lunedì 5 ottobre 2009

Il Pergo tessera Daniele Degano

Questa mattina, presso la sede operativa di Nembro, il presidente Stefano Bergamelli ha firmato l'accordo che lega Daniele Degano al Pergocrema per la stagione 2009/10.

Nato a Crema il 21.09.1982, il neo attaccante gialloblù nel corso della sua carriera ha disputato 8 partite in Serie A (con Parma e Ancona), e 178 in Serie B (Ancona, Piacenza, Messina e Pisa). Rimasto svincolato dopo il fallimento del Pisa, in questi mesi di assenza agonistica ha comunque proseguito ad allenarsi con la Caratese. Già oggi pomeriggio si aggregherà ai compagni di squadra, impegnati nella preparazione in vista del match di mercoledì in Coppa Italia contro il Mezzocorona, in programma al Voltini con inizio alle ore 15.

Pergo - Figline 1-0

Con un rigore, per fallo su Florean, trasformato al 92' da Le Noci, il Pergo supera il Figline, ottenendo un meritato successo. Nella ripresa la pressione offensiva maggiore.

Pergocrema - Figline 1-0

Rete: 47’ st Le Noci (rigore)

Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Rossi, Cazzola, Bonfanti, Federici, Florean (48’ st Guerci), Marconi (23’ st Storm), Crocetti (7’ st Brambilla), Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Manzoni, Tobanelli, Galli, Bonometti.
Figline: Pardini, Mugnaini, Pasquini (43’ st Duravia), Ghinassi, Redomi, Bettini, Guerri, Campolattano, Fioretti (36’ st Frediani), Chiesa (19’ st D’Antoni), Fanucchi. All. Torricelli. A disp.: Novembre, Peruzzi, Del Vivo, Cosentini.
Arbitro: Di Stefano di Alghero (Aretano di Parma e Ricci di Reggio Emilia)
Note: Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 1.183 per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 6.373. Ammoniti: Rossi, Cazzola, Colombi, Fanucchi, Guerri e Pasquini. Angoli 5 a 2 per il Figline. Recupero: 1’ + 6’.

CREMA. – Forse perché del lieto successo tu sei l'imago, a noi sì caro vieni, o Beppe! Ancora lui, il bomber, al quale non trema il piedino nei minuti di recupero per battere, dal dischetto del rigore, la formazione toscana del Figline. E ancora lui, Lauro Florean, a procurarsi, come contro il Novara, il penalty ed evocare il canto che giace silente nel cuore della Sud in attesa che Le Noci esali l’ultimo sospiro di un match sofferto soltanto là davanti. Quindi, alla fine, tutto è compiuto e il Pergo nuota nel lardo. In tempi poveri, il lardo era appunto simbolo dell’abbondanza e la compagine cremasca si accontenta di pasteggiare con un rigore peraltro ineccepibile, quando avrebbe meritato un banchetto ben più regale per il predominio esercitato nel corso della ripresa. Però, come una settimana fa, si avverte qualche malessere nella fase terminale della manovra offensiva, tant’è che non si ricordano conclusioni eccitanti verso la porta difesa da Pardini, indisponente (pro domo sua) in occasione delle rimesse da fondo campo, con la complice tolleranza di un arbitro che ha provato sino al termine a mantenere il suo singolare score: nelle undici precedenti gare dirette in LegaPro, erano state cinque le vittorie delle squadre in trasferta e solo quattro quelle delle formazioni di casa. Oggi si è compreso che l’annotazione statistica non era poi così casuale ed il fatto che non abbia potuto esimersi dal decretare la massima punizione, conferma che il fallo su Florean non alimenta dubbi, legittimando pienamente il successo del Pergo.
Anche nella prima frazione di gioco, meno sbilanciata verso i colori locali, la formazione gialloblù ha comunque osato qualcosa in più rispetto agli avversari, ma lo ha fatto giocando spesso palloni alti e abiurando il credo di mister Rastelli, che ha spesso esortato i suoi ragazzi a “darla sul piede”. Nella ripresa, con l’inserimento dapprima di Brambilla il “temporeggiatore”, che ha spruzzato fosforo sul gioco cremasco, e poi di Bo Storm, che ha catapultato ottimi cross nel centro dell’area toscana, la spinta offensiva è stata più sostenuta e costante e qualche insidia maggiore è approdata nell’area ospite.
Detto del finale, ripartiamo dall’inizio. Se non ricordiamo male, il Figline era stato preso a modello dalla LegaPro per aver “piazzato” il maggior numero di tessere del tifoso. Probabilmente oggi i possessori toscani della tessera l’hanno utilizzata per andare a fare shopping in qualche ipermercato di Figline e dintorni (apre le porte di tutti gli stadi, ma anche quelle dei negozi: la domenica si può quindi scegliere), vista la desolazione della Curva Nord del Voltini, semplicemente vuota. Dovremo abituarci, nella speranza che dalla parte opposta prevalga la fede gialloblù e la Sud risponda “presente!”. Anche oggi, tuttavia, non sono mancati i cori di dissenso dei cannibali. “Frangar, non flectar”. (“Mi spezzerò, ma non mi piegherò”), è la versione corretta, rispetto a quella corrente, del motto oraziano. Si addice perfettamente al braccio di ferro, intrapreso dalla Curva Sud, che prosegue ardito e coerente nei confronti della tessera del tifoso, voluta dal Ministero dell’Interno. Rispetto ai precedenti incontri casalinghi, non c’è stato nel primo tempo del Voltini il silenzio tombale. Però nella sua complessità, anziché uno stadio che celebra cori e boati, affiora la sensazione di un sacrario che impone al limite qualche sussurro. Dopotutto, in settimana, è stato recitato il Requiem da parte dell’Osservatorio, dopo che in precedenza era stata impartita l’estrema unzione dall’inflessibile reverendo locale, alias commissione di vigilanza sugli spettacoli. Le iniziali minuscole non sono casuali. E allora proseguiamo nelle citazioni, dantesca questa volta, come un invito amaramente ironico alla rassegnazione: “Vuolsi così colà dove si puote…”, che vuole sottolineare l’inutilità di opporsi a un ordine che appare arbitrario, vanificando la speranza di poter modificare una situazione ormai decisa da chi può imporre ad altri la propria volontà senza dover rendere conto a nessuno.
Proseguiamo con l’incipit della gara, e cioè con la formazione cremasca che presenta Bonfanti al posto dell’indisposto Di Bella. Il resto è come a Viareggio, dove il Pergo aveva riscosso unanimi consensi, al di là del risultato. Il primo tiro, insidioso, cade al 7’, da parte del Figline, che replica, sempre dalla distanza al 15’: nessun problema per Colombi. Al 16’ annotiamo uno scambio tra Florean e Le Noci, con conclusione di quest’ultimo parata senza difficoltà da Pardini. Al 18’ Di Stefano inaugura la giornata non troppo felice fermando un’azione di rimessa del Pergo, per assegnare alla formazione di casa un fallo subito a centrocampo. La norma del vantaggio è un optional.
Al 25’ Fanucchi, con un diagonale, impegna Colombi, mentre un minuto più tardi apprezziamo una buona iniziativa di Marconi, che giunto sulla linea di fondocampo mette sul primo palo un rasoterra sul quale si gettano Crocetti e Florean, anticipati da Pardini. Infine, al 31’, si assiste ad una punizione di Le Noci da circa 30 metri, che non procura danni alla porta ospite. Il primo tempo si conclude senza altre soverchie emozioni, con l’auspicio di una ripresa più frizzante.
In effetti, nel secondo tempo il Pergo spinge con più determinazione, sostenuto dalla regia di Brambilla. Il quale, al 10’, lancia in profondità Cazzola il cui tiro volante sotto porta esce di poco. Al 21’, da una punizione dalla destra di Le Noci, svetta in mischia Rossi, ma la deviazione non è precisa. Per assistere alla prima vera conclusione nella porta avversaria bisogna però attendere il 24’: iniziativa personale di Florean, che si accentra e scarica un siluro respinto in corner da Pardini. Adesso il pressing offensivo del Pergo è tambureggiante: al 25’ cross dalla sinistra di Federici e Cazzola, sul secondo palo, schiaccia di testa, ma senza precisione. Manca di giustezza anche la deviazione al 27’ di Le Noci, a seguito della punizione dalla destra di Storm. Si ripete la situazione al 32’: punizione sempre di Storm (questa volta dal fronte sinistro) e Le Noci manda il pallone di una spanna sopra la traversa.
Il Pergo insiste, ed in effetti meriterebbe il vantaggio. E’ sempre Le Noci ad essere il punto di riferimento dell’azione cremasca: al 36’ è ottimo il cross di Florean per la testa del bomber, che non trova la porta avversaria. Insiste il Pergo ed insiste Florean a mettere in area palloni appetibili: al 42’ è per Cazzola, che in scivolata manca il tapin di un niente. Quando la partita sembra ormai avviata verso un mesto pareggio, ecco il sussulto della coppia più bella di Crema: sul corpo di Florean, che in area stava chiudendo la triangolazione avviata con Le Noci, scende a peso morto come manna dal cielo Duravia, entrato da poco meno di cinque minuti. Il direttore di gara non ha esitazioni ed indica il dischetto: Beppe-gol manda il portiere a sinistra ed il pallone a destra. Adesso sì, che tutto è compiuto.

Viareggio - Pergocrema 1-0

Buona prestazione, pessimo risultato. Così può essere sintetizzata la gara disputata dal Pergo a Viareggio. Una gara largamente dominata, ma con pochissime situazioni che potessero alimentare la speranza di un paregio, o di un successo, certamente meritati.

Viareggio – Pergo 1-0
Rete: 29’ pt Martucci

Viareggio: Ravaglia, Carnesalini, Briotti, Reccolani, Fiale, Benassi, Cristiani (20’ st Panariello), Pizza, Ferrari (42’ st Davini), Mandorlini (29’ st Costantino), Martucci. All. Rossi. A disp.: Babbini, Castaldo, Brini Ferri, Anzillotti.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti (12’ st Storm), Di Bella, Cazzola, Rossi, Federici (24’ st Anastasi), Florean, Marconi, Crocetti, Le Noci, Uliano (27’ st Galli). All. Rastelli. A disp.: Manzoni, Bonfanti, Brambilla, Guerci.
Arbitro: Borracci di S. Benedetto del Tronto (Pasquali Cerinoli di Milano, Deriu di Trento)
Note: Spettatori circa 600. Settore ospiti inibito ai tifosi del Pergocrema su ordinanza del Prefetto di Lucca.

