lunedì 23 novembre 2009
Campionato: Pergocrema - Cremonese 0-1
Pergocorema – Cremonese 0-1
Rete: 24’ pt Guidetti
Pergocrema (4-3-3): Brivio; Marconi, Di Bella, Bonfanti, Federici; Guerci (15’ st Florean), Brambilla, Uliano (26’ st Galli); Degano, Crocetti, Le Noci (9’ st Tarallo). All. Rastelli. A disp.: Manzoni, Angioletti, Storm, Gherardi.
Cremonese: (4-4-2) Paoloni; Sales, Viali, Cremonesi, Rossi; Gori, Nizzetto (31’ st Pradolin), Tacchinardi, Fietta; Coda, Guidetti (41’ st Musetti). All. Venturato. A disp.: Bianchi, Galuppo, Burrai, Malacarne, Carotti.
Arbitro: Ostinelli di Como (Costanzo di Orvieto e Cucchiarini di Città di Castello.
Note: Pomeriggio piovoso, terreno di gioco allentato. Spettatori 2524 per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di euro 21.235,61. Ammoniti: Bonfanti, Crocetti, Degano, Sales. Angoli 3 a 3. Recupero 1’ + 6’.
CREMA. Pomeriggio cupo e palle che girano. Ci siamo capiti: non quelle in campo. Perdere così, e perdere così il derby, fa proprio male. Rimangono gli applausi dei cannibali al termine della sfida, restano i complimenti negli spogliatoi da parte degli avversari. Non sono confortanti. Anzi, le palle girano ancor di più perché il Pergo ha presto dominato la Cremonese e prima dell’unica incursione ospite nella trincea gialloblù, per ben tre volte aveva mancato il vantaggio con Crocetti, Guerci e Degano.
Peccato soprattutto che il ragazzo di Trigolo non sia riuscito a superare Paoloni. Un suo gol sarebbe stata una beffa crudele, e perciò ancor più apprezzato, perché, alle radici della rivalità tra le due città, il piccolo paese di campagna costituiva l’avamposto militare cremonese, peraltro distrutto nel XIII secolo dai cremaschi. Fosse entrato, quel pallone di Guerci, probabilmente l’incontro sarebbe girato diversamente e forse adesso sarebbero quelli dell’altra sponda a pronunciare sorpresi il: “Tu quoque Brute fili mi”, evocando più Giulio Cesare del Barbarossa.
Invece, al termine, si rimane quasi senza verbo. Quantomeno è difficile trovare parole di sollievo che quest’anno non siano già state abusate in altre circostanze, come per le partite contro il Perugia ed il Benevento. Perché siamo sempre lì: a brillare di luce propria, a creare, a spingere, ma a versare dazio al minimo errore difensivo. E’ una bellezza, purtroppo, che diverte, ma non paga.
Mentre maturavano le precedenti sconfitte, il pensiero rincorreva subito la classifica. Oggi no. Dopo questa sconfitta il pensiero è rivolto soprattutto alla parte che personalmente riteniamo più genuina del tifo, cioè a quei cannibali che ardono di sentimenti sani, che fanno del Pergocrema una filosofia di vita, che brandivano il derby come la sintesi dell’intero campionato, anelando alla vittoria per sprigionare gioie soffocate da anni. Sapevano che sarebbe stata dura contro gli atavici rivali e come noi, probabilmente, si erano illusi dopo le iniziali fiammate che avevano riscaldato le speranze. E’ andata male e ci sentiamo disorientati e spogli di parole per rincuorarli. Però il Pergo che esce battuto tra gli applausi, pur nel momento di massimo scoramento, è una incantevole attestazione di affetto e ogni parola sarebbe quindi superflua. Come bello è stato l’atteggiamento tenuto dalla curva prima, durante e dopo la partita, vanificando l’imponente schieramento di forze dell’ordine che l’insidia della contesa tuttavia imponeva. A quanti altri esami dovranno ancora essere sottoposti affinché ci si renda conto che non tutti i mali del mondo pedatorio fermentano su quelle gradinate?
In attesa di scoprirlo, scopriamo le carte del match. Il Pergo mostra parecchie novità. Brivio tra i pali è quella più eclatante, mentre scontati, tra squalificati, infortuni e stato di forma, sono gli impieghi dall’inizio di Bonfanti, Brambilla, Guerci e Crocetti.
Piove già da qualche ora quando le due squadre fanno il loro ingresso in campo. Le tribune lasciano intravedere qualche assenza di troppo: il tempo e la crisi economica fanno il resto. Le due curve si scambiano a distanza qualche epiteto non proprio da collegiali, che fa comunque parte del “cerimoniale”. Fuori dal protocollo è invece l’avvio brioso del Pergo, che al 2’ sfiora già il vantaggio: lungo lancio in profondità di Le Noci, che libera Crocetti davanti a Paoloni: tiro a lato e primo gesto di stizza.
La squadra gialloblù insiste, mentre la Cremonese deve ancora prendere le misure agli avversari. I quali, al 6’, scuotono nuovamente la difesa ospite: assist perfetto di Crocetti all’indirizzo di Guerci, che sbuca alle spalle dei difensori e si presenta a quattr’occhi davanti a Paoloni, che devia in corner la conclusione del ragazzo di Trigolo. Seconda reazione sdegnata. Batte il calcio d’angolo Le Noci ed in area stacca su tutti la testa di Di Bella, la cui deviazione è respinta sulla linea da un difensore.
Al 10’ Crocetti ci prova dal limite dell’area a sorprendere il portiere cremonese, che si distende e smanaccia in angolo. E’ un rassicurante monologo gialloblù, che raggiunge l’apice al 14’. Degano trova spazio a centrocampo, avanza e da circa 20 metri indirizza verso la porta ospite un pallone che sembra destinato in rete. Invece colpisce il palo interno!; la sfera danza per qualche metro nei pressi della linea di porta, prima che la difesa allontani la minaccia. Adesso si, che comincia l’aerazione testicolare.
La Cremonese sembra alle corde, e invece da formazione esperta qual è ha in serbo il colpo che stende i cremaschi: lo scambio in velocità, lungo la corsia centrale, di Coda per Guidetti apre una breccia tra la coppia difensiva locale. L’attaccante si presenta indisturbato davanti a Brivio e ha il tempo per piazzare la sfera in rete sotto gli sguardi attoniti della Sud. Il Pergo avverte il colpo e per qualche minuto mostra segni di frustrazione. Al 30' è ancora Guidetti che sfugge a Di Bella, ma per fortuna spreca concludendo dalla distanza, anziché avanzare di qualche metro. Al 32’ annotiamo un’altra conclusione ospite: cross dalla destra di Gori e tiro al volo, a centro area, di Coda, che termina debole tra le braccia di Brivio.
Reagisce, nel finale di primo tempo, il Pergo: pennellata dalla destra di Guerci per Le Noci, che in tuffo anticipa di testa il difensore avversario, con pallone che sfuma di poco a lato del palo destro di Paoloni.
L’inizio di ripresa clona quello del primo tempo. Pergo aggressivo che subito si affaccia nell'area di rigore ospite: al 2’, Degano subisce una spinta e rivendica il calcio di rigore. L’arbitro gli sventola davanti il cartellino giallo per simulazione. Al 7’, invece, altra grande occasione cremasca: Le Noci ispira un esausto Guerci, che entra in area e, sull’uscita di Paoloni, lo supera con un tocco liftato a metà strada tra il tiro in porta e l’assist sul secondo palo a Crocetti. La porta è sguarnita, ma il centravanti non giunge in tempo e la difesa sbroglia l’intrigata matassa.
Adesso è un costante assedio nella metà campo ospite, però l’iniziativa è leziosa e sovente le velleità offensive si spengono prima di affacciarsi nell’area grigiorossa. La Cremonese è distante negli atteggiamenti e nei pensieri di gioco dalla corazzata che ci si attendeva, però regge senza particolari affanni l’incedere avversario. L’unico brivido lo corre al 31’: cross dalla sinistra di Federici e, da ottima posizione, Le Noci devia di testa in modo però debole e centrale.
Negli ultimi minuti i gialloblù avvertono la stanchezza e la pressione si attenua. La Cremo potrebbe approfittarne, ma anche da quelle parti le polveri si sono inumidite per la pioggia. Che continua a scendere persistente, rendendo ancor più grigio e triste l’ennesimo pomeriggio iellato. Ora possiamo anche guardare la classifica, che non promette nulla di buono. Proseguendo così, per esorcizzare la iattura, s’impone un pellegrinaggio a Caravaggio.
Campionato: Arezzo - Pergo 3-1
Arezzo – Pergocrema 3-1
Reti: 3’ pt Coppola, 18’ pt Maniero, 25’ st Toni, 29’ st Le Noci (rigore)
Arezzo: Mazzoni, Music, Sereni, Terra, Venitucci (41’ st Visone), Figliomeni, Togni, Coppola (35’ st Miglietta), Maniero (44’ st Erpen), De Oliveira, Fofana. All. Semplici. A disp.: Giusti, Bazzoffia, Essabr, Poli.
Pergocrema: Manzoni, Ghidotti, Di Bella, Cazzola, Rossi, Federici, Marconi, Uliano (22’ st Galli), Florean (1’ st Tarallo), Le Noci, Degano (39’ pt Storm). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Bonfanti, Brambilla, Guerci.
Arbitro: Ruini di Reggio Emilia (Savelli di Pesaro, Zucca di Carbonia).
Note: Pomeriggio con sole, temperatura gradevole, campo in ottime condizioni. Spettatori 1974 (di cui 1197 abbonati) per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 15.302. Presenti 33 cannibali. Toni, Cazzola, Rossi. Espulso al 42’ st Ghidotti per proteste.. Angoli 8 a 2 per il Pergo. Recupero: 1’ + 4’.
AREZZO. – Finzione o realtà? Arezzo val bene una gita turistica, tra chiese e pievi gotico-rinascimentali di affascinante bellezza. Il tour nel centro storico inizia quando ancora il sole è tiepido e il mercatino dell’antiquariato scopre le prime bancarelle. La prima visita, alla SS. Annunziata, rapisce la curiosità. Il manifesto esposto sul portale della chiesa recita testualmente: “Annunciazione di Spinello Aretino”. Alla guisa del sangue di san Gennaro, l’officiante estasiato annuncerà il miracolo della rollata dopo il primo tiro davanti a fedeli figli dei fiori? Pur non fedele e neppure figlio dei fiori, intrigati, entriamo. C’è odore di incenso e di candele, e l’Annunciazione è un affresco del pittore ”Spinello Aretino”. D'accordo, pur sempre di Maria si tratta, però della Beata Vergine, non dell’altra. Si prosegue nell'escursione sino all’ora di pranzo. Poi, veloci allo stadio, dove invece rullano i tamburi (metafora) aretini dopo il primo tiro (fuor di metafora) nella porta di Manzoni. Sono trascorsi tre minuti e la partita sembra già segnata.
Vorremmo sinceramente avere i polpastrelli meno irritati per edulcorare in qualche modo la sconfitta odierna. Ci sono, intensamente belle, vittorie sofferte. Quella di Arezzo è stata una sconfitta tremendamente sofferta perché dopo meno di 20’ la formazione granata era già al raddoppio ed il Pergo sembrava un’entità astratta dal contesto della gara. Passivo e insofferente dinnanzi all’incalzare offensivo avversario. Una situazione che avremmo voluto finta, ed invece era vera, reale, terribilmente reale, con manifestazione d'impotenza. E’ un Pergo nella pratica risultato debole, soprattutto come consapevolezza collettiva, rispetto alla teoria. Sicuramente il gol flash dei toscani ha complicato progetti tattici e aspettative, ma con una reazione convinta non avrebbe probabilmente compromesso il match. Tuttavia, dopo pochi minuti, si capisce subito di che luna sia l’incontro, con l’Arezzo che gioca in scioltezza, coi gregari ispirati non solo nella corsa, e con tutti i suoi giocatori che interpretano la partita con una grande voglia di esserci e di farsi sentire. Lucido e quasi esaltante l’Arezzo, che dopo la tripletta a metà ripresa ha quasi irriso i gialloblù nei fraseggi a centrocampo. Confuso e depresso il Pergo, che addirittura ha terminato l’incontro in inferiorità numerica per l’espulsione di Ghidotti (annullato il suo terzo gol della carriera per un fuorigioco che, rivisto poi in Tv, era invece inesistente), il quale sarà assente domenica prossima nel derby, insieme a Cazzola (quarta ammonizione).
