloblù.
La ripresa è invece un’angoscia, non tanto per il gioco espresso in campo. Il Pergo gestisce il possesso palla, il Sorrento è più fatalista e non ha motivazioni per recuperare lo svantaggio ad ogni costo. Al 16’ altra mazzata: il Como, con Cozzolino, passa in vantaggio sul Lecco, relegando i cremaschi ai playout. La tensione evapora, la concentrazione subisce un duro contraccolpo ed il Sorrento ne approfitta. Al 37’ reclama il calcio di rigore per un fallo di Zaninelli ai danni di Myrtaj, che l’arbitro non concede, mentre al 38’ ottiene il pareggio: è sempre Myrtaj a defilarsi sulla sinistra, per poi piazzare un ottimo assist per Balzano, entrato da pochi minuti, che da due passi supera Rossi Chauvenet.
Il resto dei minuti trascorrono senza altri sussulti. Anche vincendo, la posizione in classifica del Pergo non muterebbe. Avanti quindi con i playout: il 23 maggio a Busto Arsizio, il 30 maggio al Voltini per la partita di ritorno.

giovedì 6 maggio 2010

Pergo - Sorrento: le promozioni sui biglietti

In occasione dell'ultima partita di campionato, in programma al Voltini domenica 9 maggio 2010 tra Pergocrema e Sorrento, la società ha deciso di applicare il prezzo unico di € 2 per il settore Curva Sud.







Ricordiamo che per gli altri settori (Distinti, Tribuna Laterale e Tribuna Centrale), chi è in possesso del biglietto della gara del 25 aprile (Pergocrema - Paganese), può beneficiare invece dell'ingresso gratuito. Per usufruirne, dovrà presentare alla biglietteria dello stadio il tagliando d'accesso della partita disputata appunto contro la Paganese.






Per evitare code agli sportelli, si invitano i sostenitori a presentarsi al Voltini con un adeguato anticipo.

http://www.uspergocrema.it/

lunedì 3 maggio 2010

Campionato: Lumezzane - Pergocrema 2-0

La sconfitta di Lumezzane compromette la posizione del Pergo. Domenica contro il Sorrento, una vittoria potrebbe non essere sufficiente ad evitare i playout.

Lumezzane – Pergocrema 2-0
Reti: 25’ pt Bradaschia, 28’ st Daud.
Lumezzane: Gazzoli, Zanardini (26’ st Pini), Formiconi, Grippo, Romeo, Emerson, Pintori (11’ st Daud), Faroni, Galabinov, Lauria (43’ st Pesenti), Bradaschia. All. Menichini. A disp.: Trini, Nicola, Mei e Calliari.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Zaninelli, Cazzola (16’ st Florean), Pianu, Blanchard, Gherardi, Ghidotti, Ferrari, Le Noci (29’ st Tavares), Uliano (11’ st Brambilla). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Federici, Galli e Rossi.
Arbitro: Peretti di Verona.
Note: Pomeriggio nuvoloso con pioggia a tratti. Terreno allentato ma in buone condizioni. Spettatori 600 circa per un incasso di euro 3.671 (€ 1.201 paganti + quota abbonati € 2.470). Ammoniti Cazzola, Brambilla, Pianu, Blanchard e Zanardini. Angoli 5 a 5. Recupero: 2’ + 4’.

LUMEZZANE. -  Piove sul bagnato. E’ acqua vera quella che scende prima e dopo l’incontro. Durante, invece, sono lacrime amare. Il Pergo si fa scivolare dalle mani il proprio destino, e deve battersi il petto. Per un gioco del calendario, o della fatalità, Lumezzane poteva rappresentare per il secondo anno consecutivo l’àncora della salvezza. Per un gioco per lunghi tratti non visto in campo, adesso non dipenderà soltanto dal risultato di domenica prossima al Voltini. Per evitare i playout, purtroppo sempre più probabili, bisognerà fare appello anche al risultato delle avversarie dirette, invocando nel contempo la lealtà sportiva delle squadre che affronteranno. Tutto troppo complicato. Bisognerà insomma far ricorso a qualche risultato favorevole, auspicando che giungano buone notizie dagli altri campi, e non soltanto ai propri mezzi. Che oggi sono ondeggiati. Saranno altri novanta minuti di trepidazione, di sofferenza, di attesa, prima di un verdetto che potrebbe essere provvisorio, anziché finale.
Quella di oggi è una partita difficile da raccontare. Coltivavamo la speranza di una gara che riempisse, illuminasse, riscaldasse e inebriasse, perché un successo a Lumezzane avrebbe significato la salvezza. Invece ha aperto un baratro e la prestazione, condizionata ovviamente da tensioni e paure, non conforta in prospettiva futura. Considerando la fase iniziale di studio reciproco, il tempo del Pergocrema occupa venticinque minuti, gli ultimi. Volonteroso, possessivo, non sempre ispirato, costruisce ma non realizza. Il tempo del Lumezzane occupa tutto il resto della partita, che ahinoi diventa una impietosa danza sulle illusioni. Un Lumezzane forte e sicuro, ma non irresistibile e neppure particolarmente aggressivo. Però è un Lume sereno, allegro per il successo infrasettimanale in Coppa Italia, al quale riesce tutto alla perfezione: nei cambiamenti di fronte e nella rapidità offensiva. Dall'altra parte, un Pergo smarrito, povero di risorse, di capacità reattiva, di idee che non fossero dettate, come appunto nel finale, dall’orgoglio e dalla forza di disperazione.
I gol, lo sappiamo, li hanno fatti Bradaschia e Daud, ma la differenza l’ha fatta soprattutto la fifa che fa mancare tranquillità e forze. E apprrofittando di questo smarrimento, il Lumezzane pian piano ha trasformato questa specie di terra di nessuno in terra di conquista e, chissà, forse pure in rampa di lancio verso i playoff.
Il Pergo ha giocato male il primo tempo e un po’ meglio il secondo. Ha subito la rete dei locali in una fase di gioco abbastanza equilibrata, tant’è che quello di Bradaschia pareva un gol casuale, una delle contraddizioni del calcio, quando gli altri fanno gol al primo tiro in porta. Sembrava, ma non era. Era piuttosto l’inizio della fine del Pergo che per i restanti venti minuti della prima frazione ha accusato lo choc e manifestato un po’ di confusione. La difficoltà a tenere palla in avanti non ha giovato alla reazione gialloblù, che è risultata più caparbia nella ripresa. Non sono mancate le occasioni dapprima per pareggiare e poi per riaccendere la speranza, ma complice un paio di interventi provvidenziali di Gazzoli, o qualche incertezza nell’area avversaria dei giocatori cremaschi, nell’altra porta il pallone non è mai entrato.
Nella formazione gialloblù manca Federici, in panchina, ed il suo posto è rilevato da Zaninelli, che occupa la posizione centrale insieme a Blanchard. Sulla sinistra è posizionato Lolaico, mentre a destra è comandato Pianu. Dalla cintola in su non ci sono novità, con Ghidotti, Cazzola e Uliano a centrocampo, Gherardi, Ferrari e Le Noci come riferimenti terminali della manovra offensiva.
Il Lumezzane, prima dell’inizio, mette in mostra il trofeo conquistato mercoledì a Cosenza, ma soprattutto mette in mostra alcuni giovani interessanti. Al 19’ si mette invece in mostra Ferrari, il quale si libera sulla trequarti e, giunto al limite dell’area, indirizza un destro che Gazzoli neutralizza in due tempi.
Il ritmo della gara non è elevato. Il terreno scivoloso rende precario il controllo della sfera, aumentando il tasso di errore nei disimpegni e nei lanci in profondità. Dopo aver carburato, il Pergo da l’impressione di voler prendere in mano la partita, mentre il Lumezzane prende al volo la prima occasione e passa in vantaggio. Corner lungo di Lauria (25’), addomesticato sul secondo palo da Bradaschia: controllo volante e conclusione di sinistro che strappa gli applausi e inebetisce il Pergo.
La formazione ospite accusa il colpo, i bresciani appagati si ritirano nelle retrovie. Al 31’ Gherardi scende lungo l’out destro e crossa a centro area per Ferrari, la cui deviazione di prima intenzione è respinta da Gazzoli. Ottima iniziativa di Lolaico al 42’, che si beve un paio di avversari, entra in area lungo la linea di fondocampo e serve sul primo palo Ferrari: controllo e conclusione in scivolata che termina di poco a lato.
Nella ripresa, in effetti, si avverte il desiderio del Pergo di ottenere il pareggio. Tuttavia c’è tanta foga, ma poche conclusioni a rete. Il Lumezzane beneficia di ampie praterie per le azioni di rimessa, come all’8’: Pintori serve al limite dell’area Lauria, che calcia al volo e Lolaico devia in corner. Al 15’ il Pergo reclama il calcio di rigore: Romeo, in effetti, intercetta la caviglia di Cazzola, ma l’arbitro, appostato a due metri, lascia correre, ingannato dall’urlo del giocatore cremasco emesso prima dell’evidente contatto.
Il Pergo sembra scuotersi ed insiste. Al 25’ il diagonale di Gherardi spolvera il palo opposto, ma tre minuti dopo il Lumezzane monetizza il secondo contropiede della ripresa. Bradaschia intercetta un pallone vacante e  lo serve sulla sinistra a Daud, che supera Pianu e poi scarica un diagonale imprendibile per Rossi Chauvenet. E’ il colpo letale. Il Pergo ha quantomeno l’orgoglio di non lasciare nulla di intentato e si getta a capofitto nella metà campo bresciana. Al 30’ il siluro su punizione di Florean è neutralizzato da Gazzoli, al 36’ ci riprova ancora Florean da analoga posizione. Questa volta la barriera intercetta ed il pallone arriva sui piedi di Tavares, che insacca, ma il gol è invalidato per fuorigioco.
Ormai si gioca soltanto nella metà campo locale. Al 37’ Tavares, in mischia, serve molto bene Gherardi davanti a Gazzoli: il tiro è debole e il portiere ospite devia in tuffo.  Ultimo acuto al 46’: altra mischia caotica in area del Lumezzane, con Ferrari che calcia a botta sicura, ma Gazzoli, fuori dai pali, intercetta. Finisce con l’ennesima sensazione di impotenza e di scoramento. E chissà se finirà domenica prossima, oppure la sofferenza avrà una coda di altri 180’?

Campionato: Pergocrema - Paganese 1-0

Sofferta vittoria del Pergocrema contro un'ottima Paganese. Decide Gherardi al 3' della ripresa. Il Pergo reclama tre volte il calcio di rigore; gli ospiti, invece, reclamano contro la fortuna.