VIAREGGIO. - Qualche abbozzo per un titolo. Il Pergo gioca, il Viareggio vince. I gialloblù si fermano ai sedici metri. Giramento di palle. Quest’ultimo acchiappa, però il riferimento non è agli attributi, bensì al gioco dominato dai cremaschi, che hanno fatto girare la sfera di qua e di là del campo, concludendo comunque poco o nulla.
Lo sconforto è dunque totale. E’ triste lo stadio dei Pini le cui gradinate sono deserte di tifosi ospiti e poco affollate di sostenitori locali. E’ triste l’agonia irreversibile verso cui sembra dirigersi il mondo pallonaro con il braccio di ferro tra veti e ordinanze arzigogolate da una parte, e dignità e orgoglio delle tifoserie organizzate dall’altra. E’ la sconfitta della linea etica.
E’ triste e imbarazzante anche vedere il Pergo in campo che lotta e governa il match, ma che alla fine rimane allibito, con lo sguardo incredulo fisso nel vuoto come un soldatino di piombo. Fosse proseguita per altri novanta minuti, difficilmente il Viareggio si sarebbe arreso all’egemonia gialloblù. Abbiamo avuto momenti più grassi, ma la ruota gira e registriamo la seconda sconfitta stagionale.
Il Pergo di oggi si è isolato in cima ad un affannoso assalto offensivo, nella certezza che non tutto era perduto, proseguendo con impegno profondo e ostinato, senza dover colorire o romanzare una manovra che ha trovato facile elaborazione sino al limite dell’area di rigore avversaria, rimasta invece zona inviolabile ed inviolata. E così il Viareggio è risultato quasi solenne e ironico per rendimento ed interpretazione: un crogiuolo di concretezza ed astuzia. Sembrava, il vantaggio toscano, un piccolo bluff, come a poker. Nella testa e nelle gambe dei gialloblù c’erano le potenzialità per rimediare. Hanno tenuto la gara per le redini, eppure se la sono fatta scappare, smarrendo lo spunto efficace sotto porta. Perciò non tira su il morale pensare ed essere convinti che il Pergo è stato superiore agli avversari, quando sono soltanto gli avversari a sorridere ed a brindare. Così rimane dentro una fredda amarezza perché dal tanto che ci si attendeva alla vigilia, rimane un niente vagamente venato dall’attesa che prima o poi Beppe-gol o qualche compagno la buttasse finalmente dentro. Alla fine, l’attesa, è transitata da vaga a vana.
Qui, dove il mare chi lo sa se luccica e neppure tira forte il vento, i versiliani preferiscono la spiaggia allo stadio. C’è il sole, fa caldo, il pomeriggio in effetti consiglia l’ultimo bagno di stagione. Il pareggio di domenica scorsa contro l’ex capolista Novara consiglia invece a Rastelli di confermare lo stesso undici titolare. E come una settimana fa, il primo pericolo è per la porta di Colombi: al 3’ Rossi devia una punizione della squadra toscana; sul cross dalla bandierina è Ferrari a staccare per primo in mischia, schiacciando il pallone che rimbalza sul terreno di gioco per poi terminare oltre la traversa.
Al 9’ scambio tra Le Noci e Florean, che restituisce il pallone al compagno per il cross a centro area: Ravaglia sbroglia la matassa. Un minuto dopo occasione favorevole per Florean, che prova a superare il portiere avversario con un pallonetto: alto! E’ comunque il Pergo, già da queste prime battute di gioco, a mostrare maggiore vivacità, aggredendo i portatori di borraccia viareggini, ma risultando poco oliato nelle zone dove dovrebbe far male. Sicché a far male, al 29’, è il Viareggio, che passa in vantaggio e vivrà di rendita per il resto dell’incontro. Cross alto dalla fascia, sul quale interviene Colombi. Caricato da un avversario (e il fallo sembrerebbe cristallino), al portiere cremasco sfugge il controllo della sfera, ed è lesto Martucci ad approfittarne.
Al 34’ Ravaglia mette i brividi agli spalti semivuoti del “Pini”: in un disimpegno coi piedi, si allunga il pallone e per un soffio a Crocetti non riesce lo scippo. Al 40’ Florean ci prova con una botta dalla distanza, imprecisa, mentre al 44’ il siluro di Marconi si infrange sul corpo di Fiale, che si immola per la causa. E’ l’ultima annotazione di un primo tempo a conduzione cremasca, che però si chiude con vantaggio locale.
Nella ripresa è forte il convincimento che per il pareggio (e non solo), sia questione di pazienza. Anche perché già al 3’ si avvertono nitidi i proponimenti della squadra ospite: al 3’, ad esempio, su corner battuto da Le Noci, Cazzola irrompe di testa senza inquadrare tuttavia la porta avversaria. Al 59’ bella iniziativa del Pergo, cominciata sull’out destro con Florean, che serve Le Noci, il quale appoggia in area per Crocetti: conclusione volante che spolvera il palo esterno. Peccato.
Negli anni ‘60/’70, a Viareggio (ma in verità era a Focette, nel comune di Marina di Pietrasanta), c’era un locale noto in tutta la penisola per la frequentazione assidua di Vip del periodo: la “Bussola”, invenzione dell’imprenditore Sergio Bernardini. Chissà se è ancora aperto. Durante le vacanze negli anni adolescenziali si faceva la notte all'addiaccio in attesa di qualche volto noto. Di certo la “bussola” sarebbe servita oggi ai bomber gialloblù per determinare le esatte coordinate della porta versiliana. E invece, tanto possesso di palla, tanto impegno, tanta supremazia, ma nessun tiro diretto verso Ravaglia. Con l’ingresso di Storm, sono aumentati gli spioventi nell’area avversaria, presidiata soltanto dai difensori di casa.
Il Pergo, nella ripresa, ha messo le tende nella metà campo del Viareggio, ma il tiro all’85’ di Le Noci dalla lunga distanza, ha il sapore della disperazione ed è il ritratto della prestazione odierno: tanto battagliera, vivace e costruttiva sino alla tre-quarti, quanto impercettibile nei pressi della porta toscana.
Finisce qui, con quindici angoli a favore ed un gol a sfavore. Finisce con i complimenti degli avversari e con la consapevolezza di aver dato tutto. Il tutto che è stato dato, sia chiaro, non è poco, ma in funzione del risultato non è stato sufficiente. E’ bizzarro, ma è difficile descrivere anche il sentimento che cuoce dentro dopo il risultato, giacché c’è soddisfazione per la condotta di gara, per il gioco e l’impegno espressi, ma c’è pure un forte rammarico per la sconfitta. Però non ci sono rimpianti, e non è una contraddizione.

Pergocrema - Novara 1-1

Alla fine c’è più amarezza che felicità. Il Pergo sfiora il successo al Voltini contro il Novara. Dopo le reti del primo tempo, nella ripresa la formazione cremasca colpisce due traverse con Le Noci.

Pergocrema – Novara 1-1

Reti: 13’ pt Le Noci (rigore), 21’ pt Motta.

Pergocrema: Colombi, Ghidotti (22’ pt Guerci), Di Bella, Rossi, Federici, Marconi, Cazzola, Florean (24’ st Tarallo), Le Noci, Crocetti (1’ st Storm), Uliano 6. All. Rastelli. A disposizione: Manzoni, Bonfanti, Galli, Brambilla.
Novara: Ujkani, Gheller, Ludi, Vicentini (1’ st Shala), Coubronne, Porcari, Lisuzzo, Motta (35’ st Ledesma), Rigoni, Rubino (25’ st Gonzales), Bertani. All. Tesser. A disposizione: Fontana, Jidayi, Cossentino, Evola.
Arbitro: Colasanti di Siena (Minardi di Taranto, Fortarezza di Foggia)
Note: Spettatori 1300 circa, di cui 531 paganti e 727 abbonati, per un incasso di euro 8.463. Ammoniti: Di Bella, Bertani, Vicentini, Ludi. Angoli 5 a 3 per il Pergo. Recupero 2’ + 4’.

