lunedì 16 febbraio 2009

....e a noi ci ride il culo


Mondonico: «Ora rido io con Morfeo e Riganò»

Campionato: PERGOCREMA - MONZA 2-1

RETI: 4’ st Rossi, 20’ st Le Noci, 44’ st Sambugaro.

PERGOCREMA: Russo, Marconi, Federici, Brambilla, Rossi, Finetti, Garavelli (37’ st Galli), Sambugaro, Araboni (8’ st Tarallo), Bonazzi (16’ st Bonaventura), Le Noci. All. Piantoni A disp.: Brivio, Ghidotti, Ragnoli, Facchinetti.

MONZA: Rossi Chauvenet, Taccucci, Bolzan, Menassi (28’ st Capocchiano), Teani, Bacis, Iacopino, Pizza, Torri (28’ st Quadri), Chianese (35’ st Samb), Rossi. All. Sonzogni. A disp.: Apuzzo, Puleo, Mazzocco, Vicari.

ARBITRO: Ostinelli di Como (Poles di Pordenone, Spiandore di Vicenza).

NOTE: Pomeriggio con temperatura accettabile, terreno in infide condizioni. Spettatori 1.162 (ci dui circa 130 in curva ospite) per un incasso lordo totale, compresa quota abbonati, di € 9.553. Ammonti: Pizza, Sambugaro, Garavelli, Rossi e Bolzan. Angoli 2 a 2. Recupero: 0’ + 4’.

CREMA. – Anche questa è andata. Il Pergo ha lottato con una sofferenza che rende ancor più piacevole il successo finale. Il pareggio sarebbe stato stretto alla formazione cremasca, e a due minuti dal termine Sambugaro ha completato la rimonta rendendo giustizia ad una prestazione più onesta che esaltante, ma sulla quale pende l’attenuante di un campo che imponeva più la sciabola del fioretto.
Il bello del calcio, spesso, risiede nel sacrificio che una squadra sa mettere in mostra. Quando erano già pronti gli epitaffi, sotto di un gol come contro la Sambenedettese e contro il Legnano, la squadra di Piantoni si è scossa ed ha ripreso a macinare un gioco se non proprio avvolgente, quantomeno apprezzabile. E, soprattutto, ci ha messo orgoglio, caparbietà, rabbia, passione.
Per quasi tutta la ripresa il Monza, che avrà pure i suoi problemi, ma non è proprio una squadra da buttare, ha fatto la figura dello sparring paartner volenteroso e poco più. Ha assestato un colpo micidiale con Rossi, ma poi è stato messo alle corde ed al termine ha dovuto gettare la spugna.
C’è finalmente un pallido sole in un Voltini che sembra una risaia dopo il riscaldamento delle due squadre. Ci sono alcune sorprese nella formazione gialloblù, con Ghidotti, Tarallo e Bonaventura in panchina. C’è una sorpresa, relativa, all’inizio di gara: il Monza parte all’attacco. Nulla di speciale, ma è una dichiarazione d’intenti che non promette bene. Davanti a Rossi Chauvenet, per il momento, niente barricate. Il Pergo subisce senza dolersi, in attesa di prendere le misure. E’ probabile che alcuni giocatori siano tesi, che sentano la partita come fosse l’ultima spiaggia. Finchè non si lascerà la paludosa zona playout, probabilmente questa percezione avrà il sopravvento. Poi si sbloccano, e non è una sensazione. C’è più precisione nei passaggi, il pallino e il pallone sono adesso spesso tra i piedi dei gialloblù, che manovrano con più disinvoltura su un terreno di gioco pieno di insidie.
Dopo una ventina di minuti balbettanti, sembra che da questo punto il Pergo cambi marcia, cambi musica. Ha preso fiducia. E finalmente riesce a unire pressing e velocità all’azione offensiva. Nel frattempo (14’) Brambilla riceve al limite dell’area un invito da Bonazzi a concludere a rete: tiro potente, rimpallato da un difensore avversario.
Il Monza si fa sentire al 19’, in contropiede. Torri dal limite dell’area prende le coordinate e prova a sorprendere Russo con un tiro che esce di poco alla destra della porta cremasca.
Al 21’ i padroni di casa masticano amaro: tiro di Araboni dal limite, deviato da un avversario proprio sui piedi di Sambugaro, che a pochi passi dalla linea di porta, in precario equilibrio, mette in difficoltà Rossi Chauvenet, che respinge coi piedi. Il centrocampo cremasco tiene bene il confronto, con Garavelli che sembra una diga, sempre pronto a tamponare e a scattare per dettare il passaggio. Al 37’ è sempre il Pippo gialloblù a presentarsi insidioso nei pressi dell’area di rigore brianzola: conclusione dal limite, alta. Sulla ripartenza, il Monza trova la difesa locale sbilanciata e Rossi sfoggia tutta la sua esperienza, mettendo la museruola a Torri (che recrimina un rigore), pericolosamente insediatosi nelle vicinanze di Russo.
Al 38’ altra occasione per il Pergo: Le Noci dalla sinistra mette a centro area un pallone raccolto al volo da Garavelli. Rossi Chauvenet non trattiene, ma nessun attaccante è pronto ad approfittarne. Un minuto più tardi lo stesso Garavelli ci prova dalla destra con un diagonale che mette i brividi ai tifosi ospiti. Replica il Monza al 41’: a centrocampo l’alleggerimento di Araboni all’indirizzo di un compagno viene intercettato da un avversario, che avvia un rapido contropiede: Finetti scivola e Rossi, da buona posizione, calcia sopra la traversa.
Nella ripresa il Monza manifesta all’avvio maggior vivacità e dopo 4’ passa in vantaggio. E’ ancora un passaggio impreciso a centrocampo a favorire l’azione di rimessa biancorossa,con Menassi che innesca l’offensiva di Rossi sul vertice destro dell’area di rigore: diagonale sul primo palo imprendibile e Voltini ammutolito.
E' a questo punto che li Pergo ha costruito la sua vittoria: non accettando la sconfitta. Contro un Monza galvanizzato e rivitalizzato, è confortante che i gialloblù alla fine abbiano avuto più fiato. Piantoni corre immediatamente ai ripari inserendo dapprima Tarallo e poi Bonaventura. Ed è con l’ingresso del giovane atalantino che si avverte il cambio di tonicità. Il Pergo sta molto corto e sembra ben disposto a giocarsi la sua partita, consapevole delle difficoltà, ma pure sospinto da una gradevole forza di volontà. Al 17’ squilla il primo campanello d’allarme per il Monza: punizione di Le Noci dalla sinistra, sul primo palo entra di testa Garavelli che spolvera il montante. Al 20’ Bonaventura subisce un fallo a circa 23 metri dalla porta. Le Noci posiziona con cura la sfera e poi estrae dal cilindro la solita magica palombella: pareggio!
Il Monza accusa il colpo e patisce nel contenere la verve agonistica di un Pergo che non si accontenta. Al 27’ è ancora Le Noci, con una perfida conclusione dalla distanza, a costringere Rossi Chauvenet alla deviazione in corner. Dalla bandierina lo stesso Le Noci tocca piano sul primo palo per Finetti, il quale allunga la sfera, che attraversa la linea di porta senza che ad un compagno riesca il tocco fatale.
Il Monza ondeggia sotto la spinta di un Pergo che colpisce senza sosta ai fianchi. Al 33’ Sambugaro, dalla fascia destra, serve al limite dell’area Galli, che si coordina e conclude in porta: alto. Ormai è un monologo, sebbene la fluidità della manovra sia spesso ostruita dal terreno di gioco sempre più compromesso e più alleato di chi deve difendersi, rispetto a chi vorrebbe offendere. Al 36’ punizione dalla sinistra con pallone che spiove in area: Tarallo cerca di addomesticarlo, ma è visibilmente trattenuto per la maglia. L’azione prosegue e Finetti, a due metri dalla porta, aggiusta la sfera con la mano. La scorrettezza questa volta non sfugge al direttore di gara.
Finalmente, al 44’, il Pergo corona la lunga rincorsa. Punizione di Brambilla, Rossi Chauvenet sfarfalla sull’uscita alta e Tarallo (o Le Noci?), si conferma prezioso per l’assist di testa a Sambugaro, il quale a porta vuota mette il sigillo ad una vittoria meritata, bella e spietata. Il Monza, al 47’ si affida ai piedi di Iacopino per rimettere in equilibrio il match: punizione dal limite, ma il tiro è alto sopra la traversa, mentre in alto salgono i cuori gialloblù.


www.uspergocrema.it

lunedì 26 gennaio 2009

CAMPIONATO: LEGNANO - PERGOCREMA 2-2 [25 gen 2009]

LEGNANO – PERGOCREMA 2-2

RETI
: 20’ pt Chiazzolino, 22’ st e 30’ st Le Noci, 42’ st Enow.

LEGNANO: Redaelli, Enow, Cilona, Roselli, Marietti, Rossini, Pizzetto (17’ st Rodriguez), Chiazzolino, Virdis (18’ st Albanese), Agazzone (31’ st Canteri), Bosio. All. Lombardo. A disp.: Ioime, Maglio, Zaninetti, Romeo.

PERGOCREMA: Russo, Ghidotti, Federici, Brambilla (37’ st Boscolo), Rossi, Finetti, Marconi, Garavelli, Tarallo (12’ st Araboni), Bonaventura (20’ st Facchinetti), Le Noci. All. Piantoni. A disp.: Brivio, Quaresmini, Galli, Florean.

ARBITRO: Merlino di Udine (Orlandi di Arezzo e Carruccio di Cagliari).

NOTE: Giornata con pallido sole, temperatura accettabile. Terreno allentato. Spettatori 1017 per un incasso totale lordo di 7.371 euro (presenti 73 tifosi gialloblù). Ammoniti: Enow, Agazzone, Roselli e Federici. Angoli 3 a 2 per il Pergo. Recupero: 0’ + 5’.