Pergocrema – Paganese 1-0
Rete: 3’ st Gherardi
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Federici, Cazzola (35’ st Brambilla), Pianu (19’ st Rossi), Blanchard, Gherardi (19’ st Zaninelli), Ghidotti, Galli, Le Noci, Ferrari. All. Rastelli. A disp.: Colombi, Uliano,Florean, Tavares.
Paganese: Pantanelli, Grimaldi, Sciannamé, Maisto, Panini (44’ st Tufano), Esposito, Izzo, Vicedomini, Zarineh (19’ st Lasagna), Ibekwe, Memushaj (35’ st Tortori). All. Palumbo. A di sp.: Sarao, Ingrosso, Castaldo, Gambi.
Arbitro: Magno di Catania (De Franco di Udine e Caissutti di Udine).
Note: pomeriggio caldo e soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 1500 circa, di cui 723 paganti e 750 abbonati, per un incasso di euro 7.021 (3870 + quota abbonati 3151). Espulso al 42’ st Maisto per comportamento violento a gioco fermo. Ammoniti: Ferrari, Lolaico, Pianu, Galli, Zarineh. Angoli 10 a 2 per la Paganese. Recuperi 1’ + 5’.

CREMA. – Il boato di liberazione al fischio finale è come quello di un attore teatrale al termine dello spettacolo: serve a scaricare lo stress, anziché esprimere un grido di gioia. Sì, è vero, c’è senz’altro anche molta felicità in questa detonazione liberatoria, però, per decoro, sussurriamolo sommessamente che il Pergo ha vinto, perché è opportuno non alzare troppo la voce. Il Pergo ha vinto riscuotendo parte del credito con la fortuna accumulato durante la stagione, mentre siamo partecipi del rammarico ospite. C’è passato pure il Pergo, durante il campionato, in analoghe situazioni depressive e probabilmente la ruota della fortuna finalmente ha cambiato direzione.
Il mal comune, oggi, non è quindi mezzo gaudio, bensì è godimento unico del popolo cannibale che forse arriccia il naso per la prestazione della squadra, ma sicuramente strizza l’occhiolino ad un risultato che consente di cibare la speranza di salvezza diretta. Per la serie: vediamo il bicchiere (di birra) mezzo pieno.
La Paganese “last, not least”, ha scialacquato anche in modo sgraziato un’infinità di occasioni da gol soprattutto nel primo tempo (clamorosa quella sui piedi di Zarineh, praticamente sulla linea di porta). Ergo: chi è causa dei suoi mali, pianga se stesso. Non piange mister Palumbo al termine del match in sala stampa, però non si da pace per i punti in classifica del Pergo, rispetto a quelli della sua squadra. Il confronto odierno guarnisce questa dichiarazione, ma dopo trentadue giornate di campionato possiamo rassicurare il tecnico campano che la formazione cremasca, di punti, ne avrebbe meritati di più. Questione di punti di vista. E di punti in classifica... Anche perché, premesso che oggi avrebbe meritato la vittoria, se la Paganese in trasferta ha sinora ottenuto soltanto quattro punti, oltre alla dea bendata, ci sarà pure qualcos'altro di non ben oliato.
Oggi, invece, il Pergo non è stato brillante. Ha subito la rapidità degli avversari, attraccati all’ultima spiaggia e costretti a vincere ad ogni costo. Una condizione mentale diversa, che però non giustifica la remissività e la tribolazione cremasca. Mister Rastelli, davanti ai cronisti, ha ribadito che bisogna prendere per buono tutto, anche le difficoltà manifestate contro la Paganese, che tuttavia dimostrano la forza del gruppo: saper lottare e saper soffrire.
Il Pergo, soprattutto, ha saputo incassare senza vacillare l’aggressività offensiva degli ospiti, appellandosi a qualche colpo di natica, a qualche provvidenziale intervento di Rossi Chauvenet, al tiro, che non sembrava neppure troppo irresistibile, però tanto maligno quanto preciso, di Alessandro “Il Grande”.  Per “àspera ad astra”, dunque. Attraverso le asperità, alle stelle e forse il merito odierno della squadra gialloblù è stato proprio quello di intraprendere la via del successo senza perdersi di coraggio difronte all’incalzante incedere avversario.
Rastelli, per la terza domenica consecutiva, mantiene inalterata la formazione titolare, con la sola variante di un cambio numerico tra Galli e Ferrari. La società ha operato prezzi stracciati per chiamare a sostegno il popolo cannibale e, con l’aggiunta di alcune squadre del settore giovanile, il Voltini offre un discreto colpo d’occhio. Da Pagani erano annunciati circa duecento sostenitori. Ne sono arrivati un centinaio (numero comunque ragguardevole, che strappa il plauso), e poco meno della metà di essi senza biglietto. Dopo un viaggio così lungo, sarebbe stato ingeneroso privarli della visione, e allora: tutti dentro! Sarebbe perciò apprezzabile riscontrare altrettanta umanità anche nei confronti dei cannibali, quando affrontano le trasferte...
Per il primo quarto d’ora o poco più, il Pergo mostra di saper gestire il  match. Al 10’ Galli si produce in una applaudita iniziativa personale, con conclusione da circa venti metri che termina comunque a lato. Due minuti più tardi la squadra di casa reclama per un contatto sospetto tra Ferrari e Panini. L’arbitro non interviene. Al 13’ Galli si defila sulla sinistra, per poi crossare in prossimità del secondo palo, dove Ghidotti è anticipato di un soffio. Al 18’ seconda protesta della giornata: è Gherardi a reclamare il penalty.
Esaurita la verve iniziale dei padroni di casa, la Paganese comincia a lavorare ai fianchi i gialloblù, che ciondolano un tantino, ma non si spezzano. Traballa invece il palo al 30’: cross dalla sinistra di Sciannamè. La sfera è prolungata di testa da Zarineh e deviata da Blanchard sulla base interna del secondo palo. I campani insistono e al 34’ sfiorano nuovamente il vantaggio. Izzo serpeggia in area prima di servire Ibekwe, il cui assist è delizioso per Zarineh, appostato sulla linea di porta, che litiga grottescamente con il pallone prima che il celeste intervento di Pianu sventi la minaccia. Qualcuno, lassù, assiste il Pergo e guarda giù.
Il Pergo appare lievemente stordito e gli ospiti accelerano. Al 39’ contropiede di Memushaj che alllunga per Ibekwe, il quale è lesto nella conclusione: Pianu intercetta e favorisce l’intervento in due tempi di Rossi Chauvenet.
Il caldo, probabilmente, ha messo in affanno il Pergo e per la ripresa ci si attende che la Paganese versi dazio per gli sforzi prodotti nel primo tempo. Mentre si elabora il pensiero, il Pergo progetta l’azione del successo. Ghidotti scende lungo l’out destro e crossa a centro area per Ferrari, anticipato di testa da Panini. Il pallone arriva sui piedi di Gherardi che, dal limite dell’area, prende le coordinate per un rasoterra di sinistro che inebetisce Pantanelli. Il vantaggio sembra dare slancio alla manovra del Pergo, che al 9’ potrebbe addirittura raddoppiare: Le Noci apre e chiude il triangolo con Ferrari: il diagonale del capitano è respinto da Pantanelli e la palla carambola sui piedi di Ferrari, che non riesce però a correggerla in rete.
Il Pergo gestisce il vantaggio e cerca di anestetizzare il match. Al 36’ arriva la terza protesta: cross di Le Noci dalla destra dell’area piccola, intercettato dal braccio di Panini. L’arbitro Magno non interviene. Interviene invece Zaninelli, al 40’, a salvare in tuffo il risultato sul siluro di Vicedomini (assist da fondo campo di Izzo), che avvia gli ultimi minuti di intensa sofferenza cremasca. Al 42’ la Paganese rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Maisto, che paga ingiustamente una manata rifilata a Rossi da parte invece di Lasagna. L’arbitro, su ingannevole indicazione della Marinella da Udine, mostra però il cartellino rosso ad un esterrefatto Maisto. Al ruolo delle donne nel calcio, mister Palumbo dedicherà poi uno spazio non proprio lusinghiero nel corso della conferenza stampa di fine gara davanti peraltro a tre giornaliste, che non sembrano apprezzare la discriminazione.
Gli ultimi brividi nell’area cremasca arrivano dai corner (la Paganese ne ha calciati dieci). Al 47' Tufano da fuori area raccoglie il rinvio della difesa e batte da buona posizione: Rossi Chauvenet alza sopra la traversa. Un minuto dopo altro corner, con la sfera che danza nei pressi della porta ed in mischia Esposito di testa prova la deviazione vincente. Il pallone spolvera il palo esterno. Il palo, invece, lo colpisce Galli al 50’, dopo aver fatto esplodere il suo sinistro e prima che il fischio finale faccia esplodere il Voltini.
Quanta sofferenza!, e forse è anche per questo che, tutto sommato, il successo è ancor più bello. E domenica, tutti a Lumezzane: potrebbe essere decisiva.

martedì 20 aprile 2010

Campionato: Monza - Pergocrema 1-1

Brivido a Monza: il Pergo subisce il vantaggio brianzolo al'11' del primo tempo (Iacopino su calcio di rigore) ed ottiene il pareggio al 90' con Blanchard. Prestazione discreta, ma non eccezionale.

Monza – Pergocrema 1-1
Reti: 11’ pt Iacopino (rigore), 45’ st Blanchard.
Monza: Westerveld, Tuia, Campinoti (36’ st Barjie), Eramo, Fiuzzi, Cudini, Iacopino, Prato (24’ st Zebi), Russo (37’ st Stefano), Viola, Oualembo. All. Cevoli. A disp.: Marcandalli, Scaccabarozzi, Anghileri.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico (15’ st Uliano), Federici (32’ st Tavares), Cazzola, Pianu, Blanchard, Gherardi, Ghidotti, Ferrari, Le Noci, Galli (15’ st Florean). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Zaninelli, Brambilla, Romano.
Arbitro: De Faveri di San Donà di Piave (Russo e Ottavi).
Note: pomeriggio variabile, terreno in buone condizioni. Spettatori, comprensivi degli omaggi: 490 (di cui 136 in curva ospiti), abbonati 1493, per un incasso lordo complessivo di 9.395 euro. Ammoniti: Tuia, Viola, Rossi Chauvenet, Lolaico. Angoli 8 a 0 per il Pergo. Recupero: 1’ + 3’.