CREMA. – Il Pergo covava il colpo come un’aquila le uova. Nei pensieri aveva conservato un sacchettino di polvere da sparo, avanzato domenica scorsa, per caricare i desideri. Invece, dopo la felice partenza, il finale se non proprio amarissimo, è quantomeno acre, perché è sempre difficile accontentarsi di qualcosa di intermedio. Forse il pareggio è il risultato più giusto, ma le due traverse colpite negli ultimi minuti di gara da bomber Le Noci ballonzolano ancora beffarde e sgradevoli.
Il Pergo sentiva che il colpo per andare a segno doveva partire da lontano. Dalla sofferenza e dalla concentrazione, innanzitutto. Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, nella ripresa ha dovuto alzare gli argini per contenere la maggiore pressione ospite, affidandosi a delle ripartenze illuminate dal suo capitano, che con due perentorie conclusioni (una ravvicinata, l’altra dalla distanza) ha scosso le fondamenta piemontesi, senza però riuscire a schiantare la capolista. Comunque, il bello di Le Noci è che lo aspetti e lui arriva: come un treno, o come un soffio di vento. Anche oggi è andato a segno, sebbene su calcio di rigore propiziato da Florean; poi, portandosi appresso un’aria un po’ speciale, ha provato per conto proprio, sprigionando nel Voltini melodiosa musica di speranza e rassegnati moti di amarezza con i due legni colpiti.
Essenziale e lucido, ma non tiranno, il Novara non ha monopolizzato il gioco. Anzi, è stato solidale a beneficio dello spettacolo, che non è mancato anche per merito di un Pergo semplice e semplificato, generoso e fondista. In sintesi: una bella prestazione, che rappresenta lo specchio che fa crescere la consapevolezza dei più grandi e ingrandisce l’amor proprio dei (presunti) più piccoli.
Sfruttando un ottimo inizio di gara, la formazione gialloblù aveva minacciato le certezze della capolista, più simile in quel frangente ad un gigante di cartapesta, che si pensava potesse frantumarsi dopo il penalty trasformato da Le Noci. La maschera del Novara, però, si trasformava poco dopo in quella di un leader corazzato e all’immenso incipit del Pergo che si era sovrapposto alla loro ombra, gli ospiti sfoderavano orgoglio, qualità, determinazione e in pochi minuti ristabilivano l’equilibrio.
Sono poche le novità all’ingresso in campo delle due squadre. Mister Rastelli si affida a Federici al posto del convalescente Brighenti (rientrato dal ritiro della Nazionale Under 20), mentre a centrocampo recupera Marconi, tenendo a disposizione in panchina Guerci, che entrerà a metà del primo rilevando Ghidotti. Nel reparto offensivo viene riconfermato il trio che aveva scardinato l’ermetica difesa del Varese sette giorni prima.
Prima dell’inizio, viene osservato un minuto di raccoglimento per ricordare i sei militari italiani vittime dell’attentato di Kabul. E’ un minuto intenso, commovente, sincero. Poi, purtroppo, la trasmissione deve continuare. E si comincia con il Novara che si affaccia in area cremasca: al 4’ un lungo lancio di Juliano è raccolto da Rigoni, che conclude al volo, calciando di poco a lato.
In queste prime battute di gioco, il ritmo del Pergo è più sostenuto e all’8’ è Le Noci ad impensierire la difesa ospite: dal vertice destro dell’area di rigore indirizza un pallonetto che sfiora l’incrocio dei pali. Un minuto più tardi, su assist di Marconi, è Uliano a mettere in area una rasoiata sulla quale Le Noci, in scivolata, arriva con un attimo di ritardo per il tap-in.
E’ un Pergo aggressivo e volitivo, che piace, convince e passa in vantaggio. Dalla tre-quarti Le Noci lancia in profondità Florean, che entra in area e cade sull’uscita di Ujkani. Calcio di rigore (13’) che il Novara contesta vivacemente, mentre Le Noci non si fa coinvolgere emotivamente e trasforma di precisione.
Il sorriso cremasco ha vita breve. Non eccezionale nel reparto arretrato, il Novara è travolgente dalla cintola in su. E così, al 20’, arriva il pareggio. Dalla sinistra è Bertani a mettere in movimento Motta, che taglia l’area sul filo del fuorigioco, dribbla Colombi in uscita e deposita la sfera in rete. Il gol ha un effetto sedativo sul prosieguo del match. Le squadre corrono, ma si guardano anche, si studiano, si valutano e così si elidono per i restanti minuti del primo tempo.
Nella ripresa è maggiore il predominio ospite, ma le occasioni più favorevoli si registrano sul versante locale. Al 7’ su traversone dalla sinistra dell’esordiente Storm, entrato all’inizio del secondo tempo al posto di Crocetti, capitn Le Noci in scivolata manda sopra la traversa da buona posizione. Immediata la replica del Novara con Motta, che impegna Colombi con una conclusione dal limite dell’area. Al 12’ la formazione ospite va vicinissima al vantaggio, sciaguratamente sprecato da Ludi dopo una mischia in area conseguente ad un calcio d’angolo.
Il pericolo corso consiglia al Pergo maggior prudenza, visto che la gara è ancora lunga e la capolista è talmente sorniona da rendere pesante la fatica. Tuttavia la fatica sarebbe quasi allegra nei minuti finali. Al 40’, in contropiede, Storm calibra un perfetto assist per i piedi di Le Noci, che scavalca con un delizioso pallonetto il portiere avversario in uscita: pallone che sbatte contro la traversa. Sul ribaltamento di fronte, è Gonzales a farsi dapprima respingere la conclusione da Colombi e poi a recriminare per il penalty dopo un contatto con Marconi.
E’ un finale pirotecnico. Al 42’ Federici, su punizione, serve le Noci al limite dell’area: siluro e per la seconda volta è ancora la traversa a spegnere il boato del “Voltini”.

Pergocrema - Varese 2-0

Il Pergo si riprende dalla sconfitta di sette giorni fa superando brillantemente il Varese dell’ex Sannino. Una rete per tempo: nel primo Le Noci, allo scadere dell’incontro Florean firmano il successo gialloblù.

Pergocrema – Varese 2-0

Reti: 28’ pt Le Noci, 49’ st Florean.

Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Di Bella (30’ st Bonfanti), Rossi, Brighenti, Florean 6,5, Cazzola Guerci (34’ st Brambilla), Le Noci, Crocetti (21’ st Tarallo), Uliano. All. Rastelli. A disposizione: Manzoni, Federici, Galli, Storm.
Varese: Moreau, Pisano, Buzzegoli, Camisa, Radi, Gambadoti (41’ pt Zecchin), Bernardini, Corti, Carrozza (11’ st Armenise), Ebagua, Del Sante (1’ st Momentè). All. Sannino. A disposizione: Grandclement, Gentili, Dos Santos, Tripoli.
Arbitro: Manera di Castelfranco V. (Valletta di Caserta, Peraro di Conselve).
Note: Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 1400 circa. Ammoniti: Cazzola, Guerci, Florean, Buzzegoli e Pisano. Espulso al 10’ st Radi per fallo su Guerci. Recupero 1’ + 5’.

CREMA. – “Champagne, per brindare a un incontro...”. Una bella partita, una splendida vittoria di un Pergo ammirato e amato. Doveva essere un match aperto, senza padrone. E’ stato invece il match del Pergo che fuga le ombre di sette giorni fa. Forte e sicuro, al quale il Varese si è accostato dapprima con verve battagliera, poi sempre più timidamente, sino a scomparire dopo l’espulsione di Radi e la conseguente inferiorità numerica.
E’ stata soprattutto la partita di Florean, che ha alzato la soglia della commozione. Scimmiottando un grande giornalista sportivo, la prestazione di “Flo” è stata “un’emozione, un giro più veloce del sangue, un soffio sul cuore”. Ha propiziato l’azione del vantaggio e nell’appendice di partita ha vergato con una prodezza un pomeriggio incantato per lui e la squadra.
Dunque, bel giorno per il Pergo: Le Noci (e siamo a quota 4!) e Florean segnano, la squadra vince. Bel giorno perché il Pergo c’è, ed anche la lieve sofferenza, neppure troppo appariscente, nella parte iniziale della contesa, dimostra che i gialloblù sono scesi in campo con la giusta mentalità: saper incassare, rimanendo in piedi, e saper aggredire, abbattendo l’avversario. E’ una questione di testa, e il Pergo ha dimostrato di avere la testa sgombra dall’inquietudine e dalla frenesia di dover fare risultato ad ogni costo. Non gonfiato dal desiderio di riscatto, la formazione cremasca non ha sprintato subito, bensì è cresciuta con il trascorrere dei minuti, imponendosi con fare autoritario e gestendo con equilibrio tattico, principalmente nella ripresa, il vantaggio e la superiorità numerica.
Non era una gara facile. Psicologica soprattutto. Il Varese aveva dalla sua parte un inizio di stagione frizzante. Il Varese aveva pure, in panchina, mister Sannino, arguto conoscitore della materia calcistica, capace di ingabbiare gli avversari. Il Varese, infine, aveva sinora incassato una sola rete in tre partite, lasciando quindi trapelare ai nostri attaccanti che non ci sarebbe stata molta ciccia con cui pasteggiare.
Alla fine è stata una di quelle partite ed uno di quei pomeriggi che restano dentro. Non tanto e non solo per l’eccellenza della prestazione, appunto bella perché intensa, ma perfettibile. Resta dentro per le premesse, per il morale e, aspetto non marginale, perché restano tre punti utili a mantenere il contatto con i dignitari del girone. Tatticamente bloccata nel primo tempo, nella fase di assestamento era stato il Varese a rompere le incertezze, sfiorando il gol. La rete di Le Noci ha poi messo le ali al Pergo, che ha subito la reazione ospite soltanto in occasione di palle inattive, con la difesa gialloblù che ha sempre risposto egregiamente.
Per far dimenticare la sconfitta di Ivrea, mister Rastelli cambia qualche pedina sulla scacchiera cremasca. In difesa si nota l’esordio di Di Bella a fianco di Rossi, con Brighenti (in partenza per l’Egitto con la nazionale di Rocca per i mondiali Under 20: potrebbe rimanere assente per circa un mese), defilato sulla sinistra, posizione che predilige. A centrocampo, esordio stagionale per Alex Guerci, al suo rientro dopo l’infortunio occorsogli a gennaio: altra emozione di giornata! Nel reparto avanzato, invece, è il turno di Florean a partire titolare e l’attaccante premierà la fiducia.
L’inizio, come anticipato, è caratterizzato da una lunga pausa di reciproco studio: blocco psicologico dalla parte locale, blocco tattico sul versante varesino. Poi sono gli ospiti a procurare il primo sussulto in tribuna (23’): dal limite dell’area Gambadori fa esplodere un rasoterra che impegna severamente Colombi, abile a neutralizzare la conclusione. Applausi per il giovane portiere ex atalantino. Al 27’ il Pergo passa in vantaggio. Grave errore di Camisa, il cui rinvio cade sui piedi di Florean: cross in profondità per Le Noci, che coglie la difesa ospite impreparata, entra in area in beata solitudine e trafigge Moreau. Esplode il “Voltini”, perchè il vantaggio spazza lo spettro alessandrino, sebbene la partita sia ancora tutta da giocare. Però la “rappresaglia” della squadra di Sannino non arriva ed è quindi ancora il Pergo a proporsi insidioso: punizione (43’) di Le Noci dalla sinistra, con Moreau costretto ad opporsi in tuffo.
Nella ripresa il Varese si presenta con un piglio combattivo, però dopo una punizione di Radi (8’) dal vertice destro dell’area di rigore, respinta con i piedi da Colombi, al 10’ rimane in inferiorità numerica per l’espulsione proprio di Radi (a gioco fermo ha “falciato” Florean, incontenibile a pallino in movimento...). Così il Pergo si distende e sul tentativo di rimonta ospite, gode di ottime distese per colpire in contropiede. Al 14’ un lungo rilancio dalle retrovie è raccolto da “Flo”, che entra in area, evita l’ostacolo Armenise e si coordina per il tiro: diagonale pungente che Moreau neutralizza.
Il Varese insiste, ma per Colombi non ci sono straordinari. Ci sono invece per Moreau, che al 23’ merita l’ennesimo plauso per l’intervento sulla conclusione di Uliano, scoccata dal limite dell’area dopo l’assist dalla sinistra di Le Noci. Nei pressi dell’area di rigore, è comunque un soliloquio cremasco. Al 44’ ottimo cross dalla destra di Ghidotti, Tarallo irrompe e devia di testa da pochi metri: Moreau è tuttavia attrezzato per il miracolo.
Prima che l’arbitro Manera “canti” tre volte, al 49’ Florean mette il sigillo definitivo al successo del Pergo: lanciato in profondità da Brambilla, l’attaccante gialloblù entra in area, evita dapprima Pisano e poi Bernardini e, dall’altezza del dischetto da rigore, rende umano anche Moreau, uccellandolo con un preciso diagonale.

Alessandria – Pergocrema: 3-1

Pergo: pesante sconfitta contro l'Alessandria (1-3) PDF

Una sconfitta senza alibi quella rimediata dal Pergo ad Ivrea, contro un'avversaria aggressiva e concreta. In svantaggio per 2-0 dopo 16' di gioco, al Pergo non è riuscito il miracolo. Anzi, all'inizio di ripresa è stata ancora l'Alessandria ad allungare. Di Tarallo il gol della bandiera.