LEGNANO. – Oltre il cuore, Le Noci. Poi, nulla di nuovo, solo un po’ di freddo incamerato in più. E il solito pareggio, difficile da accettare anche a bocce ferme. Il Pergo non ha nulla da rimproverarsi: ha giocato per vincere e oggi la sfortuna ha avuto un ruolo determinante. Anzi, a bocce ferme qualcosa da biasimare c’è: le fatali distrazioni nel reparto arretrato.
Il pari sta comunque stretto al Pergo, che era contento di averlo acchiappato in cima ad una di quelle fatiche brutali, quando sembrava che ci fosse tutto il mondo contro. O quantomeno qualche traversa di troppo. Il pari sta stretto al Pergo, dopo che aveva assaporato il miracolo del sorpasso sul fondo di quelle situazioni grottesche (il tiro-cross di Le Noci che ha uccellato l’incerto Redaelli), che conciliano con la precedente iella (i tre legni pieni colpiti). Tuttavia la formazione gialloblù ha il torto di non aver saputo gestire il vantaggio quando mancava un quarto d’ora dal termine, contro un avversario che pareva ormai rintronato. Il pari largheggia addosso al Legnano, che però non ha scippato niente. In novanta minuti ha creato due sole occasioni e le ha finalizzate, mettendocela tutta, come purtroppo non ha fatto, nelle specifiche circostanze, la difesa ospite. Rimane, come conforto in prospettiva futura, la constatazione che i giocatori cremaschi, questa volta, davanti alla porta avversaria non hanno cercato i ricami, bensì hanno provato le conclusioni risultando più sfigati che imprecisi. Rimane poi, sempre in prospettiva futura, la preoccupazione appunto sulle ricorrenti amnesie difensive, che fanno un po’ arricciare il naso.
Una partita di calcio non è mai una passeggiata. Tuttavia l’inizio di gara sembrava dover confermare le notizie sullo stato di salute non ottimale del Legnano. Assente Sambugaro per squalifica e Bonazzi per un fastidio muscolare dell’ultimo momento, Piantoni si affida a Marconi e Garavelli. Nel reparto offensivo Le Noci è preferito, rispetto a domenica scorsa, ad Araboni.
Il Pergo si fa subito insidioso, presidiando con costanza le fasce laterali. Sulla destra, dove operano Bonaventura e Le Noci, mostra più vivacità, ma anche Federici, sul versante opposto, non lesina escursioni in alta quota. Al 3’ il primo affondo mette subito i brividi alla difesa milanese: cross di Le Noci a centro area per Tarallo, che si trova un metro avanti alla traiettoria del pallone.
Al 5’ la difesa del Legnano vacilla nuovamente, ma a tremare maggiormente è la traversa sul colpo di testa in mischia di Rossi, avanzato dalle retrovie per raccogliere l’invitante corner di Le Noci. Il pallone cade sui piedi di Federici, il quale, con le spalle rivolte alla porta, si esibisce in un colpo acrobatico fuori misura.
L’avvio brillante del Pergo è di buon auspicio, ed i locali soffrono la verve offensiva avversaria. Al 6’ Le Noci coglie impreparata la difesa legnanese, ma in velocità non riesce a superare l’ostacolo di Redaelli, uscito provvidenzialmente dalla propria area per bloccare l’iniziativa cremasca.
La replica dei padroni di casa è affidata ad un tentativo di Enow, che su traversone dalla sinistra, arriva con un attimo di ritardo all’appuntamento per il tap-in. E’ invece puntuale e incontrastato, al 20’, Chiazzolino a deviare di testa in porta, per l’inatteso vantaggio, il cross dalla destra di Roselli. Per Russo non c’è nulla da fare.
Il Pergo non si smarrisce. C’è il tempo per recuperare. Al 27’ è sempre Le Noci a provarci, con un tiro in mischia che termina di poco sul fondo. Al 30’ il gallo canta per la seconda volta: Marconi, da circa 25 metri, raccoglie un corto rinvio della difesa e fa esplodere un siluro che si stampa nuovamente sulla traversa. Brambilla raccoglie il pallone respinto e lo indirizza in profondità per Le Noci, il cui diagonale volante si spegne di un nulla oltre il secondo palo. Applausi, oltre ad un comprensibile moto di stizza.
Pur non particolarmente brillante nel gioco, il Pergo è vivo e si fa sentire. La difesa del Legnano spazzola tutto quello che si muove in area oltre i due metri e spesso Bonaventura e compagni la mette alle corde giocando basso. Tira invece alto, al 45’, l’indiavolato Le Noci: terza traversa di giornata.
Si rientra dall’intervallo con l’evidente smarrimento di chi ha provato di tutto, ma non gode di buoni uffici lassù, dove si decide il destino. Il Pergo spinge, non sempre con la dovuta profondità nella manovra. Piantoni ordina il primo cambio: Araboni al posto di Tarallo. Poi il secondo: Facchinetti rileva Bonaventura, affaticato dopo una prestazione ancora encomiabile. Al 22’ Marconi penetra tra le maglie difensive del Legnano e viene steso alle spalle da Agazzone. Cartellino giallo per il centrocampista di casa e punizione da trenta metri che Le Noci trasforma magistralmente nel pareggio cremasco.
Il Pergo non si accontenta. Avverte le difficoltà degli avversari e accelera. Sicché al 30’, sempre con il suo uomo migliore, compie il sorpasso. A seconda dei gusti, il gol di Le Noci può essere considerata una prodezza balistica, o il classico colpo di fondoschiena. Nella sostanza, rappresenta il meritato vantaggio, da gestire con sagacia sino al termine. Invece, al 42’, Enow approfitta dell’immobilità della difesa gialloblù, si intrufola in area e con un diagonale debole ma angolato, fa scoppiare di gioia la curva dei lilla. Un pareggio che mortifica la rimonta cremasca, ma che impone di recitare il mea culpa.




www.uspergocrema.it

giovedì 22 gennaio 2009

L'ECO DI BERGAMO



X-Factor e Grande Fratello, partenza ok
per i tre bergamaschi in gara
Parte senza sorprese la sfida tra colossi dell'Auditel, vale a dire X-Factor e il Grande Fratello: nel reality di Alessia Marcuzzi fra i protagonisti il fornaio Marcello Calabria Torrei. Il talent show di Francesco Facchinetti e Simona Ventura vogliono premiare la bravura: e i due bergamaschi AmbraMarie Facchetti e Daniele Magro hanno passato il turno. Ecco nel dettaglio come è andata e cos'hanno detto sostenitori e fan dei bergamaschi in gara.


MARCELLO L'OSSERVATORE

Il 31enne Marcello Calabria Torre, fornaio nato a Brescia ma residente a Cividino, entra per secondo nella casa più seguita d'Italia. Sono le 21.38 quando varca la soglia, giubbotto stile aviatore, camicia viola a righine bianche, jeans strappati alla moda: l'appartamento allestito dal Grande Fratello gli sembra «di lusso».
La produzione, vista la sua passione per le donne, dichiarata a più riprese, gli ha preparato un bel siparietto. La prima concorrente, la classica femme fatale con abbondanti curve fasciate da un abitino stretch nero, si presenta di soppiatto al fornaio, il viso coperto da una maschera in stile carnevale veneziano. Marcello spera che sia Monica Bellucci ma, scoperta la verità, non appare comunque molto dispiaciuto. Nella prima parte della serata, Marcello appare molto sicuro di sé. La sua sicurezza sembra vacillare quando nella casa arrivano gli altri ragazzi. Sorrisi strappati, strette di mano con gli occhi rivolti in alto (con il suo 1,65 Marcello è il più piccolo tra i maschietti), il fornaio di Cividino sembra voler instaurare quei buoni rapporti di vicinato che possono valere la permanenza nella casa e quindi la vittoria nel gioco. Quando l'orologio indica l'avvicinarsi della mezzanotte, le sue apparizioni davanti alla telecamera si riducono sensibilmente. Qualcuno pensa che abbia già nostalgia del suo forno, ma quando viene inquadrato pare intento a studiare attentamente quelli che saranno dei pericolosi avversari da eliminare.

LA GRINTA DI AMBRAMARIE

AmbraMarie Facchetti non ha deluso chi la conosce da sempre ed ha impressionato chi la vedeva per la prima volta tramite X-Factor. Un'esibizione stracolma di grinta e passione (il pezzo era dei Pink Floyd, «Wish you where») che le è valsa un convinto passaggio alla seconda puntata. «È stata bravissima – commenta Giovanni Guerini, il cantante lirico che da 12 anni è anche maestro di tecnica vocale della giovane al Centro didattico produzione musica – perché non è facile cantare così bene dopo ore di attesa (la giovane nata a Treviglio ha cantato verso mezzanotte, ndr ). Ma la cosa non mi stupisce, AmbraMarie, oltre ad avere una voce straordinaria, è sempre stata brava anche a gestire le proprie emozioni quando è sul palco. Interessante anche la scelta del brano, che AmbraMarie ha cantato con grande eleganza».
Anche la cantante Paola Milzani, docente del Cpdm, è d'accordo:«Generalmente – osservano entrambi – una cantante rock tende a “spingere” la voce, invece AmbraMarie riesce a gestirla ottimamente in ogni singola situazione: lei, da questo punto di vista, è una cantante rock molto raffinata». Al termine del pezzo, tra il pubblico che le ha riservato la standig ovation, anche mamma Mery e papà Mario, ed in prima fila il fidanzato Raffaele D'Abrusco con il resto del gruppo AmbraMarie, Hristo Lepri e Mattia Degli Agosti. «Non c'è alcun dubbio – commenta Mara Maionchi, rivolta ad una raggiante AmbraMarie – sei un personaggio». E Morgan: «Quando canti, entri in una dimensione diversa, sei avvolta in una luce tutta tua».


DANIELE, VOCE ECCEZIONALE

«Daniele mi è piaciuto moltissimo. Davanti ad un debutto televisivo così importante è stato molto intelligente nella scelta del brano, un pezzo eseguito correttamente, senza lasciarsi travolgere dalle emozioni: sono contentissima della sua esibizione e del passaggio al turno successivo». La cantante Paola Milzani, insegnante di tecnica vocale al Centro didattico produzione musica di Bergamo diretto da Claudio Angeleri, commenta soddisfatta la prova del suo allievo Daniele Magro, il primo concorrente ad aver cantato ieri sera nel debutto televisivo del talent show di Rai2. Magro, il diciannovenne di Agrigento che abita a Bergamo per frequentare l'università, è entrato in scena presentato dal suo capitano, Simona Ventura: «Non potevamo iniziare la seconda edizione di X-Factor con una voce migliore», ha detto la Simona nazionale. Con gli immancabili occhiali neri stile anni '70, una giacca a scacchi bianconera su camicia bianca, pantaloni grigi e scarpe eleganti, il piercing sotto il labbro inferiore ed una voce particolare che richiama il soprano, Daniele ha cantato Crazy , facendo esplodere in un lungo applauso le 800 persone presenti nello studio. Mara Maionchi ha commentato: «Hai una voce notevole, sei eccezionale», mentre Morgan ha aggiunto un po' di sale: «La canzone scelta è molto commerciale e gigiona». «Ha fatto bene a non “spingere” subito – spiega invece Milzani – perché in questo modo ha potuto sostenere il suono correttamente, controllando la tecnica e le emozioni».

PERGOCREMA - PRO PATRIA POSTICIPATA A LUNEDI' [20 gen 2009]

La LegaPro ha ufficialmente comunicato questa sera che la gara tra Pergocrema e Pro Patria, valevole per la 5^ giornata del girone di ritorno ed inizialmente in programma al Voltini domenica 15 febbraio 2009 alle ore 14.30, è stata posticipata a lunedì 16 febbraio con inizio alle ore 20.45.
La partita verrà quindi trasmessa in diretta sul canale satellitare della Rai.

www.uspergocrema.it











La mia ex moglie

martedì 20 gennaio 2009

CAMPIONCINO



Giacomo Bonaventura
(San Severino Marche, 22 agosto 1989)


Cresciuto nelle giovanili dell'Atalanta esordisce in Serie A il 20 Aprile 2008 nella partita Atalanta-Juventus 0-4. Il suo primo gol tra i professionisti lo realizza il 18 Gennaio 2009, all'esordio con la casacca del Pergocrema, siglando il gol del provvisorio pareggio nella gara vinta per 2-1 dai gialloblù contro la Sambenedettese.

CAMPIONATO: PERGO - SAMBENEDETTESE 2-1 [18 gen 2009]

PERGOCREMA – SAMBENEDETTESE 2-1

RETI
: 20’ st Cammarata, 28’ st Bonaventura, 37’ st Le Noci.

PERGOCREMA: Russo; Ghidotti, Rossi, Finetti, Federici; Sambugaro, Brambilla (dal 25’ st Garavelli), Bonaventura; Bonazzi (dal 17’ st Le Noci); Tarallo, Araboni (dal 34’ st Marconi). All. Piantoni. A disposizione: Brivio, Quaresmini, Galli, Boscolo.

SAMBENEDETTESE: Dazzi; Tinazzi, Caccavale, Bonfanti, Sirignano; Olivieri (dal 30’ st Magnani), Carozza, Palladini, Visone (dal 34’ st Morini); Cammarata, Titone (dal 37’ st Califano). All. Piccioni. A disposizione: Ascani, Marino, Pitrello, Evangelisti.

ARBITRO: Cervelliera di Taranto (Granella di Nichelino, Sotgiu di Sassari).