MONZA. La sofferenza di oggi è l’epitaffio al campionato. Però non è da incidere sulla lapide. Ci sarà ancora da soffrire nelle prossime tre determinanti sfide che mancano alla conclusione del girone. Tuttavia, nonostante la prestazione odierna non sia stata troppo godereccia, l’ottimismo deve ardere dentro l’animo. Non volendo guardare indietro per non spaventarci, meglio volgere lo sguardo in avanti, anche con un po’ di spensierata utopia.
Come Penelope, Blanchard tesse e disfa la tela. Prima illude il Monza, poi esalta i cannibali. Apre, al 9’ del primo tempo, con una fatale leggerezza nel disimpegno che costringe Rossi Chauvenet a commettere il fallo da rigore su Russo. Chiude, al 90’, deviando in gol la lunga gittata su punizione di Pianu, proprio sotto la curva nord ospite. Errore di gioventù nel primo caso, “arrogante” prepotenza nel secondo. Tutto è bene, quel che finisce bene.
E’ il diritto ed il rovescio della medaglia che peraltro esprime in sintesi la prestazione gialloblù: amorfa nella prima frazione del match, più consistente nella ripresa. Ciò nonostante, su un fronte e sull’altro, sono poche le conclusioni in porta degne di menzione, tant’è che i due portieri hanno trascorso un pomeriggio da pennichella.
Il gol lampo dei brianzoli ha probabilmente condizionato i reciproci intendimenti iniziali. Passato in vantaggio, il Monza ha percettibilmente arretrato la propria linea mediana, attendendo la reazione avversaria. La “rappresaglia” cremasca non si è fatta attendere, ma soltanto come prevalente possesso palla ed occupazione del territorio, senza mai mettere seriamente a repentaglio le coronarie dei sostenitori biancorossi. Ci si attendeva forse qualcosa in più: come soluzioni offensive, come pressing, come caparbietà. Per un tempo, invece, il Pergo ha agevolato il proposito dei locali di edulcorare la gara con un ritmo dimesso, solleticando poco i corridoi laterali e intasando eccessivamente quello centrale.
Nella ripresa la squadra di Rastelli ha mostrato gli attributi evocati dai cannibali. La cadenza è cambiata e per alcuni minuti della parte centrale del secondo tempo il Pergo ha dato l’impressione di essere ad un passo dal pur sempre meritato pareggio. Lo ha sfiorato (salvataggio sulla linea su colpo di testa di Pianu), ma ha pure rischiato il micidiale colpo del ko (incrocio scheggiato da Russo). Alla fine sono stati due episodi a determinare il risultato ed in entrambe le situazioni ci ha messo del suo più il Pergo del Monza.
Lo stadio Brianteo è la classica cattedrale nel deserto: superbo nella sua maestosità, desolante nel grigiore di tutti quegli spazi vuoti. Rastelli conferma la formazione che aveva brillato una settimana fa contro il Lecco. Nel Monza mancano un paio di punte titolari, ma con l’atteggiamento remissivo assunto dopo il vantaggio, anche le “riserve” impiegate sembrano di troppo. Il Pergo mostra di voler riprendere da dove aveva concluso domenica scorsa, attaccando, ed i primi minuti confermano questa percezione. Non riparte invece dalla doppietta Gherardi, che all’8’ raccoglie sul primo palo un cross dalla sinistra di Le Noci: deviazione fuori bersaglio. Sbaglia misura, due minuti più tardi, Blanchard: nel disimpegno difensivo serve involontariamente Russo, che entra in area ed è abbattuto da Rossi Chauvenet in uscita. L’arbitro non ritiene che sia una chiara occasione da gol ed estrae la “targheta” gialla all’indirizzo del portiere gialloblù. Per capitan Iacopino, specialista dal dischetto, è una formalità vergare il vantaggio brianzolo.
La formazione locale ostenta sicurezza e mostra d’essere appagata, rifugiandosi subito nella propria metà campo, in attesa delle mosse dei dirimpettai. Il Pergo esibisce una manovra affannosa e soventi lunghi diagonali direttamente dai difensori verso gli attaccanti, che non producono alcuna seria conclusione verso la porta di Westerveld. Al 17’ Galli coordina bene la gittata in area per Gherardi, che non aggancia da buona posizione. Al 18’ una punizione da 25 metri di Le Noci, centrale, sporca i guanti del portiere locale, che devia in angolo. Trascorrono minuti di inerzia e di smorfie di disappunto per un Pergo magari anche volitivo, ma incapace di trovare spazi nell’intenso traffico che circola nei pressi dell’area di rigore brianzola. Al 36’ buona iniziativa sulla destra di Lolaico, il cui cross viene addomesticato al vertice dell’area opposta da Le Noci: conclusione a rientrare sul secondo palo di poco alta.
All’inizio di ripresa il Pergo si presenta più vivace e determinato. Al 9’ Ghidotti tenta la conclusione dalla distanza, che Westerveld neutralizza deviando il tiro basso in corner. Al 10’, su calcio d’angolo dalla sinistra, in area svetta Pianu: colpo di testa che supera il portiere avversario, ma sulla linea di porta un difensore respinge il pallone del possibile pareggio. Il Pergo adesso spinge a testa bassa, ma fatalmente è costretto a mostrare i fianchi ai brianzoli, che ne approfittano al 14’: rapida azione di rimessa di Russo lungo l’out sinistro. Poi l’attaccante converge al centro e fa partire un diagonale che scheggia l’incrocio dei pali opposti.
Rastelli, a questo punto, opera le prime due sostituzioni contemporanee: entrano Florean ed Uliano, escono Galli e Lolaico. Al 18’ Le Noci avvia e chiude, dopo lo scambio con Ferrari, una triangolazione stretta: tiro al volo dentro l’area che termina di poco a lato. Replica in Monza, procurando una mischia da brivido (19’) sbrogliata con lieve affanno. Il pericolo appena scampato consiglia al Pergo un incedere offensivo più parsimonioso, per non compromettere le residue possibilità di ottenere il pareggio. Chances che sembrano naufragare al 33’ quando Viola si presenta in area, evita Rossi Chauvenet e, fortunatamente, calibra sull’esterno della rete la conclusione. La lunga rincorsa cremasca fornisce 'impressione di aver tagliato le gambe ai giocatori gialloblù, che accusano un po’ di stanchezza. Quando ormai la rassegnazione pare avere il sopravvento, Pianu, dalla propria metà campo, scaraventa nell’area brianzola la punizione della disperazione, sulla quale si avventa con gagliardia Blanchard, facendosi perdonare l’ingenuo errore commesso in occasione del vantaggio locale. I 136 cannibali presenti al Brianteo esultano, mentre scende il gelo nella curva opposta. Forse in cuor nostro ci attendevamo un risultato diverso, ma un punto così, meritato ma strappato con le unghie proprio allo scadere, regala un sorriso e rende più dolce il rientro.

mercoledì 14 aprile 2010

Campionato: Pergo - Lecco 4-0

Il Pergo annichilisce il Lecco e sfata il tabù. Ghidotti e Le Noci su rigore nel primo tempo, doppietta di Gherardi nella ripresa, esaltano una prestazione di buon auspicio per lo sprint finale in chiave salvezza




Reti: 17’pt Ghidotti, 26’pt Le Noci su rigore, 11’st Gherardi, 18’st Gherardi.

Pergocrema: Rossi Chauvenet; Lolaico (15’st Romano), Federici; Cazzola, Pianu, Blanchard; Gherardi, Ghidotti, Ferrari (33’st Florean), Le Noci (22’st Tavares), Galli. (Colombi, Bonfanti, Pambianchi, Brambilla). All. Rastelli.

Lecco: Orlandi; Cortese (7’st Arrigoni), Bartolucci; Calzi, Mateo, Villagatti; Galli (28'pt Giannone), Correnti, Ciano, Marconi (14'st Sau), Guglieri. (Pansera, Mandorlini, Antonioni, Soderlund). All. Magoni.

Arbitro: Di Francesco di Teramo (Raimondi di Rovigo, Cannistrà di Messina).

Note: giornata fredda con cielo coperto, terreno in discrete condizioni. Spettatori 1500 circa (paganti 653, abbonati 750) per un incasso di 8.139 euro. Espulso Calzi al 31’pt per gioco falloso. Ammoniti Pianu, Villagatti e Galli. Angoli 4 a 1. Recupero 1'+ 3'.



CREMA. – Fuori la prima. Sfatato il mito della bestia nera. Spazzato a colpi di gol, di bel gioco, di una superiorità cristallina che non concede pertugi alle recriminazioni, un Lecco talmente fragile che impone comprensione.

Il Pergo riprende da dove aveva lasciato. Nel derby del sabato pasquale aveva conquistato elogi, sebbene avesse strappato con un colpo di fondoschiena il pareggio comunque meritato. Oggi, invece, non ha avuto bisogno di fortuna, ma soltanto di concedere il bis, di essere sé stesso e tutto è sembrato normale e sin troppo facile. La facilità deriva soprattutto da un divario tecnico appariscente sin dalle prime battute, divenuto devastante dopo il divario numerico (espulsione di Calzi), che non ha tuttavia influito sul risultato, già saldamente ancorato nella testa dei giocatori cremaschi prima che si consumasse il cartellino rosso.

Un Pergo così accresce i rimpianti di una stagione che avrebbe dovuto volgere al bello, poiché un Pergo così esplosivo non è soltanto la sintesi del tono dimesso degli avversari. Piuttosto, l’arrendevolezza del Lecco è conseguenza della prestazione determinata, quasi rabbiosa, di una squadra smaniosa di lasciarsi alle spalle quella lunga serie di risultati negativi che sfuggivano alla ragione, ma che alimentavano una classifica depressa.

La classifica, anche dopo la giornata odierna, non arride ancora al Pergo. Però la sensazione di fiducia che si avverte nel popolo cannibale è diversa. L’ottimismo è sempre cauto, ma si può guardare avanti con maggiore speranza perché, suvvia, una squadra che in tutta la stagione si è dimostrata inferiore soltanto al Novara, non meriterebbe di ansimare laggiù dove è lieve il contrasto tra il purgatorio e l’inferno.

Il Pergo cala il poker e cala pure un Gherardi in vena di prodezze balistiche, compendiate da una eccellente doppietta nella ripresa che rappresenta il digestivo all’abbondante pasto del quale il Voltini si è oggi cibato. E’ facile enfatizzare il successo contro il Lecco, giacché proprio contro la formazione lacustre i gialloblù avevano dovuto spesso ammainare mestamente le bandiere. Per esorcizzare il tabù, mister Rastelli è ricorso alla formazione che aveva impattato allo Zini, con l’eccezione di Galli schierato ad inizio del match in sostituzione dello squalificato Uliano.

L’impeto dei locali è chiaramente offensivo, l’atteggiamento del Lecco è da subito sulla difensiva. Un colpo di quà ed uno di là, tanto per assestare le fasce, poi comincia il monologo cremasco. Al 15’ primo campanello d’allarme che trilla in area lecchese: Ghidotti raccoglie una corta respinta di Orlandi, su corner di Gherardi, ma è Marconi a mostrare il petto e salvare la deviazione del centrocampista gialloblù. Lo stesso Ghidotti, al 17’, si ripete, e questa volta si registra il vantaggio del Pergo: punizione dalla media distanza sempre di Gherardi e l’incornata del “Ghido” abbatte Orlandi.

Passato in vantaggio, il testimone del “puntero” passa ora a Le Noci, desideroso di muovere il proprio record di gol. Ci prova al 23’, su lancio di Ferrari. Il bomber dribbla secco Cortese e davanti alla porta si fa abbagliare scheggiando soltanto la traversa. Sempre Ferrari, al 25’, a fungere da rifinitore. Lancio per Galli, il cui diagonale è respinto da Orlandi, sulla pallo irrompe ancora Ferrari, che viene falciato da Villagatti. Calcio di rigore che Le Noci non fallisce. Sono già due, ed è proprio tutto vero. E’ vera, anzi, un po’ troppo violenta, anche l’entraa di Calzi, nella zona di centrocampo, nei confronti di Gherardi, che non lascia alternative al direttore di gara: cartellino rosso.

Adesso la strada è proprio in discesa. Al Pergo, che aveva controllato la gara senza stillare sudore per la remissività ospite e per la caparbietà propria, si prospettano distese praterie su cui pascolare serenamente. Al 40’ Gherardi fa le prove generali di quelli che saranno i suoi secondi 45’: conclusione a pelo d’erba da fuori area che impegna Orlandi, bravo a respingere. Allo scadere del primo tempo, però, è il Lecco ad affacciarsi in area cremasca ed è lesto Rossi Chauvenet ad anticipare Marconi, favorito da un fortuito scontro in fase di decollo tra Pianu e Blanchard.