Reti: 13’ pt Signorini, 16’ pt Fantini, 4’ st Artico, 22’ Tarallo

Alessandria: Servili, Ciancio, Schettino, Briano, Signorini, Cammaroto, Rodriguez (9’ st Chiazzolino), Mateos (28’ st Motta), Buglio, Artico, Fantini (33’ st Russo). A disp.: Cicutti, Grosheh, Longhi, Damonte. All. Foschi.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Pambianchi, Brambilla (1’ st Anastasi), Rossi, Brighenti, Marconi, Cazzola, Anastasi (1’ st Florean), Le Noci (17’ st Crocetti), Uliano. A disp.: Manzoni, Di Bella, Guerci, Galli. All. Rastelli.
Arbitro: De Faveri di San Donà di Piave (Gaspari di Ancona e Cerantola di Bassano).
Note: Ammoniti Cazzola e Schettino. Calci d’angolo 5 a 3. Recupero: 0 + 3’.

IVREA: - Bum!, arriva la batosta. E’ un ko tecnico, su brutto colpo d’incontro, e duro. Il Pergo si rialza, barcolla, si rimette in guardia, ma non ha speranze di recuperare. Anzi, per la prima mezz’ora, si percepisce la sensazione che possa solo limitare i danni.
Il “Pistoni” di Ivrea gronda splendore (per i piemontesi) e al banchetto da satrapi allestito sul terreno di gioco (quattro reti), fa dunque festa soprattutto l’Alessandria con assalti alla porta di Colombi che mettono a disagio gli ospiti in campo e quelli in tribuna.
Per il Pergo poteva essere una partita chiave, una specie di sfera di cristallo dentro cui leggere il futuro. Oggi, invece, ha sempre dovuto inseguire la preda, che si è staccata, e non si è quindi capito dove potrà arrivare in questo campionato. In sintesi: rimandato a domenica prossima. Da una domenica all’altra. Dopo il doppio svantaggio del primo tempo, è stato nuovamente invocato il miracolo, come una settimana fa. All’inizio di ripresa è però giunto il terzo gol dei locali, e allora addio anche ai miracoli e alle illusioni.
L’Alessandria va ad energia solare. Il sole di Ivrea ha acceso la squadra piemontese e gli ha fatto maturare in testa un’idea: attaccare subito. Al 16’ era già in vantaggio di due reti, al 4’ del secondo tempo aveva già santificato il giorno di festa e archiviato la pratica. La formazione locale ha un po’ ricordato la Pro Patria della scorsa stagione: irraggiungibile. Pure il Pergo di oggi ha ricordato quella infausta prestazione, che noi tutti avremmo voluto dimenticare. Ricorsi storici per ribadire che siamo alla terza giornata di campionato e non è il tempo di piangersi addosso, bensì davanti c’è ancora tutta una stagione per risollevare il morale, recuperare le energie e il gioco, rimpinguare la classifica. C’è, insomma, una strada all’infinito, lunga come la speranza.
Peraltro, il pomeriggio per i tifosi cannibali era iniziato sotto i più scoraggianti segni premonitori, con il loro pullman che perde colpi sull’autostrada e il loro conseguente ingresso allo stadio quando la gara era iniziata da mezzora, con l’Alessandria che aveva già sparato una doppietta. Per i sensibili alle credenze popolari, qualcosa vorrà pur dire...
Non ci sono colpi di scena eclatanti nella formazione iniziale schierata da Rastelli. Tuttavia sono presenti tre novità rispetto a domenica: paprtono dalla panchina Tarallo, Federici e Crocetti, mentre partono dal campo Brambilla, Pambianchi e Anastasi, per un 4-4-2 che nelle intenzioni dovrebbe fornire maggiore solidità.
Invece, non resta che guardare la verve agonistica dell’Alessandria, che ci risparmia ogni preambolo e parte a razzo, come un tempo facevano le squadre inglesi. Al 3’ Schettino, dalla linea di fondo campo, mette a centro area un pallone insidioso, reso però innocuo dalla difesa gialloblù.
Al 6’ il Pistone esplode per il gol di Rodriguez, che però l’arbitro annulla per fuorigioco dello stesso giocatore, il quale aveva deviato con un delizioso colpo di tacco la traiettoria del pallone, superando l’opposizione di Colombi. Pericolo scampato per il Pergo, che sembra non riuscire ad entrare in partita, mentre mostra di soffrire eccessivamente l’avvio frizzante degli avversari. I quali sfiorano nuovamente il vantaggio all’8’: cross di Schettino, con un rimpallo che favorisce Rodriguez, la cui conclusione è neutralizzata da Colombi in uscita. Riprende ancora Rodriguez e Colombi bissa definitivamente la precedente prodezza.
Soprattutto lungo le corsie esterne i locali si distendono con soverchia padronanza, costringendo la difesa cremasca a giocare in apnea. Rastelli è prodigo di consigli, ma al 13’ dalla roccaforte pergolettese viene alzata la bandiera bianca. Corner dalla destra di Rodriguez per la testa di Artico, che colpisce il palo; sulla ribattuta si piomba come un falco Signorini che ribadisce in gol. I “grigi” alessandrini si tingono d’azzurro, mentre come Diogene di Sinope che di giorno si aggirava per le strade con il lanternino alla ricerca dell’uomo, il Pergo si aggira per il campo alla ricerca di una compattezza e di un gioco ancora approssimativi.
Una timida reazione arriva al 15’, con una punizione dalla distanza di Le Noci che però non procura solletico al portiere alessandrino. Un minuto dopo procura invece frustrazione e sgomento il raddoppio dell’Alessandria: lo firma Fantini, con una rasoiata in diagonale che non lascia dubbi sulla supremazia dei piemontesi. Il Pergo prosegue in un peregrinare inconcludente. Più reattivi i locali, con Mateos e Artico che sono rispettivamente il motore e il cervello della squadra, mentre i cremaschi si notano prevalentemente sulla fascia destra, dove operano Ghidotti e Marconi.
Al 29’ altra situazione spigolosa in area gialloblù, con Colombi che sbroglia sull’insidiosa traiettoria, da corner, di Rodriguez. Al 32’ ennesimo brivido: conclusione di Buglio dal limite dell'area di rigore, in posizione centrale, e sfera che spolvera il palo alla destra di Colombi. Applausi.
Al 40' punge il Pergo: dopo una bella chiusura di Rossi su Radriguez lanciato verso l'area ospite, la ripartenza porta Cazzola alla conclusione dalla distanza, deviata in angolo da un avversario.
Ovviamente, durante l’intervallo, il pensiero corre a sette giorni prima e si invoca l’ennesima grazia. Al rientro dagli spogliatoi il Pergo presenta subito due novità: Tarallo (al posto di Anastasi) e Florean (al posto di Brambilla). L’Alessandria, comunque, mette subito le cose in chiaro e al 4’ spegne gli ardori ed i ricorsi: è probabile che Artico fosse in una posizione irregolare, ma la terna non ravvisa e convalida il terzo botto locale, favorito anche da un movimento non irreprensibile della linea difensiva gialloblù.
L’Alessandria, a questo è appagata. Il Pergo si scuote e (22’) riscuote. Uliano cambia fronte d’attacco servendo a destra Ghidotti, il cui cross preciso è tradotto in una deviazione di testa da parte di Tarallo, che supera Servili. Sembrerebbe un incidente fortuito per la difesa locale, la quale sbanda lievemente poco dopo. Infatti, altra occasione favorevole per Tarallo al 25’: calcio di punizione di Uliano per il centravanti gialloblù, che in semi-rovesciata volante non trova le giuste coordinate e calcia sopra la traversa. Ultimo assalto cremasco al 43’, ancora da una punizione calciata da Uliano, con il portiere locale che respinge in mischia. E adesso, dopo aver recitato il mea culpa, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo sodo: domenica al Voltini arriva il Varese di mister Sannino

mercoledì 2 settembre 2009

Ritorna il derby tra Crema e Pergo

Ritorna il derby cittadino. Mercoledì 23 settembre 2009 con inizio alle ore 20,30, per una sera riaffiora il derby tra il Pergo e l'A.C. Crema.
Non ci saranno, tuttavia, punti in palio per alimentare la classifica, bensì sarà una sfida che pone al centro dell'attenzione la solidarietà. Infatti, le due società cremasche devolveranno l'intero incasso della serata a due importanti iniziative: a favore del Centro di riferimento della Lombardia per la ricerca e la cura della fibrosi cistica (www.fclombardia.it e www.demarchi.org), rappresentato questa sera alla presentazione stampa, avvenuta nela sala dei ricevimenti del Comune di Crema, dalla dottoressa Carla Colombo (direttrice del centro), e a favore del Centro di Aiuto alla Vita di Crema, che ha sede in via Civerchi, 7 e rappresentato dalla presidente Rosa Assandri.
A fare gli onori di casa era presente l'assessore allo Sport Luciano Capetti e il presidente del consiglio comunale Cattaneo. Per l'Amministrazione Provinciale ha presenziato Matteo Soccini, il quale ha portato i saluti dell'Assessore.
Radio Antenna 5, promotrice dell'iniziativa, era rappresentata da Bruno Tiberi, mentre per le due società hanno partecipato il presidente Barbaglio accompagnato da Fabiano Gerevini (A.C. Crema), il presidente onorario Aschedamini con l'addetto stampa Falconi (Pergocrema).
Non sono mancate le prime battute tra i due presidenti, segno evidente che una sana rivalità cittadina esiste ancora e che del derby si sentiva un po' di mancanza. Allo stadio saranno presenti anche le formazioni dei due settori giovanili. La Sud, ovviamente, sarà destinata ai tifosi cannibali, mentre la Nord sarà occupata dai ans cremini.
Il carattere benefico dell'iniziativa impone la massima partecipazione della città e principalmente dei cremini: quando mai avranno la possibilità di confrontarsi nuovamente contro i cannibali gialloblù? Con quest'ultima battuta, scherzosa, vogliamo entrare nel clima di un derby le cui finalità, ribadiamo, richiedono partecipazione, divertimento e solidarietà per sostenere chi, nella vita, ha avuto meno fortuna di noi.

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lunedì 31 agosto 2009

PERGO - FOLIGNO Gemelli Ultras


Pergocrema – Foligno 2-2

Pergo - Foligno 2-2: Le Noci show PDF

Sofferto, ma meritato pareggio del Pergo contro un buon Foligno. In svantaggio per 2-0 prima dell’intervallo, la formazione cremasca mostra nella ripresa un’ottima reazione e, ottenuto il pareggio con la doppietta di Le Noci, addirittura ha sfiorato il successo.