NOTE: pomeriggio freddo e uggioso, terreno allentato. Dal 1’ si è giocato con le luci artificiali. Spettatori 906, per un incasso lordo, comprensivo della quota abbonati, di € 6.561,24. Ammoniti: Finetti, Sambugaro (diffidato, salterà la partita adi Legnano), Marconi (P); Siringano, Carozza e Bonfanti (S). Angoli 5 a 3 per il Pergocorema. Recupero: 2’ + 5’.
Al termine della partita si è dimesso l’allenato della Sambenedettese Enrico Piccioni.

CREMA. – E vai, Pergo. E’ vittoria, finalmente! Un passo avanti, sebbene senza conseguenze per la classifica, giacché nella zona playout e dintorni portano tutte fieno in cascina. Il tragitto che ha condotto i gialloblù dall’inferno (vantaggio ospite), al paradiso (successo Pergo), transitando per il purgatorio (rigore di Tarallo fallito), è durato poco meno di mezz’ora. In questo spazio di depressione collettiva, i pensieri avevano accentuato, anziché fugato, i dubbi sulla concretezza offensiva di una squadra che alla fine ha ostentato gli attributi, invocati dalla Sud in parziale sciopero del tifo, per superare un’avversaria discreta ma non irresistibile. Dunque, luci al "Voltini, e non solo quelle artificiali".
Il batticuore, frustrato dai presagi dell’ennesimo suicido sportivo, ha quindi trovato ristoro quando Le Noci, con un colpo di testa liftato, ha depositato in rete il marchio della vittoria, e allora si è capito che qualcosa stava cambiando. Forse il segno della svolta, o forse la sensazione che il prosieguo del campionato, dosato sulla stessa cattiveria agonistica mostrata nell’ultima mezz’ora di gioco, potrebbe
riservare meno sofferenze di quanto è comunque lecito attendersi, considerato l’equilibrio (in basso o in alto, è questione di punti di vista), o la stravaganza di risultati che ogni domenica il campionato dispensa.
Al di là della prestazione fornita (certo, si può dare di più), contro la Sambenedettese il successo era categorico, e il Pergo lo ha ottenuto ribaltando una situazione psicologicamente complicata. I due pali colpiti da Sambugaro nel primo tempo e il rigore di Tarallo nella ripresa, intercettato da Dazzi, potevano incidere sulla tenuta mentale della squadra, ulteriormente debilitata dal parziale vantaggio ospite. I giocatori hanno invece reagito, cementati dal sudore e dalla rabbia, dalla voglia di riscattarsi e di non tornare negli spogliatoi sotto i fischi e senza punti. Insomma, un Pergo umile e intenso, come direbbe qualcuno.
Il freddo che accoglie le due squadre al loro ingresso in campo è pungente. Quello che accoglie il Pergo lo è doppiamente. La Curva Sud ha annunciato lo sciopero: è un silenzio raggelante. Per come la squadra ha giocato a Ravenna, la protesta è legittima; per la posizione di classifica che la squadra occupa, il sostegno incondizionato dei cannibali in questo momento è invece fondamentale. Probabilmente anche qualche fischio, o qualche coro di dissenso, come nella ripresa, è più stimolante, rispetto alla sordità opprimente dello stadio.
Nel Pergo c’è l’esordio di Bonaventura, un cognome che la dice lunga sulle speranze gialloblù. La dice lunga anche il ragazzo in campo: personalità e temperamento ne fanno uno dei migliori del match.
C’è poca cronaca, ma in compenso c’è una tensione pazzesca. Sembra di giocare la partita del “dentro o fuori”. Il Pergo fatica a costruire, anzi tutto il primo tempo si riduce alla stizza per i pali colpiti da Sambugaro. Correva il 19’: tiro da circa trenta metri, e pallone che si infrange sull’incrocio. Poi l’azione prosegue e la sfera arriva ancora sul piede destro del centrocampista cremasco, che dal limite dell’area, di prima intenzione, piazza un diagonale che supera Dazzi, ma si spegne ancora sul palo, questa volta alla destra del portiere marchigiano.
C’è poca cronaca perché tra due contendenti sull’orlo del baratro, ogni errore o ogni metro concesso o ogni minima distrazione possono risultare fatali. E con questo stato d’animo, gli errori, soprattutto negli appoggi, sono spesso ricorrenti. E’ invece precisa l’apertura al 26’ di Tarallo sulla sinistra per l’avanzante Araboni, che entra in area, si accentra e conclude in porta: deviazione provvidenziale di un difensore ospite.
La Sambenedettese ha anch’essa i suoi problemi e nonostante abbia disputato la miglior gara stagionale (secondo le dichiarazioni post partita di Piccioni, poi dimessosi), per vederla insidiosa nei pressi di Russo bisogna attedere il 46’: corner dalla destra e colpo di testa di Cammarata, bloccato pochi passi prima della linea di porta da Brambilla.
Nella ripresa il Pergo inizia con uno spirito più battagliero. Occupa bene il campo, e sembra possa essere gustato a piccoli sorsi, come un buon vino. Però all’8’, il brivido giunge sul fronte opposto a quello dove batte il cuore: cross dalla sinistra di Sirignano e colpo di testa a centro area di Cammarata, con pallone indirizzato per fortuna sul palo. Il Pergo si scuote, e all’11’, per un fallo di Bonfanti su Tarallo (in mischia susseguente ad un calcio d’angolo di Bonazzi),lo stesso centravanti si incarica del penalty. Dazzi non si fa impressionare e in due tempi addomestica la conclusione dal dischetto.
Affiora lo sconforto e la Sambenedettese ne approfitta. Al 20’ Titone ha davanti a sé una prateria sguarnita lungo la fascia destra. Entra in area e il suo tiro è ottimamente respinto da Russo, però sui piedi di Cammarata, che in corsa non ha difficoltà a vergare il vantaggio ospite. Il Pergo è al tappeto, e se riesce a rialzarsi prima del ko lo deve ancora al suo portiere, superbo a respingere al 24’ il tiro di Titone.
I cambi apportati da Piantoni sortiscono l’effetto sperato. Al 28’ il pareggio è provocato da un colpo di testa di Tarallo, su cross dalla sinistra, non trattenuto da Dazzi: Bonaventura è nei pressi e mette il sigillo del pareggio al suo esordio in gialloblù.
Adesso la squadra ci crede e asseconda con continuità la manovra offensiva, sfruttando nel miglior modo le fasce, con Ghidotti da una parte e Federici dall’altra, spesso ai bordi dell’area di rigore avversaria. Al 37’ il gol della vittoria. Bonaventura, su corner, mette in mezzo all’area un pallone che Tarallo allunga sul secondo palo, dove è ben appostato Le Noci, che supera Dazzi con una palombella di testa. La sfera non tocca il terreno, per l’intervento in extremis di un difensore ospite, ma non c’è bisogno di attendere la segnalazione dell’assistente dell’arbitro per capire che aveva superato abbondantemente la linea di porta. E’ la fine di un incubo, e anche l’errore al 48’, in contropiede ed in netta superiorità numerica (4 a 1), è già dimenticato.
Sul successo, bisogna comunque pesare gli aggettivi, e non abusare di trombe e tamburi. E’ stata una partita da vivere con apprensione, più che da raccontare. Nell’ultima mezz’ora si è visto un Pergo caparbiamente operaio, efficace, con le palle. E allora, attingendo ad uno spot della curva, chiosiamo: “Vi vogliamo così”.

LE FOTO DELLA PARTITA (servizio di Fabiola Niembro)























www.uspergocrema.it

mercoledì 14 gennaio 2009

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta

martedì 13 gennaio 2009

CAMPIONATO: RAVENNA - PERGOCREMA 1-0 [11 gen 2009]

RETE:: 10’ st Zecchin.

RAVENNA: Brignoli, Ferrario, Pivotto, Fasano, Sabato, Sciaccaluga, Rossetti, Trotta, Zecchin, Pettinari, Zizzari. All. Atzori. A disp.: Zanella, Ungaro, Gallinucci, Calzi, Khoris, Gerbino Polo, Filipi

PERGOCREMA: Russo, Ghidotti, Federici, Boscolo, Rossi, Quaresmini, Garavelli (35’ st Andreini), Sambugaro, Tarallo, Le Noci (18’ st Araboni), Bonazzi. All. Piantoni. A disp.: Brivio, Marconi, Finetti, Pellegrini, Becchetti.

ARBITRO: Aleandro di Paolo di Avezzano (Lunardon di Busto Arsizio, Parisse di Avezzano).

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in discrete condizioni. Spettatori 2856 di cui abbonati 1059 per incasso totale di € 8.330,63. Recupero: 1' pt, 3' st. Ammoniti: 13' Rossi per fallo (P), 21' Pettinari per proteste (R) ,29' Trotta per fallo (R) , 60' Sabato per fallo (R).

RAVENNA. - Mala tempora currunt! Nonostante i tempi grami, i tifosi gialloblù ci hanno creduto e sono accorsi riempiendo il solito torpedone: 52 presenze, per una delle trasferte più lunghe della stagione. Ma oggi ci voleva ben altro che la fede per spingere nella ripresa un Pergo che ha pagato l’impossibilità di effettuare una preparazione adeguata dopo l’abbondante nevicata. Sebbene neppure troppo irresistibile, il Ravenna è comunque apparso più veloce, fantasioso nelle azioni, anche se non troppo spietato nelle conclusioni, come il rigore clamorosamente fallito nel primo tempo (atto di giustizia alla generosità del direttore di gara, nel prosieguo risultato comunque dignitoso).
Il Pergo ha dato a lungo l’impressione di un carro armato senza munizioni: macchinoso nella manovra, poco efficace sotto porta. Nel finale di gara Piantoni ha provato ad imbottirlo di cecchini patentati con l’innesto del neo acquisto Araboni e poi di Andreini, però senza fatali effetti per i padroni di casa.
Per la prima mezz’ora la squadra cremasca è sembrata in condizioni fisiche discrete ed in grado di poter impensierire la difesa avversaria. Poi al rientro dagli spogliatoi la maggiore verve agonistica dei ravennati ha messo in apprensione la difesa ospite, che si è salvata in extremis in un paio di circostanze, prima di crollare sul gol decisivo del match. L’assenza di un uomo pur importante come Brambilla, non basta da sola a spiegare le difficoltà di un centrocampo ugualmente ben sorretto da Boscolo (tra i più positivi), ma spesso preso d’infilata dalle verticalizzazioni dei giallorossi.
Nel Pergo, che accusa le annunciate defezioni (Gentili, Ragnoli, Florean, Brambilla), c’è l’esordio di Rossi al centro della difesa, mentre l’altro neo acquisto, Araboni, attende il proprio turno in panchina. Anche questo già annunciato. Come è prevedibile la partenza guardinga delle due contendenti. Al 4’ il Ravenna rompe gli indugi e si presenta nei pressi di Russo con una conclusione velleitaria da fuori area di Pettinari, che non crea fastidi al portiere cremasco. Il Pergo replica, ma risulta poco effervescente in avanti, mentre al 12' viene annullato un gol ai padroni di casa per fuorigioco di Zizzari, su tiro da fuori area susseguente agli sviluppi di un calcio d'angolo. E’ il campanello d'allarme per il potenziale vantaggio che potrebbe giungere un minuto dopo: Rossi e Zizzari si strattonano in area e per l’arbitro non ci sono dubbi sulla scorrettezza del difensore gialloblù (ammonito); lo stesso Zizzari si incarica della battuta, rimediando una figuraccia: traiettoria ampiamente fuori alla destra di Russo.
Il Ravenna si genuflette meditando sull'errore dell'attaccante, ed il Pergo ne approfitta. Al 19' Bonazzi, con siluro indirizzato all’incrocio dei pali, costringe Brignoli ad un acrobatico quanto efficace miracolo. Anche Tarallo, al 28', prova il colpo ad effetto: stop di petto e girata acrobatica comunque centrale. Poco prima del riposo (40’) è Ferrario a farsi maledire dai propri sostenitori: da posizione favorevolissima (vicino al dischetto del rigore), dopo un passaggio profondo dalla trequarti, spara a salve.
Ad un primo tempo equilibrato, fa seguito una ripresa dai connotati più prettamente locali. Il Pergo subisce un avvio spumeggiante del Ravenna, che preme senza interruzione nelle vicinanze dell’area avversaria. Al 5’ il Pergo è miracolato per la seconda volta da Zizzari, il quale da posizione molto ravvicinata, su cross basso dalla destra di Trotta, manca la botta fatale. Al 10’ arriva il gol che segna il successo dei locali. E' sempre Trotta a prodursi in una bella proiezione offensiva sulla fascia destra, poi mette nel cuore dell’area un pallone delizioso che Zecchin capitalizza.
Per la reazione del Pergocrema, visibilmente calato di rendimento rispetto ai primi 45’, bisogna attendere addirittura il 28': Garavelli ci prova dal limite dell’area, ma il suo tiro, potente, è tuttavia centrale e non preoccupa un attento Brignoli. L’ultima speranza di strappare quantomeno l’ennesimo pareggio, è affidata ai piedi di Tarallo: la posizione è buona, il tiro è debole e per Brignoli è una formalità neutralizzare l’insidia.
Nella seconda trasferta stagionale in terra romagnola, il Pergocrema imita la prima (Cesena) e, soprattutto, dopo la convincente prestazione prima del riposo natalizio contro la Spal, innesta la retromarcia. Probabilmente, oggi, non è stata una questione di gioco mancante, ma di energie. Senza drammi, bisogna lavorare per uscire dalla paludosa zona playout, spesso più insidiosa a livello mentale, che pratico.