Vedere l’Arezzo così forte è stata forse una sorpresa. Bisogna ora capire quanto possa aver contribuito il Pergo ad esaltare le qualità degli avversari. La formazione cremasca non ha saputo riorganizzarsi dopo la scoppola iniziale. Punta nell’orgoglio, ha reagito d’impeto, non con razionalità, ed ha versato ulteriore dazio. L’Arezzo, in verità, è squadra solida, ma è andato a fiammate e le fiammate, oggi, purtroppo arrivano a bruciare.
La situazione di classifica, adesso, si aggrava. Per questo motivo non bisogna drammatizzare. E’ indispensabile recuperare sul piano del carattere, della semplicità. E’ un momento, anche da parte dei cannibali, di far sentire un supplemento di partecipazione per uscire il prima possibile indenni da questa aggrovigliata condizione. Uno sforzo comune, per l’interesse comune, giacché il gioco, sinora, è sempre stato apprezzato. Ciò significa che le basi sono solide e da questa certezza si può ripartire per recuperare coscienza dei propri mezzi e posizioni di classifica. Sicuramente il derby di domenica prossima giunge in una fase poco favorevole, ma siamo convinti che dalle avversità si possa dimostrare il temperamento di una squadra che ha raccolto assai meno di quanto seminato.
Intanto, prendiamo coscienza della partita odierna. Nel Pergo rientrano Rossi e Marconi, al posto rispettivamente di Bonfanti e Brambilla. Nell’Arezzo manca il bomber Chianese, ed al suo lutto familiare (morte della mamma), è dedicato il primo della partita: di silenzio e, al termine, di un applauso commosso.
Si parte ed il Pergo è già al tappetto. Punizione dalla distanza di Coppola (3’), con pallone che rimbalza davanti a Manzoni e gonfia a stupefatto la rete. Più che Coppola, è una vera ... scoppola. Vanno così in frantumi gli accorgimenti tattici del pre-partita cremasco e quando al 6’ la traversa gialloblù vibra su un’altra conclusione locale, la preoccupazione che qualche ingranaggio non funzioni correttamente è giustificata.
Il Pergo fatica ad entrare in partita, mentre l’Arezzo non fatica ad entrare in area di rigore e raddoppiare. Corre il 17’: Rossi si fa intercettare un disimpegno, la sfera arriva a Maniero e il cielo azzurro che splende sopra la città toscana si tinge di grigio per i cremaschi, blandi nel ritmo e spenti di idee.
L’Arezzo, dicevamo, va a fiammate. Come al 33’: punizione dalla sinistra di Togni e De Oliveira manca di un soffio la tripletta. Finalmente il Pergo si scuote: cross di Marconi dalla fascia destra (35’) che Di Bella, con licenza di varcare la propria metà campo, devia di testa a lato.
Prima del riposo Rastelli opera il primo cambio: entra Storm ed esce Degano. Prima dell’inizio della ripresa, altra scossa dalla panchina: Florean rimane negli spogliatoi ed al suo posto entra Tarallo. Al 1’ buona occasione per Marconi, che raccoglie in area un lungo diagonale di Le Noci, ma la conclusione è deviata in corner. E’ comunque un fuoco di paglia, poiché il Pergo fatica a dare continuità alla manovra offensiva. Al 6’, anzi, è ancora l’Arezzo a sfiorare il gol con Maniero, che sul corss proveniente dall’out destro, arriva con leggero ritardo all’appuntamento con il pallone. Non arriva neppure Manzoni, al 25’, sulla punizione dal limite dell’area concessa per fallo di Ghidotti: l’esecuzione di Togni è perfetta e per il portiere ospite questa volta non ci sono responsabilità.
Adesso è buio pesto. Anzi no. Si ravviva una fiammella al 29’, quando per un fallo di mano in area granata, l’arbitro assegna un calcio di rigore che Le Noci trasforma. Sui piedi del capitano cremasco, al 35’, arriva anche l’occasione per l’ulteriore vampata: lungo lancio in diagonale di Galli, che libera il bomber davanti a Mazzoni: tiro sopra la traversa. Al 42’ Ghidotti, in mischia su corner, in acrobazia riduce ulteriormente le distanze, ma su segnalazione del guardalinee, Ruini annulla per fuorigioco. Le proteste sono impetuose e Ghidotti ne fa le spese con il cartellino rosso, seguito immediatamente negli spogliatoi dal presidente Bergamelli, anch’egli alterato per la decisione arbitrale. Nel dopo partita arriva la sentenza televisiva: il gol era regolare, sicché oltre al danno, il Pergo si porta a casa anche la beffa.
Pur non risplendendo, alla fine la squadra cremasca avrebbe pure avuto l’opportunità di ottenere il miracolo. Questione di precisione (Le Noci) e di fatale errore arbitrale (Ghidotti), con un finale poi che sarebbe stato meno rassegnato. Però, onestamente, rispetto alle precedenti prestazioni, c’è poco di cui rammaricarsi.
Campionato: Pergo - Benevento 1-2
Pergocrema - Benevento 1-2
Reti: 22’ e 29’ pt Evacuo, 14’ st Le Noci.
Pergocrema: Manzoni, Ghidotti, Di Bella, Brambilla (1’ st Galli), Bonfanti, Federici, Cazzola, Uliano (1’ st Marconi), Florean, Le Noci, Degano (18’ st Anastasi). All. Rastelli. A disp.: Colombi, Bonometti, Crocetti, Storm.
Benevento: Gori, Pedrelli, Palermo (37’ st Ferraro), Cattaneo, De Liguori, Landaida, Ciarcià (18’ st La Camera), Pacciardi, Evacuo (29’ st Germinale), Castaldo, D'Anna. All. Acori. A disp.: Corradino, Ignoffo, Cejas, Clemente.
Arbitro: Paparazzo di Catanzaro (La Grotteria di Novara, Colongo di Verbania).
Note: Pomeriggio con sole, campo in discrete condizioni. Spettatori 1273 per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 7.039. Ammoniti: De Liguori e D’Anna. Angoli 8 a 1 per il Pergo. Recupero: 2’ + 4’.
CREMA. – Il Pergo ha ormai fame di punti come un passero di briciole in pieno inverno. Va beh, la classifica che illanguidisce non è una briciola, e neppure il Pergocrema è un passero. Tutt’al più, sono canarini i suoi fans. Però l’ansia di addentare qualche punto non consente paragoni più poetici e, d’altra parte, anche il Benevento ha crampi famelici allo stomaco. Prego passare dall’Ospitality del Voltini per un voluttuoso spuntino.
I campani passano invece sul campo, quasi a sorpresa. Dopo pochi minuti di gara, c’è giusto il tempo per annuire e sostenere che il Pergocrema è in splendida forma, e il Benevento esorcizza l’entusiasmo dei locali segnando il suo primo gol. In splendida forma il Pergo lo è stato davvero, almeno sino alla tre quarti, come a Como e come a Perugia. E adesso, avanti a maledire la iella? Indro Montanelli sosteneva che tre indizi fanno una prova. Tre gare sfigate, con un solo punto raccolto in riva al Lario, probabilmente esprimono problematiche diverse, oltre alle legittime imprecazioni contro la dea bendata. Con tre tiri i campani hanno segnato due reti. Sfugge al momento il numero dei tanti tentativi gialloblù verso la porta di Gori, mentre è spietato ed emblematico l’esito: una sola rete!
Il Benevento non meritava di vincere, però non ha scippato nulla. E’ sul fronte opposto, invece, che si è sciupato troppo e questo non è un demerito della squadra ospite. Anche contro i campani s’è visto l’impegno, e neppure confuso e cieco. Ci sono stati il pressing, il gioco, le occasioni da rete. Ci sono stati, insomma, tutti gli ingredienti per riassaporare il successo, che purtroppo non è giunto. Certo, due botte così in meno di dieci minuti, quando sembrava che il vento soffiasse alle spalle della squadra gialloblù, non sono il modo migliore per tirarsi su il morale. Eppure il Pergo ha reagito, soprattutto nella ripresa, e non sono mancate le opportunità addirittura per ribaltare il risultato. Alla fine rimane lo sconforto, l’amarezza, pure la rabbia. E un interrogativo: si gioca bene e si perde: che cosa c’è che non funziona?
E’ una questione, ed è ormai come una filastrocca, di fortuna. E’ anche una questione di punti di vista: cristallino per noi il penalty non concesso al 4’ a Florean. E’ probabile che all’arbitro Paparazzo non funzionasse il flash, cogliendo perciò sfuocata l’immagine del contatto. Chissà, forse qualcosa sarebbe cambiato perché il vantaggio del Pergo ad inizio gara avrebbe costretto gli avversari ad abbandonare la trincea, liberando spazi alle azioni di rimessa. Del senno del poi, come si dice, sono tuttavia piene le fosse.
Il Pergo si presenta in un Voltini sempre meno frequentato (e con la tessera del tifoso che fa ancora strage di supporter ospiti: un solo biglietto venduto per la Curva Nord, anch’esso probabilmente per errore), con alcune novità. La più appariscente è quella di Manzoni tra i pali, premiato dopo la buona prova di Coppa Italia. Poi, sempre rispetto alla gara di Perugia, Brambilla è preferito a Guerci, rimasto in tribuna per smaltire la gara di ieri con la Berretti, mentre Bonfanti rileva l’infortunato Rossi.
Si parte e le fiammate cremasche accendono subito le speranze. Al 4’ l’episodio del rigore negato a Florean su assist di Le Noci: Paparazzo manca lo scoop. Al 6’ è ancora Florean a provare la conclusione dal limite dell'area: fuori di poco. Al 7’ lungo lancio per Brambilla all’indirizzo di Florean, appostato dentro l’area di rigore, che non aggancia. L’azione prosegue e Degano ha sul piede, all’altezza del dischetto da rigore, l’occasione per sbloccare il risultato: conclusione a pelo d’erba, che Gori neutralizza deviando in corner. Degano ci riprova al 16’ con una punizione da almeno 25 metri, potente e centrale.
Il Benevento è raggomitolato intorno alla propria area, gattoneggia, ma quando mette il nasino oltre la metà campo, raccoglie più di quanto sinora seminato. Corre il 22’: cross dalla sinistra di D’Anna sul secondo palo. Evacuo, in spaccata coglie la traversa e sulla ribattuta, Manzoni devia in corner il tap-in di Castaldo. Batte D’Anna, e la difesa cremasca soffre nella circostanza di una fatale amnesia, lasciando completamente libero Evacuo a centro area, che di testa uccella l’incolpevole Manzoni. Vedere il servizio fotografico per credere.
La replica del Pergo è immediata e Ghidotti impegna Gori con un siluro dalla distanza. Poi, al 26’, registriamo una bella iniziativa dei locali: Cazzola scambia sulla fascia destra con Degano e, giunto quasi sulla linea di fondo campo, effettua un retropassaggio al limite dell’area per Uliano: tiro sbucciato e rimpallato. Peccato, l’azione meritava migliore conclusione.
Dal possibile pareggio al raddoppio ospite passano soltanto tre minuti: cross dalla destra di Castaldo sul primo palo: Evacuo, in tuffo, colpisce con la nuca anticipando la marcatura di Bonfanti, ammutolendo il Voltini. Per una decina di minuti il Pergo accusa il colpo e sembra rintronato. Poi, prima dell’intervallo, mostra incoraggianti segni di ripresa. Al 42’ Uliano, dalla sinistra, serve Degano, il cui tiro è respinto da un difensore avversario. Al 43’ Brambilla lancia in profondità Cazzola, e ancora il corpo di un avversario ospite si oppone alla conclusione. L’ultimo acuto del primo tempo cade al 44’: Degano, da buona posizione, colpisce debolmente e facilita la parata di Gori.
Sono preoccupate le espressioni che si colgono in tribuna durante l’intervallo. E allora via con il buffet per vincere lo stress da sconfitta che sta maturando. In campo, invece, via libera a Galli e Marconi, al posto di Brambilla ed Uliano, che rimangono negli spogliatoi. Il Pergo, in effetti, non ha bisogno di cambiare ritmo. Già nel primo tempo aveva dominato il match, e adesso ha soprattutto necessità di precisione e di cattiveria sotto porta. Il Benevento è tutto arroccato all’indietro, il Pergo spinge e al 16’ apre una breccia: Ghidotti libera Le Noci, che taglia sul primo palo e d’acchito calcia incrociando la palla sul secondo montante, dove Gori questa volta non può arrivare. La rimonta non appare impossibile ed il forcing gialloblù è davvero travolgente per i successivi dieci minuti. Al 16’ punizione dalla destra di Galli, Le Noci colpisce di testa in mischia, ma la traiettoria è centrale. Al 17’ cross dalla sinistra di Federici, con Di Bella che si esibisce in un colpo acrobatico: Gori si supera è smanaccia in angolo. Al 18’ è Galli a puntare dalla lunga distanza: bordata che sibila accarezzando il palo alla sinistra del portiere campano. Al 25’ l’incedere prepotente del Pergo sembra giungere a compimento: Florean, dalla fascia sinistra, mette a centro area un delizioso assist per Le Noci, che solo davanti a Gori, attende il rimbalzo della sfera e calcia forte, ma il portiere ospite respinge d'istinto la più clamorosa occasione della partita.