Reti: 19’ pt Cavagna, 48’ pt Gregori; 20’ e 36’ st Le Noci.

Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici (30’ st Anastasi), Cazzola, Rossi, Brighenti, Marconi, Uliano (14’ st Florean), Tarallo (1’ st Brambilla), Le Noci, Crocetti. A disp: Manzoni, Pambianchi, Guerci, Galli. All. Rastelli.

Foligno: Rossini, Gregori, Rossi, Borgese, Pencelli, Guastalvinci (42’ pt Lispi), Gallozzi (43’ st Di Paola), Castellazzi, Virdis, Cavagna, Giacomelli (20’ st Nori). A disp.: Tomassini, Cavitolo, Da Dalt, Tramontano. All. Fusi.

Arbitro: Peretti di Verona (Gava di Conegliano e Palusco di Vicenza).

Note: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 1326, per un incasso lordo, compresa quota abbonati di € 9.244,46. Ammoniti: Rossi, Pencelli, Virdis, Cavagna. Angoli 11 a 7 per il Pergo. Recupero: 3’ + 4’.

CREMA. - Una curva innamorata. E’ la Sud. Il Pergo, in difficoltà dopo un primo tempo da brivido, le fa le fusa, le chiede sostegno ed è accarezzato dai cannibali sino al termine di una partita dura che poteva essere tremenda. Così Le Noci mette le ali e nella ripresa vola alto nel terso cielo del Voltini. Non è il mitologico Pegaso, ma è comunque uno strano “animale” che morde l’avversario come fosse un osso. E fa giustamente festa, dopo essersi saziato.
Nel calcio non c’è mai nulla di sostanzialmente epico, a parte qualche spruzzatina di retorica, che non guasta se moderata. E allora, indugiando con uno zampillo di enfasi, proclamiamo eroe di giornata proprio Lui, il capitano umile e riservato che con la doppietta rimedia ad una sconfitta che sarebbe stata comunque “umana”, e versa nel piatto del campionato un brodino per il morale.
Non è stato un Pergo coinvolgente quello visto nel primo tempo. Non ha giocato male, ma è risultato poco incisivo nei pressi dell’area avversaria. Il Foligno si è difeso con ordine e con efficacia si è spinto in avanti, ostentando ottime combinazioni nella fase di rimessa. Il Foligno ha poi trovato due gol quasi insperati e simili, di fondoschiena il primo, di bravura il secondo. Non aveva fornito una lampante dimostrazione di superiorità, ma il Pergo è stato però impressionato dal doppio svantaggio. Le facce dei giocatori gialloblù, dopo il primo tempo, erano da Quaresima, quelle dei sostenitori attonite.
Nella ripresa, invece, la gara prende fuoco ed il Pergo è pieno di fiammiferi, di petardi, di castagnole. Corre con determinazione, il suo ritmo fa male e alla fine quasi quasi il pareggio calza una taglia in meno.
Il tecnico gialloblù Rastelli conferma la formazione vincente della prima giornata, con la sola eccezione di Tarallo al centro dell’attacco al posto di Anastasi. Sul fronte ospite, si registra l’esordio del neo-acquisto Virdis. Per i primi cinque minuti sono proprio gli ospiti ad essere più intraprendenti. Nulla di eccezionale, ma maggior possesso palla. Poi l’iniziativa cambia piede ed il Pergo prende quota, ma fa soltanto solletico. All’11’ prima ghiotta occasione: Ghidotti sfonda sulla fascia destra e mette a centro area un delizioso traversone. La difesa ospite buca e Tarallo, peraltro ben appostato, manca l’aggancio con la sfera. Peccato! Come un minuto più tardi: cross sempre dall’out destro (questa volta di Marconi) e colpo di testa di Tarallo a pochi passi dalla linea di porta: pallone fuori misura. Il Pergo ci prova. Vuoi vedere che...? No, da vedere c’è il Foligno, che a questo punto dà gas.
Così si perpetua l’antico adagio: chi sbaglia paga. Al 19’ il Foligno passa in vantaggio al termine di un rapido capovolgimento di fronte: lungo diagonale dalla sinistra sul fronte opposto per Cavagna, il quale, in area ma in posizione decentrata, di piatto cerca di scodellare l’assist per la testa di un compagno. Invece gli esce un colpo beffardo quanto involontario che uccella Colombi.
Il Pergo è scosso ed il Voltini ammutolito. Al 22’ Crocetti prova a riequilibrare l’incontro: si accentra e di rimbalzo scaraventa un fendente che sfiora il palo alla sinistra di Rossini. Ancora Crocetti alla conclusione al 25’, dopo una combinazione promossa d Marconi e proseguita da Tarllo. Ancora fuori di poco.
Il Pergo adesso si svuota. La manovra lenta e prevedile favorisce il recupero degli avversari, sempre ben disposti in campo. Si avvicina l’intervallo e mentre si medita il riscatto nella ripresa, all’ultimo del terzo minuto di recupero giunge inattesa l’altra doccia fredda. Ancora una lunga gittata dalla sinistra e questa volta Gregori, dimenticato in area, non necessita di fortuna per battere Colombi con un diagonale al volo, potente e preciso, che s’infila sotto l’incrocio dei pali.
Il morale è sotto i tacchi, però negli spogliatoi il verbo di mister Rastelli è stato assimilato. Al ritorno in campo, si presenta Brambilla al posto di Tarallo (e più tardi, 14’, entrerà anche un vivace Florean al posto di Uliano).
Al 3’ è Marconi a proporsi al tiro, impegnando severamente Rossini (primo serio intervento del portiere ospite). Al 7’ Crocetti parte in contropiede, si presenta davanti a Rossini, ma viene contrato da un avversario al momento della conclusione, recuperando soltanto un corner. Tuttavia è un Pergo più determinato, più volitivo, più caparbio, più penetrante. Non è solo cuore. Ci sono anche la testa e le gambe per provare e riuscire a riequilibrare il match. E sono i cacciatori più convinti a stanare la preda. Così al 19’ arriva il primo petardo. Lancio in profondità per Le Noci, che un metro dentro l’area anticipa di testa l’uscita sbarazzina di Rossini, il quale frana platealmente sul corpo dell’attaccante gialloblù. Rigore sacrosanto, che lo stesso capitan Le Noci trasforma con freddezza sotto gli occhi appagati della Curva Sud.
Si prosegue, ed è sempre l’incalzante ritmo cremasco a menare la danza. Le Noci, dal gol, ha avuto un’ulteriore iniezione di fiducia ed illumina la ripresa di una luce intensa e continua. Al 23’, dalla linea di fondo campo sinistra, mette a centro area un invitante traversone per Florean, che si avventa sulla sfera, ma è anticipato di un niente da Pencelli. Replica al 30’ Le Noci, per la testa di Crocetti, anch’egli anticipato di un soffio da Rossini. Insiste il Pergo, e dentro si sente che può raggiungere la meta. E’ Florean, al 36’, a recitare la parte del perfetto assist-man, mettendo a due passi dalla linea di porta un cross adorabile che Le Noci trasforma, di testa, nell’apoteosi della giornata, con la Sud, incredula quanto euforica, che compatta scende dalla gradinata come un fiume in piena vibrando di gioia contro la rete di recinzione.
Il Pergo è eccitato ed eccitante. Lotta per cogliere il miracolo, ma la sforzo profuso comincia ad affiorare. Eppure, al 39’, sfiora addirittura il vantaggio: Crocetti, anch’egli indomabile, supera l’avversario e scende, decentrato, verso l’area di rigore. Il suo tiro è rimpallato da un difensore; raccoglie Florean a mette la palla sul secondo palo per Anastasi, leggermente avanzato.
Finisce quindi con un pareggio che dopo il doppio vantaggio ospite e dopo un primo tempo insipido, pareva impossibile da perfezionare. Finisce con i giocatori sotto la Sud, accolti da un caloroso e sincero applauso. Al di là del risultato, quando c’è l’impegno, c’è anche la gratitudine.


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Pro Patria – Pergocrema 1-2

Il Pergo apre il campionato con un promettente successo a Busto Arsizio. Di Le Noci e Uliano, nel primo tempo, le reti gialloblù. Nella ripresa reagisce la Pro Patria, che dimezza lo svantaggio, ma non trova mai lo spunto per ottenere il pareggio.

Reti: 15’ pt Le Noci, 38’ pt Uliano, 16’ st Aquilanti.

Pro Patria: Caglioni, Masiero (41’ pt Serafini), Som, Bruccini, Maraucci, Polverini, Melara, Aquilanti, Ripa, Sarno, Pacilli. A disp.: Fortunato, Rudi, Calà, Marci, Napoli, Kulli. All. Di Fusco.

Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici, Cazzola, Rossi, Brighenti, Marconi, Uliano, Anastasi (32’ st Tarallo), Le Noci (29’ st Florean), Crocetti (20’ st Brambilla). A disp: Manzoni, Pambianchi, Guerci, Galli. All. Rastelli.

Arbitro: Bellutti di Trento (Drago di Agrigento e Messina di Catania).

Note: pomeriggio caldo, con temperatura attorno ai 33°. Terreno in discrete condizioni. Spettatori 1100 circa, incasso non comunicato. Ammoniti: Aquilanti, Federici e Brambilla. Angoli 9 a 2 per la Pro Patria. Recupero: 1’ + 4’.