www.uspergocrema.it

martedì 6 gennaio 2009

FRANCESCO ROSSI DAL CROTONE AL PERGOCREMA [04 gen 2009]

Francesco Rossi è il nuovo acquisto del Pergocrema. Difensore centrale, nato a Milano il 17.11.1974, dalla stagione 2002/03 era un baluardo del pacchetto arretrato del Crotone, squadra di cui era sino a pochi giorni fa il capitano.Con la società ionica, Rossi ha disputato tre campionati in Serie B (totale 107 presenze su 126 disponibili), ed altre due stagioni e mezza in Serie C1 (65 presenze, comprese le 4 gare dei playoff per l’accesso alla Serie B). Le sopravvenute difficoltà economiche della società, hanno imposto ai dirigenti del Crotone di svincolare gran parte dei giocatori dell’attuale rosa, tra cui, appunto, Francesco Rossi.Il difensore milanese aveva iniziato la sua carriera professionistica a Monza (1992/1993), esordendo a 18 anni in Serie B. Nella città brianzola rimase per altre 4 stagioni, per poi approdare (1996/97) in riva al Lario, con il Como, dove disputò tre campionati di Serie C1. La carriera proseguì poi a Ferrara (due stagioni), in C1, prima di scendere al Sud per diventare una delle bandiere del Crotone, con il quale conquistò la promozione in Serie B.In totale ha staccato 110 presenze in Serie B (con 3 reti, 3 espulsioni e 35 ammonizioni, per un totale di 12 giornate complessive di squalifica), 331 in Serie C1 (15 reti, 7 espulsioni e 24 ammonizioni, per un totale di 12 giornate di squalifica).In 17 campionati sinora disputati tra i professionisti, ha quindi cambiato soltanto 4 volte la maglia: Monza, Como, Spal e Crotone. La media voti di questa stagione (dalla Gazzetta), è superiore al 6, e più che sufficiente lo fu anche nel campionato 2007/08.In qualità di capitano della squadra, Rossi è stato spesso “l’ambasciatore” di iniziative a scopo benefico. Da ultimo, il calendario realizzato dalla società crotonese il cui ricavato è stato destinato in parte al reparto di pediatria dell’ospedale cittadino San Giovanni di Dio, e in parte ai ragazzi della casa famiglia Villa Condoleo di Scandale.Domani Francesco Rossi sosterrà il suo primo allenamento con il Pergo.

www.uspergocrema.it

sabato 3 gennaio 2009

ARABONI AL PERGO. NOSTRA INTERVISTA AL NEO ACQUISTO [02 gen 2009]

“Araboni-2”. Più che un neo–acquisto, quello di Christian Araboni è un ritorno nella società che rappresentò il suo trampolino di lancio. Oggi il giocatore, nato a Palmanova il 22.01.1979, ma dall’età di 14 anni calciatore errante ed ora bergamasco di adozione, ha firmato negli uffici di Nembro, sotto lo sguardo compiaciuto del presidente Bergamelli, l’accordo che lo lega alla società cremasca sino al prossimo 30 giugno.Con la Reggiana, nelle stagioni 1996/97 e 1997/98, Araboni aveva disputato dapprima il campionato di Serie A (tre presenze) e poi quello di Serie B (ancora tre presenze), per approdare, successivamente, in riva al Serio, nel periodo non proprio fulgido del Pergo: stagione 1998/99, campionato di Serie C2, ultimo posto in classifica e retrocessione. Penultimo atto della gestione Bianchi. “Della città e dei tifosi cremaschi ho senz’altro un buon ricordo. Penso comunque di aver lasciato anch’io un ricordo positivo. Ho segnato 11 reti, su un totale di 19, ma quando le cose non vanno al meglio a livello societario, si ripercuote tutto anche sulla squadra e la retrocessione fu una diretta conseguenza di quella fase non proprio brillante.”Dal Pergo all’Albinoleffe, una società che ha tracciato il cammino professionistico di Araboni nel mondo pedatorio. Sei stagioni, sempre in riva al Serio, ma questa volta ai piedi della Valle, interrotte soltanto da una breve parentesi a Vercelli.“I primi due anni ebbi come allenatore proprio Piantoni. Poi, nella stagione 2002/03 arrivò Gustinetti e quella fu l’esperienza più importante con l’Albinoleffe perché ottenemmo la promozione in Serie B, dopo il successo nella finale playoff contro il Pisa. Nella gara di ritorno segnai una doppietta. Dopo la partita i sostenitori seriani mi tolsero le scarpe che ancor oggi sono appese e conservate come un’icona nel bar Bagaglino di Albino, cuore della tifoseria biancoceleste. Fu un traguardo storico per tutta la Valle e fu anche la prima stagione in cui feci coppia fissa d’attacco con Bonazzi. Insieme realizzammo trenta reti: diciotto lui, dodici io”.Quindi la Serie B. Due stagioni, con 47 presenze totali e 11 reti, prima di scendere al Sud.Nella Salernitana Araboni arriva a metà della stagione 2005/06, sufficiente comunque per contribuire a portare la squadra sino ai playoff, anticamera per l’accesso in Serie B. Tuttavia la prodezza riuscita qualche anno prima non si ripete, anche perché l’avversario era un Genoa costruito per ammazzare il campionato e costretto invece ad entrare nella categoria cadetta dalla porta di servizio. Insomma, era destino che finisse così.“Non ero mai stato al Sud e ho scelto Salerno in quanto l’ho ritenuta una piazza molto importante. E’ stata una bellissima esperienza”.A Salerno c’era l’attuale allenatore del Venezia, Stefano Cuoghi, che sovente adottò in partita uno schema che privilegiasse l’impiego di due arieti d’attacco centrali. Soluzione che potrebbe riproporre mister Piantoni, affidando contemporaneamente a Tarallo e Araboni il compito di traghettare la squadra fuori dalla palude dei playout. “Anche se il mio ruolo è quello di centrale affiancato da una mezzapunta - sostiene l'attaccante - non ho comunque mai avuto problemi ad adeguarmi alle diverse soluzioni proposte dall’allenatore”.Il viaggio prosegue, sempre sotto la regia dell’Albinoleffe che rimane proprietaria del cartellino. Dal profondo sud, alla periferia della grande città del nord, dove trova Cristian Boscolo. Nella Pro Sesto le sei reti messe alle spalle dei portieri avversari non sono comunque sufficienti per risparmiare le fatiche supplementari dei playout, dai quali la società milanese esce senza traumi.L’anno successivo (2007/08) è a Rodengo Saiano e fa coppia in attacco con un ex del Pergo, Matteo Bonomi, mentre nella corrente stagione sale in quota, con destinazione Alto Adige. Sino al 30 dicembre, giorno in cui risolve consensualmente il contratto con la società sudtirolese. “Mi è dispiaciuto lasciare l’Alto Adige: in questi mesi mi sono sempre trovato bene. Però ho maturato questa scelta con la necessità di stare più vicino alla mia famiglia, che deve avere la precedenza su ogni altra cosa” (risiede in provincia di Bergamo, con la moglie e tre figli maschi, l’ultimo nato da pochi giorni).Da una firma di congedo, a quella di “ferma”, passano pochi giorni. Ti sei consultato con l’amico Bonazzi prima di accettare la proposta del Pergocrema? “Conosco l’ambiente di Crema e conosco l’entusiasmo che c’è sempre intorno alla squadra - conclude Araboni. Inoltre avevo il desiderio di giocare nuovamente in una categoria importante e quindi non c’è voluto molto per tirare le conclusioni. Ho sentito in questi giorni al telefono anche Roby, ma sapevo già che cosa mi avrebbe risposto perché in giro la gente parla e sia del Pergocrema che del suo presidente Bergamelli si ottengono soltanto delle informazioni positive.” Come le credenziali avute da Stefano Bergamelli sul conto di Christian Araboni.


www.uspergocrema.it

mercoledì 24 dicembre 2008

CAMPIONATO: PERGOCREMA - SPAL 0-0 [21 dic 2008]

PERGOCREMA: Brivio, Guerci (38' st Andreini), Federici, Brambilla, Ghidotti, Quaresmini, Facchinetti, Sambugaro (13' st Boscolo), Tarallo, Le Noci, Bonazzi (28' st Garavelli). All. Piantoni. A disp.: Manzoni, Ghilardi, Pellegrini, Becchetti.
SPAL: Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Schiavon, Zamboni, Servidei, Cazzamalli, Centi (43' st Savi), Arma (26' st La Grotteria), Moro (15' st Bracaletti), Quintavalla. All. Dolcetti. A disp.: Careri, Bianchi, Martucci, Agodirin.
ARBITRO: Nasca di Bari (Pasquali Cerioli di Milano, Alverdi di Como).
NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in discrete condizioni. Spettatori 1000 circa per un incasso lordo di € 7.446. Ammoniti: Guerci, Facchiinetti, Le Noci (P), Cazzamalli e Centi (S). Angoli 3 a 2 per la Spal. Recuperi: 2' + 5'.