Al 34’ il Benevento effettua il suo terzo tiro della gara verso Manzoni, e quasi quasi fa tripletta: l’assist profondo è di La Camera, con Castaldo che supera il portiere cremasco in uscita, ma il diagonale si spegne di pochissimo a fondo campo.
Negli ultimi minuti di gara la pressione gialloblù si affievolisce. L’ultima vampata arriva al 93’ sui piedi di Anastasi, che all’altezza degli undici metri controlla maldestramente un pallone che avrebbe potuto far gioire il Voltini. E invece siamo qui, illusi dalla buona prestazione e delusi dal risultato, a chiederci che cosa non funziona nella bellezza di questa squadra.
Campionato: Perugia - Pergocrema 1-0
Perugia – Pergocrema 1-0
Rete: 33' pt Bondi.
Perugia: Benassi Zoppetti, Bonomi (39' st Lacrimini), Perra, Accursi, Raimondi, Stamilla (27’ st Cazzola U.), Menassi, Paponi (1’ st Ercolano), Bondi, Martini. All. Pagliari, A disp.: De Marco, Pagani, Gatti, Del Core.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Di Bella, Cazzola, Rossi (36’ pt Bonfanti), Federici, Guerci (11’ st Storm), Uliano (27’ st Brambilla), Florean, Le Noci, Degano. All. Rastelli. A disp.: Manzoni, Marconi, Galli, Crocetti.
Arbitro: Bietolini di Firenze (Tozzi e Crispo).
Note: Giornata soleggiata, ma fredda. Terreno in discrete condizioni. Spettatori: 3133 (Paganti: 1071; abbonati: 2062) per un incasso di 24604 euro. Ammoniti: Colombi, Guerci, Le Noci, Perra, Lacrimini. Al 94’ espulso Pagliari, tecnico del Perugia. Angoli: 5 a 4 per il Perugia. Recupero: 2’ + 5’
PERUGIA. – Un sole lucente in un pomeriggio freddo fa risplendere la città e la città si scrolla i luoghi comuni di una vigilia più pasticcera che calcistica. L’attesa febbrile, la mobilitazione del tifo, gli assalti ai botteghini per il derby più dolce del campionato si consumano soltanto nel centro storico perugino, con la pressione che si registra più attorno alle bancarelle dei maestri cioccolatai, anziché alle due squadre impegnate in un “Renato Curi” desolante per gli immensi vuoti che dispensa la sua capienza da quasi trentamila posti e la presenza di “soli” tremila spettatori.
Si pensava che i gialloblù a Perugia dovessero soffrire e puntualmente hanno invece sofferto più i locali, che tuttavia mettono nel fienile il quinto successo casalingo consecutivo. Dopo 45' il vantaggio biancorosso, considerazione unanime e allegorica, era un mezzo furto; dopo 90' possiamo aggiungere anche l’altra metà. Il giudizio è sempre unanime, ma nel calcio ci sta anche perdere così, sebbene faccia male e infastidisca non poco. Tutto ingiusto e, senza esagerare, pure con qualcosa di bello da parte del Pergo. Senza esagerare, perché va bene essere sfigati, però ancora una volta la squadra cremasca, in termini pratici, ha lavorato sodo e costruito molto, per raccogliere plausi e non punti. E allora bisogna cospargersi un po’ di cenere sul capo, perché la bellezza, ogni tanto, va innaffiata dalla sostanza, che si traduce in qualche rete in più.
Anche quando il Pergo ha comandato il gioco, mostrando una certa fluidità di schemi ed una spiccata personalità in mezzo al campo, è sempre mancato il colpo decisivo come terminale della manovra. Quando poi sembrava fatta, è andato a tavoletta Benassi, il quale in almeno quattro circostanze ha frustrato le legittime istanze offensive cremasche.
La squadra gialloblù peraltro ha incassato lo svantaggio nel suo momento migliore e nel peggiore dei modi: con una metaforica sculettata su calcio di punizione da una trentina di metri, con deviazione di una zolla sulla traiettoria risultata fatale per Colombi.
Le Noci e compagni, che già stavano fornendo una prestazione convincente, hanno saputo riorganizzarsi e punti nell’orgoglio hanno raggelato con un forcing sostenuto la difesa di casa, apparsa dapprima prudente e poi timorosa, per terminare rattrappita e tuttavia inviolata. Il Perugia, ovviamente, ha importanti individualità e qualche brivido lo ha senz’altro procurato ai difensori ospiti. Tuttavia, nella disamina complessiva della partita, premesso che il pareggio sarebbe stato più calzante, è il Pergo a doversi mordere le dita.
Mentre ancora si distribuiscono gadget al latte e cacao (serviranno alla fine per addolcire la sconfitta), il Perugia mette subito in chiaro le intenzioni ed al 3’ Martini si intrufola in area gialloblù creando qualche scompiglio. Il Pergo olia gli ingranaggi, avvia il motore e comincia a sgommare. Al 10’ Florean approfitta di un errore della difesa avversaria e conclude a rete pochi passi dentro l’area di rigore: Benassi comincia la serie degli straordinari e neutralizza in due tempi. Al 13’ da un cross di Federici dalla sinistra, è ancora Florean a gettarsi sulla traiettoria del pallone, arrivando però all’appuntamento con leggerissimo ritardo: sospirone di sollievo del pubblico umbro. Si prosegue, ed in effetti le principali note di cronaca confermano la predisposizione offensiva degli ospiti, che tambureggiano davanti alla granitica porta avversaria. Al 17’ conclusione dal limite di Degano, che sfiora il palo alla destra di Benassi. Il quale, al 28’, si supera spegnendo in gola l’urlo per il quasi gol su conclusione ancora di Degano.
E’ un bel Pergo, combattivo e ispirato sino alla tre quarti. O, se vogliamo, anche oltre, perché bisogna pure riconoscere i meriti dei dirimpettai e nella circostanza la bravura di Benassi, che le cose migliori del suo repertorio le ha ancora in serbo. E’ un Pergo che dall’inizio ha schierato il nazionale di LegaPro Guerci a centrocampo, al posto di Marconi, mantenendo per il resto l’identica intelaiatura di Como, modulo 4-3-3 compreso. E’ un Pergo che, a sorpresa, incassa al 33’ il vantaggio perugino: punizione da ragguardevole distanza di Bondi, baciata da un fortunoso rimbalzo che spiazzza Colombi. Adesso qualcuno direbbe che la forza delle grandi squadre sta proprio qui: saper attendere, ammiccare e con cinismo colpire. I gialloblù, dopo la beffa, per qualche minuto sembrano smarriti. Al 36’ perdono anche la colonna centrale difensiva Rossi per un risentimento muscolare dopo un contrasto con Paponi. Al suo posto Rastelli manda in campo Bonfanti, che se la cava dignitosamente.
Si va al riposo con una rete di svantaggio che pesa sul groppone, ma non ci sono colpe da addossare alla squadra. Anzi, avanti così!, oseremmo consigliare. E così, come all’inizio del primo tempo, è il Perugia a fare la prima mossa: al 5’ Bonfanti si immola con il corpo per respingere la conclusione di Bondi. L’azione prosegue con una mischia in area cremasca e con tre tentativi di seguito degli avanti locali verso la porta di Colombi, sempre intercettati. Alla fine, serafico, Ghidotti sbroglia la matassa e allontana il pallone dalla zona calda. E’ invece tiepido, al 13’, il tiro da fuori area di Florean (spolverato il palo), mentre bollente è l’opportunità di Cazzola al 39’ su cross dalla sinistra di Federici: di testa (e con il braccio, non rilevato dall'arbitro), a colpo sicuro, il centrocampista gialloblù si vede respingere la zuccata da un eccezionale Benassi, che pur colto in controtempo, riesce a smanacciare il pallone. In precedenza (15’) non è mancato lavoro neppure per Colombi, che d‘istinto respinge la conclusione di Martini.
Con il cuore in gola, ma la mente ancora lucida, il Pergo pigia ulteriormente sull’acceleratore negli ultimi minuti di gioco e quando bomber Le Noci, al 90’, di testa manda alta una conclusione sotto porta che solitamente non sbaglia, si capisce che non c’è proprio nulla da fare. Così finisce il derby più amaro del girone.
Campionato: Como - Pergocrema 1-1
Reti: 43’ pt Guazzo, 8’ st Florean.
Como: Malatesta, Maggioni, Franco, Brioschi (22’ pt Brevi O.), Preite, Ardito (31’ pt Riva), Kalambay, Salvi, Guazzo, Cozzolino (22’ st Bretti), Bruno. All. Strano. A disp.: Zappino, Adobati, Mbida, Terraneo.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Di Bella, Cazzola, Rossi, Federici, Florean, Marconi (30’ st Brambilla), Degano (19’ st Crocetti), Le Noci (22’ st Storm), Uliano. All. Rastelli. A disp.: Manzoni, Bonfanti, Gurci, Galli.
Arbitro: Liotta di Lucca (Campana di Barletta, Posado di Bari).
Note: Pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni. Spettatori e incasso non comunicati (circa 1.400 spettatori). Ammoniti: Rossi, Crocetti, Brioschi, Salvi, Guazzo, Bruno, Uliano. Angoli 9 a 7 per il Pergo. Recupero: 2’ + 4’.
COMO. – Laurus nobilis. In quell’altro ramo del lago di Como, “Flo” fiorisce invece come un girasole, dopo un primo tempo da altruista, più da assist-man che da cecchino. Lauro Florean è l’antidoto al mal di trasferta, come una compressa effervescente che fa passare l’emicrania. O come un indomito guerriero: a testa china ha caparbiamente sradicato il pallone dai piedi di un paio di avversari, lo ha difeso e poi lo ha indirizzato nell’angolino alla sinistra del portiere comasco, ottenendo un pareggio meritato per la superiorità dimostrata successivamente, anziché per quello che il Pergo aveva fatto intravedere nella prima frazione di gara.
Una partita, tutto sommato, da stordirsi, e senza neppure aver bevuto del buon vino. Lo diciamo non per disamore, ma per legittima difesa: non è stata esaltante, però non è stata neppure da vilipendio del gioco del calcio. A prima vista, sarebbe stata una partita da bottino pieno; si è invece rischiato di uscire a mani vuote. E allora, va bene così.
Il Pergo, aspetto singolare, ha creato le migliori occasioni da gol nel primo tempo, quando ha giocato meno bene. Ha ricamato spesso la manovra con passaggi all’indietro, per far allentare le strette maglie difensive lariane, svariando di qua e di là delle due fasce, però senza velocità e con qualche disimpegno errato. Nella ripresa, con il Como in appariscente debito di ossigeno, ha mantenuto il possesso di palla, verticalizzando con maggior profondità e avendo pure alcune interessanti situazioni di superiorità numerica in azioni di rimessa, tuttavia non sfruttate dignitosamente. Lo svantaggio, giunto a pochi minuti dall’intervallo, ha adombrato lo spettro dell’ennesima sconfitta esterna. Come a Viareggio, nel secondo tempo c’è stata l’immediata reazione e, soprattutto, questa volta c’è stato il gol di Florean che ha ridato fiducia e caricato la squadra che, pur senza fare cose esorbitanti, ma aggiungendo al menù della merendina pomeridiana maggiore convinzione e aggressività, senza nulla togliere al Como, alla fine forse lascia sul terreno del Senigaglia anche qualche rimpianto.
Il vecchio stadio lariano, in riva al lago, non si presta ad un colpo d’occhio da brividi. I cannibali timbrano la presenza e si fanno sentire con il coro di stima nei confronti del presidente e di riconoscenza verso Luca Facchetti, ex bomber gialloblù ora al servizio del Como. Nel Pergo Rastelli schiera il neo acquisto Degano, il quale dopo l’esordio in Coppa, concede subito il bis con la “prima” in campionato. In difesa rientra Di Bella, mentre tutto il resto rimane immutato rispetto al match contro il Figline.
Dopo qualche minuto per carburare, l’incontro sembra vivacizzarsi. All’8’ Cozzolino costringe Rossi a rimediare in extremis in corner. Boato della curva locale ad ogni calcio d’angolo guadagnato, che fa un po’ il verso al tifo anglosassone. Saranno sette, alla fine, i rimbombi che si alzano dagli spalti ultrà per altrettanti corner calciati, e per sette volte è sempre la difesa cremasca ad addomesticare gli spioventi in area. Al 9’ è invece Cazzola a penetrare in area avversaria, lungo la fascia sinistra. Poi serve Degano, che di esterno destro cerca di sorprendere Malatesta, che neutralizza la minaccia. Sul notes riportiamo ancora due tentativi gialloblù: di Le Noci al 13’ (conclusione dalla distanza, un tantino azzardata e fuori misura), di Florean al 14’ (tiro però debole e centrale, nessun problema per Malatesta).