Busto Arsizio. La corte e il volgo, i privilegiati e i negletti. In senso etimologico, il rosso è il colore della passione. Fortemente simbolici sono però anche i colori che legano una squadra di calcio al proprio popolo di tifosi. Per i colori sociali si freme, si fa appello al cuore, si misurano i sogni e la realtà, le energie del corpo e quelle dello spirito.
Oggi ha vinto il Pergocrema, senza l’alito dei propri supporter. Però ha perso lo spirito, perché non c’è soffio vitale in quello spicchio dello “Speroni” mestamente deserto, dal quale risuona l’eco di una assenza pesante e illogica. Nell’occasione, sono state chiuse “last minute” solo le porte del settore ospiti ed i tifosi cremaschi, alla stregua di una comitiva che ha staccato il check-in ed è pronta ad imbarcarsi per le vacanze, ma alla quale viene annullato il volo quando gli zaini già pesano sulle spalle, senza capire e senza scuse hanno dovuto subire l’assurda vessazione. Ovviamente non sono accorsi giornalisti e televisioni per raccogliere le testimonianze ed il comprensibile senso di frustrazione. Non sono vittime, bensì i “cattivi” della domenica calcistica che non meritano attenzione. Che siano i ribelli della domenica pedatoria, in un contesto generale, è spesso veritiero. Però, suvvia, questa mancanza di sensibilità, di dimensione umana e di rispetto che la legge italiana garantisce a cani (in senso letterale) e porci (in senso allegorico), non contribuisce certamente a stemperare le tensioni. Siamo soltanto alla prima di campionato e fino a quando si farà d’ogni erba un fascio, anziché affrontare le singole realtà (lo “Speroni”, come il “Voltini”, indubbiamente non possono essere equiparati al “Meazza”), si proseguirà con ostinazione poco illuminata a frantumare il giocattolo.
Nonostante la desolazione di quello spicchio silente dello “Speroni”, tutti gli altri settori dello stadio hanno goduto del beneficio della presenza. Messa così, più che una partita di calcio, sembra un’esibizione per il sovrano, la sua corte e i soliti giullari, mentre il volgo stilla sudore nei campi. La storia, citando Guccini e la sua “Locomotiva”, ci racconta come finì la corsa... Per alienare il tifo violento, si corre il rischio di alienare l’intero movimento calcistico.
Ci si rassegna senza capire e quando Le Noci prima e Uliano dopo mettono al tappeto gli avversari, il loro è un grido nel deserto che, osiamo pensarlo, accende l’animo spettrale di quella curva sguarnita, raccolta probabilmente in gioconda allegria nei bar di Crema per seguire il match sulle frequenze radiofoniche.
Con i due acuti gialloblù si è ormai in clima campionato e la punta d’angoscia seguita da una domanda (“Ma che ci stiamo a fare qui?”), resta comunque, sebbene affievolita dalla vittoria che prende forma.
La Pro Patria non è più la squadra brillante della scorsa stagione. E’ formazione discreta, dignitosa, ma non stellare. Esaltante ieri, di modeste dimensioni oggi. Stellare è stato però il suo inizio, veemente come quella infausta serata di un anno fa. Dieci minuti, o poco più, di ritmo incalzante. Poi è cresciuto il Pergo, con il trombettiere Cazzola a suonare la carica, con Le Noci e Uliano a centrare il bersaglio. Nella ripresa, invece, il Pergo è leggermente calato di tono ed i bustocchi ne hanno approfittato per dimezzare lo svantaggio ed illudersi che il pareggio fosse a portata di mano. Rastelli non è rimasto passivo e dopo gli inserimenti di Brambilla, Florean e Tarallo, giocatori di esperienza e capaci di spezzare il ritmo avversario, il Pergo è tornato ad essere essenziale, innaffiando il suo finale anche con una spruzzatina di superfluo quando Le Noci, intercettando un errato disimpegno della difesa locale, ha sfiorato la doppietta personale con una palombella sulla quale Caglioni ha rimediato in calcio d’angolo, strappando gli applausi.
In una rosa ben copiosa, la principale curiosità è quella di conoscere le scelte di Rastelli, che affida l’esordio stagionale ad una squadra fondata sull’equilibrio tra giovani speranze e giocatori di consumata maturità. La panchina, peraltro, farebbe la gioia di qualsiasi concorrente dei gialloblù.
La Pro Patria parte slanciata, mentre il Pergo aziona il freno a mano. Dopo gli iniziali minuti di contenimento, il Pergo comincia a distendersi. Al 9’ Cazzola lancia in profondità Anastasi, che in piena area di rigore, al momento di concludere, viene anticipato di un soffio da Maraucci. All’11’ Anastasi fa da sponda allargando il pallone sulla sinistra per Crocetti, che decentrato ritarda la conclusione a rete, mentre un minuto dopo è sempre Anastasi a provare una deviazione volante, ma sbuccia il pallone.
Il Pergo è adesso padrone del campo e la pressione che esercita sui difensori locali mette apprensione e li induce a qualche svarione. Al 15’ i gialloblù passano in vantaggio: cross di Crocetti dalla fascia destra, Anastasi, piazzato all’altezza del dischetto da rigore fa da velo per Le Noci, che al volo piazza il pallone oltre le possibilità di Caglioni. Silenzio tombale!
La Pro Patria è intontita dal colpo inferto e il primo segno di reazione giunge al 27': punizione da 20 metri che Colombi intercetta e blocca in due tempi. Al 29’ ottimo cambio di fronte da parte di Le Noci all’indirizzo di Crocetti: diagonale fuori di poco. Al 35’ elaborata manovra ospite, promossa da Anastasi, proseguita da Cazzola e da Marconi, e conclusa con un tiro di Uliano alto sopra la traversa. E’ tuttavia la prova generale del raddoppio, che arriva al 38’: sempre Crocetti nel ruolo di assist-man e questa volta Uliano trova le corrette coordinate per battere impietosamente il portiere avversario.
Il doppio vantaggio appare un bottino da poter essere amministrato con parsimonia nella ripresa. Invece la Pro Patria affronta la seconda parte del match con un piglio agonistico più determinato rispetto ai primi 45’, sebbene sia il Pergo a procurare un brivido già al 3’: cross di Uliano dalla sinistra e perfetta deviazione di testa di Anastasi, con il pallone che termina di poco a lato del primo palo.
La gara prosegue, adesso controllata dai bustocchi, che si fanno minacciosi, ma concludono poco a rete. Qualche imprecazione cala dalle tribune all’indirizzo dell’arbitro per presunte situazioni pruriginose in area cremasca. Poi, quando al 16’ Aquilanti apre una breccia e trova il gol della speranza (corner dalla destra, con respinta della difesa cremasca, raccolta dal centrocampista al limite dell’area), la Pro Patria sbatte le ali, senza tuttavia riuscire a spiccare il volo. Anzi, dopo i cambi effettuati da Rastelli, il Pergo ritrova l’adeguato assetto ed in contropiede è più pungente degli avversari. Già anticipata l’occasione di Le Noci (27’), al 36’ è perfetta la combinazione tra Florean e Uliano, con il primo che chiude il triangolo costringendo Caglioni agli straordinari.
Finisce quindi con il successo del Pergo, orfano dei suoi cannibali, una gara sofferta soltanto nella prima parte della ripresa. Finisce senza il saluto alla curva, ma uno sguardo a quella gradinata vuota, alla fine, i giocatori l’hanno comunque rivolto. Il pensiero, spesso, è sufficiente.

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giovedì 30 luglio 2009

venerdì 29 maggio 2009

DICONO CHE.........

Milano - È la sera del 23 settembre scorso. A Milano si tiene un incontro dedicato al tema del tifo organizzato. Tema innocente, oggetto di mille dibattiti. Ma i personaggi che si presentano a quell’incontro fanno suonare più di un campanello d’allarme tra gli investigatori. C’è Christian Mauriello, rappresentante dei Viking bianconeri. C’è Franco Caravita, leader storico della Curva interista. E c’è soprattutto l’uomo cui da mesi carabinieri e Digos dedicano le loro attenzioni. È un imprenditore pieno di soldi, ma è anche un pregiudicato che la Procura di Milano considera legato al mondo della criminalità organizzata. Si chiama Giancarlo Lombardi. È il capo dei Guerrieri Ultras, il nuovo gruppo della Curva Sud del Milan, quelli che hanno spazzato via con la violenza, in meno di tre anni, i gruppi storici; la Fossa dei Leoni, i Commandos Tigre, le Brigate rossonere.
Giancarlo Lombardi non è un ultrà. È un criminale. Lui e i suoi gorilla hanno preso in mano la Curva non per sostenere il Milan ma per fare i loro affari. Hanno picchiato, ricattato, minacciato. E quella sera di settembre, nell’innocua riunione al consiglio di zona, Lombardi avvia la fase due del suo progetto; estendere la penetrazione criminale alle altre curve. Si parte dalle più grosse, Inter e Juve, ma il progetto di Lombardi è più vasto. Le differenze di tifo non contano. E non contano nemmeno i vecchi rituali ultrà, le alleanze, le regole stabilite nel corso di decenni.

Al gruppo di Lombardi - secondo le inchieste delle Procure di Monza e Milano - interessa soprattutto fare soldi. E allora bisogna essere in tutti gli stadi, di tutti i colori. Ci riusciranno? «Ingoiare la curva dell’Inter non sarà facile - dicono alla Digos - perché è una curva compatta». Intanto, il potere di Lombardi e dei suoi Guerrieri sulla Curva del Milan ormai è totale. È a loro che si riferiva capitan Maldini quando, pochi giorni fa, disse; «Sono orgoglioso di non essere uno di voi».

Lo sbarco della «mala» nelle curve è ricostruito dall’indagine chiusa tre giorni fa dalla Procura di Milano con la richiesta di processare Lombardi e altri undici «Guerrieri» per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione». «Sotto la copertura di una sedicente organizzazione di tifosi - scrive il pm Luca Poniz - il metodo scelto dal Lombardi rispondeva a una logica prettamente criminale, del resto coerente con il profilo di Lombardi». Attraverso «un chiaro atteggiamento intimidatorio nei confronti della società Ac Milan, inseriva nei rapporti con il club l’utilizzo di metodologie riferibili alla criminalità comune». Obiettivo, la conquista del potere nella curva e con esso «il potere di gestire una sorta di zona franca dove dietro l’apparenza della passione sportiva si celano molteplici fatti illeciti, non ultimi lo spaccio di sostanze stupefacenti».

Bisogna partire da queste righe per capire la devastante mutazione di una delle tifoserie più importanti d’Italia. È una storia in cui la passione calcistica entra poco. C’entra, di sfrido, la politica più estrema; Lombardi e il suo pard Giancarlo Capelli verranno visti in prima fila ai funerali del bombarolo nero Nico Azzi. E c’entrano soprattutto i rapporti con la criminalità. Attraverso il braccio destro di Giancarlo «Sandokan» Lombardi; quel Luca Lucci che compra cocaina dalla gang più violente di Milano, e che fornirà l’auto con cui verrà assassinata l’avvocatessa Maria Spinella, rea di avere maldifeso i boss sotto processo.

Chi si mette di traverso alla conquista della curva viene sprangato. A uno, Leonardo Avignano, va peggio; lo gambizzano una sera a Sesto San Giovanni. Terrà la bocca chiusa, e Lombardi e gli altri verranno prosciolti. Ma le intercettazioni lasciano spazio a pochi dubbi; «Quando ci avete voglia di farvi i cazzi vostri fateveli da soli, avete capito o no? Mi dovete mollare, finish. Penso di avere già subìto» dirà Avignano in una telefonata.