CREMA. - Un buon passo avanti nel gioco, un passo indietro in classifica. Bel Pergo, senza nessun batticuore. Ma alla fine, questo non è un risultato prezioso, sebbene sia stato sostenuto da un gioco apprezzabile. La classifica, già corta alla vigilia, diventa ora insidiosa e la zona playout soffia sul collo della formazione cremasca.“E’ Natale, si può dare di più”, recita un petulante spot televisivo e sotto l’albero il regalo offerto dal Pergo prima della sosta è una prestazione promettente. Specialmente nel primo tempo, ci sono state addirittura delle lezioni di gioco non solo accademico, bensì pratico, alla seconda della classe, che ha mostrato qualche ruga di troppo. Un gioco, quello gialloblù, che fluiva facile, che passava spesso per i piedi di capitan Brambilla e che aveva come terminali della manovra soprattutto Le Noci e Tarallo, i quali non sono però riusciti ad uccellare una difesa avversaria sovente approssimativa nelle chiusure.Nell’intervallo il mister ferrarese deve aver sicuramente oliato l’arrugginito assetto arretrato, sicché la ripresa è risultata più equilibrata, con il Pergo, comunque, che proprio nel secondo tempo ha fatto registrare le migliori occasioni da rete e, soprattutto, più volte ha dovuto legittimamente recriminare sull’arbitraggio parecchio lacunoso. Tuttavia, è affiorata anche la sensazione che le due squadre potessero anche tirare la mezzanotte alla luce dei fari, senza che potesse succedere qualcosa. Troppo rispettosa, ai labili confini col timore, la Spal. E troppo avaro di gol, non è una novità, il Pergo, che oggi ha più attenuanti che aggravanti, come la sfortuna (una traversa ed un palo), ed una direzione di gara piuttosto ostile (il rigore su Ghidotti, non concesso, è piuttosto clamoroso), senza trascurare l’avversione nei confronti di Tarallo, il quale ha subito interventi fallosi sistematicamente ignorati dal barese Nasca. O come la lista di infortunati che affolla l’infermeria, nessuno dei quali, peraltro, per problemi muscolari, bensì per colpi rimediati in scontri di gioco. Una lista che si allunga oggi con l'infortunio occorso ad Alex Guerci, nel finale di gara, che tiene in apprensione lo staff in attesa degli accertamenti clinici.Proprio Guerci è stato dapprima la novità tattica nello schieramento iniziale proposto da Piantoni (terzino destro), e poi la più gradita sorpresa in un ruolo a lui forse sinora sconosciuto: con Ghidotti, Quaresmini e Brambilla, è stato il migliore in campo in una gara dove nessuno dei giocatori impiegati ha comunque demeritato.Un buon Pergo, quello odierno, e lo si avverte dalle prime battute di gioco. Al 3’ Le Noci avvia la serie delle occasioni da rete create, con un tiro da posizione favorevole che termina però a lato. Al 7’ c’è l’illusione del vantaggio gialloblù: ancora Le Noci, dal limite dell’area, ci prova e costringe Capecchi a respingere coi pugni. La sfera è raccolta da Bonazzi che gonfia la rete, ma l’assistente segnala la posizione di offside.La Spal fatica a contenere l’impeto offensivo dei cremaschi, che si distendono con manovre rapide e avvolgenti. Al 10’ Brambilla apre sulla sinistra per Le Noci, che appoggia e Bonazzi e quest’ultimo a Sambugaro: il portiere è fuori dai pali, ma il centrocampista, a porta sguarnita, calibra male il tiro: fuori. Il Pergo mantiene la gestione dell’incontro, giungendo con facilità nei pressi dell’area di rigore avversaria, ma per i restanti minuti del primo tempo non provoca soverchi brividi lungo la dorsale difensiva ospite. E’ invece la Spal, al 47’, a sfiorare la beffa: cross dalla sinistra, Brivio, contrastato, respinge in uscita di pugno sui piedi di Arma, il quale prontamente calcia a rete: a pochi passi dalla linea di porta è provvidenziale Guerci ad intercettare la conclusione.Nella ripresa c’è maggiore equilibrio a centrocampo, ma sotto porta il Pergo mostra di avere più fame, sebbene al termine non riuscirà a saziarsi. Al 5’, su azione da calcio d’angolo, Ghidotti è vistosamente placcato sotto porta, ma per il direttore di gara è singolarmente tutto regolare. L’azione prosegue, con Brambilla che raccoglie la respinta della difesa ospite e da circa 20 metri indirizza un proiettile reso velenoso da una deviazione: pallone che si stampa sulla traversa. Al 19’ replica la Spal con Arma, però da una posizione in cui potrebbe far male, impegna soltanto gli addetti al recupero dei palloni. Si prosegue, con il Pergo che nella fase centrale della ripresa assume ancora il comando del gioco. Al 25’, sempre su calcio d’angolo, il tiro di Facchinetti (dall’altezza del dischetto di rigore), supera Capecchi, ma non il palo, che mortifica la conclusione. Boato della Sud al 29’: sotto gli occhi dei cannibali si consuma la seconda ingiustizia della giornata: cross di Garavelli intercettato in area dal braccio di un difensore ferrarese, che a onor del vero era sopraggiunto in scivolata, e quindi forse in modo involontario ha colpito il pallone. Meno incomprensibile la decisione arbitrale al 33’: Facchinetti entra in area e sull’uscita di Capecchi, appoggia a centro area il pallone a Tarallo e poi si tuffa in avanti per evitare il contatto con il portiere avversario. L’arbitro ferma l’azione, con Tarallo che stava calciando nella porta vuota, ammonendo Facchinetti per simulazione. Mah!Al 38’ Alex Guerci lascia il terreno di gioco in barella (dura entrata sul ginocchio: in bocca al lupo!), e al 41’ si consuma l’ultima chance gialloblù della partita. Cross dalla destra di Garavelli, indirizzato al vertice opposto dell’area di rigore, raccolto da Le Noci che appoggia a Facchinetti: conclusione dal limite angolata, ma debole, che non toglie il sonno a Capecchi. Poi gli applausi meritati della Sud alla squadra, con l’augurio che il 2009 dimetta qualche degente dall’infermeria. Buon Natale a tutti i navigatori del nostro sito internet.

www.uspergocrema.it

giovedì 18 dicembre 2008

PRO SESTO - PERGOCREMA 1-0 [13 dic 2008]


RETE
: 3' pt Campi (rigore)

PRO SESTO: Offredi, Campi (35' st Tursi), Lambrughi, Bedin, Preite, Perfeetti, Fracassetti, Boisfer, Beretta (30' st Maah), Bertolini, De Filippis (28' pt Konè). All. Sala. A disp.: Russo, Predko, Marinoni, Bamba.

PERGOCREMA: Brivio, Ghidotti, Federici, Brambilla (22' st Guerci), Finetti, Quaresmini, Facchinetti (10' st Florean), Sambugaro, Tarallo, Le Noci (13' st Marconi), Bonazzi. All. Piantoni. A disp.: Manzoni, Boscolo, Garavelli, Pilleri.

ARBITRO: Simone De Francesco di Teramo (Secco di Bassano del Grappa, De Bortoli di Este).

NOTE: Pomeriggio uggioso, terreno di gioco allentato. Spettatori 1250 per un incasso lordo di € 4.571. Circa 100 i tifosi cannibali presente in gradinata. Espulsi: Fracassetti al 23' pt per fallo su Le Noci, Finetti al 10' st per doppia ammonizione. Ammoniti: Perfetti e Bertolini (Pro sesto), Tarallo (Pergo). Angoli 4 a 1 per il Pergo. Recuperi: 2' + 4'.

www.uspergocrema.it

Il Pergo soccombe a Sesto San Giovanni contro la Pro Sesto al termine di una sfida decisa da un generoso calcio di rigore concesso ai padroni di casa per fallo di mano di Tarallo su azione di calcio piazzato.
Una sconfitta immeritata quella degli uomini di Piantoni, che nonostante l’assedio portato verso la porta di Offredi non sono riusciti a raddrizzare un incontro nato male e finito peggio. Il rammarico in casa gialloblù è il solito, cioè il non essere stati in grado di sfruttare le tante occasioni costruite.
La partenza del match è subito da incubo: al 2’ Bedin calcia una punizione e Tarallo in barriera tocca la palla con un braccio: il fiscalissimo direttore di gara opta per la volontarietà del gesto dell’attaccante campano accordando un penalty ai padroni di casa che viene trasformato 1’ dopo da Campi.
Come un animale ferito il Pergo si dimena e va in cerca di vendetta. L’occasione buona capita al 17’ a Facchinetti, il quale a tu per tu con Offredi si divora l’incredibile palla del pareggio, nonostante in realtà l’arbitro con grande ritardo avesse segnalato la posizione di offside dell’ala cremasca.
La pressione dei gialloblù si fa sempre più forte, ma la Pro si difende bene. La compagine di Sala tuttavia entra in sofferenza al 23’, quando Fracassetti viene espulso per un brutto fallo a palla lontana su Le Noci. Il Pergo con l’uomo in più pigia forte sull’acceleratore, ma le conclusioni di Le Noci al 39’ e Sambugaro a tempo scaduto non impensieriscono Offredi.
Nella ripresa la musica non cambia e la banda di Piantoni ci prova subito con un calcio piazzato di Quaresmini ed un tentativo da fuori di Le Noci, entrambi con esito negativo.
All’11’ il direttore di gara prende nuovamente un abbaglio espellendo Finetti per doppia ammonizione, la seconda delle quali sicuramente esagerata. La Pro Sesto riesce a tirare un po’ il fiato, ma ad avere le occasioni sono sempre gli ospiti che al 33’ ed al 37’ falliscono le palle del pareggio con Sambugaro.
A nulla serve il pericoloso contropiede dei padroni di casa al 40’, con Maah che grazia Brivio. Alla Pro basta un rigore per inguaiare il Pergo.

www.cremaonline.it

venerdì 12 dicembre 2008

FELPE DEL CAFFE' NAZIONALE



Sono in vendita le felpe del Caffé Nazionale al prezzo di 30 Euro,
Le potete trovare al Bar o in alternativa scrivete a:
tittigrup@libero.it

Sono veramente belle.



martedì 9 dicembre 2008

HO IMPARATO


Ho imparato...che nessuno è perfetto.

Finché non ti innamori.
Ho imparato...che la vita é dura...Ma io di più!!!
Ho imparato...che le opportunità non vanno mai perse.
Quelle che lasci andare tu...le prende qualcun altro.
Ho imparato...che quando serbi rancore e
amarezza la felicità va da un'altra parte.
Ho imparato...Che bisognerebbe sempre usare parole
buone...Perché domani forse si dovranno rimangiare.
Ho imparato...che un sorriso é un
modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato...che non posso scegliere come mi sento...
Ma posso sempre farci qualcosa.
Ho imparato...che quando tuo figlio
appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo
pugno...ti ha agganciato per la vita.
Ho imparato...che tutti vogliono vivere in cima alla montagna...
Ma tutta la felicità e la crescita
avvengono mentre la scali.
Ho imparato...che bisogna godersi
il viaggio e non pensare solo alla meta
Ho imparato... che é meglio dare consigli solo in due circostanze...
Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita
Ho imparato...che meno tempo spreco...più cose faccio

lunedì 8 dicembre 2008

PERGOCREMA - LUMEZZANE 1-1 [07 dic 2008]

PERGOCREMA - LUMEZZANE 1-1

RETI: Tarallo (P) 11’ st, 25’ st Scaglia (L).