Il canovaccio della ripresa, se non proprio identico, è addirittura migliore di quello precedente. Il Pergo mostra di voler riprendersi con gli interessi qualche sconfitta passata, e alza il tasso di rendimento. Al 7’ Orlandi rinvia coi piedi sul corpo di Gherardi. La sfera arriva in area sui piedi di Ferrari che in precaria coordinazione tocca debole verso la porta, consentendo il recupero del portiere ospite.

Passano tre minuti ed è capitan Le Noci a sfiorare la tripletta: diagonale che spolvera il palo opposto. Più efficace, invece, è il diagonale al 12’ di Gherardi, che conclude un’azione di rimessa da manuale avviata da Ferrari, estraendo il “terno”. Al 19’ l’ottima Gherardi verga la doppietta personale: lanciato in solitudine da un perfetto assist di Romano, concede un secondo diagonale e nessun scampo ad Orlandi. Calato il poker gialloblù!.

Il Lecco è ormai demoralizzato ed il passivo potrebbe lievitare ancora. Ci prova due volte Ferrari: al 24’ (conclusione sopra la traversa dopo aver evitato in area Guglieri), e al 29’ (su sponda di testa di Tavares, evita Villagatti, ma conclude tra le braccia di Orlandi). Un minuto prima ci aveva provato Sau ad onorare la bandiera: dribbla Rossi Chauvenet in uscita, però la conclusione è respinta da Pianu sulla linea di porta. Al 31’ ci ha provato pure Ciano: rasoterra dal limite neutralizzato dal portiere gialloblù.

Poi la gara si trascina rilassante per i tifosi cremaschi, senza più strepiti sino al fischio finale, accolto ovviamente dal convinto applauso del popolo cannibale. La salvezza diretta è sempre là, un po’ più vicina, ma anche con una partita in meno a disposizione. Però non sarebbe più un miraggio se venisse ribadito questo stato di forma.

domenica 11 aprile 2010

giovedì 8 aprile 2010



 

SIG. BARBIERI VADA
A
FARE IN CULO OPPURE CAMBI MESTIERE ....-....
GRAZIE

PERGOCREMA - LECCO

Domenica in occasione della gara di campionato Pergo - Lecco, l'ingresso allo stadio sarà di un EURO se accompagnati da un abbonato, l'iniziativa sarà valida per ogni settore dello stadio

mercoledì 7 aprile 2010

Cremonese – Pergocrema 1-1

 In svantaggio al termine del primo tempo ed in inferiorità numerica dal 10' della ripresa per l'espulsione di Uliano, il Pergo sfiora il pareggio che ottiene, con un'autorete , al 91'. Ancora un rigore negato.


Cremonese – Pergocrema 1-1
Reti: 40’ pt Musetti, 46’ st autorete Carotti.
Cremonese: Paoloni, Sales, Rossi (2’ st Galuppo), Carotti, Viali, Bianchi A., Tacchinardi, Zanchetta, Musetti (43’ st Fietta), Nizzetto, Guidetti (30’ st Coda). All. Venturato. A disp.: Bianchi G., Pradolin, Gilioli, Villar.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico (21’ st lorean), Federici, Cazzola (39’ st Romano), Pianu, Blanchard, Gherardi (15’ st Galli), Ghidotti, Ferrari, Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Colombi, Rossi, Brambilla, Tavares.
Arbitro: Cervellera di Taranto (Ricci di Reggio Emilia, Perrone di Modena).
Note: giornata uggiosa, terreno in buone condizioni. Spettatori 4.700 circa per un incasso lordo di 32.000 euro (350 cannibali presenti in curva). Espulso, al 10’ st Uliano per doppia ammonizione. Ammoniti: Carotti, Bianchi A., Musetti. Angoli 9 a 2 per la Cremonese. Recuperi: 0’ + 5’.

CREMONA. – E’ un altro derby dei rimpianti. E anche un po’ mesto. Un pareggio così equivale ad una vittoria. La dedica è scontata, ma soprattutto è profondamente sentita. Non tempera il dolore, però percepire la tenerezza della squadra e la solidarietà del popolo cannibale che hanno un pensiero per chi oggi non c’è più e per chi, adesso, sente forte quel vuoto opprimente, forse aiuta a superare il senso di smarrimento e di angoscia che pesa sulle spalle. Quando, al 1’ di recupero, il pallone ha gonfiato la rete sotto la curva cremasca dopo una carambola e la fatale deviazione di Carotti, che rende giustizia alla prestazione gialloblù, la riflessione di tutti noi è volata lassù, per rendere omaggio con il gol del pareggio alla tristezza del presidente Bergamelli. Quaggiù c’è gioia rispettosa per il risultato sportivo, fortemente voluto come dono e come dimostrazione di stima ed affettività.
E’ una vittoria, pardon: un pareggio, che la squadra aveva in cuore di offrire al suo presidente e, chissà, magari il successo lo avrebbe addirittura ottenuto se l’arbitro non avesse dato una mano alla Cremo al 21’ del primo tempo, quando Rossi ha stoppato, appunto con la mano alzata, il tentativo di aggiramento da parte di Gherardi. Oppure se non fosse stato eccessivamente severo nel punire Uliano con il primo cartellino giallo, anticamera, dopo pochi minuti, del cartellino rosso che ha compromesso seriamente il tentativo di recupero da parte del Pergocrema.
Sino a quel momento (correva il 10’ della ripresa), la formazione ospite stava tenendo dignitosamente il confronto, replicando ad ogni colpo degli avversari, e forse pungendo anche di più. Pur non essendo una corazzata come il Novara, la Cremonese è squadra solida ed ha nel suo repertorio tutti i numeri per gestire il controllo di qualsiasi partita. La superiorità numerica, con un gol di vantaggio, ne doveva quindi facilitare il compito, gettando nella rassegnazione i sostenitori gialloblù. Invece il Pergo non si è afflosciato sul vittimismo. Ha reagito attenuando i colpi ai fianchi dei grigiorossi e proponendosi in avanti con pericolosità, confermando che dalla cintola in giù la seconda della classe non è poi così irresistibile.
Alla fine è stata una partita piacevole, ma soprattutto alla fine è stata una coinvolgente apoteosi con la “Sud” gialloblù, per tutto un tempo schernita dai rivali (ma sempre entro i limiti di cori accettabili) che ha fatto vibrare gli spalti di felicità, mentre sul fronte opposto calava un agghiacciante e surreale silenzio. Pareggiare così, quando ormai erano pronti a saltare i tappi dello spumante, fa parecchio male. E’ la stessa sensazione, a parti invertite, provata nel derby di andata, dominato dal Pergo e vinto dalla Cremonese. A saltare, ora, sono i cannibali, e tutti i giocatori in campo e i dirigenti in tribuna, con uno steward che consiglia a Falconi, considerato il vulcanico precedente, di moderare l’entusiasmo al fischio finale, quasi implorasse solidarietà per l’amarezza conclusiva dei locali.
Il Pergo ha dunque pareggiato in modo romanzesco, ma il risultato è assolutamente legittimo. Piuttosto ha sorpreso che un’avversaria così ben attrezzata, avesse rischiato di capitolare già in precedenza, pur con un giocatore in più per quasi un tempo. Ciò dimostra il temperamento messo in campo dalla squadra di Rastelli, che ha saputo reagire alle avversità, sfiorando per propri meriti il pareggio prima di beneficiare della carambola stile flipper, fatale ai cremonesi.
La formazione cremasca è quella annunciata. Dall’infermeria è dimesso Rossi, che siede in panchina, mentre rimane sempre lunga la lista dei convalescenti (tra cui Guerci, Marconi, Pambianchi e Zaninelli). Il Pergo si presenta con il lutto al braccio e all’inizio viene osservato un minuto di raccoglimento in memoria di papà Luigi Bergamelli. La curva ospite è presidiata da 350 cannibali, giunti nel capoluogo prevalentemente in treno, che scambiano alcuni cori con i rivali in un contesto tuttavia corretto e senza alcun incidente.
La partita non si infiamma subito. Le due squadre concedono i primi minuti alla fase di reciproco studio. Qua e là, piccole vampate. Come all’8’, quando Nizzetto è il terminale di una manovra di rimessa, con tiro dal limite che finisce sopra la traversa. Risponde un minuto dopo Ferrari: recupera un pallone al limite dell’area di rigore, appoggiandolo poi trasversalmente per Ghidotti, che di prima intenzione allarga sulla sinistra per Le Noci, il quale da discreta posizione fa esplodere un diagonale anch’esso alto. Dopo una serie di rimpalli, al 12’ bomber Le Noci abbozza una conclusione ad effetto debole e centrale.
La gara prosegue su ritmi accettabili, con frequenti capovolgimenti di fronte. Più possesso palla per la Cremonese, più insidiose le repliche ospiti. Al 21’ Gherardi, all’altezza del vertice destro dell’area di rigore, fa il “sombrero” a Rossi, che d’istinto gli stoppa il pallone con la mano. Il penalty, confermato anche dalle riprese televisive visionate durante l’intervallo, è netto, ma il direttore di gara (e soprattutto il suo assistente, vicino all’azione), non intervengono, provocando le accese proteste gialloblù. Lo stesso Gherardi, due minuti più tardi, si produce in un’iniziativa personale, con tiro dal limite dell’area fuori misura.
Al 24’, altra situazione dubbia in area di rigore cremonese. Le Noci segna, ma la rete viene annullata per un precedente fuorigioco di Gherardi. Mentre Rastelli si agita in segno di dissenso, la Cremonese va in gol: cross dalla destra di Tacchinardi e Musetti da posizione ravvicinata supera Rossi Chauvenet. L’arbitro però invalida per un fallo di mano dell’attaccante locale. Per queste due occasioni, però, le riprese televisive danno ragione al direttore di gara.
Si riparte con un torto a zero per il Pergo, che rischia di capitolare al 30’: ottima la risposta di Rossi Chauvenet sul tiro arcuato di Zanchetta. La Cremonese sembra prendere il sopravvento e al 32’ sfiora nuovamente il vantaggio: corner dalla sinistra e Bianchi, di tacco, accarezza il secondo palo. Il Pergo non si chiude, anzi attacca e il match torna a viaggiare su un sostanziale equilibrio. Al 35’ Uliano lancia in profondità Ferrari. L’attaccante addomestica con il petto la sfera, poi si accentra e di interno fa partire una perfida traiettoria che sfiora l’incrocio dei pali. Al 39’ è ancora il Pergo, che attacca sotto la curva locale, a mettere in crisi la retroguardia grigiorossa: cross dalla sinistra di Ghidotti per lo stacco in area di Gherardi: la deviazione di testa dell’ex impegna severamente Paoloni. Al 40’ arriva lo sconforto. Il sesto angolo di giornata per i padroni di casa è uno schema che Musetti, appostato pochi passi dentro l’area, applica alla perfezione: tiro volante a incrociare sul secondo palo, e per Rossi Chauvenet non c’è proprio nulla da fare. Peccato!
Non ci sono cambi all’inizio di ripresa, mentre al 2’ deve cambiare passo Blanchard per sventare una pruriginosa azione di rimessa avversaria. Al 3’ Uliano si presenta in area solo davanti a Paoloni, ma si alza la bandierina dell’assistente a segnalare l’offside. Il centrocampista, dopo il fischio, appoggia (nemmeno calcia!) il pallone in porta e l’arbitro, con sproporzionata severità, lo ammonisce. Al 10’ succede un po’ di tutto. Cross di Sales dalla fascia destra, raccolto in area da Nizzetto: tiro debole. Sul capovolgimento di fronte, cross dalla sinistra di Le Noci per Gherardi, che controlla ma spara alto. Spara invece qualche protesta di troppo Uliano, dopo aver subito un fallo a centrocampo. Doppio giallo e doccia anticipata. Nella fattispecie, il cartellino giallo non scandalizza, ma sulla coscienza dell’arbitro rimane l’intolleranza nella prima ammonizione. Uliano abbandona il campo amareggiato, con il rimbombo dei rimbrotti di mister Rastelli. Adesso si, che diventa dura e verrebbe da dire: lasciate ogni speranza. La curva cremonese, con la superiorità numerica, assapora il momento e incalza i rivali, anticipando la festa. E’ qui, che il Pergo dimostra la sua forza caratteriale. Non si deprime, lo spirito quasi insorge. Rastelli manda in campo Galli al posto di un ottimo ma ormai esausto Gherardi, poi Florean prende il posto di Lolaico, e Ghidotti quello di Lolaico. Al 25’ altra protesta gialloblù: Le Noci è agganciato all’altezza del vertice destro dell’area cremonese. I giocatori gialloblù invocano il secondo rigore del sabato santo, mentre Cervellera assegna la punizione dal limite. Batte lo stesso Le Noci con una traiettoria insidiosa, sulla quale nessun compagno interviene per la deviazione in mischia. La Cremonese ha spazi per il contropiede, che non finalizza anche per l’attenta disposizione del reparto difensivo cremasco. Al 35’ bella triangolazione proposta da Florean, proseguita da Le Noci e conclusa da Ferrari con un tiro che fa gridare al gol, mentre la sfera spolvera soltanto il palo alla sinistra di Paoloni. Passa un minuto e annotiamo un altro brivido in area locale: da un cross dalla sinistra, Pianu in tuffo indirizza in porta a colpo sicuro, ma Paoloni è superbo nel deviare la ravvicinata capocciata del centrale ospite.
A questo punto Rastelli gioca l’ultima carta a disposizione: dentro Romano al posto di Cazzola, anch’egli ormai sfinito dopo una gara senza concedersi soste. Iniziano i 5’ minuti di recupero concessi dall’arbitro. Le Noci batte il secondo corner del Pergo e nella caotica mischia, un difensore grigiorosso rinvia sul corpo di Carotti, che devia involontariamente la sfera nella propria porta. I trecentocinquanta cannibali scendono dagli spalti e sono come un’onda marina che si stempera contro la rete di recinzione, scuotendola per scaricare gioia e umiliazioni. Sull’altro fronte scende di getto un mutismo “assordante”. Il pareggio è meritato, ma al 49’ un’incauta scivolata di Pianu, che concede palla per il potenziale successo cremonese, rischia di rovinare la festa. I compagni recuperano e la beffa non si consuma. La festa prosegue. Abbracci in campo e sugli spalti, poi tutti insieme sotto la curva a festeggiare, con un malinconico pensiero ed una ideale pacca sulle spalle di conforto a chi, oggi, non ha potuto essere presente, ma lo è nel cuore del popolo gialloblù.