Il ritmo adesso rallenta. Le due squadre sostano prevalentemente a centrocampo, indugiando con passaggi per linee orizzontali che assopiscono gli spettatori. Finché arriva l’impennata di Le Noci, al 29’: il principe del gol del girone, su assist di Florean, si presenta davanti a Malatesta, ma la botta è imprecisa e l’occasione sfuma. Svanisce anche l’opportunità al 32’ per il Como: Preite di testa colpisce la base superiore della traversa ed il successivo tentativo di Guazzo, finito sul palo, è comunque vanificato dalla sua posizione di offside. Il pericolo scampato sarebbe ugualmente un monito di cui far tesoro, come l’incomprensione (35’) tra Colombi e Di Bella che consente a Guazzo di intrufolarsi tra i due e sfiorare di testa il vantaggio, oppure come il bel gesto atletico di Guazzo (38’), che in rovesciata procura qualche brivido: fuori di poco.
E’ invece dentro, al 43’, la deviazione di testa sempre di Guazzo, che da pochi passi e senza pressione dei difensori cremaschi, non ha difficoltà a battere Colombi.
Si va al riposo con il Como in vantaggio e con il Pergo che maledice se stesso per le due occasione create e fallite.
Si riparte e la formazione cremasca mostra segnali di ripresa. All’8’ Florean è un ariete che si apre la breccia in mezzo a due avversari e dal limite dell’area, di interno destro, pennella un delizioso colpo con destinazione proprio là, dove Malatesta non può arrivare. Adesso a tremare è il Como, il quale sembra in riserva di carburante e si mantiene coperto in difesa, concedendosi qualche licenza offensiva in rare occasioni. Al 15’, ad esempio, è provvidenziale l’intervento di Di Bella ad anticipare Bruno, lanciato in profondità. Al 19’ è poi Cazzola a puntare la porta avversaria con un siluro che impegna il portiere di casa. Si prosegue con il Pergo ormai padrone del campo, che intercetta a metà campo diversi disimpegni errati degli avversari e si produce in alcune potenziali occasioni da gol, che tuttavia non vengono finalizzate adeguatamente.
lunedì 5 ottobre 2009
Il Pergo tessera Daniele Degano
Questa mattina, presso la sede operativa di Nembro, il presidente Stefano Bergamelli ha firmato l'accordo che lega Daniele Degano al Pergocrema per la stagione 2009/10.
Nato a Crema il 21.09.1982, il neo attaccante gialloblù nel corso della sua carriera ha disputato 8 partite in Serie A (con Parma e Ancona), e 178 in Serie B (Ancona, Piacenza, Messina e Pisa). Rimasto svincolato dopo il fallimento del Pisa, in questi mesi di assenza agonistica ha comunque proseguito ad allenarsi con la Caratese. Già oggi pomeriggio si aggregherà ai compagni di squadra, impegnati nella preparazione in vista del match di mercoledì in Coppa Italia contro il Mezzocorona, in programma al Voltini con inizio alle ore 15.
Pergo - Figline 1-0
Con un rigore, per fallo su Florean, trasformato al 92' da Le Noci, il Pergo supera il Figline, ottenendo un meritato successo. Nella ripresa la pressione offensiva maggiore.
Pergocrema - Figline 1-0
Rete: 47’ st Le Noci (rigore)
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Rossi, Cazzola, Bonfanti, Federici, Florean (48’ st Guerci), Marconi (23’ st Storm), Crocetti (7’ st Brambilla), Le Noci, Uliano. All. Rastelli. A disp.: Manzoni, Tobanelli, Galli, Bonometti.
Figline: Pardini, Mugnaini, Pasquini (43’ st Duravia), Ghinassi, Redomi, Bettini, Guerri, Campolattano, Fioretti (36’ st Frediani), Chiesa (19’ st D’Antoni), Fanucchi. All. Torricelli. A disp.: Novembre, Peruzzi, Del Vivo, Cosentini.
Arbitro: Di Stefano di Alghero (Aretano di Parma e Ricci di Reggio Emilia)
Note: Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 1.183 per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 6.373. Ammoniti: Rossi, Cazzola, Colombi, Fanucchi, Guerri e Pasquini. Angoli 5 a 2 per il Figline. Recupero: 1’ + 6’.
CREMA. – Forse perché del lieto successo tu sei l'imago, a noi sì caro vieni, o Beppe! Ancora lui, il bomber, al quale non trema il piedino nei minuti di recupero per battere, dal dischetto del rigore, la formazione toscana del Figline. E ancora lui, Lauro Florean, a procurarsi, come contro il Novara, il penalty ed evocare il canto che giace silente nel cuore della Sud in attesa che Le Noci esali l’ultimo sospiro di un match sofferto soltanto là davanti. Quindi, alla fine, tutto è compiuto e il Pergo nuota nel lardo. In tempi poveri, il lardo era appunto simbolo dell’abbondanza e la compagine cremasca si accontenta di pasteggiare con un rigore peraltro ineccepibile, quando avrebbe meritato un banchetto ben più regale per il predominio esercitato nel corso della ripresa. Però, come una settimana fa, si avverte qualche malessere nella fase terminale della manovra offensiva, tant’è che non si ricordano conclusioni eccitanti verso la porta difesa da Pardini, indisponente (pro domo sua) in occasione delle rimesse da fondo campo, con la complice tolleranza di un arbitro che ha provato sino al termine a mantenere il suo singolare score: nelle undici precedenti gare dirette in LegaPro, erano state cinque le vittorie delle squadre in trasferta e solo quattro quelle delle formazioni di casa. Oggi si è compreso che l’annotazione statistica non era poi così casuale ed il fatto che non abbia potuto esimersi dal decretare la massima punizione, conferma che il fallo su Florean non alimenta dubbi, legittimando pienamente il successo del Pergo.
Anche nella prima frazione di gioco, meno sbilanciata verso i colori locali, la formazione gialloblù ha comunque osato qualcosa in più rispetto agli avversari, ma lo ha fatto giocando spesso palloni alti e abiurando il credo di mister Rastelli, che ha spesso esortato i suoi ragazzi a “darla sul piede”. Nella ripresa, con l’inserimento dapprima di Brambilla il “temporeggiatore”, che ha spruzzato fosforo sul gioco cremasco, e poi di Bo Storm, che ha catapultato ottimi cross nel centro dell’area toscana, la spinta offensiva è stata più sostenuta e costante e qualche insidia maggiore è approdata nell’area ospite.
Detto del finale, ripartiamo dall’inizio. Se non ricordiamo male, il Figline era stato preso a modello dalla LegaPro per aver “piazzato” il maggior numero di tessere del tifoso. Probabilmente oggi i possessori toscani della tessera l’hanno utilizzata per andare a fare shopping in qualche ipermercato di Figline e dintorni (apre le porte di tutti gli stadi, ma anche quelle dei negozi: la domenica si può quindi scegliere), vista la desolazione della Curva Nord del Voltini, semplicemente vuota. Dovremo abituarci, nella speranza che dalla parte opposta prevalga la fede gialloblù e la Sud risponda “presente!”. Anche oggi, tuttavia, non sono mancati i cori di dissenso dei cannibali. “Frangar, non flectar”. (“Mi spezzerò, ma non mi piegherò”), è la versione corretta, rispetto a quella corrente, del motto oraziano. Si addice perfettamente al braccio di ferro, intrapreso dalla Curva Sud, che prosegue ardito e coerente nei confronti della tessera del tifoso, voluta dal Ministero dell’Interno. Rispetto ai precedenti incontri casalinghi, non c’è stato nel primo tempo del Voltini il silenzio tombale. Però nella sua complessità, anziché uno stadio che celebra cori e boati, affiora la sensazione di un sacrario che impone al limite qualche sussurro. Dopotutto, in settimana, è stato recitato il Requiem da parte dell’Osservatorio, dopo che in precedenza era stata impartita l’estrema unzione dall’inflessibile reverendo locale, alias commissione di vigilanza sugli spettacoli. Le iniziali minuscole non sono casuali. E allora proseguiamo nelle citazioni, dantesca questa volta, come un invito amaramente ironico alla rassegnazione: “Vuolsi così colà dove si puote…”, che vuole sottolineare l’inutilità di opporsi a un ordine che appare arbitrario, vanificando la speranza di poter modificare una situazione ormai decisa da chi può imporre ad altri la propria volontà senza dover rendere conto a nessuno.
Proseguiamo con l’incipit della gara, e cioè con la formazione cremasca che presenta Bonfanti al posto dell’indisposto Di Bella. Il resto è come a Viareggio, dove il Pergo aveva riscosso unanimi consensi, al di là del risultato. Il primo tiro, insidioso, cade al 7’, da parte del Figline, che replica, sempre dalla distanza al 15’: nessun problema per Colombi. Al 16’ annotiamo uno scambio tra Florean e Le Noci, con conclusione di quest’ultimo parata senza difficoltà da Pardini. Al 18’ Di Stefano inaugura la giornata non troppo felice fermando un’azione di rimessa del Pergo, per assegnare alla formazione di casa un fallo subito a centrocampo. La norma del vantaggio è un optional.
Al 25’ Fanucchi, con un diagonale, impegna Colombi, mentre un minuto più tardi apprezziamo una buona iniziativa di Marconi, che giunto sulla linea di fondocampo mette sul primo palo un rasoterra sul quale si gettano Crocetti e Florean, anticipati da Pardini. Infine, al 31’, si assiste ad una punizione di Le Noci da circa 30 metri, che non procura danni alla porta ospite. Il primo tempo si conclude senza altre soverchie emozioni, con l’auspicio di una ripresa più frizzante.
In effetti, nel secondo tempo il Pergo spinge con più determinazione, sostenuto dalla regia di Brambilla. Il quale, al 10’, lancia in profondità Cazzola il cui tiro volante sotto porta esce di poco. Al 21’, da una punizione dalla destra di Le Noci, svetta in mischia Rossi, ma la deviazione non è precisa. Per assistere alla prima vera conclusione nella porta avversaria bisogna però attendere il 24’: iniziativa personale di Florean, che si accentra e scarica un siluro respinto in corner da Pardini. Adesso il pressing offensivo del Pergo è tambureggiante: al 25’ cross dalla sinistra di Federici e Cazzola, sul secondo palo, schiaccia di testa, ma senza precisione. Manca di giustezza anche la deviazione al 27’ di Le Noci, a seguito della punizione dalla destra di Storm. Si ripete la situazione al 32’: punizione sempre di Storm (questa volta dal fronte sinistro) e Le Noci manda il pallone di una spanna sopra la traversa.
Il Pergo insiste, ed in effetti meriterebbe il vantaggio. E’ sempre Le Noci ad essere il punto di riferimento dell’azione cremasca: al 36’ è ottimo il cross di Florean per la testa del bomber, che non trova la porta avversaria. Insiste il Pergo ed insiste Florean a mettere in area palloni appetibili: al 42’ è per Cazzola, che in scivolata manca il tapin di un niente. Quando la partita sembra ormai avviata verso un mesto pareggio, ecco il sussulto della coppia più bella di Crema: sul corpo di Florean, che in area stava chiudendo la triangolazione avviata con Le Noci, scende a peso morto come manna dal cielo Duravia, entrato da poco meno di cinque minuti. Il direttore di gara non ha esitazioni ed indica il dischetto: Beppe-gol manda il portiere a sinistra ed il pallone a destra. Adesso sì, che tutto è compiuto.
Viareggio - Pergocrema 1-0
Buona prestazione, pessimo risultato. Così può essere sintetizzata la gara disputata dal Pergo a Viareggio. Una gara largamente dominata, ma con pochissime situazioni che potessero alimentare la speranza di un paregio, o di un successo, certamente meritati.
Viareggio – Pergo 1-0
Rete: 29’ pt Martucci
Viareggio: Ravaglia, Carnesalini, Briotti, Reccolani, Fiale, Benassi, Cristiani (20’ st Panariello), Pizza, Ferrari (42’ st Davini), Mandorlini (29’ st Costantino), Martucci. All. Rossi. A disp.: Babbini, Castaldo, Brini Ferri, Anzillotti.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti (12’ st Storm), Di Bella, Cazzola, Rossi, Federici (24’ st Anastasi), Florean, Marconi, Crocetti, Le Noci, Uliano (27’ st Galli). All. Rastelli. A disp.: Manzoni, Bonfanti, Brambilla, Guerci.