PERGOCREMA: Russo, Marconi, Federici, Brambilla, Ghidotti, Quaresmini, Florean (19’ st Boscolo), Sambugaro,, Tarallo, Le Noci, Garavelli (40’ st. Guerci). All. Piantoni. A disposizione: Brivio, Finetti, Pilleri, Pellegrini, Becchetti.
LUMEZZANE: Gazzoli, Nicola, Pini, Ciasca (16’ st Silvestri), Chiecchi, Emerson, Coletto, Calliari, Dal Rio (35’ st Dal Bosco), Pesenti (46’ st Ghidini), Scaglia. All. Menichini. A disposizione: Zaina, Ghidini, Treccani, Lo Iacono, D’Attoma.
ARBITRO: Tramontina di Udine (Spiandone di Vicenza, Pennacchio di Faenza).
NOTE:: Pomeriggio con sole, temperatura rigida, terreno in discrete condizioni. Spettatori 1050 circa, di cui 403 biglietti e 612 abbonaati, per un incasso lordo totale di 6.331,21 euro. Ammoniti: Le Noci, Emerson, Coletto, Nicola, Calliari. Angoli 7 a 3 per il Pergocrema. Recupero: 1’ + 2’. ESPULSI: RECUPERO: 1 min. + 2 min.
CREMA. - ”Vuolsi così colà dove si puote, cioè che si vuole, e più non dimandare”.


www.uspergocrema.it

Se non fosse che per quanto visto in campo l’1-1 finale sia da considerarsi giusto, il pareggio ottenuto dal Lumezzane contro il Pergocrema farebbe gridare allo scandalo. Minuto 25 della ripresa, Scaglia controlla in maniera pallavolistica un cross dalla destra di Dal Rio e mette in rete. Dei presenti allo stadio solo il direttore di gara ed il guardalinee non si accorgono dell’infrazione, condannando così il Pergo all’ennesimo pareggino casalingo. Un risultato adeguato all’andamento del match, ma che certamente non può non lasciare un po’ d’amaro in bocca.A partire forte sono i bresciani, che schiacciano i gialloblù nella loro metà campo. Nonostante la pressione però la partita si presenta equilibrata come preventivato alla vigilia, una sfida tra due squadre affezionate al segno ‘x’ e molto brave a chiudersi nelle retrovie. La prima scossa del match arriva intorno al quarto d’ora grazie ad un colpo di testa di Pesenti parato a terra da Russo. La risposta cremasca arriva solo al 22’, ma il destro da fuori di Sambugaro è tutto fuorché pericoloso. Di ben altra natura è l’ennesima incornata al 31’ di Pesenti: stavolta Russo tira un sospiro di sollievo nel vedere il cuoio perdersi sul fondo. La sfida prosegue sui binari dell’equilibrio fino al 42’, quando Quaresmini con una deviazione di tacco su azione di calcio d’angolo per poco non sorprende Gazzoli.Bevuto il thè dell’intervallo le due squadre rientrano sul terreno di gioco, ma a metterci la marcia in più sono finalmente gli uomini di Piantoni che al 4’ sfiorano il vantaggio con un colpo di testa di Tarallo messo in corner da Gazzoli.I gialloblù ci riprovano nuovamente in due occasioni: al 5’ Le Noci sparacchia a lato dal limite dell’area, mentre al 9’, ben servito da Garavelli, il fantasista del Pergo si vede anticipare ad un passo dal gol dal portiere ospite.La rete ‘canarina’ però è nell’aria ed arriva al 10’: passaggio filtrante di Florean e diagonale vincente di Tarallo per il meritato 1-0. Messa la freccia e sorpassato l’avversario il Pergo rallenta paurosamente e gli avversari provano ad approfittarne: al 21’ Dal Rio sfiora il pareggio con un’incornata, mentre al 25’ arriva il già descritto fattaccio: cross dalla destra di Dal Rio, Marconi manca l’intervento di testa e Scaglia, dopo essersi aggiustato la sfera con le braccia fulmina Russo.Dopo il pareggio saltano gli schemi e le due compagini si affrontano con poca lucidità. I più pericolosi sono i bresciani, che nel finale vanno vicini al colpo del k.o. con Calliari e Pesenti, quest’ultimo anticipato da Russo in uscita. La striscia positiva del Pergo si allunga, ma a Sesto San Giovanni l’imperativo è uno solo: vincere.

www.cremaonline.it

venerdì 5 dicembre 2008

GHISLENI SCUOLA ELEMENTARE BERGAMO



Oggi 05-12-2008, alla scuola elementare Ghisleni a Bergamo, mio figlio Giovanni "6 anni", a sorpresa, ha partecipato al suo primo concerto, indovinate un po'....PITURA FRESKA.


Ovviamente conosceva parecchie canzoni.

CAMPIONATO: PADOVA - PERGOCREMA 0-0 [30 nov 2008]

PADOVA - PERGOCREMA 0-0

PADOVA: Cano, Carbone, Falsini, Cotroneo, Faisca, Gentile, Rabito (dal 34' st Raimondi), Bovo, Gasparello (dal 25' st Filippini), Lewandowski (dal 12' st Baù), Di Nardo. All. Sabatini. A disp.: Facchin, Bianchi, Campanholi, Baccolo.
PERGOCREMA: Russo, Marconi, Federici, Boscolo (dal 18' st Sambugaro), Guidotti, Quaresmini, Facchinetti (1' st Florean), Brambilla, Tarallo, Le Noci, Bonazzi (dal 40' st Garavelli). All. Piantoni. A disp.: Brivio, Ghilardi, Guerci, Pilleri.
ARBITRO: Baratta di Salerno (Semolic di Monfalcone, Visentini di Cervignano).
NOTE: Giornata grigia, temperatura accettabile. Terreno in ottime condizioni. Ammoniti Federici, Bonazzi, Tarallo(Pergo), Gasparello, Bovo (PD). Spettatori 3206, di cui 276 paganti.



Calcio - Mai 0-0 fu più gradito in casa Pergocrema. Il pareggio sofferto e difeso con le unghie e con i denti dalla compagine di Piantoni al cospetto del Padova conferma l’ottimo stato di forma dei gialloblù, che anche allo stadio “Euganeo” hanno dimostrato di potersela giocare alla pari con chiunque.Eppure la partenza a razzo dei biancoscudati aveva spaventato Brambilla e compagni. Una pressione forte, costante, martellante: il Pergo vacilla ma non molla e quando al 20’ Rabito riesce ad andare in rete tutti tirano un sospiro di sollievo nel sentire il fischio dell’arbitro, lesto a segnalare la posizione di offside del giocatore di casa. Passano i minuti e la squadra di Piantoni si riorganizza, riuscendo finalmente ad uscire dal guscio. Al 35’ infatti Tarallo prova la sgroppata, ma la sua conclusione è debole. Anche l’ultima azione del primo tempo è targata Pergo: corner di Le Noci, girata di Facchinetti e palla alta.Nella ripresa però il Padova tenta il tutto per tutto e i gialloblù iniziano a soffrire davvero. Al 10’ infatti Gasparello si divora un gol praticamente fatto arrivando in ritardo su un cross dalla sinistra di Di Nardo. Subito dopo è bravo Russo ad intercettare un pallonetto di Rabito, il quale ci prova nuovamente da fuori ma senza fortuna intorno alla mezzora.L’estremo difensore gialloblù deve però compiere un mezzo miracolo al 36’ quando si tuffa da campione per respingere un potente diagonale di Baù. Nel finale i giallboù rialzano la testa e Sambugaro avrebbe la possibilità di mandare k.o. il Padova. Sarebbe stato troppo.Lo 0-0 fa felice il Pergo, che si gode l’ennesima prestazione da cuor di leone.

cremaonline

http://www.uspergocrema.it/tabellini/live.php?action=detail&match=65

martedì 25 novembre 2008

SITO DEL PERGO - FINISCE LO SCIOPERO MA NON LE FRECCIATE

PERGOCREMA - REGGIANA 0-0

PERGOCREMA
: Russo, Marconi, Federici, Boscolo, Ghidotti, Quaresmini, Facchinetti, Guerci (27’ st Brambilla), Florean (19’ st Garavelli), Bonazzi, Le Noci (41’ st Becchetti). All. Piantoni. A disposizione: Brivio, Ghilardi, Pilleri, Pellegrini.

REGGIANA: Ambrosio, Mallus, Zini, Stefani, Bruno, Ponzo, Nardini (31’ st Migliaccio), Grieco, Ferrari (39’ st Bucolo), Ingari, Florian (14’ st Falconieri). All. Pane. A disposizione: Tomasig, Mei, Cosner, Bovini.

ARBITRO: Pagano di Torre Annunziata (La Grotteria di Novara, Mazzaferro di Torino).

NOTE: Pomeriggio soleggiato, ma freddo, terreno in buone condizioni. Spettatori 1300 circa per un incasso lordo, compresa quota abbonati, di € 11.270. Ammonito Ferrari. Recupero 1’ + 4’.

CREMA. I più giù, fra il depresso e l’incredulo, sono ...


QUESTO E' QUANTO SCRITTO SUL SITO DEL PERGO NELLA SEZ. NEWS PERGOCREMA REGGIANA.
NELLA SPERANZA CHE QUESTO COMPORTAMENTO NON SIA CONDIVISO DAL PRESIDENTE BERGAMELLI, MA CHE SIA UN INIZIATIVA PERSONALE DI QUALCHE PERSONAGGIO ALL'INTERNO DELLA SOCIETA', SI RITIENE INAMMISSIBILE E INACCETTABILE UNA MODALITA' COSI' INFANTILE, SPECIALMENTE SU UN ORGANO UFFICIALE CHE "DOVREBBE" PRESENTARE NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE LA PROPRIA SQUADRA, LA PROPRIA CITTA' E I PROPRI TIFOSI "CASUALMENTE NON PIU FOTOGRAFATI".
SPERIAMO CHE QUESTA SITUAZIONE VENGA CHIARITA "DAL PRESIDENTE" IN TEMPI BREVI.

lunedì 24 novembre 2008

CAMPIONATO: PERGOCREMA - REGGIANA 0-0 [23 nov 2008]


Una partitaccia.
Da infilare direttamente nel cestino, nonostante valga il quinto posto solitario. Bizzarro rovescio della medaglia, ma non può bastare ad addolcire una pillola assolutamente sgradevole. Già, perchè se la zona play off alla fine esce consolidata, l’occasione per balzare a ridosso delle prime della classe era davvero sontuosa.
Impossibile, però, vincere senza tirare in porta. In 93 minuti, la Reggiana ha indirizzato due palloni nello specchio della porta difesa da Russo. Entrambi scolastici. Il primo, con Bruno, direttamente dalla bandierina. Il secondo, con Ponzo, che ha sferrato un sinistro a giro pregevole, ma non sufficientemente angolato (Russo ha parato in tuffo).
Tutto qui. Cioè zero assoluto. In un mare di calcio piatto, da sbadigli o da rabbia. Il Pergocrema ci ha provato nel primo tempo, poi si è infiacchito in termini speculari rispetto ai granata e la scena è diventato ancor più di bassa lega. "E’ stata una brutta partita di C2" la sintesi perfetta di Mirco Stefani. Tra i pochi ad uscire a testa alta da una sfida che per i granata costituisce non un passo indietro, ma una vistosa falcata da gambero.
Le assenze a manciate, su entrambi i fronti, non sono un alibi. La Reggiana ha lasciato ai box,per infortuni e squalifiche, Alessi, Padoin, Scantamburlo, Maschio e Mei (in panchina a far numero). Più Dall’Acqua, fuori condizione e che sabato ha messo minuti nelle gambe con la Berretti.
Il Pergocrema ha dovuto arrabattarsi addirittura fino a pochi minuti prima del via. Ai forfait annunciati (mezza difesa, Sambugaro e Tarallo), si sono aggiunti Brambilla, tenuto in panchina per un affaticamento muscolare (è entrato a metà ripresa) e Andreini, finito ko nel riscaldamento. Sempre per guai muscolari. Piantoni ha così consegnato la maglia di punta avanzata a Lauro Florean, che ha ingaggiato un duello di negatività col quasi omonimo collega granata (Damien Florian).
Il Pergo è partito a spron battuto, ma è durato poco. E non ha mai ustionato un Ambrosio vigile. Perlomeno ha tentato di fare la partita. Organizzando azioni, vanificate in avvio sistematicamente da posizioni di fuorigioco: addirittura 4 nei primi 4 minuti.
Il Pergo ha scelto la fascia destra per alzare vampate, ma non ha mai trovato freddezza nei sedici metri. Qualche accelerazione di Le Noci e Facchinetti, palpiti di intensità, pericoli modesti. Il tutto condensato nella prima frazione. Dopo il riposo, anche i lombardi sono piombati nel grigiore.
La Reggiana è invece rimasta costantemente a guardare. Anche la presenza a centrocampo di Ferrari, giocatore offensivo, è scivolata via nel più completo anonimato. Al rientro da titolare, alla fine si è distinto soltanto per il primato di unico ammonito. Un giallo banale (entrata ruvida a centrocampo su Bonazzi) che gli costerà la squalifica, visto che era diffidato.
Senza idee e slancio, con Grieco ombra del leader di sette giorni prima, il gioco della Reggiana non è mai decollato e non ha fruttato occasioni da gol. Difficile farsi largo per le due punte, Ingari e Florian, spesso abbandonate al loro destino. Ma desolatamente vuote pur nei pochi palloni giocati.
La difesa, ridisegnata per l’assenza di Mei, con Stefani a destra e Mallus a sinistra, è stato l’unico reparto a disimpegnarsi con sufficiente autorità. Va ricordato che Zini è sceso in campo con 38 di febbre: visto che è stato uno dei migliori, molti altri granata dovrebbero arrossire.
L’ambiente si è pian piano "adagiato" al nulla imperante. Le curve hanno inevitabilmente perso fragore, ma sono state ultra-generose di fronte allo squallore proposto da due squadre che hanno affrontato la ripresa come un allenamento del giovedì. Qualche brusio, fischi sommessi. Un atteggiamento da incrollabili galantuomini.
Una punizione clamorosamente fuori misura di Grieco, a fil di sirena, è stato il degno sigillo ad una delle prestazioni più smunte dell’intera gestione Pane. Il sesto risultato utile consecutivo e il quinto posto senza partner salvano il bilancio. Ma contro questo Pergocrema decimato e soffice, l’occasione per pennellare un salto di qualità era ghiottissima. Buttarla via in modo tanto imbelle è inammissibile.