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PER TUTTI I MERDOSI CHE VORREBBERO PUBBLICARE POST ANONIMI :

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P.S.  Ho i vostri I.P. al terzo commento vi sputtano il PC !!

venerdì 2 aprile 2010

CREMONESE - PERGOCREMA

BIGLIETTI  VENDUTI  :     250

martedì 30 marzo 2010

LUIGI BERGAMELLI



Sentite condoglianze al presidente Stefano e alla famiglia tutta !



Non piangete la sua assenza, sentitevi vicino e parlategli ancora. Vi amerà dal cielo come vi ha amati sulla terra.

lunedì 22 marzo 2010

CREMONESE MERDAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!


Campionato: Pergocrema - Arezzo 3-4

Il Pergo sfiora l'impresa: in svantaggio dapprima per 2-0 e poi per 3-1, in superiorità numerica raggiunge il pareggio con Gherardi, ma è castigato ad un quarto d'ora dal termine.Di Le Noci (rigore) e Ferrari le altre due reti cremasche.

Pergocrema – Arezzo 3-4
Reti: 13’ pt Chianese, 24’ pt Erpen, 13’ st Le Noci (rigore), 20’ st Fofana, 22’ st Ferrari, 28’ st Gherardi, 30’ st Figliomeni.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Federici, Cazzola (31’ st Galli), Pianu, Ghidotti, Romano (1’ st Florean), Uliano, Ferrari, Le Noci, Tavares (18’ st Gherardi). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Trovò, Som, Bonfanti.
Arezzo: Mazzoni, Laverone, Sereni, Miglietta, Terra, Cannarsa, Erpen, Togni, Chianese (31’ st Rizza), Croce (18’ st Figliomeni), Maniero (1’ st Fofana). All. Galderisi. A disp.: Giusti, Ferreira, Essabr.
Arbitro: Carbone di Napoli (Deriù di Trento, Posado di Bari).
Note: Pomeriggio nuvoloso, temperatura 12°, terreno non in perfette condizioni. Spettatori: 1149 di cui 399 paganti e 750 abbonati, per un incasso lordo di € 6.611. Espulso, per doppia ammonizione, Laverone al 13’ st. Ammoniti: Cazzola, Miglietta, Croce. Angoli 3 a 3. Recupero: 2’ + 5’.

CREMA. – Per punizione, Carbone! Con quella odierna, l’arbitro di Napoli cala il tris a favore dell’Arezzo: terza partita diretta, e terzo successo granata. E’, ovviamente, una semplice annotazione statistica, e non un indizio, anche perché, a memoria, quest'anno non ricordiamo d'esserci appellati ad ingiustizie arbitrali per argomentare le sconfitte gialloblù. Gli indizi, piuttosto, arrivano dal campo: al 6’, sul risultato di parità, sorvola incredibilmente su una spinta in area ai danni di Ferrari, lanciato verso la porta toscana. Al 30’ della ripresa, inverte clamorosamente una punizione che doveva essere a favore dei gialloblù, dalla quale scaturisce la definitiva rete del successo ospite.
“A pensar male si fa peccato, ma molte volte ci si azzecca”, ammoniva il buon Andreotti. Vien da pensare male, in questi giorni, come se il Pergo avesse qualcosa da espiare. Venerdì, ad esempio, la Corte di Giustizia Federale ha respinto il ricorso per la sanzione di 10.000 euro comminata per cori ingiuriosi verso le istituzioni, mentre il medesimo organo giudicante, a gennaio, aveva parzialmente accolto quello della Cremonese, dimezzandone la multa, per una situazione analoga. Aggiungiamoci pure che i contenuti del ricorso erano pressoché simili, e allora non si capisce (secondo peccato), perché siano stati applicati due pesi e due misure.
Il terzo peccato, però, lo commette il Pergo nella sfida odierna. Ed è un peccato di gola, di ingordigia. Dopo aver compiuto il miracolo ed aver risollevato con orgoglio, caparbietà e gioco, una partita che sembrava avviata ad una cruda disfatta, facendosi lusingare dalla superiorità numerica ha ammiccato al successo ed è stato castigato, sebbene più per le stravaganti interpretazioni del direttore di gara, che per dabbenaggine propria. L’atteggiamento spavaldo assunto dalla squadra cremasca era tuttavia giustificato soprattutto dall’entusiasmo che soffiava alle spalle dopo la prodezza di Gherardi e perdere così, non per la superiorità degli avversari (comunque bravi a monetizzare le situazioni favorevoli prodotte), bensì per l’inadeguatezza dell’arbitro, fa letteralmente girare gli attributi. Anziché per la sconfitta, c’è quindi più indignazione per la sensazione di dover lottare contro i mulini a vento, che alimentano i cattivi pensieri.
Il Pergo di oggi non è dispiaciuto dalla cintola in su. Qualche appunto si può forse muovere al reparto difensivo, censurabile in almeno un paio di reti ospiti. Il pomeriggio, peraltro, è iniziato sotto pessimi auspici, con Zaninelli che ha provato sino a mezz’ora prima della gara, per poi dare forfait. Fuori lui e squalificato Blanchard, Rastelli non ha potuto proporre l’identico schema di Benevento, affiancando Ghidotti al rientrante Pianu e inserendo Romano a centrocampo.
Il Pergo inizia con un convincente piglio offensivo, mentre l’Arezzo, sornione, controlla, esercita un pressing opprimente e si affida alle azioni di rimessa. Al 7’, su lungo lancio in profondità, Ferrari si presenta in area, leggermente decentrato sulla destra, subendo una plateale spinta alle spalle da Cannarsa sotto gli occhi di Paolino Deriù, primo assistente. Il rigore, visto peraltro da una posizione ideale, risulta cristallino, ma Carbone fa ampi cenni di proseguire. Breve sondaggio tra i giocatori in tribuna che siedono accanto (Brambilla, Pambianchi, Guerci, Rossi) ed il giudizio è unanime: pollice verso nei confronti del direttore di gara. Che fischia poco e lascia giocare, anche quando i falli, dall’una e dall’altra parte, sono evidenti. Il Pergo recrimina e l’Arezzo passa in vantaggio: cross in area dalla sinistra di Croce, con deviazione di testa decisiva di Chianese, vice-bomber del girone.
C’è un po’ di sgomento, ma non rassegnazione, perché l’incipit gialloblù è stato persuasivo. Il Pergo reagisce, ma nei primi minuti successivi allo svantaggio, agita più fantasmi che azioni di rilievo. E allora ne approfittano gli aretini, che riscuotono il secondo buono. E’ ancora Croce, sempre dalla sinistra, a catapultare in area il secondo traversone di giornata, deviato dalla difesa cremasca e raccolto da Erpen, il quale addomestica la sfera e la scaraventa sul primo palo, dove Rossi Chauvenet non può arrivare.
Il Voltini è sotto choc e la squadra mostra volontà ed alcuni errori di impostazione a centrocampo. Al 30’ Cazzola prova la prima conclusione verso la porta di Mazzoni, dalla media distanza: fuori! C’è però sempre allarme dalle parti di Rossi Chauvenet, come al 33’, quando Miglietta, dopo uno scambio con Chianese, dal limite dell’area manca di poco l’obiettivo. L’ultimo sussulto del primo tempo porta ancora la firma ospite: Togni, su punizione da trenta metri, impegna Rossi Chauvenet, che neutralizza in due tempi.
Il Pergo del primo tempo, incassato il raddoppio, ha in effetti smarrito l’iniziale brillantezza e dallo spogliatoio ci si attende una scossa. Che arriva con la prima scelta tecnica: dentro Florean al posto di Romano. Al 4’ Le Noci impegna severamente Mazzoni, che respinge l’insidioso calcio di punizione in due tempi. All’8’ Uliano con un lungo diagonale a cambiare fronte d’attacco, invita Le Noci alla conclusione, che termina altissima. Al 12’ il bomber cremasco recupera un pallone vacante sulla linea di fondo campo, mettendolo poi a centro area per Florean, affossato in placcaggio rugbystico da Laverone. Calcio di rigore e secondo cartellino giallo per il difensore aretino. Dal dischetto Le Noci manda Mazzoni da una parte e pallone dall’altra, dimezzando lo svantaggio.
Adesso il Pergo ci crede e spinge con intensità. Al 16’ cross di Cazzola dalla fascia destra e colpo di testa di Florean indirizzato sotto la traversa. In plastico volo, il portiere ospite smanaccia in corner. Un’altra occasione per pareggiare giunge un minuto più tardi: tiro cross di Le Noci bloccato al limite dell’area piccola da Ferrari, che si gira lestamente e calcia in porta tra le braccia di Mazzoni. Mentre il Pergo nutre le speranze dei propri tifosi, l’Arezzo li annichilisce al 20’: punizione dalla trequarti, scambio volante al limite dell’area tra Miglietta e Fofana, e tiro di quest’ultimo che sorprende Rossi Chauvenet, il quale intercetta, ma non respinge a sufficienza. Neppure il tempo di piangersi addosso ed il Pergo ritorna ad un passo dall’impresa. Azione insistita sulla sinistra di Florean (22’), con perfetto assist per Ferrari, che di testa, a due passi dalla linea di porta aretina, rimette sul tram dei desideri la formazione gialloblù.
Il desiderio si esaudisce al 28’: cross di Federici, Mazzoni esce dai pali a vuoto e, dalla parte opposta Gherardi controlla, si accentra e calcia di precisione nella porta sguarnita. Il miracolo sembra compiuto e a questo punto, il Pergo, sbava dallo struggimento di cogliere l’impresa. Il pensiero, tuttavia, si frantuma al 30’. Carboni, tra lo stupore generale e gli strali della tribuna, assegna all’Arezzo un calcio di punizione per un fallo, invece, decisamente subito da Cazzola. Dal calcio piazzato, Figliomeni sale più in alto di tutti e devia nell’angolo alto alla destra di Rossi Chauvenet. E’ il secondo gol subito dal Pergo durante la fase di superiorità numerica!
La squadra, comunque, non si rassegna e raccoglie le ultime forze per rimediare all’ingiustizia, concedendo inevitabilmente il fianco ai contropiedi avversari. Al 32’ Erpen, da buona posizione, grazia la difesa cremasca, mentre sul fronte opposto, al 39’, è Ferrari ad imitarlo indirizzando sopra la traversa l’ennesimo ottimo traversone di Florean. L’ultima occasione cade al 45’: punizione velenosa di Le Noci, con Mazzoni che vola, deviando la sfera sul palo. Se oltre ai cattivi pensieri ci si mette anche la sfiga, quantomeno per oggi bisogna soltanto rassegnarsi. Dopootutto, "come può uno uno scoglio / arginare il mare? ..."