Arbitro: Borracci di S. Benedetto del Tronto (Pasquali Cerinoli di Milano, Deriu di Trento)
Note: Spettatori circa 600. Settore ospiti inibito ai tifosi del Pergocrema su ordinanza del Prefetto di Lucca.
VIAREGGIO. - Qualche abbozzo per un titolo. Il Pergo gioca, il Viareggio vince. I gialloblù si fermano ai sedici metri. Giramento di palle. Quest’ultimo acchiappa, però il riferimento non è agli attributi, bensì al gioco dominato dai cremaschi, che hanno fatto girare la sfera di qua e di là del campo, concludendo comunque poco o nulla.
Lo sconforto è dunque totale. E’ triste lo stadio dei Pini le cui gradinate sono deserte di tifosi ospiti e poco affollate di sostenitori locali. E’ triste l’agonia irreversibile verso cui sembra dirigersi il mondo pallonaro con il braccio di ferro tra veti e ordinanze arzigogolate da una parte, e dignità e orgoglio delle tifoserie organizzate dall’altra. E’ la sconfitta della linea etica.
E’ triste e imbarazzante anche vedere il Pergo in campo che lotta e governa il match, ma che alla fine rimane allibito, con lo sguardo incredulo fisso nel vuoto come un soldatino di piombo. Fosse proseguita per altri novanta minuti, difficilmente il Viareggio si sarebbe arreso all’egemonia gialloblù. Abbiamo avuto momenti più grassi, ma la ruota gira e registriamo la seconda sconfitta stagionale.
Il Pergo di oggi si è isolato in cima ad un affannoso assalto offensivo, nella certezza che non tutto era perduto, proseguendo con impegno profondo e ostinato, senza dover colorire o romanzare una manovra che ha trovato facile elaborazione sino al limite dell’area di rigore avversaria, rimasta invece zona inviolabile ed inviolata. E così il Viareggio è risultato quasi solenne e ironico per rendimento ed interpretazione: un crogiuolo di concretezza ed astuzia. Sembrava, il vantaggio toscano, un piccolo bluff, come a poker. Nella testa e nelle gambe dei gialloblù c’erano le potenzialità per rimediare. Hanno tenuto la gara per le redini, eppure se la sono fatta scappare, smarrendo lo spunto efficace sotto porta. Perciò non tira su il morale pensare ed essere convinti che il Pergo è stato superiore agli avversari, quando sono soltanto gli avversari a sorridere ed a brindare. Così rimane dentro una fredda amarezza perché dal tanto che ci si attendeva alla vigilia, rimane un niente vagamente venato dall’attesa che prima o poi Beppe-gol o qualche compagno la buttasse finalmente dentro. Alla fine, l’attesa, è transitata da vaga a vana.
Qui, dove il mare chi lo sa se luccica e neppure tira forte il vento, i versiliani preferiscono la spiaggia allo stadio. C’è il sole, fa caldo, il pomeriggio in effetti consiglia l’ultimo bagno di stagione. Il pareggio di domenica scorsa contro l’ex capolista Novara consiglia invece a Rastelli di confermare lo stesso undici titolare. E come una settimana fa, il primo pericolo è per la porta di Colombi: al 3’ Rossi devia una punizione della squadra toscana; sul cross dalla bandierina è Ferrari a staccare per primo in mischia, schiacciando il pallone che rimbalza sul terreno di gioco per poi terminare oltre la traversa.
Al 9’ scambio tra Le Noci e Florean, che restituisce il pallone al compagno per il cross a centro area: Ravaglia sbroglia la matassa. Un minuto dopo occasione favorevole per Florean, che prova a superare il portiere avversario con un pallonetto: alto! E’ comunque il Pergo, già da queste prime battute di gioco, a mostrare maggiore vivacità, aggredendo i portatori di borraccia viareggini, ma risultando poco oliato nelle zone dove dovrebbe far male. Sicché a far male, al 29’, è il Viareggio, che passa in vantaggio e vivrà di rendita per il resto dell’incontro. Cross alto dalla fascia, sul quale interviene Colombi. Caricato da un avversario (e il fallo sembrerebbe cristallino), al portiere cremasco sfugge il controllo della sfera, ed è lesto Martucci ad approfittarne.
Al 34’ Ravaglia mette i brividi agli spalti semivuoti del “Pini”: in un disimpegno coi piedi, si allunga il pallone e per un soffio a Crocetti non riesce lo scippo. Al 40’ Florean ci prova con una botta dalla distanza, imprecisa, mentre al 44’ il siluro di Marconi si infrange sul corpo di Fiale, che si immola per la causa. E’ l’ultima annotazione di un primo tempo a conduzione cremasca, che però si chiude con vantaggio locale.
Nella ripresa è forte il convincimento che per il pareggio (e non solo), sia questione di pazienza. Anche perché già al 3’ si avvertono nitidi i proponimenti della squadra ospite: al 3’, ad esempio, su corner battuto da Le Noci, Cazzola irrompe di testa senza inquadrare tuttavia la porta avversaria. Al 59’ bella iniziativa del Pergo, cominciata sull’out destro con Florean, che serve Le Noci, il quale appoggia in area per Crocetti: conclusione volante che spolvera il palo esterno. Peccato.
Negli anni ‘60/’70, a Viareggio (ma in verità era a Focette, nel comune di Marina di Pietrasanta), c’era un locale noto in tutta la penisola per la frequentazione assidua di Vip del periodo: la “Bussola”, invenzione dell’imprenditore Sergio Bernardini. Chissà se è ancora aperto. Durante le vacanze negli anni adolescenziali si faceva la notte all'addiaccio in attesa di qualche volto noto. Di certo la “bussola” sarebbe servita oggi ai bomber gialloblù per determinare le esatte coordinate della porta versiliana. E invece, tanto possesso di palla, tanto impegno, tanta supremazia, ma nessun tiro diretto verso Ravaglia. Con l’ingresso di Storm, sono aumentati gli spioventi nell’area avversaria, presidiata soltanto dai difensori di casa.
Il Pergo, nella ripresa, ha messo le tende nella metà campo del Viareggio, ma il tiro all’85’ di Le Noci dalla lunga distanza, ha il sapore della disperazione ed è il ritratto della prestazione odierno: tanto battagliera, vivace e costruttiva sino alla tre-quarti, quanto impercettibile nei pressi della porta toscana.
Finisce qui, con quindici angoli a favore ed un gol a sfavore. Finisce con i complimenti degli avversari e con la consapevolezza di aver dato tutto. Il tutto che è stato dato, sia chiaro, non è poco, ma in funzione del risultato non è stato sufficiente. E’ bizzarro, ma è difficile descrivere anche il sentimento che cuoce dentro dopo il risultato, giacché c’è soddisfazione per la condotta di gara, per il gioco e l’impegno espressi, ma c’è pure un forte rammarico per la sconfitta. Però non ci sono rimpianti, e non è una contraddizione.
Pergocrema - Novara 1-1
Pergocrema – Novara 1-1
Reti: 13’ pt Le Noci (rigore), 21’ pt Motta.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti (22’ pt Guerci), Di Bella, Rossi, Federici, Marconi, Cazzola, Florean (24’ st Tarallo), Le Noci, Crocetti (1’ st Storm), Uliano 6. All. Rastelli. A disposizione: Manzoni, Bonfanti, Galli, Brambilla.
Novara: Ujkani, Gheller, Ludi, Vicentini (1’ st Shala), Coubronne, Porcari, Lisuzzo, Motta (35’ st Ledesma), Rigoni, Rubino (25’ st Gonzales), Bertani. All. Tesser. A disposizione: Fontana, Jidayi, Cossentino, Evola.
Arbitro: Colasanti di Siena (Minardi di Taranto, Fortarezza di Foggia)
Note: Spettatori 1300 circa, di cui 531 paganti e 727 abbonati, per un incasso di euro 8.463. Ammoniti: Di Bella, Bertani, Vicentini, Ludi. Angoli 5 a 3 per il Pergo. Recupero 2’ + 4’.
CREMA. – Il Pergo covava il colpo come un’aquila le uova. Nei pensieri aveva conservato un sacchettino di polvere da sparo, avanzato domenica scorsa, per caricare i desideri. Invece, dopo la felice partenza, il finale se non proprio amarissimo, è quantomeno acre, perché è sempre difficile accontentarsi di qualcosa di intermedio. Forse il pareggio è il risultato più giusto, ma le due traverse colpite negli ultimi minuti di gara da bomber Le Noci ballonzolano ancora beffarde e sgradevoli.
Il Pergo sentiva che il colpo per andare a segno doveva partire da lontano. Dalla sofferenza e dalla concentrazione, innanzitutto. Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, nella ripresa ha dovuto alzare gli argini per contenere la maggiore pressione ospite, affidandosi a delle ripartenze illuminate dal suo capitano, che con due perentorie conclusioni (una ravvicinata, l’altra dalla distanza) ha scosso le fondamenta piemontesi, senza però riuscire a schiantare la capolista. Comunque, il bello di Le Noci è che lo aspetti e lui arriva: come un treno, o come un soffio di vento. Anche oggi è andato a segno, sebbene su calcio di rigore propiziato da Florean; poi, portandosi appresso un’aria un po’ speciale, ha provato per conto proprio, sprigionando nel Voltini melodiosa musica di speranza e rassegnati moti di amarezza con i due legni colpiti.
Essenziale e lucido, ma non tiranno, il Novara non ha monopolizzato il gioco. Anzi, è stato solidale a beneficio dello spettacolo, che non è mancato anche per merito di un Pergo semplice e semplificato, generoso e fondista. In sintesi: una bella prestazione, che rappresenta lo specchio che fa crescere la consapevolezza dei più grandi e ingrandisce l’amor proprio dei (presunti) più piccoli.
Sfruttando un ottimo inizio di gara, la formazione gialloblù aveva minacciato le certezze della capolista, più simile in quel frangente ad un gigante di cartapesta, che si pensava potesse frantumarsi dopo il penalty trasformato da Le Noci. La maschera del Novara, però, si trasformava poco dopo in quella di un leader corazzato e all’immenso incipit del Pergo che si era sovrapposto alla loro ombra, gli ospiti sfoderavano orgoglio, qualità, determinazione e in pochi minuti ristabilivano l’equilibrio.
Sono poche le novità all’ingresso in campo delle due squadre. Mister Rastelli si affida a Federici al posto del convalescente Brighenti (rientrato dal ritiro della Nazionale Under 20), mentre a centrocampo recupera Marconi, tenendo a disposizione in panchina Guerci, che entrerà a metà del primo rilevando Ghidotti. Nel reparto offensivo viene riconfermato il trio che aveva scardinato l’ermetica difesa del Varese sette giorni prima.
Prima dell’inizio, viene osservato un minuto di raccoglimento per ricordare i sei militari italiani vittime dell’attentato di Kabul. E’ un minuto intenso, commovente, sincero. Poi, purtroppo, la trasmissione deve continuare. E si comincia con il Novara che si affaccia in area cremasca: al 4’ un lungo lancio di Juliano è raccolto da Rigoni, che conclude al volo, calciando di poco a lato.
In queste prime battute di gioco, il ritmo del Pergo è più sostenuto e all’8’ è Le Noci ad impensierire la difesa ospite: dal vertice destro dell’area di rigore indirizza un pallonetto che sfiora l’incrocio dei pali. Un minuto più tardi, su assist di Marconi, è Uliano a mettere in area una rasoiata sulla quale Le Noci, in scivolata, arriva con un attimo di ritardo per il tap-in.
E’ un Pergo aggressivo e volitivo, che piace, convince e passa in vantaggio. Dalla tre-quarti Le Noci lancia in profondità Florean, che entra in area e cade sull’uscita di Ujkani. Calcio di rigore (13’) che il Novara contesta vivacemente, mentre Le Noci non si fa coinvolgere emotivamente e trasforma di precisione.
Il sorriso cremasco ha vita breve. Non eccezionale nel reparto arretrato, il Novara è travolgente dalla cintola in su. E così, al 20’, arriva il pareggio. Dalla sinistra è Bertani a mettere in movimento Motta, che taglia l’area sul filo del fuorigioco, dribbla Colombi in uscita e deposita la sfera in rete. Il gol ha un effetto sedativo sul prosieguo del match. Le squadre corrono, ma si guardano anche, si studiano, si valutano e così si elidono per i restanti minuti del primo tempo.
Nella ripresa è maggiore il predominio ospite, ma le occasioni più favorevoli si registrano sul versante locale. Al 7’ su traversone dalla sinistra dell’esordiente Storm, entrato all’inizio del secondo tempo al posto di Crocetti, capitn Le Noci in scivolata manda sopra la traversa da buona posizione. Immediata la replica del Novara con Motta, che impegna Colombi con una conclusione dal limite dell’area. Al 12’ la formazione ospite va vicinissima al vantaggio, sciaguratamente sprecato da Ludi dopo una mischia in area conseguente ad un calcio d’angolo.