PERGOCREMA (4-2-3-1): Russo; Marconi, Ghidotti, Quaresmini, Federici; Boscolo, Guerci (dal 27’ s.t. Brambilla); Facchinetti, Le Noci (dal 40’ s.t. Becchetti), Bonazzi; Florean (dal 18’ s.t. Garavelli). (Brivio, Ghilardi, Pilleri, Pellegrini). All. Piantoni
REGGIANA (3-5-2): Ambrosio; Stefani, Zini, Mallus; Ponzo, Nardini (dal 30’ s.t. Migliaccio), Grieco, Ferrari (dal 37’ s.t. Bucolo), Bruno; Ingari, Florian (dal 13’ s.t. Falconieri) (Tomasig, Mei, Cosner, Bonini). All. Pane
Arbitro: Pagano di Torre Annunziata (La Grotteria di Novara - Mazzaferro di Torino).
Note: spettatori 1500 circa (675 paganti, 612 abbonati), incasso 10.045 euro. Circa 150 tifosi reggiani. Ammonito Ferrari. Angoli: 3-2. Tiri in porta: 4-2. Tiri fuori: 2-3. Falli: 16-18. Fuorigioco: 9-3. Passaggi al portiere: 4-10. Recupero: 1’ e 2’. La gara è iniziata con 7’ di ritardo.


fonte: ilrestodelcarlino

SITO DEL PERGO IN SCIOPERO - POPO CARèGNA


A quanto pare il sito del US PERGOCREMA 1932 é in sciopero, a causa della contestazione in occasione della gara Pergocrema Lecco dello scorso 02-11-2008 e di alcuni tifosi "UN BLOG" che "SI PERMETTONO" di non essere contenti di alcune scelte della società stessa.
Non ci credete??

http://www.uspergocrema.it/news_indice/news_home_frame.html

Per avere informazioni riguardo alla gara casalinga di ieri contro la Reggiana, si consiglia di consultare il seguente sito:

http://www.reggianacalcio.it/

TRENTO - PERGOCREMA 08-05-2005

mercoledì 19 novembre 2008

CAMPIONATO: PERGOCREMA - VENEZIA 1-0 [16 nov 2008]

I gialloblù sconfiggono 1-0 il Venezia e conquistano i primi tre punti al ‘Voltini’

Calcio - Il Pergo si trasforma in stregone e con una magia di Bonazzi nel finale di gara stende il Venezia scacciando nello stesso tempo i fantasmi dallo stadio "Voltini". Il match contro i lagunari termina 1-0 e rappresenta di fatto il primo hurrà stagionale casalingo, un successo tanto importante quando agognato.A partire meglio sono i lagunari, con Rebecca che coglie la traversa e spaventa tutto il pubblico di fede cannibale. Passata la paura il Pergo si sveglia e prova a portarsi in vantaggio in almeno un paio di occasioni: prima Le Noci impegna severamente il portiere veneziano Lotti con una bella conclusione su calcio piazzato da fuori area, poi è invece Facchinetti a rendersi pericoloso nell’area ospite. Il Venezia tuttavia non sta certo a guardare e risponde al 40’ con la vecchia volpe Poggi, al quale il direttore di gara annulla una rete per fuorigioco. Nel finale di primo tempo è ancora Poggi a tentare di sorprendere Russo, ma la sua girata al volo si spegne sul fondo.Nella ripresa il Pergo cerca di aumentare il ritmo, ma la difesa lagunare sembra difendersi bene e gli spazi in cui inserirsi sono pochi. Il più insidioso tra i gialloblù è sempre Le Noci, che pareggia il conto delle traverse colpendola con un altro pericolosissimo calcio di punizione. Col passare dei minuti la gara pare essere destinata ad un inconcludente 0-0, ma a dieci minuti dal termine arriva la magia: contropiede gialloblù, Florean rifinisce per Bonazzi che dal vertice sinistro dell’area lascia partire un destro letale sul secondo palo che fa secco Lotti. Tre punti che fanno morale e classifica. L’occasione di ripetersi capita presto: domenica prossima a Crema arriva infatti la Reggiana.
PERGOCREMA-VENEZIA 1-0
PERGOCREMA (4-2-3-1): Russo; Marconi, Finetti (30’ Ghidotti), Quaresmini, Federici; Brambilla, Sambugaro; Facchinetti (72' Florean), Le Noci, Bonazzi; Tarallo (49' Andreini). All. Piantoni.
VENEZIA (4-3-1-2): Lotti; Semenzato, Lebran, Galuppo, Anderson; Drascek, Bono, Ruffini (76' Chinellato); Rebecca (64' Corradi); Poggi (81' Fornaio), Ibekwe. All. Cuoghi.
ARBITRO: Bolano di Livorno.
RETE: 81' Bonazzi.
NOTE: giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni. Ammoniti Quaresmini, Ruffini e Poggi. Spettatori 1200 circa, di cui 612 abbonati, per un incasso di euro 9430 (compresa quota abbonati). Angoli 4-3 per il Pergocrema; recuperi 2', 3'.

fonte: cremaonline

martedì 18 novembre 2008

lunedì 17 novembre 2008

sabato 15 novembre 2008

PITBULL

Dal sito della Società sembra che coloro che hanno contestato e offeso pesantemente sia gente di “poco conto” gente non invitata al banchetto “se non ricordo male”, pitbull sono state chiamate queste persone, qualcuno in sostanza che non vuole il bene del Pergo ma che cerca di remare contro per creare zizzania.Bene, sono rimasto colpito da queste parole, tanto che ieri sera, ho voluto informarmi su chi e in che modo “anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, perché, a differenza di chi parla e straparla qualche volta, IO è dalla bellezza di venticinque anni che vivo il Pergo dallo stadio e dal bar, esattamente da diciotto che lo vivo dalla Curva, andavo a vedere il Pergo di Mayer e Lenisa, quello di De Giorgis, ricordo Gigi Pastò, Tiberio Terzi, Claudio Pozzi, e tutti gli altri…Ricordo una di queste due persone “che tutti conoscono” bambino, avra’ avuto undici anni, poteva essere il 1986 o 1987 nei distinti dare i pugni alla rete perché avevamo preso un goal contro la Pro Sesto “C1” noi eravamo in C2, lo ricordo prendere a pugni la rete con le lacrime agli occhi per una partita in notturna di Coppa Italia a cui non fregava niente a nessuno con dietro suo padre che gli intimava di stare buono. Lo ricordo come compagno di mille trasferte, riunioni serali e iniziative, disordini di ogni genere. QUESTO E’ AMORE, almeno come lo intendo io, non ha mai preso una lira dalla società Pergocrema, mai un biglietto omaggio, mai un favore e si è sempre sbattuto, ha sempre sofferto dall’anno di Lele Messina all’era Bianchi, ed ha gioito come nessuno per le promozioni.L’altro elemento, non invitato al banchetto, è uno dei miei migliori amici, nonostante non abbia nella sua vita seguito assiduamente il “Pergo”, lui tifa Toro e Brescia, quest’anno oltre a fare l’abbonamento e non saltare ancora una trasferta, si è proposto come sponsor per finanziare un gruppo del Pergo da poco censito. Lui è così, si esprime così, con me, con sua madre e con chiunque gli capiti a tiro, ammetto che è matto come un cavallo, ma fondamentalmente è una buonissima persona. Parlando con lui ieri sera, mi dice che probabilmente c’è stata una esasperazione da parte sua e se ne rammarica, ma dopo la sostituzione di Sambugaro, peraltro assurda, e alcune scelte tecniche assolutamente contestabili, non è stato capace “come sempre gli capità” di contenersi, generalmente resta attaccato alla rete e fa’ le stesse identiche cose nei confronti degli avversari, per metterli in agitazione.Bene, questi sono i pitbull che remano contro la società e la squadra, questi sono gli elementi che la Curva Sud dovrebbe emarginare, non sono invitati al banchetto ??!?Credo che prima di sparare giudizi su qualcuno, bisognerebbe almeno sapere di cosa si sta’ parlando, perché una cosa è LAVORARE “ben remunerati” per una società sportiva, altra cosa è VIVERE PER “assolutamente gratis, anzi pagnado di tasca propria.Sono convinto che tra questi due ruoli ci sia una bella differenza, ma evidentemente in questa società dove il presidente fa’ l’allenatore e il direttore sportivo, l’allenatore fa’ il tifoso, l’ex allenatore che voleva “FARE L’ALLENATORE” viene “fatto fuori” perché avrebbe dovuto fare lo spettatore….dove l’ex osservatore “già sul libro paga” viene promosso al ruolo a mister, forse in una situazione dove l’inversione di ruoli è cosa sistematica si potrebbe incaricare il buon magazziniere come addetto alla sicurezza, l’addetto stampa potrebbe occuparsi del mercato di riparazione e al vicepresidente dare in gestione il bar dello stadio…Volete dare la colpa di questo ai pitbull che cercano di distruggere l’ottimo lavoro fatto fino ad oggi?? A me sembra tanto un modo di nascondersi dietro a un dito per non ammettere i propri sbagli, e come tutti sanno, per migliorarsi è necessario mettersi in discussione costantemente, imparare dai propri errori cominciando da AMMETTERLI a se stessi e nel caso di una società sportiva ai propri sostenitori, questo a mio modo di vedere è il primo passo.Per quanto riguarda il tesseramento dei giocatori prima del mercato di riparazione credo sia superfluo dire ancora una volta che se ci fossero le pedine giuste al posto giusto, come dovrebbe essere, vale a dire la solita piramide: presidente, vicepresidente, direttore sportivo ecc.. questo non sarebbe accaduto, ma non credo sia il caso di girare il coltello nella ferita.
LA MIA BANCA E’ DIFFERENTE.