Campionato: Benevento - Pergocrema 0-1

Il Pergocrema espugna il "Santa Colomba" di Benevento e compie un bel salto in avanti in proiezione  salvezza. Di Ghidotti, nel primo tempo, il gol della vittoria.


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Benevento - Pergocrema 0-1
Rete: 21' pt Ghidotti
Benevento: Corradino, Pedrelli, Palermo, Ferraro, De Liguori, Cattaneo, D'Anna (4' st Ciarcià), Cejas (15' st Vacca), Evacuo, Clemente, La Camera (15' st Castaldo). All. Camplone. A disp.: Baican, Ignoffo, Poli, Germinali.
Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico (8' st Romano), Federici, Cazzola, Zaninelli, Blanchard, Ghidotti, Uliano, Ferrari, Gherardi (21' st Le Noci), Tavares (43' st Trovò). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Som, Bonometti, Vezzoli.
Arbitro: Donati di Ravenna.
Note: Pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni. Spettatori 4.500 circa. Sancito il gemellaggio tra le due curve, con 30 cannibali presenti. Ammoniti: Blanchard, Ghidotti, Cazzola. Angoli 9 a 5 per il Benevento. Recupero: 2' + 4'

BENEVENTO. Ha piovuto ieri sera a Benevento, mentre oggi sventolano nubi minacciose. Il temporale, sul Santa Colomba, quando arriva è metaforico e si chiama Daniele Ghidotti da Martinengo. Un tipo timido e riservato, ma quando si esprime, come al 21’, gonfia di fiducia i sogni gialloblù. E’ un lampo di gioia per i trenta cannibali presenti quaggiù e alla fine gli occhi luccicano di commozione, di orgoglio, di desiderio. Troppa grazia, e il Benevento sta a guardare.
Doveva essere una trasferta proibitiva per la squadra e di tensione per i suoi sostenitori, attesi da un controllo agli ingressi triplicato per la disposizione promulgata dalla capitale. Sarebbe a dire: mentre a Roma si discute, Benevento viene espugnata. Ma sì, c’è un po’ di ilarità, vedendo le due tifoserie scambiarsi gadget e abbracci a dispetto delle indicazioni sul rischio della gara. Eppure si sapeva che tra le due curve era stato sancito il gemellaggio e non c’era motivo di agitare allarmi. Eppoi, non ci sono stati, domenica scorsa, atti di violenze materiali tali da indurre a triplicare risorse umane e sforzi economici per zittire i cori, giacché agli accessi si può prevenire l’introduzione di oggetti e di striscioni, ma non si può “sfiatare” il tifoso. Si deve, ugualmente, meditare sull’opportunità di perpetuare dissensi che producono effetti soltanto sulle casse della società.
A Benevento invece, lievemente virata di gialloblù, arde di felicità il popolo cannibale per una vittoria forse insperata, ma che rilancia, con il terzo risultato utile consecutivo, le aspettative di riscossa cremasche. La squadra è piaciuta, sia sul piano fisico sia sotto l’aspetto della tenuta mentale, ribadendo la regolarità di rendimento, nonché una raggiunta e non effimera maturità. Il Pergo è andato in vantaggio sin troppo presto, con il sospetto che non potesse poi reggere la reazione avversaria. Che è giunta puntuale e si è tradotta al termine del primo tempo con un doppio palo, ma che è pure evaporata nella ripresa grazie all’avveduta condotta di gara del Pergo, che ha saputo imbrigliare la manovra dei locali, annebbiandone idee e geometrie. Così l’albero gialloblù prosegue a dare frutti e la classifica, seppure sempre immalinconita, ha subito la necessaria scossa elettrica con questa seconda vittoria esterna della stagione.
La gente ha bisogno di innamorarsi ed oggi il feeling è stato dunque perfetto perché la lunga ed estenuante trasferta in pullman è stata ripagata con un reciproco atto di fiducia. Peggio per gli assenti, e ne facciamo ammenda.
Ci sono due novità in campo rispetto alla gara di una settimana fa. La notizia principale è quella di bomber Le Noci che smaltisce le tossine partendo dalla panchina. Poi, al posto dello squalificato Galli è il turno di un altro giovane, Gherardi, ad essere proposto dal primo minuto.
E’ il Benevento, che ancora ha sullo stomaco la sconfitta interna contro la Cremonese di sette giorni fa, a salire in cabina di regia e a gestire il match, mentre il Pergo si affida alle ripartenze, come al 14’, quando Gherardi non coglie l’attimo per la conclusione a rete. Brivido al 19’ in terra cremasca: su corner, Evacuo di testa devia difettando di precisione. Sul pallone prolungato arriva D’Anna, che però impegna severamente soltanto i raccattapalle.
Passano due minuti, e arriva l’infatuazione: cross di Tavares e Ghidotti, graziato da un malinteso tra un difensore ed il portiere Corradino, verga la rete del vantaggio, che diventerà pesante al termine della partita. E, appunto, al termine del match, a risultato consolidato, ci si rende conto dell’importanza di questo gol. Adesso è una rete che vende sorrisi, è il gol più bello di tutti perchè era dalla prima giornata di campionato che il Pergo non otteneva i tre punti in trasferta; è un gol, citando una canzone scritta per gli Stadio dal poeta Roversi che “si stacca piano dal cuore, e come un sasso nel cielo è già una stella cometa”.
Intanto, ritorniamo coi piedi per terra e rituffiamoci nel Santa Colomba per annotare la reazione campana. Al 31’ è La Camera a farsi maledire dai propri sostenitori sprecando l’occasione della vita: ormai solo davanti a Rossi Chauvenet, si fa recuperare da uno strepitoso Zaninelli, che gli sradica il pallone dai piedi.
La frenesia di recuperare lo svantaggio tra i giocatori del Benevento è palpabile ed il Pergo, operaio nel sacrificio e sagace nella disposizione tattica, mantiene la calma ed approfitta, al 35’, del disorientamento difensivo avversario con un’azione di rimessa. Tavares, tuttavia, non coordina a dovere il suggerimento per Gherardi e l’opportunità svanisce. Al 45’ fremito in area gialloblù. La punizione di La Camera è una sassata che si infrange sull’incrocio dei pali. Il pallone ritorna in campo ed è raccolto di testa da Evacuo, che colpisce la traversa. Doppia sculettata, ma siamo tuttavia sempre a credito con la fortuna.
La traversa ancora tremolante, fa vacillare le certezze cremasche nei commenti durante l’intervallo. Nella ripresa ci sarà da soffrire. Almeno così si pensa e quando, già al 2’, Clemente costringe Rossi Chauvenet alla deviazione in corner, i timori sembrano fondati. Invece, con il trascorrere dei minuti, si affievolisce vistosamente la spinta offensiva del Benevento, mentre cresce il piglio autoritario del Pergo, che controlla la manovra avversaria senza affanno. Rastelli, all’8’, è costretto a togliere Lolaico (infortunio), sicché l’eroe di giornata, Ghidotti, è chiamato a difendere nel suo ruolo più naturale la rete del vantaggio, con Romano che si piazza a centrocampo. Poi, al 21’, al posto di un esausto ed ottimo Gherardi, entra il principe del gol, Beppe Le Noci, e la sola sua presenza è sufficiente a mettere maggiore apprensione alla difesa del Benevento, suggerendole di limitare le libere uscite oltre la propria metà campo. Al 90’, comunque, i locali sprecano l’ultima munizione per ottenere il pareggio: è il turno di Evacuo a mettersi le mani tra i capelli, mentre volano in cielo le braccia dei giocatori e dei trenta cannibali calati quaggiù dopo i quattro minuti di recupero trascorsi con pathos e senza cattive sorprese. Come il viaggio di rientro, anche il cammino che può condurre il Pergo fuori dalla paludosa zona dei playout è ancora lungo. Dopo la gara di oggi, c’è un motivo in più per continuare a crederci. E, soprattutto, ci sono tre punti in più per alimentare queste speranze.

mercoledì 10 marzo 2010

I cori "stonati" costano altri 10.000 euro

Dopo i 5.000 euro comminati la scorsa settimana per lo striscione offensivo, arriva un altro salasso per le casse gialloblù. Il giudice sportivo di LegaPro ha infatti inflitto un'altra sanzione ai danni del Pergocrema, raddoppiando l'"obolo" della settimana precedente: 10.000 euro (equivalente a quasi due incassi), "perchè propri sostenitori prima dell'inizio della gara intonavano cori offensivi verso il Presidente della Lega, le istituzioni civili e le forze dell'ordine (recidiva, ammenda con diffida art. 18 comma c) CGS)."