Il pericolo corso consiglia al Pergo maggior prudenza, visto che la gara è ancora lunga e la capolista è talmente sorniona da rendere pesante la fatica. Tuttavia la fatica sarebbe quasi allegra nei minuti finali. Al 40’, in contropiede, Storm calibra un perfetto assist per i piedi di Le Noci, che scavalca con un delizioso pallonetto il portiere avversario in uscita: pallone che sbatte contro la traversa. Sul ribaltamento di fronte, è Gonzales a farsi dapprima respingere la conclusione da Colombi e poi a recriminare per il penalty dopo un contatto con Marconi.
E’ un finale pirotecnico. Al 42’ Federici, su punizione, serve le Noci al limite dell’area: siluro e per la seconda volta è ancora la traversa a spegnere il boato del “Voltini”.
Pergocrema - Varese 2-0
Pergocrema – Varese 2-0
Reti: 28’ pt Le Noci, 49’ st Florean.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Di Bella (30’ st Bonfanti), Rossi, Brighenti, Florean 6,5, Cazzola Guerci (34’ st Brambilla), Le Noci, Crocetti (21’ st Tarallo), Uliano. All. Rastelli. A disposizione: Manzoni, Federici, Galli, Storm.
Varese: Moreau, Pisano, Buzzegoli, Camisa, Radi, Gambadoti (41’ pt Zecchin), Bernardini, Corti, Carrozza (11’ st Armenise), Ebagua, Del Sante (1’ st Momentè). All. Sannino. A disposizione: Grandclement, Gentili, Dos Santos, Tripoli.
Arbitro: Manera di Castelfranco V. (Valletta di Caserta, Peraro di Conselve).
Note: Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 1400 circa. Ammoniti: Cazzola, Guerci, Florean, Buzzegoli e Pisano. Espulso al 10’ st Radi per fallo su Guerci. Recupero 1’ + 5’.
CREMA. – “Champagne, per brindare a un incontro...”. Una bella partita, una splendida vittoria di un Pergo ammirato e amato. Doveva essere un match aperto, senza padrone. E’ stato invece il match del Pergo che fuga le ombre di sette giorni fa. Forte e sicuro, al quale il Varese si è accostato dapprima con verve battagliera, poi sempre più timidamente, sino a scomparire dopo l’espulsione di Radi e la conseguente inferiorità numerica.
E’ stata soprattutto la partita di Florean, che ha alzato la soglia della commozione. Scimmiottando un grande giornalista sportivo, la prestazione di “Flo” è stata “un’emozione, un giro più veloce del sangue, un soffio sul cuore”. Ha propiziato l’azione del vantaggio e nell’appendice di partita ha vergato con una prodezza un pomeriggio incantato per lui e la squadra.
Dunque, bel giorno per il Pergo: Le Noci (e siamo a quota 4!) e Florean segnano, la squadra vince. Bel giorno perché il Pergo c’è, ed anche la lieve sofferenza, neppure troppo appariscente, nella parte iniziale della contesa, dimostra che i gialloblù sono scesi in campo con la giusta mentalità: saper incassare, rimanendo in piedi, e saper aggredire, abbattendo l’avversario. E’ una questione di testa, e il Pergo ha dimostrato di avere la testa sgombra dall’inquietudine e dalla frenesia di dover fare risultato ad ogni costo. Non gonfiato dal desiderio di riscatto, la formazione cremasca non ha sprintato subito, bensì è cresciuta con il trascorrere dei minuti, imponendosi con fare autoritario e gestendo con equilibrio tattico, principalmente nella ripresa, il vantaggio e la superiorità numerica.
Non era una gara facile. Psicologica soprattutto. Il Varese aveva dalla sua parte un inizio di stagione frizzante. Il Varese aveva pure, in panchina, mister Sannino, arguto conoscitore della materia calcistica, capace di ingabbiare gli avversari. Il Varese, infine, aveva sinora incassato una sola rete in tre partite, lasciando quindi trapelare ai nostri attaccanti che non ci sarebbe stata molta ciccia con cui pasteggiare.
Alla fine è stata una di quelle partite ed uno di quei pomeriggi che restano dentro. Non tanto e non solo per l’eccellenza della prestazione, appunto bella perché intensa, ma perfettibile. Resta dentro per le premesse, per il morale e, aspetto non marginale, perché restano tre punti utili a mantenere il contatto con i dignitari del girone. Tatticamente bloccata nel primo tempo, nella fase di assestamento era stato il Varese a rompere le incertezze, sfiorando il gol. La rete di Le Noci ha poi messo le ali al Pergo, che ha subito la reazione ospite soltanto in occasione di palle inattive, con la difesa gialloblù che ha sempre risposto egregiamente.
Per far dimenticare la sconfitta di Ivrea, mister Rastelli cambia qualche pedina sulla scacchiera cremasca. In difesa si nota l’esordio di Di Bella a fianco di Rossi, con Brighenti (in partenza per l’Egitto con la nazionale di Rocca per i mondiali Under 20: potrebbe rimanere assente per circa un mese), defilato sulla sinistra, posizione che predilige. A centrocampo, esordio stagionale per Alex Guerci, al suo rientro dopo l’infortunio occorsogli a gennaio: altra emozione di giornata! Nel reparto avanzato, invece, è il turno di Florean a partire titolare e l’attaccante premierà la fiducia.
L’inizio, come anticipato, è caratterizzato da una lunga pausa di reciproco studio: blocco psicologico dalla parte locale, blocco tattico sul versante varesino. Poi sono gli ospiti a procurare il primo sussulto in tribuna (23’): dal limite dell’area Gambadori fa esplodere un rasoterra che impegna severamente Colombi, abile a neutralizzare la conclusione. Applausi per il giovane portiere ex atalantino. Al 27’ il Pergo passa in vantaggio. Grave errore di Camisa, il cui rinvio cade sui piedi di Florean: cross in profondità per Le Noci, che coglie la difesa ospite impreparata, entra in area in beata solitudine e trafigge Moreau. Esplode il “Voltini”, perchè il vantaggio spazza lo spettro alessandrino, sebbene la partita sia ancora tutta da giocare. Però la “rappresaglia” della squadra di Sannino non arriva ed è quindi ancora il Pergo a proporsi insidioso: punizione (43’) di Le Noci dalla sinistra, con Moreau costretto ad opporsi in tuffo.
Nella ripresa il Varese si presenta con un piglio combattivo, però dopo una punizione di Radi (8’) dal vertice destro dell’area di rigore, respinta con i piedi da Colombi, al 10’ rimane in inferiorità numerica per l’espulsione proprio di Radi (a gioco fermo ha “falciato” Florean, incontenibile a pallino in movimento...). Così il Pergo si distende e sul tentativo di rimonta ospite, gode di ottime distese per colpire in contropiede. Al 14’ un lungo rilancio dalle retrovie è raccolto da “Flo”, che entra in area, evita l’ostacolo Armenise e si coordina per il tiro: diagonale pungente che Moreau neutralizza.
Il Varese insiste, ma per Colombi non ci sono straordinari. Ci sono invece per Moreau, che al 23’ merita l’ennesimo plauso per l’intervento sulla conclusione di Uliano, scoccata dal limite dell’area dopo l’assist dalla sinistra di Le Noci. Nei pressi dell’area di rigore, è comunque un soliloquio cremasco. Al 44’ ottimo cross dalla destra di Ghidotti, Tarallo irrompe e devia di testa da pochi metri: Moreau è tuttavia attrezzato per il miracolo.
Prima che l’arbitro Manera “canti” tre volte, al 49’ Florean mette il sigillo definitivo al successo del Pergo: lanciato in profondità da Brambilla, l’attaccante gialloblù entra in area, evita dapprima Pisano e poi Bernardini e, dall’altezza del dischetto da rigore, rende umano anche Moreau, uccellandolo con un preciso diagonale.
Alessandria – Pergocrema: 3-1
| Pergo: pesante sconfitta contro l'Alessandria (1-3) |
Una sconfitta senza alibi quella rimediata dal Pergo ad Ivrea, contro un'avversaria aggressiva e concreta. In svantaggio per 2-0 dopo 16' di gioco, al Pergo non è riuscito il miracolo. Anzi, all'inizio di ripresa è stata ancora l'Alessandria ad allungare. Di Tarallo il gol della bandiera.
Reti: 13’ pt Signorini, 16’ pt Fantini, 4’ st Artico, 22’ Tarallo
Alessandria: Servili, Ciancio, Schettino, Briano, Signorini, Cammaroto, Rodriguez (9’ st Chiazzolino), Mateos (28’ st Motta), Buglio, Artico, Fantini (33’ st Russo). A disp.: Cicutti, Grosheh, Longhi, Damonte. All. Foschi.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Pambianchi, Brambilla (1’ st Anastasi), Rossi, Brighenti, Marconi, Cazzola, Anastasi (1’ st Florean), Le Noci (17’ st Crocetti), Uliano. A disp.: Manzoni, Di Bella, Guerci, Galli. All. Rastelli.
Arbitro: De Faveri di San Donà di Piave (Gaspari di Ancona e Cerantola di Bassano).
Note: Ammoniti Cazzola e Schettino. Calci d’angolo 5 a 3. Recupero: 0 + 3’.
IVREA: - Bum!, arriva la batosta. E’ un ko tecnico, su brutto colpo d’incontro, e duro. Il Pergo si rialza, barcolla, si rimette in guardia, ma non ha speranze di recuperare. Anzi, per la prima mezz’ora, si percepisce la sensazione che possa solo limitare i danni.
Il “Pistoni” di Ivrea gronda splendore (per i piemontesi) e al banchetto da satrapi allestito sul terreno di gioco (quattro reti), fa dunque festa soprattutto l’Alessandria con assalti alla porta di Colombi che mettono a disagio gli ospiti in campo e quelli in tribuna.
Per il Pergo poteva essere una partita chiave, una specie di sfera di cristallo dentro cui leggere il futuro. Oggi, invece, ha sempre dovuto inseguire la preda, che si è staccata, e non si è quindi capito dove potrà arrivare in questo campionato. In sintesi: rimandato a domenica prossima. Da una domenica all’altra. Dopo il doppio svantaggio del primo tempo, è stato nuovamente invocato il miracolo, come una settimana fa. All’inizio di ripresa è però giunto il terzo gol dei locali, e allora addio anche ai miracoli e alle illusioni.
L’Alessandria va ad energia solare. Il sole di Ivrea ha acceso la squadra piemontese e gli ha fatto maturare in testa un’idea: attaccare subito. Al 16’ era già in vantaggio di due reti, al 4’ del secondo tempo aveva già santificato il giorno di festa e archiviato la pratica. La formazione locale ha un po’ ricordato la Pro Patria della scorsa stagione: irraggiungibile. Pure il Pergo di oggi ha ricordato quella infausta prestazione, che noi tutti avremmo voluto dimenticare. Ricorsi storici per ribadire che siamo alla terza giornata di campionato e non è il tempo di piangersi addosso, bensì davanti c’è ancora tutta una stagione per risollevare il morale, recuperare le energie e il gioco, rimpinguare la classifica. C’è, insomma, una strada all’infinito, lunga come la speranza.
Peraltro, il pomeriggio per i tifosi cannibali era iniziato sotto i più scoraggianti segni premonitori, con il loro pullman che perde colpi sull’autostrada e il loro conseguente ingresso allo stadio quando la gara era iniziata da mezzora, con l’Alessandria che aveva già sparato una doppietta. Per i sensibili alle credenze popolari, qualcosa vorrà pur dire...
Non ci sono colpi di scena eclatanti nella formazione iniziale schierata da Rastelli. Tuttavia sono presenti tre novità rispetto a domenica: paprtono dalla panchina Tarallo, Federici e Crocetti, mentre partono dal campo Brambilla, Pambianchi e Anastasi, per un 4-4-2 che nelle intenzioni dovrebbe fornire maggiore solidità.
Invece, non resta che guardare la verve agonistica dell’Alessandria, che ci risparmia ogni preambolo e parte a razzo, come un tempo facevano le squadre inglesi. Al 3’ Schettino, dalla linea di fondo campo, mette a centro area un pallone insidioso, reso però innocuo dalla difesa gialloblù.