Kossuth

Da “La Provincia”

CREMA: Giornata di risposte ieri in casa gialloblù. L’addetto stampa Claudio Falconi, presente all’allenamento della squadra, ha fatto chiarezza su due episodi che stanno tenendo banco: La querelle a distanza con un gruppo di tifosi e la rinuncia ad ingaggiare un nuovo difensore centrale.“ Ho letto sul Blog dei tifosi le risposte alla presa di posizione della Società dopo gli episodi verificatasi a Novara. Qualcuno si è appellato al diritto di critica, qualcun altro ha affermato che sul sito del Pergocrema certe frasi non andavano scritte.A loro rispondo che il sito è l’organo ufficiale sul quale la Società esprime la propria posizione . In quanto alle critiche ritengo legittimo che chi viene allo stadio manifesti la propria insoddisfazione non bella o che contesti qualche scelta tecnica. Cio’ che la società non tollera sono le pesanti offese personali rivolte a mister Piantoni.Falconi ha poi fatto chiarezza sulla rinuncia, ormai ufficiale della società, ad intervenire sul mercato prima di Gennaio. “Era gia pronto l’ingaggio di Bertotto. Mancava soltanto la firma, che sarebbe dovuta avvenire lunedì. La società credeva che fosse possibile operare la rescissione di contratto con uno degli attuali tesserati per poterne inserire in lista uno nuovo ed invece la Lega ci ha spiegato proprio lunedì che questo non è possibile, a meno di voler rinunciare al contributo economico. Se lo avessimo saputo prima, nelle scorse settimane non avremmo provato né Coppini, né Zamperini. Tesserando Bertotto, avremmo perso piu di centomila euro. A quel punto abbiamo preferito rinunciare a concludere l’operazione”.Fino alla riapertura del mercato di gennaio, dunque, si potranno ingaggiare soltanto degli Under 21. Ecco perché il Pergocrema sta’ per inviare in Lega le pratiche per il tesseramento di Vinvent Kouadio. Sarebbe lui in questo periodo l’alternativa a Finetti e Quaresmini, in attesa del mercato e del recupero di Ragoli (previsto per fine gennaio) e di Gentili che dovrebbe tornare ad allenarsi la prossima settimana.Ieri, nel frattempo, sono ripresi gli allenamenti. A parte i dur infortunati di cui sopra e Brivio, tutti hanno risposto presente. L’esperto portiere riprenderà a lavorare probabilmente già da oggi. Per la sfida di domenica contro il Venezia, mister Piantoni dovrà fare a meno dello squalificato centrocampista Boscolo. Candidati alla sua sostituzione ci sono Marconi, Garavelli e Guerci. Rientra invece Andreini che ha scontato il turno dietro la lavagna.

Fonte : La Provincia

martedì 11 novembre 2008

SITO DELLA SOCIETA'



Ebbene, trovo assurdo un commento simile sul sito della società.

Il diritto di contestare é sacrosanto, io personalmenete non sono d'accordo sui motivi della contestazione,
credo infatti che Mister Piantoni non abbia né colpa né peccato, non ho mai fatto mistero sulle perplessità nei confronti di un presidente che fa' il calciomercato, il direttore generale e l'allenatore,
non ho mai fatto mistero circa l'esonero di Mister Fortunato "Clamorosa CAZZATA", nonostante cio' credo che il Presidente Bergamelli sia una buona persona e che le scelte le faccia per il BENE del PERGO anche se molte volte non sono quelle giuste.
Aggiungo: sono convinto che la prestazione di domenica a Novara sia dovuta principalmente alle madonne che i giocatori si sono beccati domenica scorsa al Voltini contro il Lecco, contro il Novara il presidente Bergamelli non era presente ..... UN CASO ?? Probabilmente si ...

Un bagno di umiltà fa' bene a tutti, di tanto in tanto, vediamo di non arroccarci sulle nostre posizioni e di migliorare anche accettando le critiche. Se avverra' questo, i GUFI saranno messi a tacere.
Torno a ribadire che onnipotente come il Berluska ce n'é uno solo, e speriamo che continui ad essere così..

CAMPIONATO: NOVARA - PERGOCREMA 1-1 [10 nov 2008]



NOVARA - PERGOCREMA 1-1

RETI
: Tarallo (P) al 10’ pt, Bertani (N) al 4’ st.

NOVARA: Brichetto; Morganti, Lorenzini, Ludi, Tombesi (dal 19’ st Maggiolini); Porcari (dal 35’ st Chiappara), Gallo, Evola, Bertani; Sinigaglia (dal 39’ st Brizzi), Rubino. All. Notaristefano. A disposizione: Tani, Perego, Piraccini, Amato.

PERGOCREMA: Russo; Ghidotti, Finetti, Quaresmini, Federici; Boscolo, Brambilla, Sambugaro (dal 12’ st Facchinetti); Le Noci, Tarallo (dal 29’ st Florean), Bonazzi (dal 33’ st Garavelli). All. Piantoni. A disposizione: Manzoni, Marconi, Guerci, Pilleri.

ARBITRO: Pizzi di Saronno (Pasquali Cerioli di Milano, Tino di Milano.

AMMONITI: Pergocrema: Boscolo, Russo, Quaresmini, Bonazzi. Novara: Morganti.
ESPULSI: Boscolo (P) al 30’ st per doppia ammonizione.
RECUPERO: 1 min. + 4 min.
SPETTATORI: 2200.

NOVARA. - Probabilmente ci vorrà altra acqua, oltre a quella caduta in settimana, per lavare via dalla testa la sensazione di impotenza dopo la prestazione contro il Lecco. Oggi, però, la squadra ha ripulito il ricordo con un comportamento convincente. Sarà l'orgoglio di non voler stendere la passatoia davanti alla capolista, sarà soprattutto il fatto di aver sfoltito l’infermeria, di aver dato un calcio ai fantasmi, ma s'è visto e a tratti ammirato un altro Pergo. Il pareggio, se dissertiamo su chi avrebbe meritato di vincere, sta stretto più ai cremaschi che ai piemontesi, ma la crescita di tono è innegabile. E speriamo che si possa proseguire così. Vincere su questo campo non è facile per nessuno. Sinora ci era riuscito soltanto il Legnano. Il Pergo ci ha provato, con una partenza veloce che prometteva di più e poteva avere altri sbocchi. Peccato quella traversa scheggiata da Quaresmini su punizione, all’ultimo secondo di gara. Fosse entrato, nessuno avrebbe gridato allo scandalo.
In un pomeriggio sereno, da eccepire ci sarebbero solo alcune steccate di pochissimi e individuabili sostenitori gialloblù, che fuori dal coro, dalla curva ospite, non hanno lesinato assurdi insulti a Piantoni. Peccato, dunque, che una prestazione promettente, che riconcilia con l’opaca condotta di gara di domenica scorsa, sia stata macchiata, nel corso del secondo tempo, da quattro gatti. I ragazzi della “Sud”, sia chiaro, in tutto questo non hanno responsabilità, poiché gli improperi sono stati isolati e coinvolgono soltanto quei quattro cecchini (e risparmiamoci la rima), che con fierezza gonfiano il petto al riparo del gruppo. Il gruppo, cioè la parte sana e appassionata della curva ha il diritto, e il dovere, di emarginarli, perché accarezzare il pelo a certi personaggi è un esercizio pericoloso: i pit-bull, prima o poi, mordono, nel senso che possono far male agli interessi di tutti quanti.
Però è sconfortante, perché gli insulti di oggi si sommano alle contestazioni del Voltini di sette giorni fa e stupisce, principalmente, non tanto il labile senso di riconoscenza o la volubile memoria (dalla “domenica delle Palme”, dopo la gara con il Pavia, all’”orto degli ulivi” al termine del match contro il Lecco), bensì la deficitaria stima verso il lavoro della società, delle scelte comunque ponderate e sofferte, sebbene non sbandierate, del mancato rispetto verso le persone. Il lancio di fiele, tanto per entrare nella cronaca, è arrivato con la sostituzione di Sambugaro, non apprezzata, e proseguita con quella di Tarallo, il quale peraltro rientrava da un lungo periodo di convalescenza e si sapeva non in grado di sostenere l’intero match. Non c’è quindi conflitto argomentato da disquisizioni tattiche, bensì semplice, e deprimente!, premeditazione che non giova al bene della squadra, né tantomeno all’impegno della società. Avanti così, se si vuole male ai colori gialloblù.
Avanti così, ma per il bene della classifica, è invece la prestazione fornita sul campo dai giocatori cremaschi. E' stata una partita piacevole, vivace anche sotto il profilo tattico, quando Piantoni, con i cambi effettuati nella ripresa, ha ridisegnato il modulo della squadra, che non ha sofferto la capolista neppure quando ha dovuto proseguire l’incontro in inferiorità numerica per l’espulsione di Boscolo. Probabilmente il mister non crede allo schieramento uno ed immutabile, ed ha dunque voluto anticipare le eventuali mosse dell'avversario, ricavandone beneficio.
Il ritorno del bomber è la principale novità nello schieramento iniziale ed al 6’ è proprio Tarallo a servire, dalla destra, Le Noci, il cui diagonale termina però a lato. L’inizio di gara mostra un Novara alquanto guardingo ed i cremaschi piuttosto determinati. Al 7’ su punizione da circa 20 metri, Le Noci blocca il respiro ai tifosi piemontesi: pallone fuori di pochissimo. Insiste il Pergo, che al 10’ ottiene il gol del vantaggio: corner dalla sinistra di Bonazzi e a centro area Tarallo approfitta dell’incertezza del portiere di casa e di testa firma la sua prima rete con la maglia gialloblù.
Il Novara reagisce, ma non trova profondità alla propria manovra. Bertani, sull’out sinistro, ha guizzi vorticosi che inizialmente mettono in difficoltà Ghidotti, ma non procurano soverchie insidie nelle vicinanze di un attento Russo. Al 31’ è invece il Pergo a sfiorare il raddoppio: Le Noci, conun lancio calibrato, mette Tarallo davanti a Brichetto, che lo anticipa di un soffio in uscita. Boato novarese al 33’: Bertani crossa a centro area per Rubino, il quale si esibisce in un’acrobatica rovesciata, più spettacolare che efficace. Il Pergo non si chiude nella propria roccaforte, ma cerca di addomesticare l’azione avversaria con la diga di centrocampo. Brambilla non è soltanto il regista, bensì recupera parecchi palloni in fase di interdizione. Al 37’ Le Noci si produce in un’ottima azione di rimessa: giunto nei pressi dell’area piccola, indugia nella conclusione e la difesa locale recupera in extremis.
L’ultimo brivido del primo tempo arriva dalle parti di Russo: cross dalla destra e a due passi dalla linea di porta, Rubino devia di testa a colpo sicuro. Strepitoso Russo a negargli la gioia del gol.
Pareggio che arriva però all’inizio di ripresa. Al 4’ Evola, dalla fascia destra, catapulta un buon pallone sul primo palo per Bertani, che si avvita e devia sotto l’incrocio opposto, dove il portiere cremasco non può arrivare.
Il Novara si galvanizza, il Pergo accusa il colpo. Al 10’ è ancora Bertani a mettere in crisi la difesa gialloblù, con una conclusione che termina però alta. Poi Piantoni avvia la serie dei cambi ed in effetti il riassetto tattico ristabilisce l’equità tra le contendenti. Anzi, è proprio il Pergo a trarne giovamento, proprio con due dei tre sostituti. Al 26’ Facchinetti conclude dal limite impegnando Brichetto. Quando scocca la mezzora Boscolo è costretto a trattenere un avversario a centrocampo per evitare una ripartenza. Secondo cartellino giallo e conseguente espulsione. Esulta lo stadio di fede biancoazzurra, ma al 37’ il siluro di Garavelli, dalla media distanza, spolverando il palo alla sinistra del portiere locale avverte che il Pergo non ha alzato bandiera bianca dopo l’inferiorità numerica. Emozione anche nei minuti di recupero. Al 46’ Russo è lesto ad anticipare fuori dai pali l’incursione di Rubino, mentre al 49’, su punizione dalla distanza, Quaresmini scarica un missile che scheggia la traversa. Avanti così, dunque, sordi e concreti.

LE FOTO DELLA PARTITA




















fonte www.uspergocrema.it