Previste, invece, dopo le ammonizioni di domenica, le squalifiche (1 turno) comminate ai diffidati Bonfanti e Galli.

martedì 9 marzo 2010

Campionato: Pergocrema - Perugia 1-1


Pergocrema - Perugia 1-1


Reti: 15' st Le Noci, 36' st Stamilla


Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Federici, Cazzola, Zaninelli, Blanchard, Galli (14' st Som), Uliano, Ferrari, Le Noci (20' st Bonfanti), Tavares (15' st Ghidotti). All. Rastelli. A disp.: Lucini, Trovò, Romano, Gherardi.


Perugia: Benassi, Tacccci (32' st Martini), Raimondi, Cazzola, Urbano, Bonomi, Perulli (17' st Stamilla), Della Rocca, Docente, Bondi, Paponi (22' st Del Core). All. Buzzi. A disp.: De Marco, Pagani, Forò, Lacrimini.


Arbitro: Liotta di Lucca (Alassio di Imperia, Viello di Padova).


Note:Pomeriggio con temperatura al di sotto della media stagionale. Terreno in discrete condizioni. Spettatori 1202 (di cui 750 abbonati) per un incasso lordo totale di € 7.417. Ammoniti: Lolaico, Galli, Bonfanti (Pergo), Cazzola, Urbano, Bonomi (Perugia). Recupero: 1' + 4'..


domenica 28 febbraio 2010

Campionato: Pergocrema - Como 1-0

Secondo successo consecutivo al Voltini per il Pergo, che supera il Como con un rigore trasformato nella ripresa da Le Noci. Buona prestazione e vittoria meritata.

Pergocrema . Como 1-0

Rete: 12’ st Le Noci (rigore)

Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Blanchart, Zaninelli, Federici, Cazzola (33’ st Galli), Romano (1’ st Ghidotti), Uliano, Le Noci, Tavares (21’ st Florean), Ferrari. All. Rastelli. A disp.: Lucini, Trovò, Ghidotti, Som, Galli, Gherardi, Florean.
Como: Zappino, Maggioni, Ardito (8’ st Piraccini), Goretti, Franco, Filippini, Gonnella, Riva, Salvi, Cozzolino (23’ st Agodirin), Fragiello (26’ st Prandelli). All. Oscar Brevi. A disp.: Malatesta, Rudi, Bruno, Piraccini, Agodirin, Prandelli, Zerzouri.

Arbitro: Sguizzato di Verona (Fortarezza di Foggia, Gualtieri di Asti).

Note: Giornata uggiosa e fredda, terreno in brutte condizioni. Spettatori 1476 (di cui 750 abbonati), per un incasso totale di € 9.705,61. Ammoniti: Tavares, Blanchard, Riva, Goretti e Filippini. Angoli 6 a 6. Recupero: 1’ + 5’.


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Le Noci e Ferrari al termine della partita
CREMA. – Unanimità alla fine: gran bel Pergo. Almeno al Voltini, ultimamente ritorna ad essere una favola, forse da vivere, più che da raccontare. La fiamma gialoblù, anche oggi, si chiama Curva Sud, che canta la sua professione di fede e di amore. A farla ardere è il solito Pergo, bello ma resistibile, che vince soffrendo nonostante abbia dominato per tre quarti del match. A regalarle il sorriso è ancora lui, bomber Le Noci, che trasforma nella ripresa il rigore concesso per il fallo ai danni di Ferrari.
Ci sono partite in cui non succede niente, partite che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero giocate. A pensarci bene, in questa stagione, di partite così non ce ne sono state molte, però ne sono passate parecchie lasciando soprattutto tanta amarezza. Di fronte alla prestazione odierna (ma non solo), capita allora di chiedersi come sia possibile illanguidire laggiù, in fondo alla classifica. O patire, come oggi, sino all’ultimo minuto dopo aver creato tante occasioni da rete. E’ il ritornello della stagione, cui è difficile rassegnarsi con la necessaria serenità d’animo e a cui è improbabile fornire una spiegazione razionale. Semplice questione aritmetica, dirà qualcuno: più gol subiti che realizzati. A volte, però, è anche questione di fondoschiena. E’ una questione, insomma, di punti di vista, sebbene oggi, ci sono soltanto certezze, anziché sensazioni.
Infatti, contro il Como il risultato non dice tutto. Di gol, il Pergo, poteva farne tre o quattro. Nel gioco del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, possiamo dire che è mezzo pieno, e senza eccedere in ottimismo. E così lo dobbiamo vedere anche in proiezione futura. La formazione cremasca ha seminato nel primo tempo, senza comunque imprimere un ritmo elevato alla gara. Nella ripresa ha invece pigiato sull’acceleratore sin dai primi minuti, passando alla cassa al 12’ con il calcio di rigore che peraltro non si presta ad alcuna recriminazione. Inattaccabile la decisione arbitrale, ineccepibile l’esecuzione del principe del gol. Tutto vero, e tutto bello.
Passato in vantaggio, il Pergo ha mostrato qualche timore di troppo, consentendo alla formazione ospite di accentuare la pressione e di rendersi insidiosa sempre comunque in situazioni di palle inattive. La sofferenza finale rende ancor più appassionante e meritato il successo in quello che era stato indicato come uno spareggio playout. Il percorso che attende la squadra di Rastelli è tuttavia sempre in salita, però dinnanzi a queste dimostrazioni di impegno, di volontà, di gioco, di spirito di gruppo, si impone la fiducia.
Non trasmette invece fiducia il cielo sopra il Voltini: grigio!, e neppure le condizioni del manto erboso, alquanto allentato. Rastelli recupera in difesa Zaninelli, con Pianu, infortunato, che assiste dalla tribuna, insieme agli altri degenti, tra cui: Rossi, Marconi, Guerci. Esordio per Romano, mentre in attacco viene schierato Tavares. Il Como è seguito da un buon numero di sostenitori (circa trecento), alcuni dei quali a fine gara attenderanno l’uscita della squadra per farla partecipe del proprio malessere dopo l’ennesima sconfitta.
I due tecnici si affidano ai moduli collaudati: 4-3-3 per il Pergo, 4-4-2 sul versante comasco. Dopo una prima fase di studio, è la squadra di casa a dirigere l’orchestra. Al 17’ la prima favorevole occasione arriva sui piedi del sempre temibile bomber: cross dall’out destro di Lolaico prolungato di testa da Ferrari. All’altezza del secondo palo è ben appostato Le Noci, la cui conclusione termina però sopra la traversa. Passa un solo minuto ed è Tavares a sfiorare il suo primo gol in maglia gialloblù. Lanciato in profondità da Le Noci, evita l’uscita di Zappino, ma è costretto a decentrarsi, concludendo comunque in porta: sulla linea sbroglia la matassa Gonnella con un salvataggio in extremis.
E’ un Pergo volitivo, che lavora ai fianchi l’avversario. Il quale, ogni tanto, fa capolino dalle parti di Rossi Chauvenet, come al 22’. Punizione dalla metà campo deviata di testa da Fragiello con destinazione incrocio dei pali. Il portiere gialloblù è però ben piazzato. Altro brivido, di tutt’altro spessore, nell’area opposta al 25’: corner di Romano, Zappino in uscita scivola e perde il pallone; nella mischia è Zaninelli il più lesto ad impossessarsi della sfera, ma la sua botta a colpo sicuro è respinta con il corpo da Fragiello. Si continua, con il soliloquio dei locali sia nel possesso di palla, che nelle occasioni da gol. Al 35’ è il turno di Ferrari, che intercetta una corta respinta di testa di Maggioni (su cross di Tavares) e prova ad aprire la breccia con un tiro dal limite dell’area, con Gonnella che si immola e devia in corner. Il primo tempo si conclude con un altro acuto che fa sobbalzare il Voltini: punizione di Le Noci dalla trequarti campo (44’), Ferrari anticipa di testa Goretti, ma il pallone, deviato da una manciata di metri dalla porta, si spegne sul fondo di pochissimo.
Il primo tempo finisce senza reti, però è lecito sperare. Il Pergo è lucido, ed è molto motivato. Lo dovrebbe essere anche il Como, ma la sfida, sinora, non esiste. Sembra una fotografia virata seppia, una prestazione attorcigliata da cui invece il Pergo si defila con nobile distacco. E la ripresa premia quasi subito il maggior piglio autoritario mostrato dai gialloblù. Al 12’ Ferrari evita in dribbling Goretti, che lo atterra. Calcio di rigore cristallino che Le Noci trasforma con un tiro angolato a mezza altezza. Il Voltini bramisce di gioia e la squadra rincuorata dall’entusiasmo cerca di mettere al sicuro il successo. Al 19’ Ferrari, che in effetti è in grado di fare la differenza (e la fa), invita il bomber alla conclusione dal limite dell’area, che termina però innocua tra le braccia di Zappino.
Il Como reagisce, ma la sua replica è sostanzialmente assegnata a qualche punizione dalla lunga distanza, o a qualche situazione in mischia da calcio d’angolo, procurando qualche apprensione, ma non potenziali occasioni da rete. Preoccupa invece Zappino, al 27’, il tentativo di eurogol di Le Noci. L’attaccante gialloblù vede il portiere lariano fuori dai pali e dalla linea di metà campo coordina la lunga gittata, che costringe Zappino ad un colpo di reni in recupero per deviare oltre la traversa la deliziosa palombella. Al 28’ il Como sciupa il pareggio con Agodirin, che sul secondo palo raccoglie il corner di Filippini e ad un metro dalla porta bisticcia con il pallone. Sarebbe stata davvero un’atroce beffa. Scampato il pericolo, nel finale il Pergo si distende in contropiede e al 43’ Le Noci sfiora il raddoppio: solo davanti a Zappino lo supera con un diagonale vellutato, ma sulla linea di porta è il turno di Goretti ad evitare la doppietta.
Applausi per il Pergo, che fradicio di sudore e inzuppato dalla pioggia, a fine partita va sotto la Sud per un bagno di affetto. Oggi, finalmente, missione meritatamente compiuta. Domenica ci sarà ancora una gara interna, contro il Perugia. La classifica è sempre drammatica, ma giocando così, il bicchiere potrebbe restare mezzo pieno.

venerdì 26 febbraio 2010

METTI IN CIRCOLO IL TUO AMORE

Hai cercato di capire e non hai capito ancora se di capire di finisce mai.
Hai provato a far capire con tutta la tua voce anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce o ci si diventa tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca ti fa fuori dentro forse parte proprio da chi sei.
Metti in circolo il tuo amore come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore come quando ammetti "non lo so" come quando dici "peché no?"
Quante vite non capisci e quindi non sopporti perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci e di correnti forti perché 'sto mare sia come vuoi te.
Metti in circolo il tuo amore come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore come quando dici si vedrà come fai con una novità
E ti sei opposto all'onda ed è li che hai capito che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa per cui non hai l'invito per cui gli inviti adesso falli tu.
Metti in circolo il tuo amore come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore come quando ammetti "non lo so" come quando dici peché no.