Al 6’ il Pistone esplode per il gol di Rodriguez, che però l’arbitro annulla per fuorigioco dello stesso giocatore, il quale aveva deviato con un delizioso colpo di tacco la traiettoria del pallone, superando l’opposizione di Colombi. Pericolo scampato per il Pergo, che sembra non riuscire ad entrare in partita, mentre mostra di soffrire eccessivamente l’avvio frizzante degli avversari. I quali sfiorano nuovamente il vantaggio all’8’: cross di Schettino, con un rimpallo che favorisce Rodriguez, la cui conclusione è neutralizzata da Colombi in uscita. Riprende ancora Rodriguez e Colombi bissa definitivamente la precedente prodezza.
Soprattutto lungo le corsie esterne i locali si distendono con soverchia padronanza, costringendo la difesa cremasca a giocare in apnea. Rastelli è prodigo di consigli, ma al 13’ dalla roccaforte pergolettese viene alzata la bandiera bianca. Corner dalla destra di Rodriguez per la testa di Artico, che colpisce il palo; sulla ribattuta si piomba come un falco Signorini che ribadisce in gol. I “grigi” alessandrini si tingono d’azzurro, mentre come Diogene di Sinope che di giorno si aggirava per le strade con il lanternino alla ricerca dell’uomo, il Pergo si aggira per il campo alla ricerca di una compattezza e di un gioco ancora approssimativi.
Una timida reazione arriva al 15’, con una punizione dalla distanza di Le Noci che però non procura solletico al portiere alessandrino. Un minuto dopo procura invece frustrazione e sgomento il raddoppio dell’Alessandria: lo firma Fantini, con una rasoiata in diagonale che non lascia dubbi sulla supremazia dei piemontesi. Il Pergo prosegue in un peregrinare inconcludente. Più reattivi i locali, con Mateos e Artico che sono rispettivamente il motore e il cervello della squadra, mentre i cremaschi si notano prevalentemente sulla fascia destra, dove operano Ghidotti e Marconi.
Al 29’ altra situazione spigolosa in area gialloblù, con Colombi che sbroglia sull’insidiosa traiettoria, da corner, di Rodriguez. Al 32’ ennesimo brivido: conclusione di Buglio dal limite dell'area di rigore, in posizione centrale, e sfera che spolvera il palo alla destra di Colombi. Applausi.
Al 40' punge il Pergo: dopo una bella chiusura di Rossi su Radriguez lanciato verso l'area ospite, la ripartenza porta Cazzola alla conclusione dalla distanza, deviata in angolo da un avversario.
Ovviamente, durante l’intervallo, il pensiero corre a sette giorni prima e si invoca l’ennesima grazia. Al rientro dagli spogliatoi il Pergo presenta subito due novità: Tarallo (al posto di Anastasi) e Florean (al posto di Brambilla). L’Alessandria, comunque, mette subito le cose in chiaro e al 4’ spegne gli ardori ed i ricorsi: è probabile che Artico fosse in una posizione irregolare, ma la terna non ravvisa e convalida il terzo botto locale, favorito anche da un movimento non irreprensibile della linea difensiva gialloblù.
L’Alessandria, a questo è appagata. Il Pergo si scuote e (22’) riscuote. Uliano cambia fronte d’attacco servendo a destra Ghidotti, il cui cross preciso è tradotto in una deviazione di testa da parte di Tarallo, che supera Servili. Sembrerebbe un incidente fortuito per la difesa locale, la quale sbanda lievemente poco dopo. Infatti, altra occasione favorevole per Tarallo al 25’: calcio di punizione di Uliano per il centravanti gialloblù, che in semi-rovesciata volante non trova le giuste coordinate e calcia sopra la traversa. Ultimo assalto cremasco al 43’, ancora da una punizione calciata da Uliano, con il portiere locale che respinge in mischia. E adesso, dopo aver recitato il mea culpa, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo sodo: domenica al Voltini arriva il Varese di mister Sannino
mercoledì 2 settembre 2009
Ritorna il derby tra Crema e Pergo
Non ci saranno, tuttavia, punti in palio per alimentare la classifica, bensì sarà una sfida che pone al centro dell'attenzione la solidarietà. Infatti, le due società cremasche devolveranno l'intero incasso della serata a due importanti iniziative: a favore del Centro di riferimento della Lombardia per la ricerca e la cura della fibrosi cistica (www.fclombardia.it e www.demarchi.org), rappresentato questa sera alla presentazione stampa, avvenuta nela sala dei ricevimenti del Comune di Crema, dalla dottoressa Carla Colombo (direttrice del centro), e a favore del Centro di Aiuto alla Vita di Crema, che ha sede in via Civerchi, 7 e rappresentato dalla presidente Rosa Assandri.
A fare gli onori di casa era presente l'assessore allo Sport Luciano Capetti e il presidente del consiglio comunale Cattaneo. Per l'Amministrazione Provinciale ha presenziato Matteo Soccini, il quale ha portato i saluti dell'Assessore.
Radio Antenna 5, promotrice dell'iniziativa, era rappresentata da Bruno Tiberi, mentre per le due società hanno partecipato il presidente Barbaglio accompagnato da Fabiano Gerevini (A.C. Crema), il presidente onorario Aschedamini con l'addetto stampa Falconi (Pergocrema).
Non sono mancate le prime battute tra i due presidenti, segno evidente che una sana rivalità cittadina esiste ancora e che del derby si sentiva un po' di mancanza. Allo stadio saranno presenti anche le formazioni dei due settori giovanili. La Sud, ovviamente, sarà destinata ai tifosi cannibali, mentre la Nord sarà occupata dai ans cremini.
Il carattere benefico dell'iniziativa impone la massima partecipazione della città e principalmente dei cremini: quando mai avranno la possibilità di confrontarsi nuovamente contro i cannibali gialloblù? Con quest'ultima battuta, scherzosa, vogliamo entrare nel clima di un derby le cui finalità, ribadiamo, richiedono partecipazione, divertimento e solidarietà per sostenere chi, nella vita, ha avuto meno fortuna di noi.
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lunedì 31 agosto 2009
Pergocrema – Foligno 2-2
| Pergo - Foligno 2-2: Le Noci show |
Sofferto, ma meritato pareggio del Pergo contro un buon Foligno. In svantaggio per 2-0 prima dell’intervallo, la formazione cremasca mostra nella ripresa un’ottima reazione e, ottenuto il pareggio con la doppietta di Le Noci, addirittura ha sfiorato il successo.
Reti: 19’ pt Cavagna, 48’ pt Gregori; 20’ e 36’ st Le Noci.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici (30’ st Anastasi), Cazzola, Rossi, Brighenti, Marconi, Uliano (14’ st Florean), Tarallo (1’ st Brambilla), Le Noci, Crocetti. A disp: Manzoni, Pambianchi, Guerci, Galli. All. Rastelli.
Foligno: Rossini, Gregori, Rossi, Borgese, Pencelli, Guastalvinci (42’ pt Lispi), Gallozzi (43’ st Di Paola), Castellazzi, Virdis, Cavagna, Giacomelli (20’ st Nori). A disp.: Tomassini, Cavitolo, Da Dalt, Tramontano. All. Fusi.
Arbitro: Peretti di Verona (Gava di Conegliano e Palusco di Vicenza).
Note: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 1326, per un incasso lordo, compresa quota abbonati di € 9.244,46. Ammoniti: Rossi, Pencelli, Virdis, Cavagna. Angoli 11 a 7 per il Pergo. Recupero: 3’ + 4’.
CREMA. - Una curva innamorata. E’ la Sud. Il Pergo, in difficoltà dopo un primo tempo da brivido, le fa le fusa, le chiede sostegno ed è accarezzato dai cannibali sino al termine di una partita dura che poteva essere tremenda. Così Le Noci mette le ali e nella ripresa vola alto nel terso cielo del Voltini. Non è il mitologico Pegaso, ma è comunque uno strano “animale” che morde l’avversario come fosse un osso. E fa giustamente festa, dopo essersi saziato.
Nel calcio non c’è mai nulla di sostanzialmente epico, a parte qualche spruzzatina di retorica, che non guasta se moderata. E allora, indugiando con uno zampillo di enfasi, proclamiamo eroe di giornata proprio Lui, il capitano umile e riservato che con la doppietta rimedia ad una sconfitta che sarebbe stata comunque “umana”, e versa nel piatto del campionato un brodino per il morale.
Non è stato un Pergo coinvolgente quello visto nel primo tempo. Non ha giocato male, ma è risultato poco incisivo nei pressi dell’area avversaria. Il Foligno si è difeso con ordine e con efficacia si è spinto in avanti, ostentando ottime combinazioni nella fase di rimessa. Il Foligno ha poi trovato due gol quasi insperati e simili, di fondoschiena il primo, di bravura il secondo. Non aveva fornito una lampante dimostrazione di superiorità, ma il Pergo è stato però impressionato dal doppio svantaggio. Le facce dei giocatori gialloblù, dopo il primo tempo, erano da Quaresima, quelle dei sostenitori attonite.
Nella ripresa, invece, la gara prende fuoco ed il Pergo è pieno di fiammiferi, di petardi, di castagnole. Corre con determinazione, il suo ritmo fa male e alla fine quasi quasi il pareggio calza una taglia in meno.
Il tecnico gialloblù Rastelli conferma la formazione vincente della prima giornata, con la sola eccezione di Tarallo al centro dell’attacco al posto di Anastasi. Sul fronte ospite, si registra l’esordio del neo-acquisto Virdis. Per i primi cinque minuti sono proprio gli ospiti ad essere più intraprendenti. Nulla di eccezionale, ma maggior possesso palla. Poi l’iniziativa cambia piede ed il Pergo prende quota, ma fa soltanto solletico. All’11’ prima ghiotta occasione: Ghidotti sfonda sulla fascia destra e mette a centro area un delizioso traversone. La difesa ospite buca e Tarallo, peraltro ben appostato, manca l’aggancio con la sfera. Peccato! Come un minuto più tardi: cross sempre dall’out destro (questa volta di Marconi) e colpo di testa di Tarallo a pochi passi dalla linea di porta: pallone fuori misura. Il Pergo ci prova. Vuoi vedere che...? No, da vedere c’è il Foligno, che a questo punto dà gas.
Così si perpetua l’antico adagio: chi sbaglia paga. Al 19’ il Foligno passa in vantaggio al termine di un rapido capovolgimento di fronte: lungo diagonale dalla sinistra sul fronte opposto per Cavagna, il quale, in area ma in posizione decentrata, di piatto cerca di scodellare l’assist per la testa di un compagno. Invece gli esce un colpo beffardo quanto involontario che uccella Colombi.
Il Pergo è scosso ed il Voltini ammutolito. Al 22’ Crocetti prova a riequilibrare l’incontro: si accentra e di rimbalzo scaraventa un fendente che sfiora il palo alla sinistra di Rossini. Ancora Crocetti alla conclusione al 25’, dopo una combinazione promossa d Marconi e proseguita da Tarllo. Ancora fuori di poco.
Il Pergo adesso si svuota. La manovra lenta e prevedile favorisce il recupero degli avversari, sempre ben disposti in campo. Si avvicina l’intervallo e mentre si medita il riscatto nella ripresa, all’ultimo del terzo minuto di recupero giunge inattesa l’altra doccia fredda. Ancora una lunga gittata dalla sinistra e questa volta Gregori, dimenticato in area, non necessita di fortuna per battere Colombi con un diagonale al volo, potente e preciso, che s’infila sotto l’incrocio dei pali.
Il morale è sotto i tacchi, però negli spogliatoi il verbo di mister Rastelli è stato assimilato. Al ritorno in campo, si presenta Brambilla al posto di Tarallo (e più tardi, 14’, entrerà anche un vivace Florean al posto di Uliano).
Al 3’ è Marconi a proporsi al tiro, impegnando severamente Rossini (primo serio intervento del portiere ospite). Al 7’ Crocetti parte in contropiede, si presenta davanti a Rossini, ma viene contrato da un avversario al momento della conclusione, recuperando soltanto un corner. Tuttavia è un Pergo più determinato, più volitivo, più caparbio, più penetrante. Non è solo cuore. Ci sono anche la testa e le gambe per provare e riuscire a riequilibrare il match. E sono i cacciatori più convinti a stanare la preda. Così al 19’ arriva il primo petardo. Lancio in profondità per Le Noci, che un metro dentro l’area anticipa di testa l’uscita sbarazzina di Rossini, il quale frana platealmente sul corpo dell’attaccante gialloblù. Rigore sacrosanto, che lo stesso capitan Le Noci trasforma con freddezza sotto gli occhi appagati della Curva Sud.