Il Milan è vittima quasi sempre silente delle pretese dei Guerrieri. «Lombardi incarica Tieri Claudio di adoperarsi presso la società stessa per instaurare suddetto canale, non esitando a instaurare modalità delittuose. Tale mezzo è palesemente funzionale al disegno volto a ottenere il predominio in curva». Telefonata intercettata fra Tieri e Lombardi; «Se no il pullman non va in giro» «Bravo il prossimo giro glielo blocchiamo, se non ci incontrano, dopodiché blocchiamo il pullman dei giocatori e le altre cose».
Racconta uno degli addetti alla biglietteria Milan; «Minacciavano se le loro richieste non fossero state prese in considerazione di poter causare disordini allo stadio sia tramite lancio di torce in campo che con scontri con gli altri gruppi interni alla curva già in occasione di Milan-Brescia valida per la Coppa Italia». Il 24 novembre 2006 Tieri telefona alla responsabile della biglietteria Milan; «La torcia che così ogni tanto si accende ci fa prendere 22.500 euro di multa, allora pensi che ne vogliamo accendere un centinaio». «Un centinaio?» «Glielo dico francamente, non abbiamo problemi a portare dentro le torce». Pochi giorni prima Tieri aveva parlato con un altro della banda; «Se ’sti ***** invece di pagare le multe ci girano un po’ di soldi non sarebbe mica male». «Come fanno alla Lazio che non pagano le multe ma pagano gli ultrà, pagano e basta». Il solito Tieri riassume così al suo capo Lombardi il contenuto di un’altra conversazione con gli uffici del Milan; «Gli ho detto chiaro; voi non credete di cosa siamo capaci e noi ve lo dimostriamo, solo che poi voi non dovete venire a dire “i tifosi ce l’hanno con la società”. Noi vogliamo farci i cazzi nostri».

E durante Milan-Lille di Champions, «Sandokan» viene intercettato mentre dall’esterno del «Meazza» scandisce i tempi del lancio dei fumogeni col solo obiettivo di fare scattare la sanzione contro il Milan; «L’arbitro ha scritto» «Allora basta».

Per come in questi stessi giorni lo sta analizzando la Digos milanese, è il primo capitolo di un fenomeno nuovo; la malavita che dà l’assalto alla curva. C’è Lombardi, imprenditore in Ferrari ma «con numerosi precedenti penali per rapina, lesioni, estorsione, tentato omicidio mediante l’uso di armi da fuoco». C’è Lucci, che viaggia con Lombardi quando la Stradale gli vede lanciare un pacchetto di coca dal finestrino. C’è Mario Diana «un criminale capace di intimidire gli ambienti della tifoseria milanista». Sono loro i nuovi padroni di San Siro.

lunedì 18 maggio 2009

Campionato: SPAL - PERGOCREMA 2-1

Il Pergo chiude la stagione con una sconfitta a Ferrara, contro la Spal, la quale non accede però ai playoff. Il Cesena vince il campionato e sale in Serie B. Retrocede il Legnano.


SPAL – PERGOCREMA 2-1

RETI: 12’ pt Rossi, 6’ st Araboni, 23’ st Arma (rigore)

SPAL: Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Savi (15’ st La Grotteria), Zamboni, Lorenzi, Cazzamalli (33’ st Schiavon), Centi, Arma, Bracaletti (18’ st Agodirin), Rossi. All. Dolcetti. A disp.: Careri, Quintavalle, Castellazzi, Cazzola.

PERGOCREMA: Brivio, Marconi, Quaresmini (19’ st Federici), Boscolo, Ragnoli, Rossi, Galli (33’ st Pellegrini), Sambugaro, Araboni, Le Noci (26’ st Pezzotta), Facchinetti. All. Piantoni. A disp.: Russo, Brambilla, Garavelli, Tarallo.

ARBITRO: Cafari Pianico di Casisno (Orlandi di Arezzo e Gotti di Bologna).

NOTE: Pomeriggio caldo (temperatura 30°), terreno in ottime condizioni. Ammonito Cazzamalli per simulazione. Spettatori 3.000 circa, di cui 1912 abbonati, per un incasso lordo complessivo di € 21.504. Recupero: 1’ + 3’.

FERRARA. – Giunta la notizia che i playoff rimangono una prospettiva seducente ma svanita, i giocatori estensi si portano a capo chino sotto la propria curva. Erano tra i favoriti alla vigilia e sino a poche settimane fa stazionavano nell’anticamera del paradiso. Non ce l’hanno fatta e la delusione è dipinta sui loro volti mortificati. Eppure non ricevono fischi. Scrosciano invece applausi amplificati dalla copertura della curva e allora ci si rende conto che da queste parti, forse, è stato sufficiente averci provato. Sarà la diversa cultura pedatoria del popolo ferrarese, sarà la vivibilità di una città disincantata, però non si fanno drammi.
E’ dunque finita la stagione, e per il Pergo è nel segno dell’allegria e della speranza. L’allegria per l’obiettivo raggiunto, la speranza di riprovarci l’anno prossimo con qualche ambizione in più.
Prima della partita odierna, scorre davanti agli occhi il flashback di un campionato contraddittorio, suggestivo e impossibile da immaginare così frizzante alla vigilia. Invece alla fine lascia addirittura qualche punta di amarezza. In questa rivisitazione della stagione che passa agli archivi, c’è pure il supponente stupore per essere qui, a Ferrara, in uno stadio depresso, ma dal sangue blu, come nobile fu la presenza al Bentegodi di Verona, o al Giglio di Reggio Emilia, o a Cesena: teatri calcati anche nel recente passato dal gotha del calcio professionistico e sui quali il Pergo ha recitato un ruolo da protagonista.
Va dove ti porta il cuore, si sussurrava con fatalità all’inizio di un campionato in verità enigmatico. E i cannibali, anche oggi rappresentati, il cuore l’hanno portato sin qui, insieme ad una squadra appagata, ma attenta, seria, responsabile e viva, nonostante avesse ormai consumato tutte le energie dapprima per invocare il miracolo dei playoff, eppoi per evitare sgradevoli sorprese nell’epilogo del torneo.
Quindi, un primo plauso di questa stagione ormai conclusa, va rivolto ai tifosi gialloblù. Per loro, in effetti, ci vuol poco per sentirsi “cannibali”: basta ascoltarsi dentro e sentire se c’è un rumore, anche lieve, di fiamma. Del tifo della Sud rimarranno indelebili soprattutto le immagini della notte del derby: “tu chiamale, se vuoi, emozioni...”
Era la prima al timone del Pergo di Oscar Piantoni, accolto all’inizio quasi come un usurpatore, però poi accettato e apprezzato per il lavoro, i risultati e anche per il gioco che ha saputo infondere alla squadra. A sessant’anni e dintorni, è una bella soddisfazione e almeno qualche merito, chi all’inizio aveva arricciato il naso, dovrà pur concederglielo.
Un regno è felice quando magia il re, ma c’è da mangiare per tutti. Malmessa in qualche frangente, però mai disastrata pur con alcuni infortuni, o magari anche sofferente e ferita, la squadra ha interpretato compatta e caparbia la propria parte di out-sider, a volte come comprimaria (ma sempre con dignità) e spesso da protagonista: divertendo, appassionando, illudendo. Quindi, rievocando lo striscione esposto in Curva Sud domenica scorsa ribadiamo, sic et sempliciter: grazie ragazzi!, coinvolgendo in quel gesto di gratitudine tutte le componenti che ruotano intorno alla società, presidente Bergamelli in testa.
Si chiude così la stagione e da domani si penserà già al futuro. Oggi, intanto, il Pergo ha pensato a onorare l’impegno nonostante il caldo torrido consigliasse un tuffo nel vicino Adriatico. Probabilmente ce l’avrebbe fatta ad uscire indenne dallo stadio ferrarese, se non fosse per quel rigore tanto dubbio quanto gradito alla piazza locale. Peccato, perché così anche il derby a distanza ha premiato i cugini cremonesi, che hanno operato nuovamente il sorpasso in classifica. E’ mancata quindi la ciliegina, ma è ugualmente una stagione dolce, da apprezzare e gustare anche a futura memoria.
Erano tante le combinazioni che avrebbero dovuto favorire la Spal affinché potesse approdare ai playoff. Innanzitutto era necessario battere il Pergo. E gli emiliani non hanno indugiato, dopo il fischio d’inizio. Tanto per mettere le cose in chiaro, al 1’ ci prova subito Cazzamalli ad impensierire Brivio con un tiro angolato che il portiere cremasco blocca con sicurezza. Come domenica scorsa contro la Pro Sesto, il Pergo, che la pagnotta se l’è dovuta guadagnare per tutto il torneo, non mostra di voler fare regali e replica tempestivamente con Le Noci (5’), dopo una combinazione con Araboni: tiro dal limite dell’area a lato.
Tuttavia la Spal al 12’ va in vantaggio e comincia a cullare il sogno, sintonizzandosi sulle onde radio di Padova, Ravenna e San Benedetto del Tronto: punizione di Rossi dalla sinistra, con una deviazione di Ragnoli che spiazza Brivio. Lo stadio, ovviamente, si infiamma.
Incassato lo svantaggio, il Pergo non disarma. Sul fronte opposto è ancora Le Noci a tenere in apprensione la retroguardia locale: al 16’ devia di testa un cross di Facchinetti, con pallone che termina leggermente alto. Cala il silenzio al 23’, quando il pallone gonfia la rete alle spalle di Capecchi, ma il gol di Araboni è annullato per evidente fuorigioco.
Sospiro di sollievo che inietta nuova linfa alla Spal: al 30’ perfetto assist in profondità di Cazzamalli per Arma, che, solo davanti a Brivio, tenta di superarlo con un pallonetto che termina però a lato. I locali incalzano e dopo uno scambio con Arma, Bracaletti al 34’ conclude in porta dal limite dell’area: fuori misura.
Al 38’ secondo gol annullato ad Araboni: cross di Le Noci dalla fascia sinistra; sul secondo palo Facchinetti fa da sponda per Araboni, il quale a porta vuota deposita la sfera in rete, in sospetta posizione di fuorigioco.
Nella ripresa la Spal si presenta in campo meno aggressiva rispetto alla prima frazione di gioco, ed il Pergo ne approfitta subito: cross dalla destra di Facchinetti ed ottima deviazione in tuffo, con contorsione, di Araboni. Questa volta non ci sono dubbi: il gol è regolare ed il pareggio è annotato.
In effetti, nella fase centrale della ripresa la Spal appare in leggero affanno e con poco energie. E’ più vivace il Pergo, che pare voler clonare l’exploit di sette giorni prima. Galli sale in cattedra al 16’ con uno splendido doppio dribbling a centrocampo e conclusione dal limite che sorvola di poco la traversa.
E’ la forza della disperazione a tener viva la squadra di casa, che si getta in avanti e spesso si getta a terra, reclamando calci di rigore a ritmo incalzante. Al quarto boato del pubblico, anche l’arbitro ci casca come un pivello, castigando il Pergo con un penalty, per un intervento in area assai dubbio ai danni di Rossi. Arma carica il destro e batte Brivio con un tiro a pelo d’erba e angolato.
A questo punto la partita è ormai segnata. Facchinetti prova a rimetterla in sesto al 25’ con una conclusione dal limite debole e centrale, ma a questo punto del match sarebbe stato crudele privare gli avversari anche solo della speranza. E allora è ancora la Spal a cercare il colpo della sicurezza, catapultando in area alcuni cross per sfruttare la prestanza fisica dei suoi arieti. Piantoni, intanto, premia il giovane Pezzotta (classe 1992), al suo secondo ingresso stagionale, e poi Pellegrini, all’esordio in campionato. Un premio all’impegno negli ultimi frammenti di una gara che si trasforma in una specie di via crucis per i tifosi estensi. La testa è altrove, ma le notizie che arrivano dai cellulari non sono incoraggianti. E allora, ugualmente, giù applausi.