ALLENAMENTO ODIERNO

OGGI 26/02/2010 L'ALLENAMENTO DEL PERGO SI SVOLGERA' A ROMANENGO CON INIZIO ALLE ORE 15.00

lunedì 22 febbraio 2010

Campionato: Figline - Pergocrema 1-0

Il Pergo sconfitto a Figline nonostante una buona prestazione, mantiene il penultimo posto grazie al pareggio del Varese a Pagani. Fondamentali per morale e classifica le prossime due partite casalinghe.

Figline - Pergocrema 1-0

Reti: 21' pt Guerri.

Figline: Pardini, Mugnaini, D'Elia, Ghinassi, Consumi, Bettini, Guerri, Campolattano (44' t Redomi), Fioretti (32' st D'Antoni), Fanucchi, Frediani (44' st Pasquini). All. Torricelli. A disp.: Novembre, Duravia, Cosentini, Spuntarelli.

Pergocrema: Rossi Chauvenet, Lolaico, Pianu (27' Som), Cazzola, Blanchart, Federici, Gherardi (st Tavares), Uliano, Ferrari, Le Noci, Galli (st Florean). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Zaninelli, Romano, Ghidotti.

Arbitro: Affinito di Fratta Maggiore.

Note: Espulso al 58', dalla panchina, Colombi per proteste. Ammonititi: Mugnaini, D'Elia, Campolattano, Redomi, Federici e Uliano.

Figline. -

Partiamo dall’aggettivo per definire la decisione che ha limitato la presenza dei tifosi per Figline – Pergocrema: insensata. Grottesca, dannosa, incomprensibile, sono epiteti già impiegati. Per la quarta trasferta della stagione, i cannibali cremaschi non hanno potuto seguire la squadra. Dopo Busto Arsizio, Viareggio e Varese, questa volta è toccato per Figline Valdarno. Formalmente non ci sono stati veti, ma soltanto l’obbligo di accedere allo stadio esibendo la “Tessera del tifoso”. Ma perchè?
Infatti, il 20 novembre 2009 il ministro dell'Interno Roberto Maroni accolse la richiesta delle società di serie A e B di rinviare alla prossima stagione l'entrata in vigore della “Tessera del tifoso”, condividendo l'idea di istituire un tavolo di lavoro per perfezionare l'iniziativa. Se l’entrata in vigore della tessera è stata rinviata all’inizio della stagione 2010/11, perché allora a Figline è tuttora in vigore? Forse le squadre di LegaPro, che per il volume di ultras che movimentano avrebbero meno necessità di schedature (l’ultima del Pergo al “Voltini”: 6 tifosi viareggini presenti nella Nord, quali problemi di ordine pubblico possono aver procurato?), sono rimaste le neglette società rispetto a quelle di Serie A e B? E’ il solito casino all’italiana, cioè il trionfo dell’illogica, o dei due pesi e delle due misure. Della confusione, insomma!.
“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”, aveva tuonato il presidente del Palermo Zamparini, una delle pochisisme voci fuori dal coro. Che aggiunse: “Penso che le altre nazioni europee non abbiano violenza negli stadi, si possono raggiungere risultati senza tessere e senza tornelli. La tessera va fatta in un’ottica di fidelizzazione: va fatta per offrire vantaggi, ma non per penalizzare chi non la fa”.
Giannu Mura (un suo articolo su Repubblica sarebbe da brandire come manifesto anti-tessera), ironizzando sul calo degli incidenti negli stadi attribuiti dal Viminale alla "card", sostenne, sulle trasferte, che “Vietandole del tutto, le cifre calerebbero ancora, ma questo paradosso evoca Tacito ("l'hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace")”.
Provoca sarcasmo anche una frase pronunciata dal ministro Maroni (nel corso di una tavola rotonda organizzata dalla redazione romana della Gazzetta dello Sport): “Il progetto della Tessera del tifoso si basa sull’adesione volontaria delle società, non è obbligatorio, però chi non lo attua riceverà delle sanzioni per le segnalazioni che saranno fatte dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive”. Se si incorre in sanzioni, dove sta la facoltà? Eppoi, ovvio che non è un obbligo per le società, bensì lo è per il tifoso se vuole seguire in trasferta (ma a Figline pure in casa) la propria squadra del cuore. Citando Flaiano: “la situazione è grave, ma non seria.”

Non siamo contrari per principio alla tessera poiché sarebbe anche corretto che una “proprietà” (se gli stadi fossero delle società) adotti una fidelizzazione coi propri supporter e cerchi di invogliare il proprio cliente con un rapporto di natura premiale. Siamo però contrari alla tessera "Ministeriale", che impone il nullaosta della questura come fosse un porto d’armi per accedere non ad una proprietà privata, bensì ad un luogo pubblico. Allora rendiamola obbligatoria anche per discoteche, o altri impianti sportivi o esercizi pubblici, dove ogni tanto qualche scazzottatura ci scappa. In questo caso, però, non è assicurata la diretta Tv ed i relativi diritti.

Anche per solidarietà con i cannibali cremaschi, oggi non siamo andati a Figline. Pur non avendo aderito alla tessera del tifoso, avremmo potuto accedere allo stadio beneficiando del pacchetto di accrediti che le società si scambiano reciprocamente. Quantità che è sempre superiore al numero degli effettivi dirigenti presenti, per cui ne trae vantaggio pure un buon numero di persone non ufficialmente “tesserate”. Il paradosso è proprio qui: se volessimo accedere a titolo personale, acquistando il biglietto, non potremmo perché privi della tessera; se ci facessimo accreditare, avremmo invece accesso pure all’eventuale sala vip. Eppure siamo sempre la stessa persona (almeno crediamo), con qualche crisi d’identità in più.
Perciò, anche per solidarietà con i cannibali cremaschi, ci asteniamo dal consueto commento sulla partita odierna, proponendo in alternativa il decalogo “promulgato” dalla LegaPro sull’iniziativa della Tessera del tifoso. Dopo la sconfitta, riprendiamoci un po' di buonumore.

Con la Tessera del tifoso la Società sportiva:

1. Permette al tifoso di beneficiare del Libero accesso, previo acquisto di regolare titolo, a tutti gli impianti sportivi a livello nazionale anche in presenza di limitazioni o restrizioni da parte dell’Osservatorio o delle Questure di riferimento;
2. Diffonde una maggiore consapevolezza di una sana cultura sportiva tra i supporter della stessa squadra e soprattutto con i tifosi delle altre società di Lega;
3. Appaga il bisogno di appartenenza del tifoso, attraverso un maggiore spirito di appartenenza al Club e in particolar modo alla community dei possessori della tessera;
4. Aumenta gli spazi su cui dare maggiore visibilità della sua Naming (insieme a quella della Lega e dei Partner del progetto) attraverso l’unicità della Tessera di Lega Pro; la realizzazione di una tessera unica per tutte le società, ma con la personalizzazione in termografia del nome della squadra;
5. Instaura un rapporto privilegiato con il tifoso: il sottoscrittore avrà come unico referente un membro della società sportiva, che provvederà a seguire tutta la pratica, dalla consegna dei moduli di adesione fino alla consegna materiale della Tessera del Tifoso presso la sede, oltre che alla comunicazione dei benefici e/o delle opportunità derivanti della stessa;
6. Garantisce la massima sicurezza sul trattamento dei dati sensibili del sottoscrittore; i dati verranno gestiti dalla società sportiva(che provvederà anche a fornire i vari codici di sicurezza, usernames, passwords ecc); perchè una Società deve promuovere la Tessera del tifoso
7. è uno strumento tecnologicamente avanzato, completo e flessibile; la tessera contiene 3 tecnologie diverse fra cui un chip, un codice a barre e un sistema Rfid, al fine di poter essere sempre al passo con i tempi;
8. Concede la possibilità al tifoso di usufruire di una tessera con un sistema di pagamento comodo e sicuro e senza vincoli di conto corrente bancario dedicato; la tessera è anche una carta di pagamento ricaricabile che può essere usata in tutto il mondo sul circuito Visa,
ha un proprio IBAN e non necessita dell’accensione di un conto corrente bancario dedicato;
9. Offre maggiori servizi e benefit al tifoso, concessi a livello locale dalla singola società, a livello nazionale da tutte le altre società di Lega Pro e anche a livello centrale, ovvero godendo dei vantaggi e delle convenzioni favorevoli stipulate direttamente fra la Lega e i propri partner commerciali.
10. Stimola l’aumento di appeal della società favorendo l’ingresso di nuovi partner commerciali. La tessera è una carta di servizi e potrà essere utilizzata dagli uffici marketing delle società sportive come una importante Leva di Marketing con la possibilità di sviluppare
programmi ad hoc di fidelity e di loyalty, oltre che per promuovere il merchandising ed avviare azioni di direct marketing con i possessori della tessera o di co-marketing con altri partner commerciali;
11. Genera valore per sé stessa e per i propri supporter e aumenta le sue risorse finanziarie; con la sottoscrizione e le ricariche la Lega percepirà dei compensi che poi verranno ridistribuiti alle società in base al numero delle tessere emesse da ciascuna e in base al numero delle transazioni effettuate dai singoli possessori.

Il tifoso sarà stimolato a sottoscrivere la tessera per:

1. Avere la garanzia di poter seguire sempre la propria squadra del cuore anche in trasferta e anche in presenza di limitazioni o restrizioni da parte dell’Osservatorio o delle Questure di riferimento per le partite considerate rischiose;
2. Acquisire una maggiore consapevolezza di una sana cultura sportiva, nel rispetto del tifoso avversario;
3. Godere del privilegio di far parte di un Club esclusivo, appagando in tal modo il bisogno di appartenenza;
4. Essere possessore di una tessera UNICA con il nome della squadra del cuore e con il logo della Lega Pro che può essere utilizzata su tutto il territorio nazionale senza vincoli geografici;
5. Rafforzare il suo rapporto con la società, attraverso lo scambio di informazioni, idee e condivisione di progetti utili per la community;
6. Contribuire ad una gestione più efficiente della propria squadra facendo privilegiare maggiormente azioni che coinvolgano il tifoso a prescindere dal singolo evento sportivo; giochi, cene sociali, eventi extra sportivi;
7. Essere considerato ed avere opportunità per: premio fedeltà, miglior supporter, visibilità e intervista sulle rivista periodiche da recapitare a tutti i tifosi;
8. Ottenere una carta di pagamento ricaricabile Visa con un proprio IBAN senza essere vincolati ad un conto corrente bancario; consente di ricevere bonifici, accrediti di stipendio e trasferire in real time denaro da una carta all’altra (card to card);
9. Operare in modo sicuro e veloce ottenendo sempre maggiori servizi e benefici concreti; premi, merchandising, biglietti, convenzioni e scontistica di vario genere;
10. Sostituire il denaro contante: la tessera rappresenta un borsellino elettronico che consente di fare operazioni di varia natura, acquisti online, prelevare contanti, trasferire denaro, ricaricare il telefonino ecc.