Si prosegue, ed è sempre l’incalzante ritmo cremasco a menare la danza. Le Noci, dal gol, ha avuto un’ulteriore iniezione di fiducia ed illumina la ripresa di una luce intensa e continua. Al 23’, dalla linea di fondo campo sinistra, mette a centro area un invitante traversone per Florean, che si avventa sulla sfera, ma è anticipato di un niente da Pencelli. Replica al 30’ Le Noci, per la testa di Crocetti, anch’egli anticipato di un soffio da Rossini. Insiste il Pergo, e dentro si sente che può raggiungere la meta. E’ Florean, al 36’, a recitare la parte del perfetto assist-man, mettendo a due passi dalla linea di porta un cross adorabile che Le Noci trasforma, di testa, nell’apoteosi della giornata, con la Sud, incredula quanto euforica, che compatta scende dalla gradinata come un fiume in piena vibrando di gioia contro la rete di recinzione.
Il Pergo è eccitato ed eccitante. Lotta per cogliere il miracolo, ma la sforzo profuso comincia ad affiorare. Eppure, al 39’, sfiora addirittura il vantaggio: Crocetti, anch’egli indomabile, supera l’avversario e scende, decentrato, verso l’area di rigore. Il suo tiro è rimpallato da un difensore; raccoglie Florean a mette la palla sul secondo palo per Anastasi, leggermente avanzato.
Finisce quindi con un pareggio che dopo il doppio vantaggio ospite e dopo un primo tempo insipido, pareva impossibile da perfezionare. Finisce con i giocatori sotto la Sud, accolti da un caloroso e sincero applauso. Al di là del risultato, quando c’è l’impegno, c’è anche la gratitudine.
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Pro Patria – Pergocrema 1-2
Reti: 15’ pt Le Noci, 38’ pt Uliano, 16’ st Aquilanti.
Pro Patria: Caglioni, Masiero (41’ pt Serafini), Som, Bruccini, Maraucci, Polverini, Melara, Aquilanti, Ripa, Sarno, Pacilli. A disp.: Fortunato, Rudi, Calà, Marci, Napoli, Kulli. All. Di Fusco.
Pergocrema: Colombi, Ghidotti, Federici, Cazzola, Rossi, Brighenti, Marconi, Uliano, Anastasi (32’ st Tarallo), Le Noci (29’ st Florean), Crocetti (20’ st Brambilla). A disp: Manzoni, Pambianchi, Guerci, Galli. All. Rastelli.
Arbitro: Bellutti di Trento (Drago di Agrigento e Messina di Catania).
Note: pomeriggio caldo, con temperatura attorno ai 33°. Terreno in discrete condizioni. Spettatori 1100 circa, incasso non comunicato. Ammoniti: Aquilanti, Federici e Brambilla. Angoli 9 a 2 per la Pro Patria. Recupero: 1’ + 4’.
Busto Arsizio. La corte e il volgo, i privilegiati e i negletti. In senso etimologico, il rosso è il colore della passione. Fortemente simbolici sono però anche i colori che legano una squadra di calcio al proprio popolo di tifosi. Per i colori sociali si freme, si fa appello al cuore, si misurano i sogni e la realtà, le energie del corpo e quelle dello spirito.
Oggi ha vinto il Pergocrema, senza l’alito dei propri supporter. Però ha perso lo spirito, perché non c’è soffio vitale in quello spicchio dello “Speroni” mestamente deserto, dal quale risuona l’eco di una assenza pesante e illogica. Nell’occasione, sono state chiuse “last minute” solo le porte del settore ospiti ed i tifosi cremaschi, alla stregua di una comitiva che ha staccato il check-in ed è pronta ad imbarcarsi per le vacanze, ma alla quale viene annullato il volo quando gli zaini già pesano sulle spalle, senza capire e senza scuse hanno dovuto subire l’assurda vessazione. Ovviamente non sono accorsi giornalisti e televisioni per raccogliere le testimonianze ed il comprensibile senso di frustrazione. Non sono vittime, bensì i “cattivi” della domenica calcistica che non meritano attenzione. Che siano i ribelli della domenica pedatoria, in un contesto generale, è spesso veritiero. Però, suvvia, questa mancanza di sensibilità, di dimensione umana e di rispetto che la legge italiana garantisce a cani (in senso letterale) e porci (in senso allegorico), non contribuisce certamente a stemperare le tensioni. Siamo soltanto alla prima di campionato e fino a quando si farà d’ogni erba un fascio, anziché affrontare le singole realtà (lo “Speroni”, come il “Voltini”, indubbiamente non possono essere equiparati al “Meazza”), si proseguirà con ostinazione poco illuminata a frantumare il giocattolo.
Nonostante la desolazione di quello spicchio silente dello “Speroni”, tutti gli altri settori dello stadio hanno goduto del beneficio della presenza. Messa così, più che una partita di calcio, sembra un’esibizione per il sovrano, la sua corte e i soliti giullari, mentre il volgo stilla sudore nei campi. La storia, citando Guccini e la sua “Locomotiva”, ci racconta come finì la corsa... Per alienare il tifo violento, si corre il rischio di alienare l’intero movimento calcistico.
Ci si rassegna senza capire e quando Le Noci prima e Uliano dopo mettono al tappeto gli avversari, il loro è un grido nel deserto che, osiamo pensarlo, accende l’animo spettrale di quella curva sguarnita, raccolta probabilmente in gioconda allegria nei bar di Crema per seguire il match sulle frequenze radiofoniche.
Con i due acuti gialloblù si è ormai in clima campionato e la punta d’angoscia seguita da una domanda (“Ma che ci stiamo a fare qui?”), resta comunque, sebbene affievolita dalla vittoria che prende forma.
La Pro Patria non è più la squadra brillante della scorsa stagione. E’ formazione discreta, dignitosa, ma non stellare. Esaltante ieri, di modeste dimensioni oggi. Stellare è stato però il suo inizio, veemente come quella infausta serata di un anno fa. Dieci minuti, o poco più, di ritmo incalzante. Poi è cresciuto il Pergo, con il trombettiere Cazzola a suonare la carica, con Le Noci e Uliano a centrare il bersaglio. Nella ripresa, invece, il Pergo è leggermente calato di tono ed i bustocchi ne hanno approfittato per dimezzare lo svantaggio ed illudersi che il pareggio fosse a portata di mano. Rastelli non è rimasto passivo e dopo gli inserimenti di Brambilla, Florean e Tarallo, giocatori di esperienza e capaci di spezzare il ritmo avversario, il Pergo è tornato ad essere essenziale, innaffiando il suo finale anche con una spruzzatina di superfluo quando Le Noci, intercettando un errato disimpegno della difesa locale, ha sfiorato la doppietta personale con una palombella sulla quale Caglioni ha rimediato in calcio d’angolo, strappando gli applausi.
In una rosa ben copiosa, la principale curiosità è quella di conoscere le scelte di Rastelli, che affida l’esordio stagionale ad una squadra fondata sull’equilibrio tra giovani speranze e giocatori di consumata maturità. La panchina, peraltro, farebbe la gioia di qualsiasi concorrente dei gialloblù.
La Pro Patria parte slanciata, mentre il Pergo aziona il freno a mano. Dopo gli iniziali minuti di contenimento, il Pergo comincia a distendersi. Al 9’ Cazzola lancia in profondità Anastasi, che in piena area di rigore, al momento di concludere, viene anticipato di un soffio da Maraucci. All’11’ Anastasi fa da sponda allargando il pallone sulla sinistra per Crocetti, che decentrato ritarda la conclusione a rete, mentre un minuto dopo è sempre Anastasi a provare una deviazione volante, ma sbuccia il pallone.
Il Pergo è adesso padrone del campo e la pressione che esercita sui difensori locali mette apprensione e li induce a qualche svarione. Al 15’ i gialloblù passano in vantaggio: cross di Crocetti dalla fascia destra, Anastasi, piazzato all’altezza del dischetto da rigore fa da velo per Le Noci, che al volo piazza il pallone oltre le possibilità di Caglioni. Silenzio tombale!
La Pro Patria è intontita dal colpo inferto e il primo segno di reazione giunge al 27': punizione da 20 metri che Colombi intercetta e blocca in due tempi. Al 29’ ottimo cambio di fronte da parte di Le Noci all’indirizzo di Crocetti: diagonale fuori di poco. Al 35’ elaborata manovra ospite, promossa da Anastasi, proseguita da Cazzola e da Marconi, e conclusa con un tiro di Uliano alto sopra la traversa. E’ tuttavia la prova generale del raddoppio, che arriva al 38’: sempre Crocetti nel ruolo di assist-man e questa volta Uliano trova le corrette coordinate per battere impietosamente il portiere avversario.
Il doppio vantaggio appare un bottino da poter essere amministrato con parsimonia nella ripresa. Invece la Pro Patria affronta la seconda parte del match con un piglio agonistico più determinato rispetto ai primi 45’, sebbene sia il Pergo a procurare un brivido già al 3’: cross di Uliano dalla sinistra e perfetta deviazione di testa di Anastasi, con il pallone che termina di poco a lato del primo palo.
La gara prosegue, adesso controllata dai bustocchi, che si fanno minacciosi, ma concludono poco a rete. Qualche imprecazione cala dalle tribune all’indirizzo dell’arbitro per presunte situazioni pruriginose in area cremasca. Poi, quando al 16’ Aquilanti apre una breccia e trova il gol della speranza (corner dalla destra, con respinta della difesa cremasca, raccolta dal centrocampista al limite dell’area), la Pro Patria sbatte le ali, senza tuttavia riuscire a spiccare il volo. Anzi, dopo i cambi effettuati da Rastelli, il Pergo ritrova l’adeguato assetto ed in contropiede è più pungente degli avversari. Già anticipata l’occasione di Le Noci (27’), al 36’ è perfetta la combinazione tra Florean e Uliano, con il primo che chiude il triangolo costringendo Caglioni agli straordinari.
Finisce quindi con il successo del Pergo, orfano dei suoi cannibali, una gara sofferta soltanto nella prima parte della ripresa. Finisce senza il saluto alla curva, ma uno sguardo a quella gradinata vuota, alla fine, i giocatori l’hanno comunque rivolto. Il pensiero, spesso, è sufficiente.
www.uspergocrema.it
giovedì 30 luglio 2009
STONED AGAIN 1985
US PERGOCREMA 1932
mercoledì, luglio 29, 2009
LA SUD NON SI TOCCA!!!!!!!
Contro una giunta che se ne frega della storia e della tradizione popolare del Pergo
Contro delle leggi assurde che si vorrebbero fare rispettare solo a Crema
Contro una continua e insensata militarizzazione del Voltini che allontana la gente e spegne la passione
Contro chi ha interesse a creare inutili allarmi per la sicurezza
A FAVORE di una politica che valorizzi il Pergo come veicolo per far conoscere la Città in Italia
A FAVORE della salvaguardia della Curva Nichetti, tempio dello spirito cannibale tramandato di generazione in generazione
A FAVORE di un Voltini colorato e pieno di gente carica di passione per questi colori
DOMENICA 2 AGOSTO ORE 16.15
BAR FIORI
RITROVO DI PROTESTA
CONTRO L'INVERSIONE DELLE CURVE
Eccoci qua, cannibali di tutte le generazioni, a combattere la battaglia forse più importante di tutta la storia della tifoseria cremasca.
VOGLIONO TOGLIERCI LA NICHETTI!!
La giunta Bruttomesso ha richiesto al prefetto l'inversione delle curve tramite una lettera (La Cronaca 29/7/09 pag.15)
Questo atto ha chiaramente una natura provocatoria ai nostri occhi e non possiamo non reagire….ANZI!!!
L'assessore Capetti ci deve spiegare perché questa iniziativa è stata presa in gran segreto. Conosciamo la sua fede cremina e la considerazione che ha di noi (4 coglioni…vero???) ma questo non può bastare…
Ci domandiamo da giorni come mai non si è messa in atto una collaborazione seria con la dirigenza del Pergo per trovare una soluzione efficace che a noi francamente non sembra impossibile!!
Girando gli stadi del bel paese vediamo che quasi nulla di ciò che viene richiesto a Crema è presente e fatto rispettare.
PERCHE' DA NOI INVECE SI USA LA POLITICA DELLA TOLLERANZA ZERO???
CHI HA INTERESSE A CHE CIO' AVVENGA???
Pensando alla scorsa stagione ci chiediamo quali e quanti problemi di ordine pubblico si siano presentati. La risposta? ZERO!!
Se pensiamo poi ai tifosi veronesi (passati in un centinaio dietro la sud alla faccia dei piani sicurezza) è meglio stendere un velo pietoso sull'unico momento di possibile tensione NON ATTRIBUIBILE AI TIFOSI.
Non vediamo quindi necessario il tentativo di farci lasciare la nostra amata Sud, luogo nel quale sono cresciute intere generazioni di cannibali.
Se ciò dovesse accadere verranno disdetti gli abbonamenti e la squadra sarà seguita e sostenuta solo in trasferta.
UN FALSO PROBLEMA NON UCCIDERA' LA PASSIONE VERA!!