1 Cesena Cesena60
2 Pro Patria Pro Patria58
3 Ravenna Ravenna56
4 Padova Padova54
5 Reggiana Reggiana54
6 Spal Spal53
7 Hellas Verona Hellas Verona48
8 Novara Novara46
9 Cremonese Cremonese45
10 Lumezzane Lumezzane45
11 Pergocrema Pergocrema44
12 Portogruaro Portogruaro43
13 Monza Monza38
14 Pro Sesto Pro Sesto37
15 Lecco Lecco35
16 Sambenedettese Sambenedettese32
17 Venezia Venezia31
18 Legnano Legnano30


mercoledì 13 maggio 2009

Vieni qui

Almeno adesso che
Siamo seduti qui
Perché non mi racconti
Cosa non va per te
Perché non resti qui
...Non hai tempo mai
Perché non ti fermi
Dimmi dove vai

Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!

So che non è così
Quello che avevi in testa
Non ci puoi fare niente
La vita non si ferma
Perché non pensi che
Ora che sei con me
Se anche non ti ricordi
(se anche) non sai perché
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
GUARDAMI

Non potrai mai trovare un altro come me
Sarà difficile perfino anche per te
Che hai sempre avuto tutto
Tutto facile

Almeno adesso che
Siamo seduti qui
Perché non me lo dici
Quello che vuoi da me
Cosa vorresti che
Cosa vorresti se
Se tu potessi avere
Tutto quello che c'è
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
Sarà difficile perfino anche per te
Che hai sempre avuto tutto
Tutto facile

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
Sarà difficile perfino anche per te Che hai sempre avuto tutto
Tutto facile

Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!

lunedì 11 maggio 2009

Campionato: PERGOCREMA - PRO SESTO 2-1

Termina con il successo e con il sorpasso in classifica ai danni della Cremonese l'ultima gara stagionale al Voltini. Con una doppietta di Sambugaro, il Pergo ribalta il risultato al termine di una classica partita di fine stagione. Domenica la conclusione a Ferrara contro la Spal, ancora in lotta per i playoff nonostante la sconfitta di oggi.


PERGOCREMA – PRO SESTO 2-1

RETE: 30’ pt Bertolini, 40’ pt Sambugaro, 27’ st Sambugaro

PERGOCREMA: Russo, Marconi, Quaresmini 20’ st Ghidotti), Boscolo, Ragnoli, Rossi, Galli, Sambugaro, Araboni (32’ Tarallo), Le Noci (37’ st Ossouho), Facchinetti . All. Piantoni. A disp.: Brivio, Finetti, Brambilla, Pellegrini, Ossouho.

PRO SESTO
: Offredi, Campi, Lambrughi, Bedin (29’ st Bottone), Preite, Perfetti, Porro (20’ st Fracassetti), Boisfer, Beretta, Bertolini, Valtulina (15’ pt Di Quinzio). All. Discepoli. A disp.: Ferrari, Bugno, Caprini, Marinoni.

ARBITRO: Pecoerelli di Arezzo (Sotgiu di Sassari e Spiandore di Vicenza).

NOTE: Pomeriggio caldo, terreno in buone condizioni. Spettatori 1.000 circa per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 6.931. Espulso Ghidotti al 43’ st per fallo da ultimo giocatore su Bertolini. Angoli 6 a 3 per la Pro Sesto. Recupero: 1’ + 3’.

CREMA. – Contro la Pro Sesto, il Pergo non attacca ... Bottone. Sale quindi alto l’urlo dei cannibali alla fine della gara: c’è il sorpasso in classifica nei confronti dei cugini cremonesi. Scende invece sotto i tacchetti lo spirito della Pro Sesto, che per ben due volte ha fatto harakiri. Vista dalla parte del popolo sestese, l’areazione testicolare impazza. Dapprima era stato Offredi, mostrando un piedino non troppo raffinato, a regalare la doppietta a Sambugaro. Poi, nell’epilogo del match, ci ha pensato Bottone a scheggiare la base superiore della traversa su calcio di rigore, regalando al Pergo il successo che si traduce appunto nel freccia del sorpasso.
Non è stata una partita che lascia il segno, soprattutto per gli spettatori neutrali. Lo lascia, e profondo, nel morale della squadra ospite, apparsa tuttavia singolarmente remissiva e spenta già dopo poche battute di gioco. Il Pergo non ha stillato sudore oltre quello ordinario, ma ha onorato l’impegno raccogliendo i frutti degli improvvidi errori degli avversari.

La cronaca.
Si avverte presto che la gara sarà alla camomilla. Piccolo troppo su entrambe le sponde e sorprende principalmente l’andamento lento dei milanesi, affamati di punti, ma con poca predisposizione a spingere. Al 7’ punizione dal limite di Le Noci, fuori di poco, apre le ostilità, che proseguono al 10’: conclusione dal limite, dopo un’azione personale, di Bertolini, con tiro a rientrare che termina non lontano dal palo sinistro della porta di Russo.
Al 21’ è ancora Le Noci, il più brioso in zona d’attacco, a tentare un un diagonale, dopo assist di Boscolo, che Offredi respinge coi pugni.
La Pro Sesto soffre il caldo e, al 27’, anche l’incornata di Araboni: cross dalla sinistra di Le Noci, e il centravanti gialloblù devia con la nuca: palla sopra la traversa. Sul capovolgimento di fronte la Pro Sesto reclama per un fallo di mani di Rossi, in area di rigore: l’arbitro fa proseguire.
Poco dopo, al 30’, gli ospiti vanno in vantaggio e s’illudono di aver chiuso la pratica. Azione prolungata di Di Quinzio lungo la linea di fondo campo, poi, entrato in area, che sul dischetto da rigore un assist calibrato per Bertolini, il quale, liberissimo non ha difficoltà a battere Russo con un piatto destro.
Anche se il campionato dei cremaschi è vistualmente chiuso, la squadra non gradisce la seconda sconfitta consecutiva al Voltini. E allora parte alla riscossa. Al 38’, con lunga gittata in diagonale, Ragnoli coglie perfettamente le coordinate per Le Noci, che, sulla fascia sinistra, addomestica da ottimo giocoliere la sfera e la consegna all’accorrente Galli: il giovane parmense entra in area e fa esplodere un tiro con destinazione il primo palo, senza comunque molta precisione.
Passano un paio di minuti ed il Pergo presenta nuovamente il conto. Cross del solito Le Noci dalla sinistra, ottimo colpo di testa di Araboni che scavalca Offredi, ma il pallone si stampa sul palo. Sambugaro è in agguato e non si fa pregare a piazzare il tap-in a porta sguarnita.
L’inizio della ripresa sembra favorevole alla Pro Sesto, sebbene mantenga sempre un ritmo dimesso. Al 7’ Beretta si defila bene lungo la linea di fondo campo destra, poi crossa sul primo palo per Bertolini, che di tacco devia: Russo ostenta ottimi riflessi e respinge d’istinto coi piedi.
Al 16’ è invece il Pergo a farsi insidioso: buona proiezione sulla fascia destra di Marconi, il quale, giunto in prossimità della linea di fondo campo effettuata un traversone basso a centro area: Araboni anticipa il difensore e devia al volo verso la porta avversaria: conclusione respinta da un giocatore ospite. Occasione d’oro al 22’ per l’attaccante cremasco: liberato in area da un cross alto proveniente dalla sinistra, forse pensando di essere in fuorigioco, sbuccia di testa il pallone a pochi metri dalla linea di porta.
La Pro Sesto fornisce l’impressione di accontentarsi del pareggio, però fa di tutto per compromettere le buone intenzioni. Così, al 27’, Offredi combina la frittata. Per effettuare un rinvio lungo, esce dalla propria area con il pallone ai piedi, ma il suo controllo è imbarazzante e favorisce Facchinetti, che lo contrasta nella tre quarti. Il portiere ospite rimane a terra, mentre il pallone giunge a Sambugaro, che dall’altezza quasi del cerchio di centrocampo, catapulta la sfera nella porta avversaria, rimasta desolatamente vuota. La “Sud” gode per il sorpasso in clasisfica che si concretizza.c
La Pro Sesto è sconvolta e il Pergo potrebbe allungare. Allunga la falcata Facchinetti al 33’, con un contropiede rapido e con apertura sulla sinistra per Le Noci, che prova un diagonale dal vertice sinistro dell’area di rigore: fuori.
Fuori, al 43’, è anche il calcio di rigore battuto da Bottone e concesso per un atterramento da tergo di Ghidotti (poi espulso) ai danni di Bertolini, lanciato verso la porta di Russo. Il tiro è centrale e alto: scheggia la base superiore della traversa e il pallone termina tra le braccia dei 34 supporter ospiti giunti al Voltini. La Pro Sesto, insomma, ha fatto poco per vincere, però ci ha messo qualche errore di troppo per perdere.



1 Cesena Cesena59
2 Pro Patria Pro Patria57
3 Ravenna Ravenna53
4 Padova Padova53
5 Reggiana Reggiana53
6 Spal Spal50
7 Hellas Verona Hellas Verona47
8 Novara Novara46
9 Lumezzane Lumezzane44
10 Pergocrema Pergocrema44
11 Cremonese Cremonese42
12 Portogruaro Portogruaro40
13 Monza Monza37
14 Lecco Lecco35
15 Pro Sesto Pro Sesto34
16 Venezia Venezia31
17 Sambenedettese Sambenedettese31
18 Legnano Legnano30